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Notizie Varie

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Agricoltura rigenerativa e decarbonizzazione, Casalasco forma la filiera

Corso formazione Casalasco 

Si è svolto nel pomeriggio di mercoledì 25 marzo, presso il Casalasco Innovation Center di Fontanellato (Parma), il 1° Seminario di Formazione su “Pratiche di agricoltura rigenerativa e modelli decisionali per la decarbonizzazione in agricoltura” dedicato agli agricoltori del Gruppo Casalasco. L’appuntamento, organizzato in collaborazione con la facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha coinvolto diverse aziende agricole socie e conferenti di Casalasco che si impegneranno nell’applicare buone pratiche agricole per la sostenibilità in agricoltura e la decarbonizzazione. L’evento si è aperto con i saluti del presidente di Gruppo Casalasco e di Consorzio Casalasco del Pomodoro Marco Sartori. “Vogliamo essere sempre più strumento di crescita per i nostri agricoltori – ha spiegato -. Per questo abbiamo fortemente voluto questo seminario e lo abbiamo organizzato nel nostro nuovo Innovation Center, luogo creato proprio per favorire non solo l’innovazione, ma anche lo scambio di esperienze e la formazione. Agricoltura rigenerativa e decarbonizzazione per noi - ha concluso Sartori - non sono slogan, ma azioni concrete da coltivare insieme alla nostra comunità agricola”.

A seguire il direttore agronomico di gruppo Casalasco, Davide Rocca, ha presentato le iniziative del P.A.R.Co2 – Programma di Agricoltura Rigenerativa e Decarbonizzazione di Casalasco, illustrando i progetti già avviati e quelli da sviluppare e gli obiettivi futuri. “Casalasco è stata tra le prime realtà del settore a tradurre in pratica i principi dell’agricoltura rigenerativa - ha sottolineato Rocca -. Negli ultimi anni abbiamo testato, misurato e selezionato le pratiche agricole più efficaci in grado di migliorare la salute del suolo, la sua fertilità e la resilienza dei sistemi colturali. Oggi lavoriamo insieme ai nostri agricoltori per raggiungere obiettivi concreti di decarbonizzazione, costruendo una filiera del pomodoro sempre più sostenibile e competitiva”. Il programma del seminario ha visto alternarsi interventi tecnici e scientifici: Paolo Serra - Responsabile Area trasferimento Tecnologico e Formazione di CitiMap - ha trattato il tema delle Pratiche di agricoltura rigenerativa. Antonio Compagnoni di Sustainable Agriculture Network ha illustrato il programma Nestlé Responsible Sourcing per il pomodoro e le principali misure agronomiche e di biodiversità adottate, un’iniziativa a cui Casalasco collabora già da anni. Dopo di lui Cristina Piazza, sempre di Sustainable Agriculture Network, ha tenuto un approfondimento in merito a “Colture di copertura e sovescio”.

Andrea Ferrarini e Marta Bertola, rispettivamente ricercatore e post doc dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, sono intervenuti sul tema: “Progettare, monitorare e verificare la decarbonizzazione in agricoltura”. Andrea Ferrarini ha commentato: “Non si può gestire ciò che non si misura: è questo il cuore della nostra collaborazione con Casalasco. Grazie a modelli biogeochimici e telerilevamento, abbiamo creato una piattaforma per misurare l’impronta carbonica delle aziende agricole, verificare i benefici climatici delle pratiche rigenerative e rendicontarli nel bilancio di sostenibilità del Gruppo. Questo percorso traccia una roadmap di decarbonizzazione trasparente che trasforma l'impegno di filiera in un valore certificato, rendendo il pomodoro Casalasco sempre più sostenibile e competitivo sui mercati globali”. Il seminario si è concluso con un momento di networking tra i partecipanti, confermando il ruolo del Casalasco Innovation Center come spazio di riferimento per la formazione tecnica e lo sviluppo di nuove competenze per l’intera filiera.

Nella foto, l'incontro di formazione a Casalasco.

Pubblicato il 31 marzo 2026

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«Lasciatevi Trasformare», lectio quaresimale nel segno di San Francesco

lectioquaresimale aborgonovo
Si è svolta a Borgonovo, lo scorso 25 marzo, "Lasciatevi Trasformare", la “Lectio Quaresimale” guidata da don Giuseppe Porcari.
Nell’ambito delle celebrazioni per gli 800 anni di San Francesco, la meditazione si è svolta presso la chiesa di San Bernardino, e aveva come tema “Il fuoco dello Spirito Santo che ci trasforma”.
Per questo si è cominciato all’esterno del tempio, davanti ad un fuoco acceso, con le letture tratte da San Paolo e dal Vangelo di Matteo.
Dopo l’ingresso in chiesa Don Porcari ha citato San Francesco: “Laudato si', mi Signore, per frate focu, per lo quale ennallumini la nocte: ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte”.
“Il fuoco - ha proseguito – è il simbolo del carisma francescano ancora vivo nella comunità borgonovese: morto 800 anni fa, Francesco parla ancora al nostro cuore. E l’elemento che più ci colpisce della sua storia è la sua conversione: essa fu radicale, ma non casuale. La conversione non può essere data per scontata, essa fa emergere ciò che veramente si è, ciò che c’è in noi, fa guardare gli altri e alzare gli occhi al cielo, come fece Francesco dopo aver ridato i vestiti al padre.  Francesco contemplando “frate foco” lo riconosce come l’amore per Dio, che scalda, plasma, da una forma nuova a chi ha paura, scioglie ciò che è indurito, il cuore duro, com’era il suo. Solo davanti al fuoco della fede si scioglie il nostro cuore per far vincere la resistenza e aprirci alla parola di Dio”. 
I Santi ci mostrano la maturità della fede
Il nostro cuore s’indurisce perché non vede quello che c’è intorno, vede solo ciò che dà, ma non quanto riceve. Il nostro cuore può prendere la forma della fede. I Santi ci mostrano la maturità della fede. La vita di Francesco, tra gli slanci e le delusioni, tra i dubbi ed eccessi, ci mostra come può essere la nostra vita quando il nostro essere non si lascia indurire, ma si fa trasformare con la forma dei figli amati da Dio. Gesù prende questa forma nella Trasfigurazione e poi la riprende dopo la Resurrezione. Anche noi ci sentiamo figli amati da Dio, forse anche questo Francesco sentiva contemplando il fuoco e il creato. E così chi ha la fede si sente trasfigurato da essa, non solo dopo la morte, ma già da ora  
“Convertiamoci – ha esortato il sacerdote, nel pieno spirito quaresimale - lasciamo che la mente sia rinnovata per sentire la nostra vita buona, gradevole e compiuta. Dio si lascia amare da noi nel Santissimo Sacramento. La conversione ci fa uscire a testa alta per andare incontro alla vita che ci attraversa, scaldata da Gesù, che nel nostro cuore”.
Il riferimento al Santissimo Sacramento ha introdotto l’adorazione eucaristica, conclusasi con al solenne benedizione.
Il momento di preghiera, aperto a tutta l’Unità pastorale Media val Tidone, ha visto la presenza dei parroci di Borgonovo, don Gianni Bergomi, e Ziano, don Franco Bonelli, ed è stato accompagnato dal Coro interparrocchiale.
Pubblicato il 31 marzo 2026
Nella foto, la Lectio quaresiomale a Borgonovo.

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Garattini: «Bisogna diventare protagonisti della propria salute»

garattini a gragnano

Chi dice che è necessario rinunciare ai piaceri della tavola per vivere a lungo? Certamente non il professor Silvio Garattini, protagonista di un affollato incontro presso il centro culturale del Comune di Gragnano. Prima dell’appuntamento ha apprezzato, presso un ristorante locale, una portata di anolini in brodo e poi si è concesso anche una dolce crema catalana. Il famoso ricercatore e farmacologo, fondatore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri”, in dialogo con il giornalista Giangiacomo Schiavi (Corriere della Sera), e alla presenza di un nutrito numero di medici, come il presidente dell’Ordine dei Medici di Piacenza Augusto Pagani e Andrea Magnacavallo, direttore sanitario dell’Ausl di Piacenza, ha spiegato come la salute sia una scelta quotidiana, fatta di attenzione al cibo, agli stili di vita e ad un utilizzo corretto di medicinali e integratori.

L’invito del ricercatore

Invecchiare bene, come scrive nel suo libro “Non è mai troppo tardi” che nel corso della serata è andato a ruba, è il segreto. Perché è sbagliato occuparsi solo della cura, cioè di come curarsi quando il fisico si è già ammalato. Occorre porre al centro la prevenzione. Bisognerebbe che l’educazione alla salute diventasse materia di studio in ogni scuola di ordine e grado per evitare di cadere nelle dipendenze da fumo, alcool e social, che tanto male fanno allo sviluppo fisico e mentale dell’individuo. Al contrario di prevenzione non si parla neppure nelle università. Perché questo accade? Secondo il professore la causa va individuata nel fatto che “anche nel settore sanitario predomina il «mercato» da 200 miliardi di euro, pertanto non c’è interesse a ridurre i farmaci inutili e il loro utilizzo, ma piuttosto a produrne in sovrabbondanza, anche quando non necessari”. Tutto ciò sottovalutando gli effetti negativi di un eccesso nell’uso o di un uso non appropriato, soprattutto se combinato con altri farmaci e sostanze. L’invito dunque è quello di “diventare protagonisti della propria salute, attuando una rivoluzione culturale incentrata su prevenzione, dieta corretta, movimento, socialità per tutti e soprattutto per gli anziani e informazione indipendente. Molte malattie infatti non capitano per caso ma dipendono del nostro stile di vita. Il diabete di tipo 2 per esempio è evitabile così come il 50% dei tumori”.

Garattini a gragnano il pubblico

Un ciclo d’incontri sulla salute a Gragnano

E ancora. Il buon medico a volte è anche quello che non prescrive farmaci ma si limita a buoni consigli sui modi di vita. L’ordine dei medici poi dovrebbe urlare per pretendere informazione indipendente mentre oggi la stessa è guidata dal mercato come ben si capisce entrando nelle farmacie che ormai sembrano dei bazar. Tante dunque sono stati gli spunti offerti dal ricercatore per un approccio diverso alla medicina. Parole chiare e anche provocatorie che lo scienziato ha rivolto all’attento pubblico stando sempre in piedi e parlando a braccio. A Gragnano si parlerà ancora a breve di sanità. In apertura infatti il sindaco Patrizia Calza ha ricordato che l’incontro con Garattini è da considerarsi il primo di un serie di incontro organizzati e voluti dal Comune sui temi della salute e, in particolare, sulle problematiche che affliggono il servizio sanitario nazionale.

Nelle foto, l'incontro a Gragnano con il professor Garattini.

Pubblicato il 30 marzo 2026

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A Barbiana, sulle tracce di don Milani. Il 9 maggio con l'Università Cattolica

LOCANDINA VISITA A BARBIANA loca

Una lavagna, qualche banco, una stanza piccola. È rimasto quasi tutto com'era. E forse è per questo che Barbiana continua a parlare, raccontare e a far cogliere intuizioni e prospettive. Un borgo minuscolo sulle colline del Mugello, raggiungibile solo a piedi, dove don Lorenzo Milani trascorse gli ultimi anni della sua vita insieme ai ragazzi della scuola che aveva costruito attorno a sé. Era il luogo dell'esilio, assegnato dalla curia fiorentina a un sacerdote considerato scomodo. Lui ne aveva fatto qualcosa di radicalmente diverso.
La Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università Cattolica, campus di Piacenza, ha scelto Barbiana come meta di un'uscita in programma per sabato 9 maggio 2026. Non si tratta di una gita riservata agli addetti ai lavori: studentesse e studenti, docenti e tutor viaggeranno insieme a chiunque voglia esserci.
Si parte da Piacenza la mattina e si rientra in serata, pranzo al sacco. Sul posto, grazie alla Fondazione che gestisce l'accoglienza del luogo, sarà possibile incontrare testimoni diretti, persone che hanno conosciuto don Lorenzo e che ne portano ancora viva la memoria.
L'idea che muove l'iniziativa è semplice: certi insegnamenti si capiscono meglio dove sono nati. La pedagogia di don Milani, la sua ostinazione nell'occuparsi di chi veniva lasciato indietro, il modo in cui trasformò una scuola di montagna in un laboratorio di cittadinanza; tutto questo risuona in modo diverso quando ci si trova lì, davanti alla sua stanza, alla lavagna, ai banchi.
Per informazioni e iscrizioni scrivere entro il 12 aprile alla professoressa Alessandra Augelli, organizzatrice del progetto: alessandra [DOT] augelli [AT] unicatt [DOT] it

Pubblicato il 31 marzo 2026 

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L’Università Cattolica si conferma tra le prime cento università

Cattolica classifica universita

L’Università Cattolica del Sacro Cuore anche quest’anno è tra le prime 100 università al mondo con tre subject: “Classics & Ancient History”; “Theology, Divinity & Religious Studies”; “Nursing”. Particolarmente significativo è il miglioramento registrato nell’area medica, dove “Anatomy & Physiology” entra nella fascia 101-200. Inoltre, l’Ateneo mantiene il suo posizionamento nella fascia 101-150 per le discipline di “Communication & Media Studies”, “Modern Languages”, “Law” e “Psychology”. Sono questi alcuni risultati della nuova edizione del QS World University Rankings by Subject 2026, un segno tangibile della didattica di qualità e dell’avanzata ricerca scientifica promosse dall’Università Cattolica nelle 12 Facoltà dei cinque campus: Milano, Roma, Brescia, Piacenza e Cremona. Un riconoscimento che trova ulteriore conferma anche sul fronte della produttività scientifica attestata dal numero di citazioni per pubblicazione. Particolarmente significativo il punteggio ottenuto nell’area “Data Science and Artificial Intelligence” (85.1), che testimonia l’intensa attività di ricerca sviluppata dall’Ateneo in questi ambiti. Rilevanti anche i punteggi conseguiti nelle materie “Agriculture & Forestry” (92), “Nursing” (94), “Anatomy & Physiology” (89.7), “Psychology” (81.4), “Economics & Econometrics” (78.8). L’Università Cattolica mostra avanzamenti in altre specifiche discipline: “Medicine” sale dal 170° al 143° posto; “Linguistics” passa dalla fascia 301-350 alla 251-300; “Education” fa il suo ingresso nella fascia 351-400. Guardando alle tre grandi aree disciplinari, l’Università Cattolica si colloca al 162° posto in “Arts & Humanities”, con un balzo di 22 posizioni rispetto allo scorso anno. Avanza poi sia in “Life Sciences & Medicine” sia in “Social Sciences & Management” posizionandosi rispettivamente al 195° (+1) e al 205° in (+11). “I risultati raggiunti in particolare nell’ambito «Data Science and Artificial Intelligence» testimoniano l’efficacia delle azioni intraprese su nuove tecnologie e intelligenza artificiale”, osserva il Rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore Elena Beccalli. “Un impegno strategico che riguarda un’educazione trasversale di studenti e docenti all’uso consapevole dell’intelligenza artificiale. Nello stesso tempo un impegno per promuovere una ricerca scientifica, accurata e rigorosa, che sappia far emergere le potenzialità che derivano dall’utilizzo dell’intelligenza artificiale per i diversi ambiti della scienza e della realtà”.

Pubblicato il 30 marzo 2026

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