Menu
logo new2015 ok logo appStore logo googleStore

Notizie Varie

Notizie Varie

E' morto l’economista Francesco Daveri

 Daveri

È morto all’età di sessant’anni l’economista e docente Francesco Daveri. Originario di Piacenza, dove era nato nel 1961, aveva conseguito la laurea in “Discipline economiche e sociali” all’Università “Bocconi” di Milano, un Master of science in Development economics all’Università di Oxford e un dottorato in Economia politica all’università di Pavia”.

Era professore di Macroeconomic Practice alla School of Management dell’Università Bocconi di Milano, dove insegnava Macroeconomics, Global Scenarios e ricopriva il ruolo di direttore del Full-Time MBA. Ha insegnato in diversi atenei tra cui l’Università Cattolica di Piacenza, ma anche a Parma, Brescia, Monaco e Lugano. Aveva svolto attività di consulenza presso il Ministero dell’Economia, la World Bank, la Commissione Europea e il Parlamento Europeo. Le sue ricerche si sono concentrate sulla relazione tra le riforme economiche, l’adozione delle nuove tecnologie e l’andamento della produttività aziendale e settoriale in Italia, Europa e Stati Uniti. Spesso i suoi interventi venivano ospitati dal quotidiano nazionale “Corriere della Sera”.

Era nipote dell'omonimo Francesco Daveri, avvocato, uno dei leader del CLN piacentino, trasportato in Germania al campo di sterminio di Gusen-Mauthausen, dove morì il 13 aprile 1945. Era stato fatto partire da Bolzano con l’ultimo treno per la Germania il 4 febbraio di quello stesso anno. Sposato con Margherita Castagna, dal loro matrimonio sono nati cinque figli.

Pubblicato il 31 dicembre 2021

Ascolta l'audio

Ottone e Ferriere perdono la guardia medica: Non abbandonateci

 guardie mediche

Se Bobbio ottiene l’ospedale di montagna, Ottone e Ferriere soffrono per la perdita della guardia medica. L’Ausl di Piacenza ha infatti annunciato l’accorpamento dei servizi di guardia medica: quello di Ferriere verrà unito a quello di Bettola; quello di Ottone a Bobbio. Si allungano così i chilometri e i tempi di percorrenza per raggiungere un presidio sanitario nei due territori di montagna. La decisione dell’Ausl, motivata dall’assenza di medici disposti a coprire in questa fase tutti i turni, non viene accettata dai rispettivi due comuni.

“È inaccettabile solo pensare di tagliare la guardia medica”, riflette il sindaco di Ottone, Federico Beccia, che di professione è anche medico di famiglia proprio in Valtrebbia. “Trovo inaccettabile che Bobbio, che ha ottenuto l'ospedale di montagna, abbia anche la guardia medica. Amo Bobbio, ma non si possono abbandonare a sé stessi i cittadini di Ottone. Un medico che partisse da Bobbio per raggiungere alcuni nostri residenti a Orezzoli o Barchi ci metterebbe una vita prima di essere sul posto”. “È una questione di civiltà - rincara la dose - non abbandonare le persone più isolate, anziane e bisognose. Cosa che sta facendo l’Ausl di Piacenza”.

D’accordo anche il sindaco di Ferriere, Carlotta Oppizzi. “Per noi la guardia medica è l’unico presidio di assistenza rimasto sino ad ora attivo nel nostro territorio e anche in quello di Farini che, da anni, non può contare sulla presenza di un medico presso il punto di primo intervento. Questa scelta, drammatica per la comunità che rappresento, è stata presentata dall’Ausl come inevitabile, in considerazione dell’indisponibilità di medici e dell’emergenza in corso”. “Mi sono sentita dire – aggiunge il primo cittadino ferrierese - che occorre «guardare i numeri». Credo profondamente che quando si parla di salute delle persone i numeri non contino e che ci sia un livello minimo di assistenza e di servizi che è necessario garantire a tutti, indipendentemente da qualsiasi conteggio, economicità o appartenenza”.

 Pubblicato il 30 dicembre 2021

Ascolta l'audio

Il sindaco Barbieri:«Non lasciamo indietro nessuno, più sforzi sul sociale»

FotoDELPAPA 8

Bilancio di fine anno per la Giunta Barbieri, che è arrivata agli ultimi sei mesi di amministrazione. Il sindaco Patrizia Barbieri, insieme a tutti gli assessori, ha incontrato la stampa, come da tradizione, per fare il punto della situazione.
“La pandemia non demorde, lo scenario non è semplice – ha dichiarato il primo cittadino ai cronisti e ai direttori dei giornali locali - ma stiamo disegnando la Piacenza del futuro, c’è una visione d’insieme, gli interventi non sono frutto del caso. Siamo una Giunta che ha pensato in grande, nonostante la pandemia. Potranno piacere o non piacere, ma i risultati ci sono stati”.

Il sindaco ha citato la riconversione dell’ospedale militare che verrà finanziato dalla Regione, la variante del nuovo ospedale, il progetto del campus scolastico (si spera in un finanziamento Ue) nel Laboratorio Pontieri. E poi, la demolizione dell’ex mercato ortofrutticolo per creare nuovi parcheggi, il trasferimento a Borgo Faxhall degli uffici del Centro per l’impiego, i finanziamenti ottenuti dal “Pinqua” per l’ex manifattura tabacchi, cascina San Savino e la Farnesiana. “Recuperiamo più zone della città”, è la sintesi del primo cittadino.

La pandemia ha generato una crisi socio-economica non indifferente nella nostra città. L’impegno dei servizi sociali è aumentato a dismisura. “Alcuni numeri – ha spiegato Barbieri - sembrano aridi nei confronti delle famiglie in difficoltà, ma il sostegno alle persone che hanno problemi economici e fragilità c’è eccome. Non lasciamo indietro nessuno, questa è stata la priorità dell’agenda. Abbiamo aggiunto un milione e 300mila euro a giugno sul sociale. C’era la necessità di garantire assistenza e sostegno. E il contributo all’emporio solidale è stato raddoppiato: da 40mila a 80mila euro”.
Il mandato è quasi giunto al termine, il sindaco Barbieri intende ricandidarsi? “Mi prendo ancora tempo per decidere - ha detto sull’argomento -, probabilmente a gennaio mi si chiederà di esprimere una scelta. Ora devo fare alcune valutazioni”.

FotoDELPAPA 5

Nelle foto di Mauro Del Papa l'incontro di fine anno dell'Amministrazione comunale di Piacenza.

Pubblicato il 29 dicembre 2021

Ascolta l'audio

La Regione:Test rapidi sufficienti per una diagnosi Covid

 Tamponi rapidi

I test rapidi, in caso di risultato positivo, saranno sufficienti per l’indicazione diagnostica di un’infezione da Covid-19, anche senza una conferma con tampone molecolare. Con una Circolare diretta alle strutture sanitarie, la Regione Emilia-Romagna recepisce la direttiva del Ministero della Salute (n. 705-08/01/2021) per far fronte all’attuale fase pandemica da Sars-CoV-2, in cui si registra un rilevante e rapido incremento dei casi anche a seguito della rapida introduzione della variante Omicron che presenta caratteristiche di alta diffusibilità. Una velocità di diffusione che comporta, tra l’altro, una maggiore difficoltà per i Dipartimenti di Sanità pubblica a effettuare tempestivamente i test molecolari per confermare le positività rilevate a seguito di test rapidi antigenici. “La Circolare- commenta l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini- permette di semplificare e accelerare la presa in carico dei casi positivi e dei contatti stretti, alleggerendo allo stesso tempo il lavoro dei Dipartimenti di Sanità pubblica, impegnati nella complessa gestione della campagna vaccinale e nel tracciamento”.

“L’elevato numero di nuovi casi positivi- continua- trova in questa nuova modalità uno strumento che assicurerà maggiore velocità di gestione, andando a incidere su tutti i provvedimenti legati alle azioni di sanità pubblica, dall'isolamento alle quarantene, avviando da subito l'iter e riducendo i tempi d'attesa per i cittadini che, fino a oggi, dovevano attendere l'esecuzione e il risultato del successivo tampone molecolare”. In presenza di dati trasmessi alle Aziende Sanitarie dai soggetti autorizzati all’effettuazione di tale diagnostica rapida e dalle farmacie convenzionate, non sarà necessario confermare la diagnosi con test molecolare e si procederà direttamente da parte dei Dipartimenti di Sanità Pubblica alla presa in carico del caso. Come definito dal Ministero, quindi, in questo contesto i test antigenici rapidi avranno un valore predittivo elevato e indicativo di una vera infezione, non richiedendo conferma con un tampone molecolare.

Pubblicato il 29 dicembre 2021

Ascolta l'audio

Bobbio ottiene l’ospedale di montagna

 ospedale bobbio copia

Dopo il declassamento del 2017 a “ospedale di comunità”, Bobbio incassa con soddisfazione la conversione della struttura a “ospedale di montagna”, con più risorse economiche e di personale. Il sindaco Roberto Pasquali commenta con gioia la decisione presa dalla Conferenza socio-sanitaria territoriale, che dovrà essere poi ratificata dalla Regione Emilia-Romagna. “Sono veramente felice - commenta Pasquali - orgoglioso e il lavoro di quattro anni ha fatto sì che tornasse un vero ospedale anche se debbo dire che in tutti questi anni l’ospedale ha sempre svolto le sue funzioni in modo egregio dando tutti i servizi dal pronto soccorso, al reparto e a tutti gli ambulatori. Prima con il primario Carlo Cagnoni, poi con il responsabile di Unità operativa Dino Capuano, oggi con il Antonio Manucra, coadiuvati da bravi colleghi medici e da tanti collaboratori infermieristici, con caposala e coordinatrice, tecnici di laboratorio e radiologia, e dalle Oss che svolgono con serietà la propria professione. Un pronto soccorso con persone competenti collegati con il pronto soccorso principale di Piacenza e tutti insieme fanno una squadra coesa e compatta per far sentire l’ammalato come se fosse a casa sua”.

Ora Bobbio attende gli interventi promessi per il potenziamento. Sono state realizzate le nuove cucine ed è già stato appaltato il primo stralcio di messa in sicurezza sismica del fabbricato per un importo di un milione e 300mila euro.
“In trecento giorni – ricorda il primo cittadino - dovrà essere realizzato a seguire il secondo stralcio che prevede la messa in sicurezza sismica del secondo fabbricato per un importo di un milione e 450mila euro, la realizzazione della nuova camera mortuaria dotata di tutti i servizi a norma per accompagnare le persone che purtroppo ci lasciano in un contesto dignitoso e confortevole”.
Nel piano delle azioni vi è l'acquisto e il posizionamento di una Tac da 300mila euro così verranno effettuati meno viaggi a Piacenza. “Inoltre c’è anche la realizzazione della Casa della Salute, in locali di proprietà comunale, nell'ex bocciodromo, messi a disposizione dell'Ausl, già con progetto approvato e finanziato. Nel 2022 partiranno i lavori per un 760mila euro. All’interno troveranno spazi i medici di medicina generale con tutta la strumentazione necessaria e la presenza di personale infermieristico e amministrativo”.

Pubblicato il 29 dicembre 2021

Ascolta l'audio

"Il Nuovo Giornale" percepisce i contributi pubblici all’editoria.
"Il Nuovo Giornale", tramite la Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici), ha aderito allo IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria) accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.

Amministrazione trasparente