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Notizie Varie

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Un corso di formazione per i nuovi volontari Avo

 Avo volontari nuovo corso

Ci sono gesti semplici che cambiano le giornate. Uno sguardo che incontra, una parola detta con calma, una presenza che non giudica e non ha fretta. È da qui che nasce il volontariato Avo. Martedì 3 febbraio prenderà il via il nuovo corso di formazione per volontari Avo, promosso da Avo Piacenza Odv insieme ad Avo Emilia Romagna, rivolto a tutte le persone che desiderano mettere a disposizione un piccolo tempo settimanale per un grande valore umano.
Oggi i volontari Avo sono una presenza discreta ma preziosa in molti luoghi di cura del territorio: l’ospedale di Piacenza, l’ospedale di Castel San Giovanni, la Casa della Salute di Borgonovo Val Tidone, l’ospedale della Montagna di Bobbio, le Rsa “Vittorio Emanuele II” di Piacenza e “Domus Marie” di Castelnuovo Val Tidone, e il Centro residenziale per persone con disabilità “Emma Serena” di Rottofreno. Luoghi in cui l’ascolto, l’empatia e la relazione diventano parte integrante del prendersi cura.

Il corso 2026 guarda anche al futuro: formare nuovi volontari per l’ospedale di Fiorenzuola, con l’obiettivo di ricostruire un gruppo Avo e garantire un servizio di accoglienza servizio presso il punto prelievi e i poliambulatori. Un bisogno concreto, che attende nuove disponibilità. Il percorso formativo si svolgerà nel mese di febbraio, principalmente online, con incontri serali dalle 20.45 alle 22, e affronterà i temi fondamentali dell’essere volontari Avo: i valori dell’associazione, la relazione con la fragilità, la comunicazione, la cura di sé, la deontologia e la sicurezza. Un cammino pensato non solo per “imparare a fare”, ma per imparare a stare, accanto alle persone. Diventare volontari Avo significa scegliere un impegno chiaro e sostenibile: un turno settimanale di circa due ore, in un giorno concordato in base alle proprie disponibilità. Un tempo limitato, ma capace di generare fiducia, sollievo e senso di comunità. “Avo è la scelta di esserci davvero - spiega Marisa Monticelli, presidente di Avo Piacenza e di Avo Emilia Romagna -. Non servono competenze speciali, ma la disponibilità ad ascoltare e a condividere un tratto di strada con chi vive un momento di fragilità. Due ore alla settimana possono cambiare molto, per chi le riceve e per chi le dona”. Al termine del corso sono previsti incontri in presenza, un colloquio motivazionale e un periodo di tirocinio affiancato, per accompagnare con cura l’ingresso nel servizio.

Pubblicato il 22 gennaio 2026

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Corso salvavita per chi deve conseguire la patente, la proposta di «Cardiosecurity»

Progetto Vita arresto cardiaco

Progetto Vita attraverso la sua organizzazione ha aderito alla proposta innovativa e di forte impatto sociale del dottor Fabio Costantini, medico cardiologo di Massa e presidente di “Cardiosecurity Italia”. La proposta, che è alla base di un progetto di legge, vuole rendere obbligatorio in Italia un corso BLS D (Basic Life Support and Defibrillation) a tutti coloro che devono conseguire o rinnovare la patente di guida, fino ai 60 anni di età.
Lo scopo è formare cittadini capaci di intervenire tempestivamente in caso di arresto cardiaco. Progetto Vita darà l’avvio a questo progetto con una prima fase anticipatoria, strutturata a Piacenza e Provincia (prima in Italia) proponendo a tutte le scuole guida di Piacenza degli incontri “InFormare DAE” agli istruttori ed ai candidati al conseguimento della patente. In accordo con Monica Giarola, titolare delle Autoscuole Della Farnesiana, Dante e Giardino, che ha accolto con entusiasmo il nostro invito ad aderire al progetto “Cardiosecurity”, il primo evento avverrà il 27 gennaio, ore 18.30 presso la sede della Autoscuola Della Farnesiana, via Falconi 12 Piacenza, con la partecipazione volontaria degli iscritti al corso per patenti provenienti dalle tre autoscuole.

Pubblicato il 22 gennaio 2026

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Educazione finanziaria e giovani: cresce l’impegno grazie alla collaborazione tra Banca di Piacenza e FEduF

Foto di repertorio di una manifestazione di educazione finanziaria al PalabancaEventi

Promuovere una cultura economica consapevole tra i giovani del territorio e accompagnarli nelle prime scelte critiche legate al denaro, alla gestione responsabile delle risorse e alla costruzione del proprio futuro. È con questo obiettivo che prende nuovo impulso la collaborazione tra la Banca di Piacenza e la Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio (FEduF), realtà promossa da ABI e attiva su tutto il territorio nazionale. La partnership, avviata per sostenere le scuole e la cittadinanza piacentina, si è già dimostrata particolarmente efficace: nel 2025 oltre 320 studenti piacentini hanno partecipato ai percorsi educativi promossi congiuntamente, confermando un forte interesse da parte dei giovani e delle loro scuole verso iniziative che coniugano competenze economiche, orientamento e cittadinanza attiva.
La Banca di Piacenza, istituto profondamente legato al tessuto sociale ed economico del territorio, conferma il proprio ruolo di promotore di iniziative ad alto valore educativo. La collaborazione con FEduF permette di unire la conoscenza diretta del territorio con le competenze pedagogiche ed economiche della Fondazione, realizzando attività efficaci e vicine ai bisogni concreti delle scuole e delle famiglie.
«Investire sull’educazione finanziaria - evidenzia Giuseppe Nenna, Presidente della Banca di Piacenza - significa investire sulle persone e sul futuro di questa comunità: sostenere studenti e insegnanti in questo percorso è per noi un atto di responsabilità verso il territorio che rappresentiamo e con cui cresciamo ogni giorno».
Attraverso laboratori, lezioni interattive e format pensati per coinvolgere in modo attivo, gli incontri hanno dato agli studenti alcuni strumenti per comprendere temi quali la gestione del denaro e la pianificazione delle spese, il risparmio consapevole e la prevenzione del sovraindebitamento, l’uso informato dei mezzi di pagamento, la previdenza e gli scenari di lungo periodo, la sostenibilità economica e la responsabilità individuale.
Un linguaggio diretto, esempi vicini alla vita dei ragazzi e attività partecipative hanno permesso loro di acquisire maggiore autonomia nelle decisioni economiche e un rapporto più sereno e informato con il futuro.
“L’educazione finanziaria è un tassello fondamentale della cittadinanza consapevole - sottolinea Giovanna Boggio Robutti, Direttore Generale della FEduF - grazie alla collaborazione con la Banca di Piacenza possiamo offrire strumenti concreti alle ragazze e ai ragazzi, valorizzando un modello in cui scuole, istituzioni e imprese del territorio lavorano insieme per far crescere competenze essenziali. I risultati del 2025 dimostrano quanto questo impegno sia già radicato e riconosciuto. È un investimento che produce valore sociale, culturale e umano.”
La crescente complessità economica, unita all’evoluzione digitale dei pagamenti e alla necessità di compiere scelte previdenziali sempre più anticipate, rende indispensabile una formazione che aiuti le nuove generazioni a orientarsi con lucidità e la collaborazione tra Banca di Piacenza e FEduF si inserisce in questa prospettiva: contribuire a creare cittadini più consapevoli, informati e capaci di affrontare il futuro con responsabilità.

La Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio (FEduF) è nata su iniziativa dell’Associazione Bancaria Italiana per diffondere l’educazione finanziaria in un’ottica di cittadinanza consapevole e di legalità economica. Obiettivo della Fondazione è il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati a promuovere una nuova cultura di cittadinanza economica, valorizzando le diverse iniziative, superando gli individualismi e mettendo a fattor comune le esperienze maturate in nome dell’interesse della comunità. Opera in stretta collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e gli Uffici Scolastici sul territorio e diffonde, nelle scuole di ogni ordine e grado, programmi didattici innovativi nella forma e nei contenuti, anche attraverso l’organizzazione di eventi per gli studenti, gli insegnanti e i genitori. La Fondazione lavora sulla mediazione culturale tra contenuti complessi e strumenti divulgativi semplici ed efficaci. Le sue iniziative si rivolgono anche agli adulti, in collaborazione con le Associazioni dei Consumatori.

Nella foto, una passata manifestazione di educazione finanziaria al PalabancaEventi.

Pubblicato il 21 gennaio 2026

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Terzo Settore, bando da 172mila euro per le associazioni piacentine

bando

Oltre 2,6 milioni di euro per sostenere progetti destinati a promuovere il welfare di comunità. Via libera della Giunta regionale dell’Emilia-Romagna al bando per associazioni di promozione sociale, organizzazioni di volontariato e fondazioni del Terzo settore, in attuazione dell’Accordo di programma tra il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e la Regione siglato nei mesi scorsi. A disposizione ci sono complessivamente 2.685.212 euro, di cui 1.736.303,50 come quota massima attribuita alle fondazioni. Sono nove le aree di intervento, in continuità con i bandi precedenti, che riguardano gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile su cui dovranno essere sviluppati i progetti: il contrasto delle solitudini involontarie, soprattutto negli anziani; il sostegno all’inclusione sociale, in particolare delle persone con disabilità e non autosufficienti; il sostegno scolastico al di fuori dell’orario didattico. E ancora, il contrasto al cambiamento climatico e sviluppo dell’economia circolare; il rafforzamento dei legami sociali nelle aree urbane ed extraurbane disgregate o disagiate; lo sviluppo e il rafforzamento della cittadinanza attiva; lo sviluppo di forme di welfare generativo di comunità; il contrasto delle condizioni di fragilità, marginalità ed esclusione; la promozione di attività per i giovani. “Grazie alle risorse messe a disposizione dal bando - sottolinea l’assessore regionale al Welfare e Terzo settore, Isabella Conti- le nostre comunità potranno contare su progetti e modelli innovativi, capaci di generare inclusione e opportunità per tutti. Il Terzo Settore è uno strumento di leva per i nostri territori e il bando permetterà di realizzare interventi che mettono al centro le relazioni e le reti sociali e di sviluppare la capacità delle comunità di rispondere ai nuovi bisogni. Un’occasione per le nostre comunità di fare rete e crescere insieme”.

A chi si rivolge

Possono presentare la domanda organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, fondazioni del Terzo settore iscritte nel Registro unico nazionale del Terzo Settore (Runts), fondazioni onlus iscritte all’anagrafe di cui all’articolo 11 del Decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460 (Anagrafe Onlus) alla data di approvazione del bando con sede legale in Emilia-Romagna. Novità di questa edizione, potranno presentare domanda anche organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale e fondazioni che hanno sede legale fuori dalla regione purché abbiano adottato un modello organizzativo interno decentrato, caratterizzato da un unico codice fiscale cui fanno capo varie sedi operative regionali, provinciali e sub-provinciali, aventi sede operativa stabile in Emilia-Romagna. I progetti dovranno essere progettati e realizzati da partnership interassociative composte da organizzazioni di volontariato e/o associazioni di promozione sociale e/o fondazioni del Terzo settore, in un numero minimo di tre enti.

I finanziamenti a disposizione

Il bando individua anche l’importo dei finanziamenti disponibili per ogni territorio distrettuale in base al numero dei residenti. Complessivamente il budget massimo disponibile è di 2.685.212 euro così ripartito: alla provincia di Piacenza sono assegnati 172.618 euro (così suddivisi per ambito distrettuale: Levante 46.615 euro, Città di Piacenza 62.584, Ponente 46.615.

Tempi e modalità per presentare domanda 

Le domande possono essere presentate esclusivamente per via telematica che verrà pubblicato sul sito della Regione “Bando per progetti di rilevanza locale 2026/2027-Sociale” a partire dalle ore 9 del 19 febbraio 2026 ed entro le ore 13 del 13 marzo 2026. Il finanziamento massimo per singolo progetto è di 25mila euro e non saranno ammessi progetti che presentano un costo totale inferiore a 12mila euro. I progetti dovranno avere una durata minima di sei mesi e potranno essere avviati dal 1 maggio 2026 e conclusi entro il 31 dicembre 2027.

Pubblicato il 22 gennaio 2026

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Tutela delle fasce deboli, welfare di comunità, dialogo costante. I cardini del Protocollo tra Comune e Sindacati

protocollo gruppo

E' stato sottoscritto nella mattinata di martedì 20 gennaio in Municipio il Protocollo d'intesa tra il Comune di Piacenza e le rappresentanze Confederali e dei Pensionati di Cgil, Cisl e Uil, per la contrattazione sociale riferita al bilancio preventivo 2026-2028 dell'ente. "Un documento condiviso che valorizza il metodo, consolidato e costruttivo, del costante confronto tra le parti - sottolinea la sindaca Katia Tarasconi - con particolare attenzione alla tutela delle fragilità e ai servizi alla persona. Voci di importanza strategica per l'Amministrazione, sulle quali ci troviamo però a fare i conti con la minore disponibilità di risorse conseguente alle manovre governative che determinano, tra fondi di solidarietà e spending review, tagli per circa un milione di euro: a maggior ragione è fondamentale, in questo contesto, il dialogo con i Sindacati, come garanzia di trasparenza, qualità e continuità di questi servizi essenziali".

Tra i punti cardine del Protocollo, firmato dalla sindaca Tarasconi, dall'assessore al Bilancio Gianluca Ceccarelli e dal direttore generale Luca Canessa, la conferma dell'esenzione dall'addizionale comunale Irpef per la fascia sino a 15 mila euro - considerando lo stesso valore Isee anche per i nuclei familiari - e l'impegno a proseguire il percorso virtuoso intrapreso nel contrasto all'evasione fiscale, anche grazie alla collaborazione tra uffici comunali e Agenzia delle Entrate, con la previsione, per il 2026, di un recupero di mancati introiti Tari stimato in 850 mila euro e l'incremento di oltre 300 mila euro per l'attività di controllo sull'Imu. "Dati valutati positivamente dalle organizzazioni sindacali - rimarca Ceccarelli - così come la scelta di mantenere invariate - dal 2022 in avanti - le tariffe relative ai nidi d'infanzia, alle mense e al trasporto scolastico, su cui non abbiamo applicato neppure l'adeguamento Istat".

Il documento ratificato oggi, commenta la sindaca, "mette nero su bianco anche l'impegno dell'ente legato alla realizzazione di 19 progetti Pnrr afferenti alla Missione 5 di ambito sociale, per circa 43 milioni di euro, nonché l'impronta di un Bilancio fortemente orientato alla promozione della collettività e al sostegno delle fasce più vulnerabili, con la destinazione di oltre il 43% delle spese correnti al welfare, alle politiche scolastiche e giovanili".

Presenti in aula consiliare il segretario generale Cgil Ivo Bussacchini nonché, per Spi Cgil, il segretario generale Claudio Malacalza e il segretario di lega Piacenza Giuseppe Zeni; per Cisl il segretario generale Michele Vaghini e il segretario aggiunto Fnp Cisl Aldo Baldini; per Uilp Uil, Pasquale Negro e Claudio Trivini. 

Tra gli obiettivi condivisi dalle parti per il 2026, il potenziamento dell'offerta residenziale pubblica delle CRA, nell'alveo della programmazione regionale per la non autosufficienza, con un incremento di 20 posti: dagli attuali 383 a quota 403. Si delinea inoltre l'esigenza di una mappatura della popolazione anziana priva di rete familiare, anche implementando progetti come il "servizio di quartiere" attivato dal Comune. Nel riaffermare congiuntamente l'impegno per l'aumento delle risorse destinate agli assegni di cura (compatibilmente con i fondi disponibili), si ricorda inoltre nel Protocollo l'approvazione del nuovo Regolamento per l'erogazione dei contributi a sostegno del pagamento delle rette, ora incentrato sul parametro dell'Isee: un risultato frutto di un proficuo percorso condiviso le rappresentanze sindacali dei Pensionati.

Anche sul fronte delle politiche giovanili, Comune e Sindacati concordano sulla necessità di monitorare i bisogni emergenti delle nuove generazioni, anche in relazione alla salute mentale, al disagio psicologico e all'uso consapevole delle tecnologie. Tra i progetti strategici in quest'ambito - dall'educativa di strada al potenziamento dei centri di aggregazione - particolare soddisfazione è stata espressa da Cgil, Cisl e Uil per il sostegno strutturale del Comune agli spazi di ascolto negli istituti secondari di 2° grado, sulla base del Patto di corresponsabilità siglato con scuole ed enti di formazione. 

In primo piano l'emergenza abitativa: dall'housing sociale all'implementazione di alloggi di emergenza, dall'adozione del nuovo Regolamento Erp al programma regionale per incentivare l'edilizia residenziale sociale, sino all'avvio del percorso per la sottoscrizione e realizzazione del Patto per la Casa. In corso di realizzazione due alloggi destinati alle vittime di violenza, tema su cui le parti hanno concordato sull'opportunità di sottoscrivere un Protocollo interistituzionale e di avviare, sul territorio, sportelli di quartiere a cura dei Sindacati, in collaborazione con Consultori familiari e Servizi di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro, in attuazione dell'intesa sottoscritta dalle sigle confederali con la Regione Emilia Romagna nel 2025.

Positivo il riscontro sulla costituzione, ad opera dell'Amministrazione, di una comunità energetica rinnovabile e sostenibile aperta alla partecipazione dei cittadini, nonché sui servizi di trasporto sociale (tra cui la gratuità per gli over 70 e le persone con disabilità e il mantenimento delle tariffe agevolate per studenti, lavoratori a basso reddito e categorie fragili), nel quadro di un impegno - ritenuto prioritario dalle organizzazioni sindacali - sul rafforzamento del trasporto pubblico locale.

Centrale, nel documento, "la gestione pubblica del welfare come garanzia di equità, universalità e qualità dei servizi", valorizzando nel contempo il ruolo del Terzo Settore non solo nell'erogazione, ma nella coprogettazione dei servizi.

Nella foto, la sottoscrizione del Protocollo d'intesa tra Comune e Sindacati.

Pubblicato il 21 gennaio 2026

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