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Notizie Varie

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La notte di Natale a Gragnano: distribuiti 180 pacchi

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A Gragnano è stato celebrato il Natale ed è già ora di bilanci. Le azioni di solidarietà attivate sul territorio gragnanese sono state molteplici e tra queste uno spazio particolare occupa quella delle “Scatole di Natale”, riproposte dal Comune dopo il successo dello scorso anno. I cittadini ed in particolare i bambini della Scuola Primaria e i loro genitori sono stati particolarmente generosi ed hanno accolto con molto entusiasmo l’invito dell’Amministrazione di confezionare pacchi regalo da distribuire alle famiglie o alle persone sole in difficoltà economica. “Oltre 180 pacchi sono stati distribuiti in tempo per la notte di Natale, grazie alla collaborazione degli insegnanti e dei volontari. Non ci saremmo riusciti quest’anno senza il loro aiuto e li ringraziamo di cuore”, dichiarano amministratori e operatori del Servizio Sociale del Comune. Giuseppe Ghezzi, Denise Carini, Marco Quagliaroli e Alberto Barbieri infatti, coadiuvati dalle operatrici del Sociale, si sono occupati sia dello smistamento dei pacchi in base alle indicazioni scritte sulle scatole stesse, sia della concreta consegna ai destinatari. Cibi, dolci, giocattoli, creme e prodotti di igiene personale, abiti, libri e quaderni sono arrivati così a destinazione.

“Siamo davvero grati ai nostri concittadini per l’entusiasmo e la generosità che hanno dimostrato anche in questa occasione. I volontari ci raccontano di bimbi in attesa, straordinariamente felici. È bello sapere di poter condividere con altri la gioia del Natale, facendo arrivare, attraverso questo semplice gesto, anche a chi, per cause diverse, potrebbe esserne escluso, il vero significato: quello della fraternità, della pace e della solidarietà - proseguono - così come una menzione particolare va alle insegnanti che si sono fatte tramite presso gli studenti nella trasmissione del vero significato dell’iniziativa”. “La generosità dei nostri concittadini è stata commovente. È evidente il desiderio di voler far partecipare della gioia del Natale anche chi sta vivendo momenti di difficoltà economica. Una lezione di condivisione e fraternità particolarmente toccante soprattutto da parte dei nostri bambini che hanno preparato le scatole non per sé ma per altri”, commentano gli amministratori. “Ci tengo a sottolineare che questa iniziativa - prosegue il sindaco Calza - è pensata anche come piccolo semplice esempio di economia civile. Come invitano a fare Papa Francesco ma anche economisti illuminati come Stefano Zamagni, occorre promuovere un modo di pensare il sistema economico come basato su gratuità, reciprocità e fraternità superando la logica del mero profitto. L’esclusivo paradigma della crescita che può avvenire indipendentemente dal numero di persone che rimangono indietro va abbandonato promuovendone uno nuovo quello dello «sviluppo» che mira a eliminare i lacci che impediscono di crescere insieme. In questa logica il «dono» assume un valore fondamentale che è quello della relazione e della reciprocità che si instaurano tra chi dà e chi riceve. E infatti abbiamo insistito sulla necessità di accompagnare la scatola con un messaggio, un biglietto di auguri. Proprio perché si favorisse la percezione del desiderio di stabilire una relazione aldilà del gesto dell’offerta del dono”.

Pubblicato il 27 dicembre 2022

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Un anno di crescita per l’economia emiliana

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Crisi energetica, aumento dei prezzi e ridotta reperibilità delle materie prime ma soprattutto bassa crescita e alta inflazione. Nonostante tutto l’Emilia-Romagna riesce a confermare le performance: nel 2022 il Pil emiliano-romagnolo segnerà un incremento del 4,1%, confermandosi ai vertici della graduatoria delle regioni italiane. Inflazione e costo dell’energia saranno i principali ostacoli alla crescita per il 2023, anno in cui lo scenario pare profilarsi in sensibile rallentamento, caratterizzato da una modesta espansione (+0,6%) ma comunque superiore a quella nazionale (+0,4%) che allinea l’Emilia-Romagna “all’area Euro”, allontanando i venti di recessione che sembravano prossimi a investire l’Italia. È quanto si ricava dal Rapporto sull’economia regionale realizzato in collaborazione tra Regione e Unioncamere, presentato a Bologna. L’occupazione media regionale, secondo i dati Istat, nei primi nove mesi del 2022 è in crescita dello 0,5% rispetto alla media dello stesso periodo del 2021 (+9 mila lavoratori), ma risulta essere ancora inferiore al 2019 (-31,2 mila occupati, -1,5%). Le persone in cerca di occupazione sono in calo di mille unità (-0,9%) rispetto al medesimo periodo dello scorso anno e anche rispetto al 2019 (5,7 mila persone in meno, pari a -5,0%). Per quanto riguarda gli occupati, la dinamica positiva ha interessato in modo particolare la classe 15-64 anni, in crescita di 21 mila unità rispetto alla media dello scorso anno, mentre considerando anche gli over 64 anni, la crescita si attesta attorno a 9 mila unità in più. Il tasso di occupazione medio (15-64 anni) nei tre trimestri 2022 è pari al 69,4%, in crescita di circa un punto percentuale rispetto allo scorso anno, ma ancora al di sotto del dato 2019 (70,4%). Relativamente alla disoccupazione, il tasso regionale (15-74 anni) è pari al 5,2%, dato sostanzialmente in linea con la media dello scorso anno e leggermente inferiore al dato 2019 (5,4%, sempre come media dei primi tre trimestri dell’anno).

I DATI DEI SETTORI

È il comparto delle costruzioni, che ha beneficiato del traino degli incentivi, il principale protagonista di questa fase congiunturale. Nel 2022 il valore aggiunto del comparto ha registrato un balzo in avanti del 14,4 per cento. La forte ripresa dell’edilizia determinerà una crescita anche nel 2023, tuttavia di entità ben più modesta rispetto al passato (+1,8%). L’industria manifatturiera nel corso dell’anno ha progressivamente ridotto la carica propulsiva che aveva consentito già nel 2021 di recuperare quanto perso a causa della pandemia. La crescita del valore aggiunto industriale nel 2022 si collocherà attorno all’1,1 per cento, grazie all’incremento del valore delle esportazioni che ha fatto fronte all’aumento dei costi. Per il 2023 il timore è quello di una variazione di segno negativo (-0,7%). Il terziario, che vale quasi due terzi dell’economia regionale, ha mostrato una buona capacità di tenuta: nel 2022 tornerà su livelli prossimi a quelli pre-pandemia, forte di una crescita attorno al 4,6%. Anche i servizi nel corso del 2023 risentiranno del rallentamento complessivo: il valore aggiunto dovrebbe registrare un incremento dell’1,1%. Il commercio ha evidenziato risultati positivi soprattutto per gli esercizi alimentari e la grande distribuzione. Bene anche il turismo, anche se non si è ancora tornati ai livelli pre-pandemia. Sulla prima parte del 2022 ha pesato in modo non trascurabile l’epidemia da Covid, ma l’annata turistica va comunque valutata positivamente. L’industria turistica regionale chiude i primi nove mesi del 2022 con una stima di 54,5 milioni di presenze, in aumento di oltre il 22% rispetto allo stesso periodo del 2021, ma riportando valori ancora inferiori dello 0,8 per cento rispetto al 2019. Gli arrivi turistici stimati sono quasi 11,5 milioni con un +35% rispetto al 2021 e un -3,7% rispetto al 2019. L’agricoltura sembra essere il settore che ha sofferto maggiormente nel corso dell’anno. La guerra in Ucraina e la siccità hanno contribuito alla ripresa inflazionistica. Sono aumentate le quotazioni dei prodotti delle coltivazioni e della zootecnia, ma il miglioramento dei prezzi di vendita non si è trasmesso direttamente sulla reddittività in quanto l’inflazione ha gonfiato anche i costi dei fattori produttivi.

Pubblicato il 26 dicembre 2022

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La Giunta pensa al futuro tra Pnrr, nuovo ospedale, decoro urbano e pedonalizzazione

FotoDELPAPA 11

La Giunta Tarasconi è al lavoro e si sta concentrando, in modo particolare, sul Pnrr. Lo ha spiegato il sindaco Katia Tarasconi ai giornalisti che hanno presenziato al tradizionale scambio di auguri di Natale e di fine anno a Palazzo Mercanti. Occasione, come sempre, per tracciare un bilancio delle cose fatte e dei progetti che l’Amministrazione avrà davanti nei mesi successivi. La Giunta è in carica da luglio, dopo la vittoria alle elezioni comunali (al ballottaggio) dello scorso giugno: il primo cittadino ha ricordato gli impegni già attuati (bus gratis agli over 70, un grande evento culturale come la mostra degli egizi, l’organizzazione del Natale, la “Ricci Oddi” guidata da Jacopo Veneziani), con la “chicca” della tappa del Tour de France che partirà dalla nostra città. Per quanto concerne il piano nazionale di ripresa e resilienza, da attuare entro il 2026, il Comune di Piacenza ha ottenuto il finanziamento di ventinove progetti per 55 milioni di euro per migliorare il trasporto pubblico, l’edilizia scolastica, l’impiantistica sportiva, la digitalizzazione dei servizi al cittadino. Gli assessori, a turno, a partire dal vicesindaco Marco Perini, hanno illustrato i progetti più importanti che vedranno la città protagonista nei prossimi anni. Anche diversi consiglieri comunali del centrosinistra hanno partecipato all’incontro con la stampa. Dal sindaco una “notizia” delle ultime ore: è arrivato l’agognato ok del Ministero della Difesa per l’utilizzo delle scuderie di Maria Luigia, che ospiteranno le attività alimentari del mercato coperto di piazza Casali. L’edificio che attualmente ospita i commercianti verrà abbattuto, per fare spazio a parcheggi. Inoltre c’è l’intenzione di promuovere un’intensa comunicazione a favore del decoro urbano, per contrastare la maleducazione di tanti piacentini, che lasciano deiezioni canine e mozziconi di sigaretta in ogni angolo della città. Sul fronte sicurezza il sindaco ha invitato a valutare il tema nel suo insieme: “servono educazione, aggregazione giovanile, oltre che telecamere e controlli”, ha detto Tarasconi.
“Non c’è un intervento con la bacchetta magica che può essere risolutivo per la sicurezza”, ha aggiunto. Si attende gennaio o al massimo febbraio del nuovo anno, invece, per avere tra le mani lo studio di fattibilità sul nuovo ospedale. Lo studio mette a confronto le due aree: l’area 5, la preferita dall’attuale Giunta, e l’area 6, scelta nella precedente consigliatura, quando amministrava il centrodestra. Infine, sempre il sindaco, ha indicato la volontà di pedonalizzare una fetta del centro storico, partendo da piazza Cavalli e piazza Duomo.

F. M.

Pubblicato il 26 dicembre 2022

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Per «Gimbe» l’Emilia-Romagna prima in Italia per prestazioni sanitarie

monitoraggio sanita

L’Emilia-Romagna è la prima regione in Italia nell’assicurare le prestazioni sanitarie ai propri cittadini non solo nel decennio 2010-2019, come certificato dalla Fondazione Gimbe, ma conferma questa posizione anche nel 2020 e 2021, anni della pandemia, secondo i dati a disposizione dell'assessorato regionale alle Politiche per la salute. A certificare il primato per il 2010-2019 è appunto l’Osservatorio della Fondazione Gimbe che oggi ha reso pubblico il report “Livelli essenziali di assistenza: le diseguaglianze regionali in sanità”. Il report analizza la capacità di promuovere e garantire da parte delle Regioni l’effettiva erogazione dei servizi sanitari, valutandone l’uniformità sul territorio nazionale. In questa particolare graduatoria l’Emilia-Romagna si posiziona in testa, con il 93,4% di adempimento (migliorando dello 0,6% il dato della precedente rilevazione del 92,8%), davanti alla Toscana (91,3%) e al Veneto (89,1%).

Secondo i dati elaborati dall’assessorato sulla base del portale Covid-19 Agenas, la Regione Emilia-Romagna ha fatto meglio della media italiana per 15 indicatori su 19, garantendo per esempio i servizi di screening, i ricoveri urgenti e gli interventi per tumori, nonostante sia stata colpita dal Covid per un 10% in più rispetto alla media nazionale. I medici impiegati dal SSN in regione (fonte: Ragioneria dello Stato) sono cresciuti del 4,2% (Italia: -2%), gli infermieri del 5,8% (Italia: +1%), gli operatori socio sanitari del 18,7% (Italia: -2%). All’orizzonte però c’è un turnover importante, che prevede nei prossimi dieci anni il 33% dei medici e il 19% degli infermieri in uscita. Sul fronte della dotazione dei posti letto ospedalieri, nel 2021 la Regione è riuscita anche a garantire i livelli richiesti dal decreto ministeriale 70, quindi 3,21 posti letto per acuti ogni mille abitanti (la richiesta del decreto è 3,19, quindi la RER segna + 0,2). Anche nella prevenzione vaccinale l’Emilia-Romagna fa sempre meglio della media nazionale (la copertura vaccinale antinfluenzale nella popolazione emiliano-romagnola over 65 anni è del 65,1% rispetto al 58,1% italiano). Nelle coperture vaccinali obbligatorie previste dalla L.119/2017 la Regione fa meglio della media nazionale 8 volte su 8. Si confermano ottimi anche i risultati relativi allo Screening del tumore della mammella, cervice uterina e colon-retto. Dal 1 gennaio 2020 la griglia utilizzata dal ministero per valutare i Lea è stata sostituita dal Nuovo sistema di garanzia (Nsg), con un nuovo gruppo di 22 indicatori fondamentali. Considerato che alla data di pubblicazione del report Gimbe non è ancora disponibile il report adempimenti Lea 2020, sono stati analizzati i risultati della sperimentazione 2019. Il Nsg considera adempienti le Regioni che raggiungono la sufficienza su tutte e tre le aree di assistenza: prevenzione, distrettuale e ospedaliera. Dalla sperimentazione, sommando i punteggi ottenuti nelle tre aree, secondo il Gimbe emerge una classifica in cui la Regione Emilia-Romagna si conferma in prima posizione.

Pubblicato il 26 dicembre 2022

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Borgotaro, all’ospedale Santa Maria riprendono le attività dell’ambulatorio ortopedico dello sportivo  

Foto equipe ortopedia Borgotaro

 
Riparte nel Distretto Valli Taro e Ceno, dopo la sospensione dovuta alla pandemia,  l’Ambulatorio ortopedico dello sportivo. Si tratta di un servizio operativo all’Ospedale “Santa Maria” di Borgotaro,  per la gestione degli infortuni occorsi agli atleti agonisti, che si aggiunge alla consueta attività degli ambulatori specialistici e del Punto di primo intervento della struttura valtarese. Per le persone di tutte le età residenti sul territorio distrettuale e tesserate per una società sportiva, l’Unità operativa di Ortopedia e Traumatologia del  “Santa Maria” mette infatti a disposizione le proprie competenze con quattro visite ambulatoriali settimanali. Sarà così possibile offrire valutazioni cliniche tempestive in caso di infortuni traumatici di natura ortopedica, rimediati in attività di campionato, gare o durante gli allenamenti.  Le attività di questo ambulatorio, possibili anche grazie alla stretta collaborazione con l’équipe dell’Unità operativa di Radiologia, consentiranno così una presa in carico diretta degli atleti, programmando un percorso diagnostico e terapeutico che possa condurre ad un pieno recupero e quindi a una ripresa dell’attività sportiva nel minor tempo possibile.
“La possibilità di dedicare un ambulatorio ortopedico specifico per gli infortuni sportivi – ha commentato il direttore del Presidio Ospedaliero Ausl Antonio Balestrino – mette a valore la grande esperienza e competenza dei professionisti del nostro ospedale nel trattamento delle patologie traumatologiche.”
“La promozione della salute e di corretti stili di vita, anche attraverso l’attività fisica – ha aggiunto il direttore del Distretto Ausl Valli Taro e Ceno Giuseppina Rossi -  è per la nostra Azienda un obiettivo di fondamentale importanza che si concretizza, come in questo caso, anche attraverso una sensibilità nei confronti di chi lo sport lo vive quotidianamente”.


Come si accede

Per accedere è necessaria la prenotazione telefonica alla sala gessi dell’Ospedale di Borgotaro, da parte dell’atleta stesso o di un dirigente della società sportiva, al numero 0525/970297, dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 13.  L’Ambulatorio ortopedico dello sportivo è attivo il lunedì ed il venerdì. Oltre alla visita, è previsto ogni eventuale accertamento (clinico o diagnostico) necessario a consentire una corretta diagnosi e quindi gli adeguati trattamenti, anche chirurgici. Per le prestazioni è previsto il pagamento del ticket, se dovuto. Si ricorda che l’accesso al servizio è garantito per i cittadini residenti sul territorio del Distretto Valli Taro e Ceno tesserati per una società sportiva.

Alcuni dati di attività

L’équipe dell’U.O. di Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale di Borgotaro, diretta da Riccardo Cepparulo (facente funzione), è composta da cinque medici ortopedici, quattrodici infermieri e nove operatori socio-sanitari. Il reparto ospedaliero può contare su sedici posti letto per le degenze ordinarie, quattro posti letto per quelle in day-surgery ed otto posti di riabilitazione estensiva-intensiva ortopedica. Una delle principali vocazioni dell’Unità operativa è la cura dei traumi e delle patologie ortopediche dello sportivo. Nel corso del 2021, in ambito di sport medicine,  sono stati effettuati 60 interventi chirurgici di ricostruzione del legamento crociato del ginocchio, 15 interventi in artroscopia alla caviglia, 20 interventi in artroscopia dell’anca e 40 interventi per patologie della spalla.

Pubblicato il 24 dicembre 2022

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