“Lo sport è un formidabile volano di integrazione. Ma non tutti i genitori oggi possono pagare 350 euro per iscrivere i figli a calcio o pallavolo. Se poi i figli son più di uno, la quota incide ancora di più sul bilancio. Il pericolo è che questi bambini ne restino sempre esclusi”. Sono le parole di Federico Camia, pontenurese da tre generazioni, presidente de “La giraffa di Adriano Onlus”, venticinque anni di frequentazione degli ambienti del volley come dirigente, non ha dubbi. Nasce da questa considerazione il nuovo progetto dell’associazione che Camia ha fondato a Pontenure due anni fa insieme ad alcuni amici: fare squadra nel nome dello sport, perché vengano inseriti bambini e bambine con disagio in forma gratuita; metà della retta verrebbe sostenuta da “La giraffa di Adriano” e metà dalla società sportiva che li prende in carico. Nasce da questa considerazione il nuovo progetto dell’associazione che Camia ha fondato a Pontenure due anni fa insieme ad alcuni amici: fare squadra nel nome dello sport, perché vengano inseriti bambini e bambine con disagio in forma gratuita; metà della retta verrebbe sostenuta da “La giraffa di Adriano” e metà dalla società sportiva che li prende in carico.
"Il Comune di Cadeo pone la sicurezza del territorio e dei cittadini tra le priorità assolute, ma nell'osservanza delle leggi e delle direttive della Prefettura". Così Marco Bricconi, primo cittadino di Cadeo spiega ai cittadini come viene affrontata la questione sicurezza e dentro quali confini si possono muovere i gruppi di "Controllo Vicinato" e i vari gruppi whatsapp esistenti. "Filippo Bruschi, in qualità di coordinatore del gruppo “Occhi Aperti”, aveva chiesto all'amministrazione di Cadeo, in nome della tutela della cittadinanza, di poter avere i dati riguardanti veicoli rubati o sospetti rilevati dalle telecamere di lettura targhe ubicate nel nostro territorio; - spiega l'assessore Massimiliano Dosi -. Per evitare polemiche o gravi errori valutativi ci siamo rivolti alla Prefettura e la risposta è stata la medesima da noi anticipata: i dati relativi al transito di veicoli targati sospetti o segnalati per la commissione di reati non possono essere condivisi con privati cittadini". "Riteniamo quindi che la nostra scelta di evitare di diffondere, sui gruppi aperti, informazioni che contengano dei dati sensibili, come targhe di auto sospette o rubate, sia stata coerente e in linea con la normativa - aggiunge l'assessore Dosi - Invitiamo i cittadini a chiamare senza indugi le Forze dell’Ordine per qualsiasi sospetto, limitandosi a dare sul gruppo di Controllo di vicinato informazioni senza dati sensibili". "Sappiamo bene tutti che la sicurezza è una delle questioni che ci tocca più da vicino ma dobbiamo ricordarci che come semplici cittadini non siamo gli organi preposti ad occuparci di ordine e sicurezza - conclude Bricconi -. Essenziale è osservare e segnalare ma senza calpestare i paletti dettati da legge della privacy e affini. Con i nostri interventi impulsivi possiamo addirittura rovinare il lavoro di carabinieri e polizia, si rischia addirittura di intralciare e far fallire indagini in corso. Senza dimenticare che una sentenza del TAR Toscana ha confermato che le persone sottoposte ad un qualsiasi controllo a seguito di un esposto hanno diritto di conoscere il contenuto dell’esposto e i nominativi dei cosiddetti informatori".
Prende avvio il progetto nelle scuole di “Educazione alla Campagna Amica” che lo scorso anno ha coinvolto oltre 3mila studenti piacentini. L’inaugurazione ufficiale sarà venerdì 11 gennaio alle 9.45 nella palestra della scuola primaria 2 Giugno di via Raffaello Sanzio, 17. Il progetto “Educazione alla Campagna Amica” è nato per far incontrare il mondo della scuola e l’agricoltura, sensibilizzando i giovani ai valori della sana alimentazione, della tutela ambientale, dello sviluppo sostenibile e del territorio come luogo di identità e di appartenenza. Educazione alla Campagna Amica rientra nel più ampio impegno di Coldiretti per la costruzione di una filiera agricola tutta italiana: formare consumatori consapevoli del patrimonio agricolo ed enogastronomico del proprio territorio, infatti, dà un contributo fondamentale allo sviluppo dell’agricoltura, settore primario per l’Italia. “Biodiversità versus omologazione. Perché la diversità è una risorsa? Trova la risposta nell’agricoltura italiana di qualità” è il titolo del nuovo progetto. Del resto, l’Emilia Romagna è la Regione che meglio può rappresentare la biodiversità, non solo a livello italiano ma nel mondo. Impossibile abitare un territorio senza essere consapevoli di tanta ricchezza: da vivere, gustare e tutelare. Scopriremo cosa s’intende per biodiversità vegetale e animale, come la biodiversità possa arrivare sulle nostre tavole sotto forma di prodotti certificati ma anche come possa essere messa a repentaglio da interessi economici e quali sono i rischi dell’omologazione. Al termine di questo percorso saranno gli alunni ad esprimere con un elaborato/progetto il bagaglio di conoscenze ed esperienze acquisite nel corso dell’anno. Il progetto è rivolto agli alunni della scuola dell’infanzia, primaria, secondaria di primo e secondo gradodell’Emilia Romagna, ai loro insegnanti e alle loro famiglie e si propone di fornire spunti e strumenti di riflessione sulla connessione tra paesaggio e agricoltura, la biodiversità animale e vegetale, le produzioni tipiche del territorio, favorire la conoscenza e la scelta di sani stili alimentari per il benessere dello studente e dell’ambiente, diffondere un’adeguata conoscenza della stagionalità dei prodotti agricoli e della provenienza degli alimenti, il recupero delle ricette locali, promuovere l’acquisto e il consumo consapevole di cibo, avvicinare bambini e ragazzi al mondo rurale attraverso una corretta informazione sul percorso evolutivo dell’agricoltura, le forme più innovative di agricoltura legate afferenti alla multifunzionalità, e le principali filiere agroalimentari. Il progetto di “Educazione alla Campagna Amica” negli anni scorsi ha visto il sostegno e la condivisione di: Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia Romagna, Prefettura di Piacenza, Comune di Piacenza, Provincia di Piacenza, Camera di Commercio, Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, oltre alla collaborazione di numerosi altri enti e associazioni. Anche il progetto di quest’anno, per dare maggiore visibilità e rilevanza è proposto con la stessa linea comune, da parte di tutte le Federazioni Coldiretti dell’Emilia Romagna.
Tornano a volare su Piacenza gli aironi stilizzati simbolo del “Festival della cultura della libertà”. Giunto alla sua terza edizione, il Festival avrà come tema portante “I luoghi, le città, i territori” e si terrà come sempre l’ultimo weekend di gennaio (sabato 26 e domenica 27) a Palazzo Galli della Banca di Piacenza. Visto il successo dei precedenti appuntamenti, non cambia la squadra: Associazione dei Liberali Piacentini Luigi Einaudi, Confedilizia nazionale, quotidiano Il Foglio ed European Students For Liberty (ESFL), sono i promotori della due giorni all’insegna della cultura liberale autentica: un’occasione per rigenerare il nostro morale e le nostre conoscenze su una visione del mondo che privilegia l’individuo e si batte contro uno stato iperfiscalista che ammazza l’imprenditoria e chi chiede solo di portare avanti le proprie iniziative. La direzione scientifica del Festival è stata di nuovo affidata a Carlo Lottieri, che è riuscito nuovamente a mettere insieme una formidabile squadra di relatori. A cominciare dal professor Francesco Forte (già titolare della cattedra di Scienze delle finanze che fu di Luigi Einaudi ed ex ministro) che aprirà gli appuntamenti di sabato 26 con la lectio su “Banche, economie locali ed Europa” (ore 11, Sala Panini), preceduto dai saluti di Corrado Sforza Fogliani, del sindaco Patrizia Barbieri e del direttore de Il Foglio Claudio Cerasa (ore 10.30, Sala Panini). Cinque le sessioni della prima giornata del Festival: “Il declino e la perdurante attualità della questione territoriale in Italia”, con Oscar Giannino, Carlo Lottieri, Alessandro Vitale (ore 11.45-13.15, Sala Panini); “L’Unione europea tra fatti e ideologie”, con Roberto Brazzale, Pierluigi Magnaschi, Paolo Luca Bernardini (ore 15.15-17, Sala Panini); “Città private? Un’imprenditoria al servizio della convivenza civile, con Silvio Boccalatte, Guglielmo Piombini, Marco Romano (ore 17.15-19, Sala Panini); “Milano: un gigante economico, un nano politico”, con Emanuele Boffi, Leonida Miglio, Adriano Teso (ore 15.15-17, Sala Verdi); “Roma: soltanto politica e burocrazia?”, con Daniele Capezzone, Serena Sileoni, Giorgio Spaziani Testa (ore 17.15-19, Sala Verdi) Domenica 27 gennaio la seconda giornata del “Festival della cultura della libertà” avrà la sua sessione plenaria tra le 12.45 e le 13.15 in Sala Panini, con Stefano Moroni, urbanista del Politecnico di Milano, che affronterà il tema “Verso un’urbanistica liberale. Diritto, mercato, innovazione”. Ecco il programma delle cinque sessioni: 9-10.45, Sala Panini, “La globalizzazione sta entrando in crisi? Perché le comunità locali hanno bisogno di mercati globali”, con Raimondo Cubeddu, Roberto Festa, Nicola Iannello; 11-12.45, Sala Panini, “Il riemergere del nazionalismo e le ragioni della libertà”, con Luca Diotallevi, Lorenzo Infantino, Michele Silenzi; 9-10.45, Sala Verdi, “L’eterno ritorno della Questione meridionale”, con Rosamaria Bitetti, Luciano Capone, Florindo Rubbettino; 11-12.45, Sala Verdi, “Il Veneto della Lega e l’impasse post-referendum. Quali prospettive?”, con Andrea Favaro, Michele Fiorini, Antonio Guadagnini; 15.15-17, Sala Panini, “L’Italia unita. Problema o soluzione?”, con Luigi Marco Bassani, Franco Debenedetti Alle 17, in Sala Panini, conclusioni affidate a Corrado Sforza Fogliani. Per tutta la durata del Festival - che non beneficia di contributi pubblici né della comunità - la sede dei Liberali Piacentini di via Cittadella rimarrà aperta, a disposizione dei relatori e del pubblico. Come avvenuto lo scorso anno, il giorno dopo la conclusione del “Festival della cultura della libertà”, iniziativa dei Liberali Piacentini Luigi Einaudi in ricordo della “tragedia dimenticata” della deportazione degli italiani dalla Crimea nei gulag sovietici in Kazakistan, avvenuta nella notte del 29 gennaio 1942. Lunedì 28 gennaio è stata organizzata una visita guidata (nel 2018 la meta fu Bobbio) a Lugagnano Val d’Arda (partenza in pullman dal parcheggio Cheope alle 8.30, oppure, per chi viaggia con mezzi propri, appuntamento alle 9.30 all’Oratorio Beata Vergine dell’Annunziata, dove verrà ricordata la tragedia di Crimea). Altre tappe della visita guidata, Palazzo Gandolfi, sede del Municipio e della sala Luigi Einaudi; maniero quattrocentesco “la Torricelli”; oratorio di piazza IV Novembre. La quota di partecipazione, comprensiva di viaggio in pullman, pranzo e ingressi, è di 35 euro. Per informazioni e prenotazioni 328 2184586. A settembre invece - dopo quello organizzato lo scorso anno in Kazakistan per visitare i gulag sovietici - nuovo viaggio di studio dell’Associazione liberali, questa volta nelle capitali affacciate sul mar Baltico: Helsinki, Riga (con visita al visita al Museo dell'occupazione sovietica) e Tallin (Finlandia, Lettonia, Estonia), dal 3 all’8 settembre. Per informazioni e adesioni 328 2184586.
Sono state registrate in media 150 presenze per ogni ora di apertura
Sono quasi 4.500 le persone che hanno approfittato della apertura straordinaria della Salita al Pordenone per visitare (o rivisitare, in diversi) la Salita, partecipando – anche – ai 12 eventi collaterali che la Banca ha organizzato a margine della riapertura. Non ci aspettavamo tanta gente – si dice all’Ufficio Relazioni esterne della Banca – e, soprattutto, non ci aspettavamo tanti forestieri. È stato proprio un errore quello di aprire la Salita solo per 4 giorni. In particolare all’apertura con Sgarbi, al Te Deum in Basilica e all’ultimo dell’anno si è avuto un grande afflusso e si è anzi dato inizio ad una nuova tradizione: quella di attendere l’anno nuovo in cupola, vedendo Piacenza anche alla luce dei fuochi artificiali. Infatti, 120 persone circa hanno salutato il 2019 o all’altezza degli affreschi o all’Assito Corna, che si apre a circa metà del percorso per arrivare in cupola e che la Banca ha dedicato a padre Andrea Corna, il maggior studioso della Basilica e della sua storia, dopo averne pubblicato in ristampa anastatica la sua opera illustrativa della chiesa e del Convento francescano, edita nel 1907.
In sostanza, fra Salita ed eventi collaterali, l’evento ha avuto la durata di una trentina di ore in tutto – si sottolinea alla Banca di Piacenza- e si è raggiunta questa cifra di presenze di riguardo e cioè di 150 persone agli eventi per ogni ora di apertura.
Fra l’altro negli ambienti della Banca si registra con particolare soddisfazione ed orgoglio il fatto che anche questo evento – come tutti quelli del popolare Istituto di via Mazzini - è stato organizzato senza fare ricorso a contributi pubblici né della comunità. Un successo che la Banca non si aspettava e che l’ha portata – unitamente alla Comunità francescana - a decidere di aprire la cupola ogni anno, così come di cantare il Te Deum ogni anno al 31 dicembre, aggiungendo anche – come è stato quest’anno – i canti natalizi eseguiti dalla Corale di Santa Maria di Campagna unitamente al servizio di una cioccolata calda nella Sala del Duca (quella ove i duchi si cambiavano d’abito prima di scendere in Basilica).
La riapertura della Salita (una struttura permanente donata dalla Banca alla comunità francescana) ha visto di caratteristico anche la visita gratuita concessa ad alcune società sportive o ad una tifoseria, a cominciare dai Lupi Biancorossi, che sostengono la squadra di pallavolo Gas Sales. Anche alcune scuole hanno visitato la Salita nonostante il tempo di vacanza: fra tutte, particolarmente numerosa la rappresentanza dell’Istituto Tecnico Romagnosi di Piacenza.
Fra gli eventi collaterali, ed a parte quelli già citati, particolare successo ha avuto la proiezione di un filmato – realizzato dall’Istituto bancario - sulla congiura dei patrizi piacentini contro Pier Luigi Farnese del 1547, proiezione che la Banca ha dovuto replicare nel più ampio refettorio del convento, così da permetterne la visione a tutti gli interessati, la seconda volta anche accompagnandola con una tavola rotonda di studiosi locali che hanno esaminato gli effetti del “tirannicidio” (o “assassinio”) sulla storia del nostro territorio.
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