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Notizie Varie

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Anpas, Croce Rossa e Misericordie siglano il patto dell’emergenza-urgenza

Patto emergenza urgenza siglato

Da un’importante storia di collaborazione, che dura ormai da oltre quarant’anni, a una nuova alleanza istituzionale, stabile, rivolta al futuro, per continuare a garantire la qualità dei servizi e la tutela della salute come diritto fondamentale e interesse collettivo. È lo spirito del Patto siglato dalla Regione con le organizzazioni di volontariato che ogni giorno operano nei servizi di assistenza e soccorso alla popolazione, con il quale si avvia un tavolo regionale permanente per accompagnare nel tempo l’evoluzione del sistema di emergenza-urgenza. Il patto per questa nuova governance condivisa con il mondo del volontariato è stato sottoscritto, a Bologna, dal presidente della Regione, Michele de Pascale, dall’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi, dal presidente Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze Emilia-Romagna - Anpas, Iacopo Fiorentini, dal presidente Croce Rossa Italiana Emilia-Romagna, Giuseppe Zammarchi e dal presidente Federazione per le Misericordie dell’Emilia-Romagna, Israel De Vito.

Questa alleanza, ancora più strutturata, ha la finalità di affrontare al meglio le sfide future del sistema di emergenza-urgenza, dotandosi di un tavolo regionale come luogo di dialogo stabile, di confronto e concertazione tra la Regione, le aziende sanitarie e le organizzazioni di volontariato del soccorso, così da ottenere una maggiore omogeneità organizzativa per la qualità dei servizi e la sostenibilità del sistema, nel rispetto dei ruoli e delle competenze dei diversi soggetti coinvolti. Anpas, Croce Rossa e Misericordie d’Italia in Emilia-Romagna coinvolgono nei loro servizi migliaia di persone, per un totale di 38.420 operatori di cui 37.500 volontari e volontarie, che contribuiscono al funzionamento dei sistemi sanitario, socio-sanitario e di protezione civile, a partire dalle emergenze gestite dal sistema del 118, nelle quali le Odv intervengono nel 56% dell’attività in convenzione con le aziende Usl, attraverso l’impiego di mezzi di soccorso, equipaggi formati e postazioni territoriali. Tra gli altri ambiti di operatività, nei quali l’impegno delle organizzazioni di volontariato è fondamentale, ci sono il trasporto sanitario e sociosanitario programmato (dimissioni protette con accompagnamento di persone fragili, trasferimenti intra e inter-ospedalieri, assistenza e presidi di soccorso durante manifestazioni pubbliche), la protezione civile (interventi in scenari di emergenza e catastrofe, gestione dei campi di accoglienza, ecc.) e l’area sociale e formativa (telesoccorso, assistenza domiciliare leggera, formazione della cittadinanza con particolare riferimento alla diffusione delle pratiche di primo soccorso, anche in ambito scolastico). “Quello odierno rappresenta un vero e proprio traguardo storico per il nostro territorio: un momento in cui il valore strategico e l’impegno delle Reti regionali e dei volontari che ne fanno parte, ottengono finalmente il giusto e meritato riconoscimento - hanno dichiarato Fiorentini, Zammarchi, De Vito -. Questo risultato non è un punto di arrivo, ma il coronamento di anni di proficua e positiva collaborazione con l’amministrazione regionale. Desideriamo esprimere il nostro più sentito ringraziamento al presidente Michele de Pascale, all’assessore Fabi e a tutto lo staff tecnico della Regione. Grazie alla loro visione e determinazione nel rendere operativo questo tavolo di confronto, si apre oggi una nuova stagione di progettualità condivisa al servizio della comunità. Avanti insieme”.

Il tavolo permanente di confronto tra l’assessorato alle Politiche per la Salute, i referenti delle Aziende Sanitarie e le rappresentanze regionali delle organizzazioni di volontariato, appartenenti alle reti nazionali che svolgono attività di soccorso in emergenza, persegue alcune finalità principali: la costruzione di un sistema trasparente, verificabile e sostenibile per la rendicontazione economica e il monitoraggio delle attività, attraverso indicatori condivisi di qualità, appropriatezza ed efficienza; la garanzia di un quadro regionale coerente per la formazione, la qualità delle prestazioni e l’applicazione uniforme delle procedure operative; il rafforzamento del sistema regionale di volontariato attraverso la definizione di modalità condivise tra Odv locali e rappresentanze regionali così da assicurare omogeneità di comportamento su tutto il territorio. La coordinatrice del tavolo è la responsabile del Settore assistenza ospedaliera, dottoressa Federica Casoni, e il vice coordinatore del tavolo, componente fisso come coordinatore Rete regionale 112 e 118, è il dottor Antonio Pastori.

Pubblicato il 28 gennaio 2026

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Giornata della Memoria, letture e ricerche per gli studenti gragnanesi

Giornata Memoria Gragnano 26

A Gragnano il 27 gennaio, Giornata della Memoria, si è parlato del valore della memoria, ma non solo quella degli aguzzini o dei giusti della Shoah. Infatti nel ricordare la persecuzione degli ebrei e degli emarginati dell'Olocausto, su proposta degli insegnanti, si è fatto memoria di tutte le vittime dei conflitti e anche dei gragnanesi e non che hanno trascorso parte della loro vita al fronte, partendo dai loro epistolari. Presso il Centro Culturale, Alberto Frattola, assessore comunale che di questi epistolari ne ha fatto ricerca e che è autore - insieme a Monica Massari - del testo "Quando finirà questa guerra?", consultabile presso la Biblioteca comunale, si è confrontato con i ragazzi delle terze medie e delle classi quarte e quinte elementari, rispondendo alle loro molteplici domande.
I ragazzi, dopo aver letto diverse lettere, scegliendone alcune in particolare, hanno riflettuto sulle caratteristiche che accomunano tutti gli epistolari scritti dai militari impegnati su tutti i fronti delle diverse guerre: la nostalgia per la famiglia e la terra di origine, le rassicurazioni ai familiari sulle proprie condizioni di salute, la preoccupazione per i lavori nei campi, la devozione popolare, in particolare per la Madonna del Pilastrello, l'importanza dei pacchi per i vestiti e i generi alimentari, la spedizione di soldi a casa, il presagio della fine con esortazione alla preghiera per sé e per i commilitoni. In particolare i ragazzi delle elementari hanno scelto le lettere di Mario Tinelli, gragnanese, caduto nella Prima Guerra Mondiale.

Nella foto, la Giornata della Memoria a Gragnano.

Pubblicato il 28 gennaio 2026

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«Il rispetto tiene banco»: ha preso forma nelle scuole superiori il progetto della Provincia di Piacenza per le nuove generazioni

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Il dialogo faccia a faccia per prendere coscienza delle situazioni più buie. Le parole a portata di smartphone che risuonano in un podcast. L’arte per colorare di messaggi positivi spazi e pensieri. Grazie al progetto “Il rispetto tiene banco”, finanziato dalla Regione Emilia-Romagna e che vede come capofila la Provincia di Piacenza e come partner il CIPM Emilia Impresa Sociale, il Centro Antiviolenza di Piacenza Associazione “La città delle donne” odv, Piacenza Network Aps (Web Radio Pc Radiocult) e l’urban artist Antonio Cotecchia (che partecipa con l’associazione Arte Viva Ets), le studentesse e gli studenti diventano divulgatori della cultura del rispetto, delle persone e del patrimonio comune attraverso più forme comunicative.
Il percorso, rivolto alle classi terze e quarte degli istituti secondari della provincia di Piacenza (istituti Cassinari-Tramello, ISII Marconi, Volta di Castel San Giovanni e San Colombano di Bobbio) è entrato nel vivo. Tre le fasi progettuali che vedono in campo scuola ed esperti: quella del laboratorio formativo che sta per concludersi, quella del laboratorio podcast partita proprio oggi (26 gennaio 2026) e la fase finale dedicata al laboratorio artistico.

«Lo scopo del progetto è quello di promuovere tra studenti e studentesse la cultura del rispetto, sensibilizzandoli rispetto alle tematiche della violenza di genere e delle discriminazioni, offrendo loro la possibilità di diventare protagonisti dei messaggi divulgativi attraverso l’utilizzo di molteplici forme espressive e comunicative», spiega Nadia Pompini, consigliera provinciale delegata all’Istruzione e alle Pari Opportunità.

Il “Lab Formativo” di sensibilizzazione è partito lo scorso novembre ed è stato tenuto dai referenti del Centro antiviolenza di Piacenza Associazione “La città delle donne” odv (che si occupa di ascolto, assistenza, sostegno e ospitalità protetta per donne vittima di violenza e di divulgazione, attraverso interventi di sensibilizzazione e formazione, per una cultura di parità di genere), e dai relatori del CIPM Emilia Impresa Sociale (che opera nell'ambito della prevenzione di condotte lesive, per la sensibilizzazione e la prevenzione della violenza su donne e minori e per il trattamento di autori di reato).

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«Il focus dei nostri confronti ha riguardato la distinzione tra violenza generica e violenza di genere analizzando le diverse fome con cui la violenza si manifesta, dunque fisica sessuale, economica, psicologica, stalking ed ogni esempio è stato calato nel vissuto quotidiano per favorire una comprensione immediata - spiega Maria Lettieri, formatrice del Centro antiviolenza, intervenuta nelle classi insieme alle altre formatrici e psicologhe Marica Corvetti, Simona Tosi, Mariachiara Lombardelli -; abbiamo inoltre affrontato la decostruzione degli stereotipi e dei pregiudizi che costituiscono un terreno fecondo per la violenza di genere, atteggiamenti che i giovani spesso ritengono normali forme di attenzione o gelosia ma che invece sono a rischio».

«Le tematiche affrontate hanno riguardato la teen dating violence e sono state affrontate attraverso la metodologia della pedagogia informale - spiega Glenda Marafante, operatrice del CIPM intervenuta in aula come i colleghi Luca Bollati ed Elena Di Blasio -: si è portata l’attenzione alla distinzione tra relazioni sane, tossiche e violente, nonché il riconoscimento dei primi segnali di rischio a livello relazionale. È stata proposta ai ragazzi anche un’esercitazione pratica che prevedeva una breve attività grafica, seguita da una discussione prima in piccolo gruppo e successivamente in plenaria».

Il “Lab Podcast”, invece, ha preso il via oggi, 26 gennaio, presso l’aula podcast delll’ISII Marconi (l’altro Lab Podcast si terrà presso l’istituto di Bobbio). Si tratta di un’iniziativa sviluppata in collaborazione con Piacenza Network Aps - web radio PC Radio Cult. Obiettivo? Trattare temi delicati come il contrasto alle discriminazioni e alla violenza di genere, riappropriandosi della padronanza del linguaggio, del peso delle parole e approfondendo la conoscenza di uno strumento che consente di concentrarsi sul valore dell’ascolto e favorisce l’espressività dei ragazzi e delle ragazze. Seguirà il Lab artistico” (presso gli istituti Cassinari e Volta) che prevede la realizzazione di opere che potranno diventare poi spunto per future campagne di sensibilizzazione alla cittadinanza. Il progetto culminerà con un momento di condivisione dell'esperienza il 25 novembre 2026, Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, in occasione del Tavolo contro la violenza sulle donne e di genere: presso la Provincia di Piacenza si terrà la presentazione delle opere artistiche del Lab artistico e comunicative del Lab Podcast.

Le puntate podcast sono disponibili a questo https://pc.radiocult.mixlr.com

Nelle foto, il laboratorio formativo.

Pubblicato il 26 gennaio 2026

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Giornata dell'economia piacentina

Angelo Manfredini Eduardo Paradiso Giuseppe Nenna e Filippo Cella

È stato firmato nella Sala Ricchetti della Sede centrale della Banca di Piacenza il protocollo d’intesa tra Istituto di credito locale, Università Cattolica del Sacro Cuore-Campus di Piacenza e Camera di Commercio dell’Emilia per la realizzazione della Giornata dell’economia piacentina, tornata con successo quattro anni fa - dopo un lungo periodo di interruzione - per iniziativa della Banca e dell’Università Cattolica, che hanno coinvolto la Camera di Commercio, con specifico riferimento all’evento finale - che quest’anno si terrà lunedì 25 maggio - durante il quale sarà presentato il Report annuale sul sistema economico piacentino curato dal Laboratorio di Economia Locale-LEL (Centro di ricerca dell’Università Cattolica) sotto la responsabilità scientifica del prof. Paolo Rizzi.
Al fine di programmare l’attività, è stato istituito un Comitato di indirizzo e coordinamento, promosso da Eduardo Paradiso, composto dai professori Enrico Ciciotti e Paolo Rizzi (Università Cattolica); dall’avv. Domenico Capra e dal dott. Riccardo Ronca, rispettivamente vicepresidente e responsabile Ufficio Marketing della Banca di Piacenza; dal dott. Matteo Ruozzi della Camera di Commercio dell’Emilia.
Il protocollo d’intesa è stato firmato dal presidente della Banca Giuseppe Nenna, dal direttore dell’Università Cattolica di Piacenza Angelo Manfredini e dal vicepresidente della Camera di Commercio dell’Emilia Filippo Cella. Il dott. Manfredini ha anche siglato, insieme al presidente Nenna, l’accordo tra Università Cattolica e Banca per la realizzazione del Report annuale citato.

Nella foto, da sinistra, Angelo Manfredini, Eduardo Paradiso, Giuseppe Nenna e Filippo Cella.

Pubblicato il 27 gennaio 2026

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La flosofia degli All Blacks all'asilo Mirra

 

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Il primo appuntamento tenuto dalla Scuola d’infanzia e Nido Mirra di Piacenza, ha visto come ospite Fabio Coppo, direttore sportivo di Rugby Vicenza, il suo intervento è stato introdotto da Giovanni Vitale presidente dell’Asilo. Lo scopo degli incontri che saranno organizzati anche nei prossimi mesi è quello di stimolare una crescita sociale e di rinsaldare i rapporti con la comunità del Mirra come ex allievi, famiglie dei bambini, ma anche con l’intera cittadinanza.

Il mondo del Rugby come metafora sociale

Fabio Coppo parlando di rugby ha spiegato come questo sport, pur essendo fisicamente esigente, è quindi richieda "hard skills", si fondi su valori e comportamenti "soft skills" o "human skills", come il coraggio, il sacrificio, l’umiltà e lo spirito di squadra. Questi principi sono trasversali e cruciali per raggiungere obiettivi comuni in qualsiasi gruppo. Il rugby ad alto livello, come ormai tutti gli sport, è fisicamente molto esigente, con atleti di grande massa che si muovono a velocità elevate. I movimenti seguono schemi tattici precisi e le prestazioni sono monitorate tramite l’analisi dei dati e queste sono le Hard Skills, ma il ruolo fondamentale dei valori quali onore, passione, coraggio e spirito di squadra, soft o human skills, sono cruciali per la performance. Il "saper fare" (tecnica) non basta, senza il "saper essere" (valori), un giocatore fisicamente imponente ma senza cuore è come si dice: "buono solo per la foto". Per proteggere la palla o placcare un avversario non basta la tecnica, serve il coraggio di accettare l'impatto e non passare la responsabilità ad altri. Nel suo intervento Coppo ha analizzato, anche con esempi pratici coinvolgendo il pubblico, i paradossi del rugby, ad esempio si avanza ma è necessario passare all'indietro. Si è poi soffermato in particolare sul principio del sostegno, infatti alle spalle di un compagno che avanza c’è sempre un giocatore pronto ad intervenire, sottolineando che il successo individuale è sempre subordinato a quello collettivo, l’ambizione viene dominata dalla consapevolezza che fermandosi e facendo un passo in meno si può mandare il compagno in metà, cedendo il merito personale per garantire il risultato collettivo.

Gli All Blacks e il valore dell’esempio 

La lezione si è conclusa cercando di far capire la filosofia vincente degli All Blacks, la nazionale di rugby neozelandese, basata sull’umiltà, la gratitudine, la semplicità e la responsabilità, il loro motto: "Good people, good player", dimostra, attraverso esempi di umiltà e responsabilità (pulire gli spogliatoi, raccogliere le palle in campo o congratularsi con l'avversario dopo una sconfitta seppur ingiusta) come l'essere una brava persona sia il prerequisito per diventare non solo un grande atleta ma anche un grande uomo, che accetta sia le vittorie che le sconfitte, cogliendone i momenti formativi essenziali sia nello sport che nella vita. I comportamenti virtuosi del rugby, sono infatti applicabili a qualsiasi organizzazione, come aziende e gruppi sociali di diversa natura che desiderano stare bene insieme e raggiungere gli obbiettivi con successo. Lo sport così ha una funzione formativa permettendo anche di superare le difficoltà, insegnando a rialzarsi dopo la sconfitta, prendendo coscienza che l’impegno dimostrato non era stato evidentemente sufficiente, senza cercare alibi esterni. Le difficoltà diventano così uno stimolo e la vittoria un premio per la dedizione e la passione dimostrata più che per il talento manifestato.

Stefania Micheli

Nella foto, Fabio Coppo, direttore sportivo di Rugby Vicenza.

Pubblicato il 24 gennaio 2026

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