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Notizie Varie

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L'estate a Travo in Piazza Trento

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Travo, a 27 chilometri da Piacenza, nella Val Trebbia, è un borgo storico di interesse culturale e architettonico. Circondato da un ambiente naturale di grande fascino, la località offre ai suoi visitatori un borgo antico ben conservato e monumenti di epoca medievale.
Il centro del borgo è dominato dal suo castello medievale, che sorto dapprima come fortilizio della famiglia Malaspina passò poi agli Anguissola. Di rimarchevole interesse il torrione rotondo del XII secolo che conserva sulla facciata due ordini di finestre trilitiche, assai rare in questo territorio. Donato al comune dalla contessa Maria Salini nel 1978, oggi ospita anche la sede del Museo Civico Archeologico, con reperti preistorici, protostorici, romani e medievali, in parte provenienti da scavi condotti a partire dal 1981 in Val Trebbia dal gruppo di ricerca La Minerva. Dalla piazza principale, passando per la volta che attraversa la base della torre più alta, si arriva alla Chiesa di S. Antonino, eretta attorno alla metà del secolo XI e dedicata al Santo Patrono di Piacenza che in questi luoghi, secondo la tradizione, trovò il martirio.

Il programma dell'estate 2020

In questa estate, ogni giovedì, dal 9 luglio al 27 agosto a partire dalle ore 18, torna Travo Vintage”, il mercatino in Piazza Trento dove trovare l’oggettistica di ogni tipo.
Un evento da sottolineare, dell’estate travese, è quello di domenica, 19 luglio, in piazza Trento dove si esibisce il quartetto “ Musica da ripostiglio… perché da camera ci sembrava troppo”
con un programma di swing italiano e internazionale, presentato da Luca Pirozzi (chitarra, banjo e voce), Luca Giacomelli (chitarre), Raffaele Toninelli (contrabbasso) ed Emanuele Pellegrini (batteria).

Riccardo Tonna

Pubblicato il 17 luglio 2020

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Borgotaro, sbloccati 730mila euro per interventi idraulici

 Borgotaro

Un intervento da 730mila euro nel parmense per realizzare una cassa di espansione, e impedire al materiale solido di scendere a valle, eliminando i rischi di esondazione del torrente Tarodine, che attraversa la zona artigianale di Borgo Val di Taro, mettendo così al sicuro tutto il centro urbano.
È quanto prevede l’intesa siglata tra l’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione Civile e il Comune di Borgo Val di Taro, che dà il via libera all’apertura dei cantieri. Lo schema di intesa definisce inoltre il ruolo dei soggetti coinvolti e regola la realizzazione di queste opere completamente finanziate con le risorse statali previste dal Piano degli interventi urgenti - causati dagli episodi di maltempo che hanno colpito l’Emilia-Romagna tra il 2017 e il 2018 - e inseriti nell’ultima legge di stabilità approvata dal Governo.
“E’ un’opera necessaria e importante - spiega l’assessore regionale alla Protezione civile, Irene Priolo - per garantire la sicurezza del territorio. Con questo accordo, la Regione mette in campo un aiuto concreto per realizzare interventi strutturali e aumentare la resilienza del territorio di fronte a eventi di piena eccezionali. I lavori che stanno per partire intervengono sulle criticità del torrente Tarodine riducendo il rischio di alluvioni e aumentando la sicurezza del centro abitato e di tutti i cittadini”. Soddisfazione è espressa anche dal sindaco di Borgotaro, Diego Rossi. “Si tratta di un intervento significativo al quale stiamo lavorando da tempo con la Regione per mettere in piena sicurezza tutto il quartiere San Rocco, nel centro abitato del nostro capoluogo, e l'area produttiva. La Regione- spiega Rossi- ha sostenuto l’amministrazione prima nella fase progettuale e ora in quella realizzativa, Aipo nelle fasi di gara: una filiera tecnico istituzionale che dimostra come lavorando insieme si può raggiungere un obiettivo che il territorio auspicava”.
Più in dettaglio sono previste operazioni di pulizia e raccolta del materiale inerte, oltre alla realizzazione di una soglia nell’alveo del torrente Tarodine, in località “Galoppina”, per ridurre il trasporto di materiali solidi verso valle, riducendo il rischio di esondazione nel tratto che attraversa Borgo Val di Taro. L’opera sarà realizzata con un rivestimento in pietra per inserirsi in modo armonico nel paesaggio, inoltre è previsto il riutilizzo dei materiali di scarto, depositati nel bacino, per la difesa e ripascimento del fiume Taro. L’intesa, valida fino alla conclusione dei lavori, disciplina le modalità di collaborazione e supporto tecnico tra Regione e Comune per la realizzazione degli interventi. Tra le attività di competenza dell’Agenzia di Protezione civile la progettazione esecutiva, la direzione lavori, gli interventi a garanzia della sicurezza e il collaudo delle opere. Compito del Comune di Borgo Val di Taro sarà invece garantire le attività amministrative necessarie al completamento dei lavori.

Pubblicato il 17 luglio 2020

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Formazione, approvati 27 corsi biennali per il diploma di tecnico superiore

 corsi formazione istituto superiore tecnico


Tecnici per la gestione di impianti energetici, per l'edilizia sostenibile e anche per il marketing delle filiere turistiche e delle attività culturali. Ma anche futuri addetti per dispositivi diagnostici, terapeutici e riabilitativi nonché per le produzioni agrarie, agroalimentari e agroindustriali. Infine, tecnici per lo sviluppo di sistemi software, per l'internazionalizzazione delle imprese, per l'automazione e i sistemi meccatronici, per I'infomobilità e le infrastrutture logistiche per la mobilità delle persone e delle merci nonché per il settore tessile, abbigliamento e moda. Sono alcuni dei settori produttivi e di servizio, che ricalcano in gran parte l’attività delle imprese made in Emilia-Romagna, sui quali saranno formati i giovani che frequenteranno uno dei 27 percorsi biennali per il conseguimento del diploma di tecnico superiore approvati dalla Giunta regionale, per un finanziamento pubblico di oltre 8 milioni di euro. Le attività di formazione saranno realizzate dalle Fondazioni ITS dell’Emilia-Romagna che hanno presentato i percorsi biennali per l’anno formativo 2020/2022. Con la delibera è stato approvato anche il “Catalogo” dell’offerta formativa per il biennio 2020/2022 per l’acquisizione in apprendistato di un diploma di istruzione tecnica superiore (ITS).
“I percorsi di formazione tecnica rappresentano per nostri i giovani una porta di accesso verso un lavoro dignitoso e di qualità, per questo come Regione Emilia-Romagna siamo fortemente impegnati a finanziarli e sostenerli - ha commentato l’assessore regionale alla Formazione professionale e Lavoro, Vincenzo Colla-. Sappiamo che i ragazzi che si rivolgono agli Istituti tecnici superiori hanno una percentuale di sbocco occupazionale molto alta e in linea con il percorso di apprendimento seguito. Questi dati sono il risultato dell’intreccio fondamentale fra sistema scolastico, imprese e territorio, che consente di rispondere alle richieste di professionalità e competenze attraverso attività laboratoriali e di stage e l’impiego di docenze che provengono anche dal mondo del lavoro. Questa è la direzione in cui vogliamo continuare ad andare per qualificare sempre di più il mercato del lavoro”. L'efficacia occupazionale di questo segmento dell'infrastruttura educativa dell'Emilia-Romagna è dimostrata dai dati sulla condizione dei diplomati: dal Monitoraggio Indire 2020, l'83% dei diplomati delle Fondazioni Its dell’Emilia-Romagna a 12 mesi dal diploma ha trovato un'occupazione, nel 91% dei casi coerente col percorso formativo svolto. La delibera di Giunta è pubblicata nel Bollettino telematico ufficiale della Regione Emilia-Romagna e sul sito http://formazionelavoro.regione.emilia-romagna.it .

Pubblicato il 17 luglio 2020

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Gragnano, partiranno a breve i lavori per la palestra comunale

 Gragnano, al via i lavori per la palestra

“Siamo emozionati per la nostra comunità”. Il sindaco di Gragnano Patrizia Calza, accompagnata dagli assessori Marco Caviati e Cristiano Schiavi, commenta così la firma del progetto della nuova palestra. “Sarà la più importante opera mai realizzata dall’Amministrazione Comunale. Un progetto perseguito da tempo e che si è concretizzato grazie alle risorse , pari a 1.250.000 euro - assegnate dalla Regione Emilia-Romagna nel 2018 in aggiunta ai 150.000 euro di risorse comunali. Finalmente dopo la gara svolta dalla Committenza Unica della Provincia e l’espletamento di tutti i controlli e le formalità di legge, si è potuto firmare il contratto con l’impresa appaltatrice dei lavori Edil Losa s.r.l. mandataria del Raggruppamento Temporaneo d’Imprese costituito con R.M.Elettro Service s.r.l. di Raviscioni Maurizio e C. e Crezza s.r.l”.
Ne deriverà un Palazzetto dello Sport che sarà in primis a disposizione degli studenti del plesso scolastico locale ma anche delle associazioni sportive del territorio, come tiene a sottolineare l’Assessore allo Sport Marco Caviati che ricorda che la struttura potrò ospitare gare di pallavolo e pallacanestro fino al livello regionale, essendo state rispettate le norme Coni in materia. “Avevamo in proposito di organizzare una giornata della posa della prima pietra che vedesse il coinvolgimento delle classi e di tutta la comunità gragnanese. Le norme Anticovid consigliano prudenza. Ci ripromettiamo di rinviare l’iniziativa magari in occasione della futura inaugurazione” concludono gli amministratori. Attualmente la palestra è posta all’interno dell’edificio ospitante la scuola secondaria di Primo Grado. La nuova troverà collocazione dietro agli istituti scolastici in un’area acquistata anni fa dal Comune appositamente per ospitare il nuovo impianto di riscaldamento a energia rinnovabile, funzionante con cippato di legna, (inaugurato nel novembre del 2014) e la nuova palestra. Questa avrà una superficie interna di 868 metri quadrati con annesso fabbricato mono piano destinato a spogliatoi /locali accessori disposto sui lati nord, est e sud della Palestra avente superficie coperta di circa 493 mq. Il costruendo fabbricato sarà posizionato a circa 12 metri dalla scuola esistente per facilitare il percorso d’ingresso da parte degli studenti provenienti dall’Istituto scolastico.
Il nucleo del Palazzetto sarà costituito dallo spazio dedicato al campo da gioco oltre che a quello destinato al pubblico. L’area della Palestra dedicata all’attività sportiva avrà dimensioni pari a 21,54 metri per 35,80, dimensionati per il gioco della pallacanestro e della pallavolo in particolare per la serie C. È previsto uno spazio per gli spettatori fino a 100 persone. L’illuminazione è prevista naturale. Le finestrature sono infatti state pensate e posizionate per evitare l’abbagliamento del sole durante il gioco: non vi è illuminazione diretta da sud/ovest, mentre a est i raggi solari entrano solo al mattino quando è in corso l’attività didattica. L’ingresso dedicato al pubblico si troverà sul lato sud. Negli spazi a fianco saranno collocati il deposito per le attrezzature sportive (direttamente accessibili dalla Palestra) e, tra l’altro, anche un’aula didattica ad uso delle scuole.

Pubblicato il 17 luglio 2020

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Unioncamere Emilia-Romagna: «Contrazione economica senza precedenti»

 congiuntura industria

La pandemia e il fermo produttivo per le misure di contenimento del virus da Covid-19 porteranno a conseguenze molto pesanti. Al punto che la fase di contenuta recessione industriale registrata nel 2019 si sta progressivamente trasformando nella più profonda caduta della produzione mai sperimentata. È quanto emerge dall’indagine congiunturale sul primo trimestre 2020 sull’industria manifatturiera, realizzata in collaborazione tra Unioncamere Emilia-Romagna, Confindustria Emilia-Romagna e Intesa Sanpaolo, che fotografa solo i primi tre mesi dell’anno in cui sono evidenti i segnali di drastico calo per produzione, fatturato e ordini. I dati sono indice di una tendenza già molto negativa destinata a essere fortemente accentuata nelle prossime rilevazioni. Notevole il rallentamento della dinamica produttiva delle piccole e medie imprese dell’industria in senso stretto dell’Emilia-Romagna che si riduce dello 10,4 per cento rispetto all’analogo periodo del 2019, trasformando il calo del trimestre precedente (-1,5 per cento), in un crollo.

 Alcuni dati

Così è anche per il valore delle vendite (-10,1 per cento rispetto allo stesso periodo del 2019), con una accelerata della tendenza negativa del trimestre precedente (-1,2 per cento), anche se con una perdita lievemente meno marcata della produzione. Il fatturato estero ha mostrato una migliore tenuta e ha contenuto la correzione (-4,8 per cento). Uno spiraglio di luce si può cercare nei dati sul processo di acquisizione degli ordini, che ha subìto una flessione tendenziale del 9,5 per cento, rispetto alla perdita dell’1,3 per cento del trimestre precedente, ma la prospettiva di una ripresa dilazionata alla seconda parte dell’anno può essere intravista se si considera che la tendenza negativa ha un ritmo inferiore a fatturato e produzione.
Anche gli ordini pervenuti dall’estero hanno subito una flessione (-4,6 per cento) lievemente più contenuta. Il grado di utilizzo degli impianti testimonia gli effetti del lockdown sull’attività e si è attestato al 65,6 per cento, un dato nettamente inferiore rispetto al livello del 76,3 per cento riferito allo stesso trimestre dell’anno precedente. Il periodo di produzione assicurato dal portafoglio ordini è risultato pari a 8,3 settimane, un valore così contenuto non veniva rilevato dalla fine del 2014, con un chiaro calo rispetto al dato del trimestre precedente (10,2 settimane). L’attività è in arretramento in tutti i settori.
Anche l’industria alimentare ha fatto segnare un passo indietro, anche se contenuto: si riducono il fatturato (-2,8 per cento) pur con l’apporto della crescita del mercato estero (+2,5 per cento) e la produzione (-2,6 per cento). La recessione è accentuata per il sistema moda che registra un crollo del fatturato (-17,9 per cento), anche estero (-9,0 per cento), solo più contenuto per la produzione (-16,6 per cento) e simile per gli ordini (-17,0 per cento), nonostante la maggiore resistenza della componente estera (-8,7 per cento). Per la piccola industria del legno e del mobile si accentua la discesa del fatturato (-15,7 per cento), e della produzione (-14,2 per cento). In difficoltà anche l’industria metallurgica e delle lavorazioni metalliche: il fatturato complessivo si è ridotto del 12,1 per cento, e la produzione ha seguito l’andamento negativo (-13,3 per cento). L’ampio aggregato delle industrie meccaniche, elettriche e dei mezzi di trasporto, ha registrato una flessione del fatturato e della produzione (-10,4 per cento). Il gruppo eterogeneo delle “altre industrie” (chimica, farmaceutica, plastica e gomma, ceramica e vetro) testimonia la generale recessione, ma ha beneficiato della tenuta della componente estera. Il fatturato complessivo ha perso il 7,4 per cento, nonostante la resistenza di quello estero (-1,2 per cento), e si è registrato un arretramento della produzione (-8,9 per cento). Riguardo alle classi dimensionali, la recessione è generalizzata, ma l’andamento è meno grave al crescere della dimensione aziendale per fatturato, ordini e produzione. Quest’ultima è scesa del 15,3 per cento per le imprese minori, mentre la caduta è più contenuta per le piccole imprese (-10,9 per cento) e ancora più ridotta per le imprese medio-grandi (-8,4 per cento). Con riferimento ai dati diffusi dall’Istat, le esportazioni emiliano-romagnole sono risultate pari a poco più 15.188 milioni di euro e hanno fatto segnare una flessione del 2,2 per cento. È una brusca inversione di tendenza: nel primo trimestre 2019 infatti le esportazioni crescevano del 4,6 per cento. Il segno è rosso è generalizzato, con l’eccezione di alcuni settori che hanno invece ottenuto incrementi. Questo è accaduto per le “altre industrie manifatturiere” (+40,2 per cento), con un exploit (quasi 2,5 volte delle esportazioni) dell’industria del tabacco, che vale il 2,3 per cento dell’export regionale. 
Seguono industrie chimica, farmaceutica e delle materie plastiche (+ 9,7 per cento), trainate da un incremento del 41,8 per cento ottenuto dai prodotti farmaceutici, che si sono avvantaggiati della pandemia. Salgono le esportazioni dell’industria alimentare e delle bevande (+11,3 per cento), mentre tengono le vendite estere di ceramica e vetro (+0,9 per cento). In negativo gli altri comparti, con dinamiche differenti. Contenuta la flessione per l’export delle industrie della moda (-1,6 per cento), mentre sono i beni strumentali e intermedi ad avere risentito della pandemia e dell’incertezza.

E' l'Europa il mercato per l'export regionale

Per i mezzi di trasporto, calo del 9,8 per cento, appena superiore per l’industria della metallurgia e dei prodotti in metallo (- 9,7 per cento), ai macchinari e apparecchiature meccaniche (-9,4 per cento) e industria delle apparecchiature elettriche, elettroniche, ottiche, medicali e di misura (-8,6 per cento). Per quanto riguarda le destinazioni, l’Europa è il mercato fondamentale per l’export regionale e ne detta la tendenza. Le vendite sui mercati europei sono risultate pari al 66,2 per cento del totale e sono diminuite del 2,2 per cento. Le esportazioni verso la sola Unione europea a 27 hanno mostrato una tendenza più accentuata (-3,2 per cento). Flessioni in Germania (-3,3 per cento), Francia (-2,8 per cento) e Spagna (-1,8 per cento). Al di fuori dell’area dell’euro si registra una pesante caduta verso il Regno Unito (-11,7 per cento). Al di là dei confini dell’Unione europea, forte crescita invece verso Svizzera (+32,5 per cento), Turchia (+19,0 per cento) e buon andamento in Russia (+7,0 per cento). Riscontro negativo in America centro-meridionale (-7,1 per cento), performance positiva in Canada (+10,6 per cento), Stati Uniti (+1,0 per cento) e Brasile (+3,2 per cento). Calo sui mercati asiatici (-2,7 per cento), ma con notevoli differenze: molto bene in Medio Oriente (+1,4 per cento), crollo in Asia centrale (-21,5 per cento), riduzione in Asia orientale (-1,7 per cento), ma con tendenze fortemente discordanti: +50,1 per cento in Giappone, grazie all’industria del tabacco e -26,3 per cento in Cina. Infine, le esportazioni regionali perdono il 10,0 per cento in Africa e il 3,2 per cento in Oceania.
Secondo l’indagine Istat, l’occupazione dell’industria in senso stretto ha chiuso il primo trimestre con un deciso passo indietro a quota 524.486 (-4,6 per cento), ovvero una perdita pari a oltre 25 mila unità, rispetto allo stesso trimestre dell’anno scorso, interrompendo una precedente serie positiva in corso da otto trimestri.  Nel periodo considerato, il risultato negativo è da attribuire all’ampio calo degli occupati alle dipendenze, che sono risultati oltre 472 mila con una riduzione del 5,4 per cento, pari a oltre 27 mila unità, nonostante l’aumento dell’occupazione autonoma, salita del 3,6 per cento fino a oltre 52 mila unità. Sulla base dei dati del Registro delle imprese, nel primo trimestre del 2020, le attive dell’industria in senso stretto regionale, che costituiscono l’effettiva base imprenditoriale del settore, a fine marzo 43.831 (pari all’11,1 per cento delle imprese attive della regione), con una diminuzione corrispondente a 704 imprese (-1,6 per cento) rispetto all’anno precedente. La velocità della discesa è aumentata rispetto al -1,0 per cento del primo trimestre 2019 e fa segnare il nuovo massimo degli ultimi quattro anni.

Pubblicato il 17 luglio 2020

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