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Notizie Varie

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Il settore delle costruzioni traina la ripresa dell’Emilia-Romagna

settore costruzioni

La crisi causata dall'emergenza sanitaria ha fatto registrare nel 2020 numeri estremamente negativi anche nel settore delle costruzioni. La chiusura pressoché totale dei cantieri per tre mesi (con la sola eccezione di quelli dedicati ai lavori pubblici urgenti), tra marzo e maggio 2020, e la riapertura rallentata nella seconda parte dell'anno dalle misure per il contenimento della diffusione del virus, hanno fatto segnare in Emilia-Romagna un drammatico -9,3% di investimenti in costruzioni. Un dato leggermente peggiore di quello del PIL regionale, che è stato del -9,0%. In pochi mesi sono stati cancellati tutti i timidi segnali di stabile ripresa che il settore aveva fatto registrare a livello regionale a partire dal 2016. I dati nazionali di Ance per il settore fanno segnare nel 2020 una contrazione degli investimenti in costruzioni ancora più significativa (-10,1%), a fronte di un PIL italiano precipitato a -8,9% (dato Istat). Le misure messe in campo dal governo Conte II e poi riprese e sviluppate dal governo Draghi per far ripartire il settore delle costruzioni e, con esso, dare nuovo impulso all'intera economia italiana, stanno progressivamente facendo sentire il proprio effetto. Con il decollo degli interventi legati al Superbonus 110% Ance, elaborando i dati di Prometeia, stima in Emilia-Romagna per il 2021 un rimbalzo degli investimenti nel settore del +7,5%. Un valore decisamente superiore all’incremento previsto sempre da Prometeia per il PIL regionale (+5,5%) e ancora di più per quello nazionale (+4,7%). Per le costruzioni, a livello nazionale ANCE prevede a fine 2021 un +8,6%, che compenserebbe il valore del 2020 più negativo rispetto a quello della nostra regione. Un cambio di rotta quindi molto importante, che non è sufficiente a recuperare in un solo anno i livelli pre-Covid, ma fa intravedere la possibilità di raggiungerli e superarli già nel 2022. Alla luce di questi dati è evidente che l'edilizia sarà il settore trainante per l'intera economia regionale e nazionale nell'uscita dalle pesantissime conseguenze della pandemia e, nell'immediato futuro, il volano per un rilancio solido e duraturo cogliendo le opportunità offerte sia con il Superbonus 110% sia con gli investimenti senza precedenti del PNRR.
Va sottolineato che dei 222 miliardi di euro del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, a cui si aggiungono 15 miliardi di fondi REACT e 10 miliardi per la rete AV/AC, oltre 107 sono di interesse del settore delle costruzioni nel suo insieme. A questo riguardo va ricordato che il settore delle costruzioni rappresenta il 7,4% del PIL regionale e il 16,7% degli addetti nell'industria e il 5,3% dei lavoratori operanti in tutti i settori di attività economica dell'Emilia-Romagna.

Sono 43.654 le imprese delle costruzioni in Emilia-Romagna (circa il 9% del totale di quelle presenti in Italia). Per l'80% si occupano di lavori di costruzione specializzati e per oltre due terzi sono realtà con un solo addetto. Quasi il 90% delle imprese dichiara un fatturato inferiore ai 500.000 euro. Tra il 2008 e il 2018 sono scomparse in Emilia-Romagna oltre 16.000 imprese, in particolare realtà più strutturate. Nel 2020 il numero di ore lavorate è ovviamente diminuito (-8,1%) ma non ci sono state ripercussioni in termini di occupati nel settore (+0,4%) e non ne sono attese con lo sblocco dei licenziamenti previsti per l'inizio di luglio, dato il contesto di grande fermento e gli interventi già in corso e previsti.

Mese dopo mese sta decollando il numero di interventi finanziati con il Superbonus 110%, siano essi lavori per il miglioramento energetico o per il miglioramento sismico degli edifici. A inizio giugno l’Emilia-Romagna era al quarto posto in Italia per numero di interventi con almeno una asseverazione protocollata e per importo degli stessi: 1.590 interventi per un valore di 201 milioni di euro. Il dato nazionale, alla stessa data, segna 18.560 interventi e 2,4 miliardi di euro. Per oltre la metà si tratta di lavori di riqualificazione su edifici unifamiliari, per circa il 38% su unità immobiliari indipendenti e per il 10% di condomini: ovviamente quest’ultima componente raccoglie il maggior valore dei finanziamenti (40%) contro il 35,9% degli edifici unifamiliari e il 24,1% delle unità indipendenti.

Pubblicato il 29 giugno 2021

Dal 6 settembre le domande online per borse di studio e contributi libri di testo

borse di studio

Anche per l’anno scolastico 2021/2022 la Regione Emilia-Romagna si impegna a garantire il diritto allo studio di studentesse e studenti, in condizioni di svantaggio economico, delle scuole secondarie di I e II grado (medie e superiori) e dei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale, contribuendo a sostenere la spesa delle famiglie. La Giunta regionale ha infatti approvato i criteri per la concessione di contributi per i libri di testo e borse di studio, in attuazione degli indirizzi regionali approvati dall’Assemblea legislativa nel 2019 e validi per il triennio 2019-2022. Si conferma quindi l’impegno di concedere benefici del diritto allo studio per ridurre il rischio di abbandono scolastico e sostenere gli studenti in difficili condizioni economiche nell’assolvimento dell’obbligo di istruzione, garantendo parità di trattamento e uniformità sul territorio regionale e prevedendo che i benefici siano riconosciuti a tutti gli studenti idonei compatibilmente con le risorse disponibili.

“Soprattutto in questo anno difficile, è importante che la Regione continui ad assicurare un sostegno ai ragazzi e alle loro famiglie per contrastare la dispersione scolastica e garantire il pieno diritto all’istruzione - sottolinea l’assessore regionale alla Scuola, Paola Salomoni-. Vogliamo continuare a offrire pari opportunità a tutte le studentesse e a tutti gli studenti, sostenendo chi è in difficoltà nella prosecuzione del percorso di studi e quindi nella costruzione del proprio futuro. Siamo impegnati a fare tutto il possibile per salvaguardare il diritto all’istruzione, importante leva per lo sviluppo sociale ed economico del territorio”. Per fare domanda sarà necessario dimostrare di essere in possesso del requisito del reddito, rappresentato dall’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (Isee) del richiedente, in corso di validità, che dovrà rientrare in fascia 1 (Isee da zero a 10.632,94 euro) o in fascia 2 (Isee da 10.632,95 euro a 15.748,78 euro). Gli studenti inoltre devono avere un’età non superiore a 24 anni, ma il requisito dell’età non si applica agli studenti e alle studentesse con disabilità. La parità di trattamento in tutto il territorio regionale e il sostegno economico a tutti gli studenti idonei saranno garantiti dalla suddivisione delle risorse disponibili tra tutti gli studenti aventi diritto. La definizione degli importi dei benefici sulle risorse regionali e nazionali sarà effettuata in funzione delle effettive domande, dopo la chiusura dei bandi provinciali e comunali.

Contributi per i libri di testo, finalizzati a sostenere gli studenti in disagiate condizioni economiche nell’acquisto di libri di testo e di altri contenuti didattici, anche digitali, relativi ai corsi di istruzione. Sono destinati a studenti iscritti alle scuole secondarie di primo e secondo grado (statali, private e paritarie) del sistema nazionale di istruzione e saranno erogati dai Comuni di residenza dello studente. Per i contributi non occorre dichiarare la spesa sostenuta: l’importo del beneficio non è soggetto a rendiconto in piena analogia a quanto previsto per le borse di studio.

Borse di studio regionali, finalizzate a sostenere gli studenti in disagiate condizioni economiche nell’assolvimento dell’obbligo di istruzione. Sono destinate a studenti iscritti al primo e al secondo anno delle scuole secondarie di secondo grado (statali, private e paritarie) del sistema nazionale di istruzione e al secondo anno e terzo dei percorsi IeFP presso un organismo di formazione professionale accreditato per l’obbligo di istruzione che opera nel Sistema regionale IeFP. Saranno erogate dalla Provincia/Città Metropolitana di residenza dello studente. Borse di studio ministeriali, per sostenere gli studenti in disagiate condizioni economiche nell’acquisto di libri di testo, di soluzioni per la mobilità e il trasporto, per l’accesso ai beni e servizi di natura culturale. Sono destinate a studenti iscritti all’ultimo triennio delle scuole secondarie di secondo grado del sistema nazionale di istruzione e saranno erogate con modalità che verranno comunicate dal ministero dell’Istruzione.

Dal 6 settembre al 26 ottobre 2021 (ore 18) saranno aperti i bandi sia per le borse di studio (di competenza delle Province/Città metropolitana di Bologna) che per i contributi dei libri di testo (di competenza di Comuni/Unioni dei Comuni) per l’anno scolastico 2021/2022. In tale periodo i cittadini potranno presentare le domande di beneficio esclusivamente online all'indirizzo https://scuola.er-go.it/. Per maggiori informazioni è possibile consultare i bandi-avvisi che verranno pubblicati sui siti internet dei Comuni (per i contributi libri di testo) e delle Province/Città Metropolitana di Bologna (per le borse di studio), mentre per informazioni di carattere generale è disponibile il numero verde regionale 800955157 e la mail: formaz [AT] regione [DOT] emilia-romagna [DOT] it Per assistenza tecnica all’applicativo: Help desk Tecnico di ER.GO 051/ 0510168 e la e-mail: dirittostudioscuole [AT] er-go [DOT] it.

Pubblicato il 29 giugno 2021

A Ferriere il nuovo campo da calcio inaugurato alla presenza di Bonaccini

ferrire 

È stata una festa patronale – quella dedicata a San Giovanni Battista – speciale per la comunità di Ferriere. Dopo la messa, celebrata da don Stefano Garilli, sul campo sportivo comunale l’Amministrazione del sindaco Carlotta Oppizzi, insieme al presidente della Regione Stefano Bonaccini, ha tagliato il nastro proprio al nuovo campo, rinnovato negli spazi. La struttura è più grande e può ospitare partite di calcio e allenamenti anche del mondo professionistico. Il campo sportivo è stato intitolato a “Le Miniere” di Ferriere, l’attività estrattiva del ferro che è all’origine dello sviluppo del capoluogo dell’Alta Valnure. Presenti alla cerimonia – che ha visto esibirsi anche la fanfara dei bersaglieri di Melzo - diverse autorità e sindaci del territorio.

Realizzati grazie a un contributo della Regione di 91mila euro su un costo complessivo di 130mila, i lavori hanno permesso di portare il terreno da gioco del campo sportivo di Ferriere alle dimensioni regolamentari per il calcio a 11. E’ stato anche adeguato il collegamento carrabile dell’impianto con la strada statale della Valnure, con asfaltatura del tratto sterrato. Durante i loro discorsi sia Oppizzi che Bonaccini hanno voluto ricordare l’impegno del compianto sindaco Giovanni Malchiodi, che si era speso proprio per l’allargamento e miglioramento del campo da calcio.

Pubblicato il 28 giugno 2021

 

Via Francigena Italia pro Unesco, pellegrini a Piacenza in occasione della Road to Rome

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In occasione dei 20 anni dalla costituzione della Associazione Europea delle Vie Francigene è stata organizzata l’evento-maratona denominata Road to Rome, partita il 15 giugno  da Canterbury in Inghilterra. Il presidente del Comitato Scientifico Culturale “Tratta Piacenza” nato per sostenere e valorizzare la candidatura Unesco della Via Francigena Italia ha rilasciato una intervista per sottolineare la posizione storica, strategica della città di Piacenza lungo i 1800 km dell’itinerario italiano e il significativo valore turistico attrattivo che tale via antica riveste per il tragitto (3 tappe e in totale 80 km) piacentino nella pianura padana fra il famoso “guado” del fiume Po (unico punto di attraversamento per 1000 anni) e le salite tortuose e boscose per superare l’appennino emiliano-toscano e giungere in Lunigiana (Toscana) oltre i confini della Diocesi di Piacenza-Bobbio.

A Piacenza sosta il 13 e il 14 agosto

Martedì 15 giugno è partita dalla Cattedrale di Canterbury la maratona “Road to Rome” con la benedizione del bastone del pellegrino, testimone di tutto il percorso lungo la “viamaestra” dell’antico itinerario segnato dal vescovo Sigerico.  Sosterà a Piacenza il 13-14 agosto. Arrivo a Roma previsto il 10 settembre, il 18 ottobre a Santa Maria di Leuca.
La Via Francigena si compone di 148 tappe, attraversa 5 Paesi, transita per 16 Regioni, tocca 637 Comuni, fra cui i 9 Comuni di Piacenza, per circa 80 km. Oggi la via ufficiale è tutta in pianura, ma nei secoli diverse furono le scorciatoie verso gli appennini da Pavia a Bardi e Pontremoli.
A Piacenza è nato il Comitato Tratta Piacenza per la candidatura Unesco della Via Francigena, con sede presso la famiglia piasinteina. Per prima la Banca di Piacenza ha messo a disposizione la segreteria.
Presidente del gruppo di liberi professionisti fondatori del comitato scientifico tecnico storico culturale è Giampietro Comolli.


Come "Tratta Piacenza" si inserisce in questo evento
L’organizzazione è di AEVF, ma Piacenza non può essere marginale, solo citata per la stazione ferroviaria o per il passaggio da Pavia a Fidenza. Piacenza non merita questo con 2240 anni di storia e con i primi pellegrini cristiani che facevano punto di ritrovo e partenza Placentia già all’inizio del IV° secolo d.C., oltre 600 anni prima di Sigerico, come nel 330 riferisce per iscritto l’anonimo pellegrino di Bordeaux, transitante per Fontana, Vernasca,  Bedonia, Bardi. Stiamo organizzando una accoglienza storica ai pellegrini stranieri ed italiani, una sera di arrivo di una tappa fra Fiorenzuola e Alseno se sarà accettata da AEVF.”

Piacenza appare come cenerentola ….  
“ E’ vero. E’ così in molte situazioni. In parte per colpa propria, come non avere un piano-progetto sulla Via Francigena, ma anche perché altri si accaparrano spazi, si prendono responsabilità, si impegnano e vanno fino in fondo, copiano meglio, sanno vendere, hanno investitori locali e industriali con grandi marchi. Mi sembra che bisognerebbe correre ai ripari”.

Qualche esempio?
“Facile, dal Grana Piacentino decantato da Pier de Crescenzi e da molti altri per secoli alla Coppa venduta a Stoccolma da Eataly con scritto in etichetta “doc Parma alla maniera di Piacenza”. Piacenza che in Rai è considerata Lombarda. A Piacenza e a Pavia transitano 5 grandi strade storiche da millenni, da quella di Compostela alla Postumia, dalla Transromanica alla Teutonica, dalla Micaelica a quella di San Colombano. Piacenza, crocevia non solo a parole. Amici stranieri che mi vengono a trovare a Piacenza si meravigliano della bellezza dei cotili dei palazzi nobiliari del centro più che delle facciate: questo dice molto! Nessun altra “Tratta” della Via Francigena ha una ricchezza di percorsi come Piacenza, e un guado su un grande fiume europeo. Per questo in epoca di “turismo lento” il turismo di transito può finalmente avere uno scopo, un obiettivo e dare reddito a tanti luoghi ed esercizi lungo più strade”.

Cosa dice e insegna questo?
“Noi piacentini siamo riservati, oculati, parsimoniosi e non canta storie, bravi commercianti. Ci nascondiamo. Preferiamo essere comandanti del condominio o far sapere al vicino di casa che esistiamo, piuttosto che giocarsela fuori contesto. Questo forse è una eredità dell’uccisione del figlio del Papa? Ci ha relegati in un angolo, abbiamo preso paura, da quel momento di grande rinascimento…abbiamo perso tutti i treni e ancora oggi fatichiamo?”    

Cosa fare?
“Piacenza ha uno dei più ricchi Archivi di Stato, biblioteche private sono invidiate da molti, il conservatorio Nicolini è fra i primi in Europa, la galleria Ricci Oddi è forse la più importante e quotata nazionale per il ‘900 pittorico nazionale, la Cattedrale e basilica è una delle più imponenti costruzioni medioevali cristiane con una raccolta di opere artistiche di grande valore a cominciare dal Codice 65. Tutto questo è da far conoscere fuori, lontano. lo stesso palazzo Farnese ha bisogno di un contesto almeno pari alla Pilotta di Parma”

Ma chi deve agire e prendere l’iniziativa?
“Non credo alla squadre composte ad hoc soprattutto se tutto dipende dall’ente pubblico. Bisogna fare sistema di lungo periodo, programmare, dare certezze alle imprese. La Via Francigena può essere un collante, un motore, un modello di sistema. Tutti sono coinvolti: negozi, alberghi, agriturismi, ostelli, oratori, pievi…come Comitato stiamo tentando di fare sistema. Ma occorre una visione. Ringrazio la consigliere provinciale Maria Rosa Zilli per il forte interessamento: la Provincia c’è!. Molti sindaci anche fuori dal percorso ufficiale hanno dato partecipazione al Comitato. In primis anche la Banca di Piacenza".

E il Comune di Piacenza?
"E’ fondamentale, per due fattori strategici: la sede concessa alla associazione europea della Francigena che reclama uno stretto do-ut-des da mettere a fuoco e a regime; la necessità di proporre sentieri varianti in sicurezza per i pellegrini e i moderni turisti del movimento lento…Oggi sempre più attrazione turistica. Come Comitato abbiamo pronto, e verificato con le associazioni sportive e con gli agricoltori, le alternative parallele alla via maestra. Soprattutto i ponti sul Trebbia e sul Nure necessitano di un percorso nuovo, con vie di campagna alberate, con punti acqua e ristoro. Recentemente il comune di Cadeo ha proposto, e ottenuto velocemente, una valida soluzione che mira a valorizzare e mettere in sicurezza. L’escursionismo non è un turismo povero come crede qualche sostenitore del mice, meeting, business.”

Anche il centro della città?
“Indispensabile avere un tragitto nell’urbe segnalato, tabellato, unico che consenta di esaltare tutti i luoghi di culto, ostelli, alberghi, vecchi e moderni, come segno culturale della proverbiale e aperta ospitalità piacentina nei secoli. Piacenza città con meno di 15/18.000 abitanti aveva annualmente 20.000 pellegrini che sostavano. L’ospitalità non può essere lasciata a improvvisazione, per mancanza di decisione o per assenza di strategia politica dovuta anche a inconsistenza di uffici e di delegati”    

Ma non basta vero?
“La Via Francigena è legata alla diocesi di Piacenza e Bobbio, per sua storia, cultura, natura dagli argini del fiume Po fino alla alta val di Taro, a pochissimi chilometri da Pontremoli. Questa è vera storia e realtà dei fatti!  Per questo che Piacenza-Corcevia dei pellegrini ha da sempre molti itinerari che come Comitato pro Unesco intendiamo valorizzare in un contesto unico, forte, primario. Piacenza ha tutte le credenziali per non essere tagliata fuori, ma lo deve imporre. Troppe cartine geografiche, comunicati stampa citano solo Pavia-Fidenza. Piacenza ha il più grande guado fluviale di tutti i 3200 km della via Francigena".

Quali risposte dal pubblico?
“E’ d’obbligo una strategia unica e comune per convogliare e trattenere i pellegrini e turisti a piedi e in bicicletta sul territorio piacentino. I piccoli comuni si sono attivati subito con Roberto Modenesi assessore di Pontenure, Donatella Alberoni di San Giorgio, Maria Rosa Zilli consigliere delegato Provincia Piacenza, Marcello Minari assessore Fiorenzuola, Davide Zucchi sindaco Alseno, Filippo Zangrandi di Calendasco…ma le “panchine ospitali” e costose in allestimento in soli 6 comuni non servono: è un bell’arredo. Ma prima bisogna saper attrarre”.
“Bisogna essere pronti ed efficienti” sottolinea Davide Zucchi, sindaco di Alseno “occorre una cartellonistica più ravvicinata, uniforme e più grande per segnalare luoghi unici come Chiaravalle della Colomba, i diversi castelli e ville, le chiese che segnano il cammino e la pieve di San Rocco, ultimo sacello di devozione della Tratta Piacenza al confine con le terre agricole di Giuseppe Verdi. In questo contesto ambientale di pianura, è assai complicato un cammino estivo senza una sorgente d’acqua, l’ombra di un filare di alberi, una carraia ben pulita e sicura, un ponticello o un passaggio decente sul torrente, sostengono molti pellegrini stranieri. La pericolosa via Emilia pavese e parmense scoraggia, allontana, fa saltare il tratto piacentino come tutti hanno dimostrato e detto da anni".

Quindi la nostra antica storia continua?
“Coltivare un banale orticello non serve a nessuno, mentre bisogna puntare su un progetto di tutto il territorio provinciale per favorire tutte le attività e gli esercizi di servizio lungo le varie strade turistiche che possiede Piacenza. Uniti su questo progetto sono anche territori e comuni limitrofi alla Via Francigena ma da sempre collegati e da secoli fornitori di supporti e ospitali. A breve presenteremo al Comune di Piacenza, per competenza territoriale e per regolamento AEVF, una proposta di tragitto in sicurezza. prevediamo due ponti speciali pedonali nei punti critici. La Regione Emilia Romagna ha già un fondo disponibile per la sicurezza dei cammini. Basta volerlo”.

Chiosa infine, Comolli
“Come mai il famoso guado di Sigerico è spesso “bypassato” da pellegrini, camminatori, turisti? Esiste un antagonismo e non c’è credibilità e fiducia? Perché i camminatori europei preferiscono seguire l’argine del fiume Po sulla sponda lombarda (attrezzata e asfaltata) ed entrare in città di Piacenza da porta Milano e andare subito in stazione ferroviaria, caricare le bici  sul treno scendendo a Fiorenzuola o a Fidenza? Che attrazione ha Fidenza che non ha Piacenza? Certamente l’insicurezza stradale consiglia di fare il salto, ma Piacenza è tagliata fuori. Colpa anche di noi piacentini che siamo adagiati, contenti del nostro orto, distanti dal campo del vicino. Forse un po’ di prese di posizioni, investimenti strategici, meno rattoppi, meno rincorse… farebbero bene. Spero nella Fondazione per una strategia sui “cammini piacentini” attraenti”.   

Pubblicato il 29 giugno 2021

Apre il fondo regionale per lo sviluppo dell’imprenditoria femminile

 Microcredito

Nuove imprese “rosa” nascono, innovano, si sviluppano, grazie al supporto economico della Regione. È l’obiettivo del neonato “Fondo regionale per l’imprenditoria femminile e women new deal”, attivato dalla Giunta regionale con una dotazione finanziaria di partenza di un milione di euro nel 2021 e operativo dopo l’estate, per favorire l’avvio, la crescita e il consolidamento di attività imprenditoriali a conduzione femminile, con la maggioranza dei soci donne e professioniste. Si tratta di uno strumento finanziario innovativo rivolto espressamente al mondo delle imprese e delle professioni al femminile, con l’obiettivo di sostenere con contributi a fondo perduto fino a un massimo di 30mila euro le micro e piccole imprese, anche in forma associata, e le singole partite Iva che operano sul territorio regionale da non più di cinque anni. Un modo per dare una spinta alla creazione di nuove opportunità imprenditoriali e lavorative all’interno di un mondo, quello femminile, che ha pagato uno dei prezzi più alti ai contraccolpi economico-sociali della pandemia. Il neonato fondo, che potrà essere alimentato con ulteriori risorse finanziarie secondo le necessità che man mano si presenteranno, sarà affidato in base a un’apposita convenzione ad Artigiancredito, attuale gestore dei due fondi regionali di finanza agevolata Microcredito e Starter. “Sono molto orgoglios a- spiega l’assessora regionale alle Pari opportunità, Barbara Lori - di aver avviato questo nuovo progetto che vedrà le donne al centro di un’azione concreta sostenuta dalla Regione Emilia-Romagna, pioniera nelle pari opportunità. Abbiamo deciso di costituire questo fondo proprio per incentivare le donne a scommettere su loro stesse e le proprie risorse, in un mercato del lavoro ancora troppo spesso segnato da disuguaglianze e discriminazioni”. “Il nostro obiettivo - prosegue Lori - è quello di favorire il consolidamento, lo sviluppo e l'avvio di attività imprenditoriali a conduzione femminile o con maggioranza dei soci donne. Tutto questo a maggior ragione oggi, dopo una pandemia che si è abbattuta fortemente sul mondo femminile penalizzandolo ulteriormente, anche in una regione come la nostra, in cui l’occupazione femminile segna un dato al di sopra della media nazionale. Questo fondo, rivolto alle donne imprenditrici, si aggiunge al recente bando a favore di enti Locali e associazioni per il sostegno di progetti di formazione, autoimprenditorialità e conciliazione dei tempi di vita e lavoro capaci di valorizzare davvero le donne in una società che non discrimina ma promuove i propri talenti”.

In aggiunta ai finanziamenti agevolati targati Microcredito e Starter, potranno dunque beneficiare dei contributi a fondo perduto le micro e piccole imprese singole o associate (compresi consorzi, società consortili e cooperative) oppure le professioniste con partita Iva con sede legale e/o operativa in Emilia-Romagna che alla data di presentazione della domanda abbiano iniziato l’attività da non più di cinque anni e siano regolarmente iscritte all’apposito registro presso la Camera di commercio competente per territorio. Tra i requisiti per essere classificate come imprese femminili, e quindi usufruire dei sostegni a fondo perduto, le società cooperative e di persone dovranno avere come soci almeno il 60% di donne; invece nel caso delle società di capitali dovranno essere intestate alle donne imprenditrici almeno i due terzi delle quote di partecipazione; la stessa percentuale minima richiesta per la composizione degli organi di amministrazione.

 I progetti

I progetti finanziabili comprendono gli investimenti necessari all’avvio, allo sviluppo e al consolidamento dell’impresa e alla messa sul mercato di prodotti e/o servizi. In particolare, tra le spese ammissibili figurano quelle per ristrutturazioni edilizie, acquisto di macchinari, attrezzature, impianti, hardware e software, arredi, brevetti, iniziative promozionali e partecipazione a fiere ed eventi, consulenze specialistiche e spese per formazione. L’aiuto regionale a fondo perduto non potrà comunque superare il 40% dei costi ammessi, con un contributo massimo di 30.000 euro ad impresa, per la parte non coperta dal finanziamento agevolato eventualmente ottenuto attraverso i fondi Microcredito o Starter. Inoltre, i progetti dovranno prevedere un costo totale ammissibile non inferiore a 8.000 euro. A disposizione di ogni provincia, per la prima attivazione del fondo, è riservato un plafond minimo di 50.000 euro.

L’istruttoria e la selezione dei progetti sono affidati ad Artigiancredito, che dovrà gestire il fondo con contabilità separata ed esercitare le dovute attività di controllo e monitoraggio. I progetti saranno valutati in base a una serie di criteri come le ricadute positive in termini occupazionali; la rilevanza della componente femminile e giovanile in termini di partecipazione societaria e/o finanziaria al capitale sociale; la valorizzazione dei mestieri della tradizione (sartoria, artigianato, ecc.); la conciliazione dei tempi di vita e lavoro e la condivisione delle responsabilità di cura famigliari; lo sviluppo dei percorsi di inclusione sociale e lavorativa di donne a rischio di fragilità sociale (ad esempio vittime di violenza di genere); il contenuto innovativo dei progetti. Le domande di aiuto vanno presentate secondo le modalità stabilite dalle finestre di ammissione ai fondi Starter e Microcredito e avere già ottenuto il relativo finanziamento agevolato richiesto per la realizzazione del progetto. Nel 2020 attraverso il Fondo Starter sono stati erogati 83 finanziamenti ad altrettante imprese femminili per oltre 4,6 milioni di euro, mentre sono state 59 le imprese e le professioni femminili che hanno potuto usufruire di 1,2 milioni di euro grazie al Fondo Microcredito. Numeri destinati a crescere con il lancio del nuovo Fondo regionale per l’imprenditoria femminile.

Pubblicato il 27 giugno 2021

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