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Notizie Varie

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Ogni venerdì va in onda «Appennino, itinerari e sentieri»

 wisit




L’area compresa tra le province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia offre una miriade di spunti e angoli spesso ignoti perfino a chi, per una questione di prossimità, questi luoghi dovrebbe teoricamente conoscerli e padroneggiarli. Per ovviare a tale paradosso, il terzo ciclo di “Appennino, Itinerari e Sentieri” - svelato nella conferenza stampa, nei giorni scorsi,  organizzata davanti allo IAT di Piazza Garibaldi a Parma alla presenza del presidente di Visit Emilia, Cristiano Casa, del conduttore Marco Balestrazzi e del direttore generale del Gruppo Gazzetta di Parma, Pierluigi Spagoni – traspone nel format video l’idea di intreccio e sinergia territoriale che ha ispirato la nascita di Visit Emilia, dedicando le 6 puntate della nuova serie all’Appennino dell’area Vasta Emilia.


«Il presupposto è che il nostro territorio respira e si amplia: lo slow mix che stiamo promuovendo pone l’accento proprio sulla capacità di scoprire con il giusto ritmo il piacere di un turismo che mescola le eccellenze per dare vita a uno spirito unico e irriproducibile altrove», ha affermato Cristiano Casa, presidente di Visit Emilia. «Il punto è che a capirlo devono essere per prime le persone che questo territorio lo vivono ogni giorno. Può capitare che un reggiano non sia mai stato in Val Trebbia o che un piacentino non abbia mai visto la Pietra di Bismantova: ecco allora il senso di un programma che mette in scena l’Appennino e lo porta nelle case degli emiliani, con l’idea di replicare in futuro il format anche per altri contesti, come quelli del Po e dei Castelli».
«Con molto piacere riprendiamo un nuovo ciclo di “Appennino, Itinerari e Sentieri” - ha commentato Pierluigi Spagoni, direttore dgenerale del Gruppo Gazzetta di Parma - Partendo dai monti Lama e Menegosa per toccare poi le province di Parma, Reggio Emilia e Piacenza, le 6 puntate della terza stagione intendono valorizzare, in sinergia con Destinazione Emilia, tutta l'area vasta per sottolineare, ancora una volta e a maggior ragione in questa fase temporale, l'importanza del territorio e delle ricchezze del nostro Appennino sul piano naturalistico, storico e sociale: una meta turistica di "prossimità" che si svela con scorci magnifici e storie da riscoprire».

Il prossimo appuntamento l'11 giugno
Le puntate - della durata di 30 minuti e dedicate nell’ordine ad Anello monti Lama e Menegosa, Monte Navert e anello di Casarola, Schia e Monte Caio, Anello del monte Nero, Alpe di Succiso, Monte Prado - andranno in onda su Tv Parma ogni venerdì alle 21  a partire dal 4 giugno e verranno trasmesse anche su Telelibertà, TeleReggio. A condurle sarà il giornalista Marco Balestrazzi, coadiuvato dal cameramen Pierluigi Bucci e sempre accompagnato da una guida locale.
 «Anche se le cose sembrano volgere al meglio, è difficile capire che estate sarà»: ha sottolineato il giornalista Marco Balestrazzi, evidenziando come la pandemia non consenta ancora di fare piani a lungo termine e ad ampio raggio. «Il programma, che in passato si è concentrato solo sulle montagne della provincia di Parma, allarga ora l’inquadratura per abbracciare l’Appennino dell’area di Visit Emilia e mira a valorizzare mete raggiungibili anche per una semplice gita in giornata con un budget limitato, in luoghi dove l’aria pulita e fresca è garantita e il distanziamento è naturale».
Le escursioni si avvarranno sempre di un esperto in grado di fornire consigli sul percorso e sull'attrezzatura necessaria per organizzare uscite in autonomia e in piena sicurezza. Nel corso della camminata, non mancheranno inoltre gli incontri e gli approfondimenti per apprezzare storia e natura.

Pubblicato il 7 giugno 2021

Gli studenti di Gragnano hanno partecipato a «Siamo nati per camminare»

 Gragnano

Si è concluso all’insegna della musica e della mobilità sostenibile l’anno scolastico della scuola Primaria di Gragnano e soprattutto con una bella notizia inaspettata. Al termine del saggio musicale delle classi quarte e quinte, alla presenza della dirigente scolastica Adriana Santoro, di genitori, nonni e familiari, e di tutti i bambini delle elementari, hanno fatto ingresso, a cavallo delle loro biciclette, nel cortile della scuola, presentati dal sindaco Patrizia Calza, i rappresentanti di Fiab e Amolabici: Angelo Nani di Fiab Piacenza e Amolabici e Walter Tadiello e Olimpia Diluccio soci Fiab, in tandem. Con loro si è riflettuto sorridendo sull’importanza di muoversi a piedi, in bicicletta e comunque su mezzi eco-sostenibili. L’occasione si è presentata perché i ragazzi della scuola di Gragnano, precisamente 70 delle elementari e 40 delle medie, hanno partecipato al Progetto Regionale “Siamo nati per camminare” volto a promuovere la mobilità pedonale e sostenibile, soprattutto nei percorsi casa-scuola e per far conoscere le esperienze locali su queste tematiche.

Focus tematico della campagna di quest’anno era la costruzione di reti di conoscenza di vicinato a supporto della mobilità e dello sviluppo dei bambini. Il titolo scelto: “Un Passo dopo l’altro-Dal quartiere al mondo”. Muoversi a piedi o in bicicletta o con mezzi pubblici offre la possibilità di riconquistare gli spazi, incontrarsi e sviluppare un senso di appartenenza e identità nei confronti della comunità o di un luogo. “Le bambine e i bambini hanno partecipato con entusiasmo - racconta il sindaco - ma noi dobbiamo ringraziare i genitori e i volontari che si sono messi a disposizione per concretizzare l’iniziativa e accompagnare i giovani camminatori. Senza di loro il progetto non sarebbe potuto partire”.
Le settimane di monitoraggio si sono svolte tra il 19 aprile e il 15 maggio. Ai ragazzi partecipanti sono stati consegnati dai rappresentanti di Amolabici-Fiab patentini personalizzati. Ma la vera sorpresa è stata annunciata dalla sindaca che, nei giorni scorsi è stata avvisata del fatto che due classi della scuola di Gragnano sono arrivate al secondo posto a livello regionale. Precisamente la classe 5G “tra le classi che si sono mosse in maniera più sostenibile” in valore assoluto e la classe 3G “tra le classi che hanno migliorato in maniera sostenibile la loro mobilità” rispetto alle mobilità di spostamento abitualmente utilizzate.  

Pubblicato il 7 giugno 2021

Cooperativa San Martino: da giugno energia verde al 100 per cento

coopsmartino

 

Dal primo giugno la Cooperativa San Martino utilizza energia elettrica verde al 100 per cento. È partita infatti in quella data la certificazione rilasciata da Power Energia alla cooperativa piacentina guidata da Mario Spezia: a essere certificato, attraverso il marchio “Energia Verde 100% certificata”, è l'utilizzo al cento per cento di energia elettrica “verde”, ossia prodotta da fonti rinnovabili, nella sede di via Don Carozza e via Colla.
Il quantitativo complessivo di energia “verde” fornita alla Cooperativa San Martino è pari a 50.036 chilowattora: in questo modo oltre 26 tonnellate, nello specifico 26.579 chili, di anidride carbonica non verranno immessi in atmosfera garantendo quindi una diminuzione di inquinamento.
“Una cooperativa così partecipe alla vita della società in cui si trova non può certo non essere sensibile al tema dell'ambiente – fa notare il presidente Mario Spezia – del resto sempre di più emerge la necessità da parte delle aziende di occuparsi anche delle problematiche della comunità e quindi anche dell'ambiente che è diventato una parte essenziale della costruzione della società di oggi e domani. Da qui la nostra scelta di utilizzare energia prodotta da fonti rinnovabili che certo rappresenta un valore aggiunto per la nostra realtà, ma soprattutto conferma una volta in più l'impegno e l'attenzione della Cooperativa San Martino verso le tematiche di sostenibilità ambientale che da sempre ci stanno a cuore”.

Pubblicato il 7 giugno 2021

Teatro Municipale, caloroso successo per l'Orchestra giovanile Cherubini

 riccardo muti cherubini 2

Alla fine delle belle esecuzioni il teatro municipale è esploso: vigorosi battimani da ogni spettatore e persistenti grida di “Bravi” “Bravi”… “Bis” “Bis”. Una valanga vocale che precipitava da un pubblico per lo più in piedi. Sul palco l’orchestra, per breve immobile, si faceva penetrare dai battimani, poi gli stessi giovani esecutori partecipavano al tripudio battendo i piedi o l’archetto sullo strumento. Immobile, lui, il maestro Muti, sorrideva stanco ma soddisfatto per quei suoi giovani che avevano creato un’occasione che rimarrà storica nella storia del Teatro Municipale.
Perché tanto, tanto successo? A essere sintetici, ma non è sufficiente, si può dire che s’è ascoltata musica d’esecuzione tecnica perfetta in ogni singola nota, a sua volta toccata da un brivido di bellezza, suonata con passione e con il cuore, un cuore giovane che emanava gioia. Senso di compattezza di un etereo complesso musicale bello, vario, inventivo e commovente. Il tutto in un’ora di sessanta minuti ma concentrato da un anno di minuti di pura poesia musicale. Piccolo miracolo, sotto il detto” Quando neppure la matematica ti parlerà più di Dio, ricordati che c’è sempre la musica.”

Con la guida della bacchetta di Riccardo Muti, le due Sinfonie si sono mutate in corpi fisici meravigliosamente vivi di una fisiologia umana, con i milioni di vasi che trasmettevano alle cellule energie, con il complesso sistema nervoso che ordinato trasmetteva impulsi al corpo, … insomma una fisiologia complessa ma funzionante come meglio non si potrebbe.
Dal suono carezzevole di un solo strumento all’insieme tonante orchestrale, dal lento prolungato quasi a spegnersi, al frettoloso incalzante, dal veloce urgente all’adagio pacifico e avvolgente, l’orchestra le ha provate tutte e consuccesso.
Una meraviglia musicale che ha riconciliato con la vita, dopo una penosa pausa.
Resta solo da dire un grazie per la sinfonia di Donizetti dal Don Pasquale e la sinfonia n.9 “Dal Nuovo Mondo” di Antonin Dvoràk. Un augurio a noi tutti per la ripresa dopo il Covid!

                                                                     Luigi Galli

Pubblicato il 7 giugno 2021

Più 75.000 Azioni della Banca di Piacenza sottoscritte in 40 giorni

Banca di Piacenza

In 40 giorni sono state sottoscritte più di 75.000 azioni della Banca di Piacenza a seguito della Assemblea del 10 aprile scorso, nella quale i Soci avevano deciso il pagamento del dividendo 2019 (a suo tempo sospeso in tutte le banche su indicazione della Banca centrale europea e della Banca d’Italia) e lanciato un’operazione di attribuzione di nuove azioni esenti da imposte.
Anche quest’anno più della metà dei Soci (come era stato due anni fa nell’analoga operazione allora lanciata ed i cui risultati complessivi sono stati peraltro ora superati) ha rinunciato a riscuotere il dividendo 2019, in aumento rispetto a quello degli anni precedenti, cogliendo così l’opportunità di avere in concambio azioni della Banca stessa anziché vedersi accreditate sul proprio conto corrente le somme spettanti.

Anche questa volta, negli ambienti di via Mazzini, si respira palesemente un’atmosfera di grande soddisfazione. Molti i Soci residenti fuori Piacenza (ed anche all’estero, in particolare negli Stati Uniti, in Inghilterra e in Francia) che hanno sottoscritto le azioni tramite altre banche. Solo nelle Filiali e Agenzie della Banca del nostro territorio sono state sottoscritte 69.622 azioni.
«E’ un’operazione che dimostra a nuovo titolo la fiducia di cui gode la nostra Banca non solo in provincia di Piacenza, per il suo collaudato buon governo e per la sua patrimonializzazione, che la fa distinta fra tutte» dichiarano i Presidenti Nenna e Sforza Fogliani in un comunicato congiunto. «Pur in un periodo caratterizzato da un evento straordinariamente infausto, la nostra Banca è riuscita a conseguire un risultato addirittura insperato. La gente sa che la
Banca di Piacenza è un privilegio della nostra terra, di cui ci si può fidare. Nei suoi 85 dalla fondazione lo ha dimostrato in modo netto e rappresenta oggi una risorsa insostituibile per il territorio, riversando sullo stesso un monte di risorse superiore a quello di ogni altra entità, escluse quelle assistite da prestazioni imposte».
Dal canto suo, il Direttore generale Antoniazzi - nel comunicare la notizia ai 493 dipendenti, ringraziandoli, a qualsiasi livello appartengano, per l’impegno profuso - ha evidenziato: «Soci e clienti ci conoscono ad uno ad uno. La nostra tradizione è che sanno con chi confrontarsi e, soprattutto, sanno con chi hanno a che fare perché per noi sono persone e non numeri. Un privilegio, ribadiamo, che può avere solo un territorio che ha saputo conservarsi una banca locale, di cui è giustamente orgoglioso».

Pubblicato il 7 giugno 2021

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