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Notizie Varie

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Nasce il profilo di salute online della popolazione dell’Emilia-Romagna

Profilo salute

Come sta, o più tecnicamente qual è il “Profilo di salute” della popolazione dell’Emilia-Romagna? Quali sono, ad esempio, a livello regionale, provinciale o addirittura distrettuale le malattie croniche, infettive e degenerative più diffuse? Quali i tassi e le cause di mortalità? E quale il contesto sociale, demografico ed economico di quello specifico territorio, utile a segmentare le politiche di prevenzione? Le risposte, numericamente precise, a queste e a tante altre domande ci sono, e sono alla portata di tutti, grazie al Profilo di salute online messo a punto dalla Regione Emilia-Romagna: un sistema avanzato di raccolta, gestione e analisi dei dati sanitari che può essere consultato gratuitamente non solo da istituzioni, ricercatori, professionisti e autorità sanitarie e quindi dagli addetti ai lavori, ma dagli stessi cittadini. Con un semplice click, accedendo alla banca dati, online da oggi sul portale della Regione a questo link regioneer.it/profilodisalute è possibile consultare e analizzare tutti gli open data raccolti ed effettuare vari tipi di ricerca. Ad oggi, a livello nazionale, l’Emilia-Romagna è la seconda Regione dopo il Lazio a dotarsi di questo strumento, che l’assessorato alle Politiche per la salute, in particolare il settore Prevenzione collettiva e Sanità pubblica, ha progettato e realizzato per supportare la programmazione degli interventi di prevenzione. Il Profilo di salute è basato su un Sistema informativo sanitario regionale che raccoglie dati provenienti da diverse fonti, tra cui ospedali, strutture sanitarie locali e altre piattaforme di monitoraggio sanitario; le informazioni vengono organizzate in un formato accessibile, che consente di visualizzare i dati non solo a livello regionale, ma anche con un alto grado di dettaglio provinciale, distrettuale e per alcuni ambiti comunale.

In Regione, a Bologna, la presentazione in conferenza stampa da parte dell’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi. “Grazie a questo strumento, che definirei di straordinaria importanza, utilità e trasparenza, possiamo affrontare le sfide sanitarie in modo ancor più mirato ed efficace, pensando alla programmazione di interventi diversificati sulla base delle diverse realtà fotografate, ad esempio l’età della popolazione, la prevalenza di malattie croniche o le cause di mortalità- commenta Fabi-. Con una tale quantità e specificità di open data disponibili e consultabili facilmente, le autorità sanitarie possono pianificare azioni mirate a livello provinciale e distrettuale, garantendo una risposta tempestiva alle esigenze locali. Per la Regione si tratta anche di uno strumento per monitorare e capire se quello che stiamo facendo in ambito sanitario in un territorio va bene o è migliorabile con azioni specifiche e localizzate”. “Siamo certi - aggiunge l’assessore - che il Profilo di salute online dell’Emilia-Romagna, che via via potenzieremo con ulteriori sezioni e dati, possa diventare una piattaforma di riferimento per gli addetti ai lavori e un mezzo per coinvolgere la comunità: la disponibilità di dati aperti consente ai cittadini di essere più informati sulle politiche sanitarie regionali e di partecipare attivamente agli interventi di prevenzione. Facciamo un ulteriore passo avanti in termini di trasparenza nei processi decisionali e di responsabilità, perché l’accesso ai dati incentiva il controllo pubblico e contribuisce a rafforzare la sostenibilità del sistema sanitario, con politiche preventive ancor più mirate e basate su evidenze scientifiche”.

Dalla carta al web: la piattaforma che vede oggi la luce nasce dall’evoluzione di un progetto già in essere in Emilia-Romagna, la raccolta in un volume dei dati relativi allo stato di salute della popolazione, utilizzato per la stesura ogni quattro anni del Piano regionale della prevenzione. Informazioni che oggi la Regione ha deciso di rendere disponibili e consultabili online, con un duplice vantaggio: i dati vengono aggiornati con una frequenza molto maggiore, circa una volta l’anno rispetto ai quattro di prima, e viene garantita per la ricerca la massima flessibilità agli utenti. Per favorire la conoscenza e l’utilizzo di questo strumento, l’assessorato alle Politiche per la salute organizzerà già nelle prossime settimane 3 webinar di formazione: il primo, il 14 ottobre, dedicato agli Enti locali; il secondo il 15 ottobre, riservato alle Aziende sanitarie, e il terzo, in collaborazione con l’Ordine regionale dei giornalisti, il 21 novembre (sarà reso disponibile sulla piattaforma nei prossimi giorni), per spiegare nel dettaglio le possibilità pratiche di utilizzo del Profilo.

COME FUNZIONE IL PROFILO DI SALUTE ONLINE

Le fonti dei dati che alimentano il Profilo di salute sono il Sistema informativo politiche per la salute e politiche sociali (Siseps), l’Ufficio statistico regionale, l’Istat e le Indagini campionarie coordinate da ministero della Salute e Istituto superiore di sanità (Passi, Hbsc, Okkio alla salute).

TRE LE SEZIONI GIÀ ATTIVE

contesto socio-demografico, per favorire la corretta segmentazione delle politiche preventive sulla base delle caratteristiche della popolazione; tre ambiti di ricerca consentono di analizzare con precisione: distribuzione della popolazione residente, italiana e straniera; trend e distribuzione geografica dei principali indici demografici; fattori economici e sociali rilevanti per la salute, come difficoltà economiche, titolo di studio e occupazione;
malattie croniche, con dati disponibili per annualità, Ausl, Provincia e distretto sanitario, per sesso e classi d’età, cruciali per identificare i gruppi di popolazione a rischio e pianificare interventi preventivi e mirati; mortalità, con possibilità di ricercarne i principali indicatori e cause nel tempo a livello regionale, provinciale e comunale, stratificati per età e sesso; mappe interattive per confrontare l’andamento della mortalità sul territorio.
A questi ambiti tematici se ne aggiungeranno altri tre, in fase di elaborazione: vaccinazioni, per osservare l’adesione ai piani vaccinali a livello provinciale e regionale; malattie infettive, con monitoraggio dell’incidenza per ogni provincia e distretto; stili di vita, per raccogliere informazioni sulla popolazione come alimentazione, attività fisica, fumo, alcol, fattori di rischio ambientali e sociali che ne influenzano la salute. Le informazioni vengono organizzate in un formato che consente di visualizzare i dati sia a livello regionale, sia con un alto grado di dettaglio geografico. É possibile effettuare anche ricerche per gruppi (ad esempio età, sesso) e verificare l’evoluzione temporale dei fenomeni, identificando le variazioni rispetto al passato e analizzandone le cause.

Pubblicato l'8 ottobre 2025

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Uomo e creato: il confronto tra politica, Chiesa e imprenditoria

Gragnano dibattito chiesa e politica

È possibile parlare di creato, di ambiente, di Dono mettendo insieme, in una unica serata, un prete e teologo, una imprenditrice di successo e una amministratrice locale? Non solo è possibile ma è doveroso provarci. Così è parso a chi ha partecipato all'incontro svoltosinei giorni scorsi presso il Centro Culturale di Gragnano Trebbiense e nato dalla collaborazione tra Comune e Parrocchia di San Michele Arcangelo.
Nell'ambito delle iniziative legate al progetto del dono che l'Amministrazione comunale sta portando avanti da tempo, coinvolgendo le più giovani generazioni e mettendole in relazione con i più anziani, in particolare ospiti del Centro Diurno locale, quest'anno a Ottocento anni dalla scrittura del “Cantico delle Creature”, il Comune ha pensato ad approfondire la relazione tra l'uomo e il creato.
Il Cantico, famosa opera di San Francesco, rappresenta infatti il manifesto di una logica completamente contrapposta a quella attuale dominante che è indirizzata al possesso e al dominio di cose e persone. La logica del Cantico è invece appunto quella del dono: la terra, l'ambiente, le persone sono da considerarsi come un dono da accogliere e da far crescere. Molto significativo è stato il contributo di don Matteo Prodi, bolognese, insegnante presso la Scuola di Teologia dell’Emilia Romagna e presidente della Cooperativa “I care” che ha messo in evidenza come Papa Francesco parlando di ambiente abbia voluto parlare di fraternità chiedendo a ciascuno di prendere coscienza e usare il suo dolore personale per trasformare il mondo in un'ottica di vita comunitaria dove trovano posto empatia e compassione, consapevolezza di una mutua appartenenza e di un futuro condiviso da tutti. Ognuno di noi è limitato ma con i suoi limiti ognuno di noi completa l'altro. Il potere e la proprietà privata sono necessari ma ovviamente devono essere usati non per il proprio interesse personale ma per la crescita di tutti.
L'imprenditrice Anna Paola Cavanna della “Laminati Cavanna” ha offerto la sua esperienza di donna impegnata nel mondo del lavoro, consapevole delle difficoltà anche dei propri dipendenti e della responsabilità che l'imprenditore deve avere nei confronti della comunità in cui opera e dell'ambiente in cui si inserisce la sua impresa.
La sindaca Patrizia Calza dopo aver chiarito insieme a don Alessandro Ponticelli le motivazioni dell'incontro ha sottolineato l'impegno che anche gli amministratori devono porre non solo nella soluzione dei bisogni concreti ma anche nel far crescere la consapevolezza di appartenere ad un'unica comunità in cui ciascuno deve fare la sua parte per poter crescere insieme, meglio e pacificamente.

Nella foto, l'incontro a Gragnano  sul dibattito tra Chiesa e politica.

Pubblicato l'8 ottobre 2025

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«Giornata mondiale della vista», iniziative a Piacenza

vista

Giovedi 9 ottobre  si celebra la " Giornata Mondiale della Vista" finalizzata a richiamare l'attenzione  dei cittadini sull'importanza del bene  prezioso della vista e sulla necessità di tutelarla.
Anche quest'anno l'Unione Italiana dei ciechi e degli ipovedenti con sede a Piacenza in via Mazzini 51, ha programmato una conferenza stampa presso il reparto di oculistica dell'ospedale di Piacenza per il giorno 8 ottobre  alle ore 15.00 con la partecipazione della dottoressa Morini Chiara che parlerà del crescente bisogno di prevenzione, cura e riabilitazione visiva nella popolazione.
Il giorno successivo, giovedi 9 ottobre, l'UICI sarà presente con volontari e soci  con  materiale informativo relativo alle malattie oculari da distribuire gratuitamente alla cittadinanza. Il luogo dove sarà posizionato il banchetto sarà in centro città, in Via XX Settembre (davanti alla libreria Feltrinelli) dalle ore 10.00 alle ore 18.00.

Pubblicato il 7 ottobre 2025

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Via Capra si colora di «relazioni stupefacenti» con il murale dei giovani di Youthopia

murales

“Crediamo sia importante che i giovani si prendano cura dei luoghi che frequentano perché la bellezza genera altra bellezza. Spinti da questa consapevolezza abbiamo realizzato questo murale mettendo insieme le idee mese dopo mese e dando loro forma concreta a poco a poco, con il prezioso aiuto dell’arte - terapista Valentina Podrecca. Siamo convinti che l’opera finale rispecchi quello che volevamo trasmettere, portando colore in via Capra e rappresentando un simbolo di condivisione per tutta la città”. A parlare sono i ragazzi di “Vibe Squad”, collettivo informale di giovani under 30 formato dai frequentatori più assidui e attivi di Youthopia: il centro giovanile piacentino di via Capra gestito dagli Educatori di Strada, che tutte le settimane apre le sue porte ad adolescenti e giovani adulti con laboratori, musica e spazi di socialità. Sono stati i membri del collettivo a progettare e realizzare - insieme agli educatori e ai coetanei - il nuovo murale che decora le pareti esterne di Yuothopia, inaugurato ufficialmente lo scorso 3 ottobre. Un insieme organico di disegni, simboli e forme multicolori che raccontano storie di amicizia, inclusione e armonia: valori ritenuti fondamentali dal gruppo giovanile e quindi prescelti per essere rappresentati. Potente invito a coltivare la bellezza della condivisione, la scritta “fatti di relazioni stupefacenti” campeggia al centro del murale, come terreno fertile da cui nascono e in cui si amplificano i sentimenti raccontati.

Frutto del progetto “Colori di Comunità” sostenuto dal comune di Piacenza attraverso il bando Piacenza 2030 – città futura –, il nuovo murale partecipato ha visto la luce dopo mesi di incontri, bozzetti, pennellate, e soprattutto di collaborazione tra giovani e famiglie. Presenti all’inaugurazione, oltre ai giovani di “Vibesquad”, l’assessore comunale alle politiche giovanili Francesco Brianzi, Lorenzo De Carli degli Educatori di Strada e don Silvio Pasquali per l’associazione Laboratori di Strada.
“Avete realizzato un’opera molto bella – ha sottolineato l’assessore Brianzi nel suo breve intervento –, e lo avete fatto in una zona importante per la città, dove in passato sono stati ospitati altri spazi giovanili come Capra Square e Belleville”. Vi ringrazio a nome della sindaca Katia Tarasconi e di tutta l’Amministrazione comunale, approfittando dell’occasione per comunicarvi che il bando Piacenza 2030 sarà rinnovato”.
“È stato emozionante veder crescere questo murale – ha aggiunto poi don Silvio Pasquali -, che ha anche rimarcato l’auspicio e l’importanza di rendere Youthopia e i suoi spazi un luogo sempre più di qualità per dare supporto e realizzazione concreti alle tante idee che i giovani dimostrano di voler esprimere”.

Comunicare lo spirito di aggregazione

A spiegare scopo e valore del nuovo murale partecipato ci ha pensato però soprattutto Lorenzo De Carli degli Educatori di Strada. “Abbiamo voluto fare qualcosa di colorato, che desse un nuovo volto al quartiere e fosse utile a comunicare lo spirito di divertimento e aggregazione che si respira a Youthopia – ha osservato -. Durante la realizzazione del murales è stato bello vedere la partecipazione genuina dei ragazzi: i giovani di “Vibe Squad” sono stati bravi a coinvolgere nel progetto il resto della squadra di Youthopia, ma anche la gente del quartiere. Incuriositi da schizzi e pennellate, molti passanti si fermavano a chiedere cosa stessimo facendo e alla fine restavano spesso a dare una mano, tra una chiacchierata e una tazza di caffè bevuta insieme. Si sono create molte relazioni stupefacenti possiamo dire, come quelle di cui parla il murale, che racconta alcune delle attività che facciamo qui; per esempio calciobalilla e musica. “Anche le piantine che abbiamo disposto fuori come elemento decorativo – continua – rappresentano l’intento di condividere lo spirito del centro e del murale con la comunità circostante: delle piante può infatti prendersi cura e chiunque lo voglia”.

Foto 2 murales Youthopia

E guardando alle prospettive future De Carli non ha dubbi: “Adesso che, grazie al prezioso contributo di Ikea, siamo riusciti a sistemare ed arredare tutti gli spazi di Youthopia, è ora che questi vengano occupati con un’offerta di qualità – ha detto -. Per questo prossimante contatteremo tutte le associazioni del terzo settore, proponendo loro uno spazio personale a disposizione a prezzo calmierato dove svolgere le proprie attività; in un’ottica di collaborazione con lo spirito del centro. L’idea per il futuro è che ogni giorno a Youthopia vengano offerte attività diverse, sempre con attenzione ai bisogni dei giovani e all’inclusione. Continueremo a portare avanti le nostre classiche attività di educativa di strada, formazione degli adulti e aggregazione negli oratori, ma parallelamente vogliamo rendere l’hub di via Capra sempre più simile ad una casa, aperta ad accogliere chi ha il desiderio di entrare”.

Micaela Ghisoni

Nelle foto, la presentazione del murale in via Capra realizzato dai ragazzi di “Vibe Squad”.

Pubblicato l'8 ottobre 2025

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Per sempre? Aiutiamoci a costruirlo giorno dopo giorno

miglia


Nella cornice dell’anniversario dei cento anni della scuola dell’infanzia San Fiorenzo si è svolto a Fiorenzuola domenica 5 ottobre un prezioso incontro con la dottoressa Mariolina Ceriotti Migliarese, neuropsichiatra infantile e psicoterapeuta, ma soprattutto sposa da cinquant’anni, madre di sei figli e nonna di otto nipoti. La provocazione del titolo dell’incontro era già accattivante: “La coppia imperfetta: e se anche i difetti fossero un ingrediente dell’amore?” Il numeroso pubblico, eterogeneo per fasce di età, si è lasciato guidare dal dialogo tra l’ospite e una coppia di genitori che, partendo dai testi della dottoressa Migliarese, ha sollecitato riflessioni sulle dinamiche di coppia, di famiglia, di fede, alla scoperta delle pieghe più nascoste del nostro modo di vivere le relazioni più intime.

Rinnovare il patto tra gli sposi ogni giorno

Quando si celebra il sacramento del matrimonio - sintetizziamo il pensier della relatrice - ci si promette di esserci l’uno per l’altra e di rinnovare il patto tra gli sposi ogni giorno, senza conoscere come evolverà il sentimento che pian piano da innamoramento, irrazionale e istintivo, si trasforma in amore consapevole grazie alla costante volontà di rinnovamento necessaria per tenere viva e stimolante la relazione tra gli sposi. Sono richiesti cura per valorizzare il bello di sé e del partner, creatività per far fruttare i nostri doni ed evitare la trappola della noia, allenamento a saper perdonare considerando la fragilità dell’altro e non presupponendo la sua cattiveria. La consapevolezza che il perdono debba essere riservato a questioni importanti, non ai torti futili frequenti nella quotidianità, legittima che si tratti di un percorso lento, di consapevolezza che la causa del procurato dolore possa essere “lasciata andare”.

L’apertura alla vita

L’apertura alla vita della coppia richiede una revisione degli equilibri che Migliarese esprime anche graficamente idealizzando un asse orizzontale, la relazione a due appunto, su cui scorre un asse verticale, il tempo, che nelle diverse fasi della vita pone sfide differenti. Su questo asse verticale compaiono le famiglie di origine, la cui influenza rispetto a valori e abitudini può essere risorsa o minaccia; ci sono poi tutti gli avvenimenti che intersecano la relazione e ai quali gli sposi sono chiamati a reggere.

Diventare genitori

Diventare genitori - ha aggiunto la dott.ssa Migliarese - è una magnifica esperienza che apre alla coppia opportunità di crescita, considerando le differenze biologiche tra l’approccio materno e quello paterno, che inevitabilmente offrono risposte differenti alle necessità dei figli, ma può rappresentare un rischio per la tenuta della relazione, quando la loro presenza fornisce alibi per non affrontare problemi della coppia ben più radicati. L’arrivo dei piccoli chiede inevitabilmente di riequilibrare la relazione all’interno della famiglia, proprio come quando si era passati da “io” a “noi”.


Come ripartire di fronte alle crisi

L’esperienza di affiancamento alle coppie in crisi ha permesso alla dottoressa Migliarese di riconoscere se di fronte a difficoltà ci sono margini per ripartire. Un segnale importante è il modo in cui si ricorda il primo incontro, se si avverte il trasporto e l’emozione di rivivere un momento fondamentale quale la scintilla iniziale della propria storia o se è viziato da rancore e disagio che ne offuscano il ricordo.


Affrontare i conflitti

La sana gestione del conflitto è un altro elemento che offre possibilità di tenuta della relazione; infatti può diventare un aiuto per imparare poco per volta l’arte della mediazione, focalizzandosi sul motivo della discussione senza trascendere nell’offesa all’altro, nel giudizio negativo sulla persona; sicuramente imparare a litigare bene è meno rischioso di non litigare mai. Il confronto con il pubblico ha consentito di approfondire il tema del matrimonio sacramentale, evidenziando come il fattore della volontà attiva di costruire una relazione per sempre (non passiva legata alla formula “finché morte non vi separi”) sia reso più percorribile grazie alla saggezza divina che divide il tempo in giorni, proprio come nel Padre nostro chiediamo il pane quotidiano. Amare giorno per giorno - ha concluso la dott.ssa Migliarese - apre alla speranza che il domani sia un giorno “buono” anche se si sta chiudendo un giorno difficile e consente di gustare il bello di un presente continuo, per il quale ci sentiamo più adeguati.

Fiorenza Fermi


Nella foto, la dottoressa Mariolina Ceriotti Migliarese all’auditorium Scalabrini a Fiorenzuola insieme a Lorenza Maffini e Alessandro Fermi che hanno moderato l’incontro.

Pubblicato il 7 ottobre 2025

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