Menu
logo new2015 ok logo appStore logo googleStore

Notizie Varie

Notizie Varie

«Salviamo il legno di Stradivari»

Val di Fiemme, la “Ciresa srl” lanciato un’operazione di crowdfunding. Incontro all’Ucid

UCID Ghittoni Ognibeni

La Sezione di Piacenza dell’UCID, Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti, ha organizzato all’Università Cattolica un incontro dal titolo: “Ciresa Srl, Val di Fiemme: il legno di Stradivari, dalle foreste alle sale da concerto”, protagonista della serata Fabio Ognibeni, presentato dal presidente della sezione piacentina della federazione, Giuseppe Ghittoni (nella foto, da sinistra, Ghittoni e Ognibeni).

Ognibeni è l’amministratore unico di Ciresa srl oltre che un vero esperto internazionale di legno di risonanza, la sua società in Val di Fiemme opera nel settore da oltre 60 anni e rappresenta un’assoluta eccellenza italiana, leader nella costruzione di tavole armoniche per pianoforti e altri strumenti a corda oltre che nella realizzazione di componenti di risonanza di altissima qualità.
Il legno della Val di Fiemme è da sempre riconosciuto come unico al mondo per le sue caratteristiche di sonorità, lo sapeva bene il famoso liutaio cremonese Stradivari che si recava personalmente nella vallata alla ricerca degli alberi più idonei per la costruzione dei suoi pregiatissimi violini.
Il legno dell’abete rosso è perfetto per creare le parti più importanti del violino, grazie alla sua peculiare elasticità e per i suoi caratteristici canali linfatici che funzionano come le canne di un organo.
Gli anelli di accrescimento della pianta sono piccoli anche grazie all’ambiente particolarmente freddo, che permette una crescita lenta e costante garantendo quella omogeneità strutturale necessaria per dare al legno la massima resa armonica.

Su ogni tavola costruita nella valle, viene impresso il marchio di origine concesso dalla Magnifica Comunità di Fiemme, accompagnato da un certificato numerato.
La Società di Ognibene da qualche anno ha inoltre sviluppato un prodotto altamente innovativo grazie all’intuito del suo amministratore, denominato Opere Sonore, esclusivi oggetti d’arte che permettono di ascoltare la musica in modo naturale, anzi di suonare come veri strumenti musicali. Oggetti realizzati a mano con gli stessi criteri e materiali usati dall’antica arte dei liutai. Strumenti musicali d’ascolto, che permettono di realizzare una qualità sonora naturale, trasformando la propria casa in una sala per concerti.
Purtroppo nell’autunno del 2018 le foreste della Val di Fiemme sono state colpite da un evento meteo tragico, circa un quinto degli abeti da violino ultra centenari sono stati abbattuti al suolo in una sola notte dalla violenza distruttrice del vento.

Per questo motivo Ciresa srl ha lanciato un’operazione di crowdfunding a restituzione totale dal titolo “Salviamo il legno di Stradivari”, per tutelare il legno della musica raccogliendo i tronchi di risonanza abbattuti dal maltempo in quella tragica notte.
Se il legno rimarrà a terra durante il periodo estivo deperirà, sarà attaccato da muffe e parassiti e diverrà inutilizzabile.
L’operazione di recupero comporta un impegno finanziario che da sola l’azienda Ciresa non può sostenere e per questo ha pensato a questa operazione diretta a tutte le persone sensibili alla musica e all’ambiente, affinché quello che poteva diventare musica lo possa diventare per le future generazioni.

Stefania Micheli

Pubblicato il 18 aprile 2019

Ascolta l'audio

22 e 25 aprile, iniziative ai Musei Civici e di Storia Naturale di Piacenza

museiPC

Orari e iniziative speciali per i Musei Civici di Palazzo Farnese e il Museo di Storia Naturale di Piacenza.

Gli spazi espositivi e le sale di piazza Cittadella resteranno chiusi al pubblico domenica 21 aprile e mercoledì 1° maggio.
Lunedì 22 e giovedì 25 aprile i Musei Civici saranno visitabili dalle 10 alle 18; alle ore 10, 11.30, 15 e 16.30 sono in programma quattro itinerari guidati (inclusi nel biglietto di ingresso):
Sempre il 22 e 25 aprile, con ritrovo in biglietteria alle ore 16, i Musei Civici propongono le
“visite a sorpresa”, dedicate in particolare alle famiglie, con le quali sarà possibile, attraverso un percorso a tema e al costo di tre euro a persona, scoprire una specifica sezione dei Musei: lunedì 22 aprile il tema sarà "Meccanismi da scoprire", con percorso legato al movimento e alla suggestione di storici mezzi di trasporto; giovedì 25 con “Sciacquare i pennelli in Arno" si verrà guidati in un viaggio nell’arte toscana.
L'orario ordinario di apertura dei Musei Civici è: martedì, mercoledì, giovedì ore 9-13; venerdì e sabato ore 9-13 e 15-18; domenica ore 9.30-13 e 15-18.

Anche il Museo di Storia Naturale (via Scalabrini, 107) resterà chiuso nella domenica di Pasqua e nella giornata del 1° maggio.
Lunedì 22 e giovedì 25 sarà aperto al pubblico dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 18. Con il biglietto a tariffa ridotta di due euro, sarà possibile anche visitare la mostra temporanea "Elefanti della Preistoria" a cura di Romano Guerra, allestita sino al 12 maggio negli spazi del Museo.
L'orario ordinario di apertura del Museo è: martedì, mercoledì e venerdì ore 9.30-12.30; giovedì, sabato e domenica ore 9.30-12.30 e 15-18.

Pubblicato il 16 aprile 2019

Ascolta l'audio

Domenico Ferrari, Gianni Degli Antoni e Pierfrancesco Periti protagonisti al Periti Day every day

CesenaDegliAntoniPeriti

"Ho tentato un'analisi critica e comparativa tra quelli che sono, a mio dire, i tre massimi cervelli informatici piacentini: Domenico Ferrari Cesena, Gianni Degli Antoni, Pierfrancesco Periti" (da sinistra, nella foto). Il dott. Carlo Mistraletti ha presentato così i prossimi due appuntamenti del Periti Day every day in programma martedì 16 alle ore 18 e mercoledì 24 aprile alle ore 17.30 al Seminario vescovile di Piacenza (via Scalabrini 67).

"Cosa direbbe oggi Gianni Degli Antoni su rete e G5" è il tema dell'incontro del 16 aprile che sarà introdotto da don Giuseppe Basini, parroco di Sant'Antonino e vede gli interventi di Carlo Mistraletti, Roberto Speroni e Domenico Ferrari; seguiranno testimonianze di amici e accademici italiani; a seguire, discussione e conclusione.
All'incontro del 24 saranno relatori Raffaele Pancini ("Eziopatogenesi della malattia psichiatrica e forme collegate", Maria Vittoria Bertani e coll. ("Antropologia dei processi migratori e salute mentale") e Rosanna Cesena ("Il futuro dell'editing genomico umano, tra scienza ed etica". Introduzioni di Carlo Mistraletti, conclusioni di Manfredi Saginario.


Pubblicato il 15 aprile 2019

L’agronomo piacentino Paolo Iacopini entra nella prestigiosa Accademia dei Georgofili

iacopini

L’agronomo piacentino Paolo Iacopini, classe 1931, è entrato nell’Accademia dei Georgofili, storica istituzione fiorentina che da oltre 250 anni promuove, tra studiosi e proprietari agrari, gli studi di agronomia, selvicoltura, economia e geografia agraria.  Il Consiglio dell'Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali di Piacenza si congratula con il decano collega per il prestigioso riconoscimento ricevuto e lo ringrazia per l'impegno che rinnova di anno in anno nelle attività ordinistiche, da ultimo per il ruolo che ricopre come presidente del Consiglio di Disciplina Territoriale in seno all'Ordine stesso.
Iacopini, laureatosi nel 1954 in Scienze Agrarie all’università di Firenze con il massimo dei voti, è iscritto all’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali dal 1956, dedicandosi all’attività di «valorizzazione del ruolo della professione di Dottore Agronomo». Dallo stesso anno è divenuto socio della Società Botanica Italiana e della Società Orticola Italiana al fine di «mantenere contatti col mondo della ricerca e della sperimentazione» in queste due specializzazioni. «Nella mia carriera - racconta Iacopini - l’impegno più difficile da gestire è stato nel periodo compreso fra il 1976 e il 1983, come ultimo responsabile dell’Ispettorato Provinciale dell’Agricoltura, nel passaggio delle funzioni dal Ministero dell’Agricoltura all’Amministrazione regionale».
Cosa si prova a far parte dell’Accademia dei Georgofili? «Sono veramente soddisfatto - risponde l’agronomo piacentino -. Mi auguro di collaborare nel campo della ricerca e della divulgazione nei settori scientifici, collegialmente con gli altri accademici. L’accademia ha un ricco programma e intende porsi come interlocutore fra la ricerca e la pratica, dando un impulso alle scelte fondamentali della politica agricola a livello nazionale ed europeo».
Iacopini si sofferma pure sull’evoluzione del mondo agricolo a Piacenza: «Nel 1957, anno in cui feci il mio ingresso all’Ispettorato Provinciale dell’Agricoltura, sapevo di essere destinato ad una provincia all’avanguardia nel settore agricolo, dove era nata Federconsorzi e operava da alcuni anni una delle migliori Facoltà d’Agraria. Inoltre, l’ambiente agricolo piacentino era leader per l’innovazione e per la considerazione degli agricoltori nei confronti del laureato in Scienze Agrarie, che era chiamato con deferenza “’l dutur d’la catedra”, nel ricordo dei Comizi Agrari che operarono a Piacenza fin dal 1862, divenendo poi nel 1900 Cattedre Ambulanti, per trasformarsi nel 1936 in Ispettorato Agrario. Il mondo agricolo a Piacenza ha conservato una tradizione, che però non è statica ma aperta all’innovazione. Oggi - aggiunge - bisogna intensificare l’azione di difesa e valorizzazione delle peculiarità dei nostri prodotti mediante contatti sempre più stretti fra il mondo della produzione e il consumatore, anche avvalendosi di una non mai sufficiente formazione professionale».
«Il dottor Iacopini - commenta la presidente dell'Ordine degli Agronomi di Piacenza Emanuela Torrigiani - è instancabile nella ricerca della conoscenza, dell'approfondimento, dell'aggiornamento tecnico e scientifico, la gioia e l'interesse che lascia trasparire negli eventi ordinistici e nei convegni sono uno stimolo per tutti i colleghi innamorati come lui della nostra professione».

Pubblicato il 16 aprile 2019

Ascolta l'audio   

Confapi: successo per il seminario sulla riforma della legge fallimentare

cofapi

La riforma della legge fallimentare spiegata alle imprese. Se ne è occupata Confapi Industria Piacenza con un seminario che si è svolto nella sede dell’associazione e che ha messo sotto i riflettori sia le novità introdotte dalla normativa entrata in vigore all’inizio dell’anno sia gli strumenti tecnologici utili alle aziende per anticipare il rischio fallimentare.
La mattinata, partita coi saluti del direttore Andrea Paparo di Confapi Industria, ha visto intervenire gli avvocati Alessandro Salotti e Lia Zanetti, partner dello Studio legale tributario Gaffuri, Marco Turani e Roberto Spaccini in rappresentanza di 4Planning, Fabrizio Fujani, Tun Rheinland Italia Business Stream Manager.
“L’intenzione è di dare una visione d’insieme sulla nuova legge che è entrata in vigore in gennaio, ma che verrà completamente definita fra diciotto mesi – spiega il channel director Turani – è una legge che ha un impatto sulle aziende con un fatturato da due milioni di euro in su e quindi anche su aziende di piccole dimensioni che si ritrovano così ad avere dei costi aggiuntivi. Ma al di là di questo, è interessante vedere che alle imprese vengano imposti degli strumenti di allerta e prevenzione del rischio fallimentare”.
Alla base, spiega Turani, c’è la consapevolezza di una mancanza che caratterizza buona parte del mondo imprenditoriale: “Purtroppo spesso non c’è una cultura finanziaria nelle aziende – spiega Turani – troviamo imprenditori bravi nel loro lavoro, ma poco attenti a prestare attenzione alla parte finanziaria: la legge punta quindi a fare cultura in questo senso, imponendo alle aziende un’organizzazione precisa necessaria per anticipare il rischio finanziario”.
Il seminario ha inteso proprio focalizzarsi sugli strumenti e sulle tecnologie al servizio della prevenzione del rischio, oltre che sulla certificazione dei processi come modo per prevenire e mitigare i rischi di discontinuità operativa.
“Come Confapi Industria riteniamo che il nostro compito sia quello di sensibilizzare gli associati sulle novità in atto – spiega il direttore Paparo – per quanto riguarda la legge fallimentare, c’è una sottovalutazione della riforma e delle sue conseguenze. Lo spirito di queste novità è positivo e va nella direzione di stimolare un controllo migliore della vita economica delle imprese, ma occorre spiegare quali possano essere gli strumenti per affrontare queste novità”. A fargli eco è stata anche la vicedirettrice Marika Lusardi: “Abbiamo organizzato questo momento di confronto formativo perché, se è vero che la riforma diventerà attuativa ad agosto 2020, lo è altrettanto la necessità di non farsi trovare impreparati – spiega – molte aziende dovranno rivedere il loro assetto societario e non conoscere i termini e gli strumenti nel dettaglio potrebbe creare problemi”.

Pubblicato il 15 aprile 2019

Ascolta l'audio   

"Il Nuovo Giornale" percepisce i contributi pubblici all’editoria.
"Il Nuovo Giornale", tramite la Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici), ha aderito allo IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria) accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.

Amministrazione trasparente