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Notizie Varie

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A Travo una partita per la vita

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Torna anche quest’anno, per la sesta edizione, il memorial Michele Lizzori Una partita per la vita, organizzato da Aido Rivergaro insieme ad Avis e Admo e dalla Nazionale italiana calcio trapiantati.
L’appuntamento è per il 25 e 26 giugno a Travo.
Sabato, dalle 21, nella piazza antistante la scuola materna Anguissola, è in programma la presentazione delle squadre. Si sfideranno la Nazionale italiana calcio trapiantati, la Pubblica Assistenza Valtrebbia e la FC Niviano. La serata prosegue con un incontro condotto dalla giornalista Elisa Malacalza. Intervengono Gabriella Sangiorgi, direttore del Centro riferimento trapianti dell’Emilia Romagna; Massimo Nolli, direttore del dipartimento di Anestesia e Rianimazione dell’Ausl di Piacenza; Daniele Vallisa, direttore Ematologia e Centro Trapianti dell’ospedale di Piacenza; Angela Rossi, direttore di Biologia dei trapianti dell’ospedale di Piacenza; Francesco Lauri, coordinatore locale per gli espianti d’organo e Roberto Mares, presidente dell’Aido di Piacenza.

La partita per la vita è in calendario per domenica 26 giugno, alle 10, al campo sportivo di Travo. Il calcio d’inizio sarà a cura di Filippo Celaschi, direttore amministrativo dell’Ausl di Piacenza.
L’evento è patrocinato dal Comune di Travo e dall’Azienda Usl di Piacenza.

Pubblicato il 22 giugno 2022

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Raddoppiati i fondi per i Centri estivi

 

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Per la prima volta il Comune di Piacenza investe così tanto: un impegno finanziario di ulteriori 170 mila euro messi a disposizione dall’Amministrazione comunale permetterà di accogliere anche le 500 domande che sarebbero state escluse delle 910 pervenute per i centri estivi nell’ambito del bando di conciliazione vita-lavoro erogando un contributo sostegno al pagamento delle rette. “Si trattava e si tratta di un impegno notevole ma che ho ritenuto indispensabile – sottolinea il Sindaco Patrizia Barbieri – per continuare a sostenere, anche d’estate, le famiglie piacentine nella gestione dei figli e permettendo a questi ultimi di vivere l’importante esperienza formativa dei centri estivi”.
“Le richieste pervenute – evidenzia ancora – sono più del doppio rispetto a quelle degli altri anni e le risorse previste dalla Regione su questo bando non avrebbe permesso di coprire nemmeno la metà delle domande, lasciando a casa molte bambine e bambine con tutte le problematiche anche logistiche e gestionali delle famiglie che ciò avrebbe comportato. Abbiamo quindi deciso di intervenire tempestivamente, dando continuità all’impegno che riserviamo alle famiglie piacentine e alle loro esigenze”.

Da oggi, giorno in cui è stata pubblicata la graduatoria, fanno sapere dall’Amministrazione, tutte le famiglie le cui domande sono accolte laddove rispettati i requisiti, verranno contattate e informate, così come i centri estivi aderenti a questa importante iniziativa.
“La vicinanza alle famiglie – conclude Patrizia Barbieri – va espressa non con intendimenti ma con misure concrete come questa, che fa seguito ad altri interventi come il progetto Primo anno in famiglia a sostegno della genitorialità o come il bonus per le famiglie numerose”.

Pubblicato il 22 giugno 2022

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Bobbio, un cippo ricorda l’amore tra la città e Pietro Mozzi

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Esattamente a cent’anni dall’inaugurazione del monumento ai caduti di tutte le guerre, fortemente voluto dal Cav Pietro Mozzi (+ 1933), Cancelliere Capo del Tribunale di Piacenza, Bobbio gli ha dedicato, il 18 giugno, a pochi metri di distanza, nei giardini di piazza S.Francesco, un cippo commemorativo.
La cerimonia è stata presentata dalla dott.ssa Marica Draghi, bobbiese doc.
Il drappo tricolore è stato tolto dal sindaco Roberto Pasquali insieme al geom. Vittorio Pasquali (ex sindaco) tenace promotore dell’iniziativa arrivata a concretizzazione grazie al coinvolgimento di Comune, settimanale La Trebbia, svariati collaboratori e finanziatori. Presenti al disvelamento anche il sindaco di Zerba e l’assessore della città di Ybbs, in visita istituzionale da gemellaggio.
I bobbiesi sono intervenuti numerosi dimostrando quanto il bobbiese Pietro Mozzi, vissuto a cavallo del 1800/900, sia entrato, nella sua veste di poeta dialettale, nel tessuto della città e nel cuore dei cittadini. Se i ricordi hanno certamente motivato i meno giovani, sono stati probabilmente musica e canto ad aver richiamato i più giovani, cui già sarà capitato di ascoltare o sorprendersi a canticchiare “o bei mont du me pais”, che, nato da una poesia del festeggiato, è divenuto il canto identificativo di Bobbio. Musicata, infatti, già da tempo dal compianto Maestro don Michele Tosi, è stata ultimamente rivisitata dal Maestro Edo Mazzoni, direttore del Coro Gerberto, che, presente alla cerimonia, ha interpretato l’”inno bobbiese”, suscitando viva commozione.

La poesia, riportata anche sul cippo, è stata declamata in perfetto dialetto bobbiese da Vittorio Pasquali, che, anche nei gesti, ha interpretato il contesto panoramico che in un giro completo consente alla vista di spaziare sui monti che tanto hanno ispirato l’autore.
L’opera del poeta Pietro Mozzi è ampia e varia. Regala quadretti di vita cittadina e famigliare di un’epoca passata, descritta con grande spontaneità, efficacia e colore, come consente la parlata dialettale, quella un tempo “di casa”. Non mancano gustose espressioni di vivace satira e mugugno circa i cambiamenti indotti dai tempi che avanzano cancellando tradizioni e ritmi consolidati, né vecchie leggende come quella del ponte gobbo, o la ballata sulla vita di San Luigi Gonzaga, e tanto altro. Insomma ogni occasione era di spunto e ispirazione al poeta, che trovava modo di esprimere così il suo alto senso civico e l’amore per Bobbio.
Il cippo è costituito da due massi sovrapposti di pietra locale, marmo nero di Piancasale per base e sopra arenaria di cui è costituita la maggior parte dei portali di Bobbio.
L’effigie del poeta, “Battiston” per i conoscenti, realizzata in bronzo dallo scultore Luigi Scaglioni, applicata al cippo, lo reinserisce permanentemente tra la sua gente rendendolo ancor più “amico” dei bobbiesi cui sembra da lì rivolgere il suo personale augurio: “sempar sood, salut, onur, longa vita e tant’amur”.

Luisa Follini

Nella foto, il momento dell'inaugurazione del cippo a ricordo di Pietro Mozzi.

Pubblicato il 21 giugno 2022

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Ziano inaugura i percorsi in mountain bike

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Il Comune di Ziano Piacentino, con la collaborazione del Pedale Castello e del Velo Sport Borgonovese, organizza una pedalata ecologica in Mountain Bike per inaugurare i percorsi destinati agli amanti delle due ruote, alla scoperta delle colline del territorio. L’appuntamento, non competitivo, è fissato per sabato 25 giugno con partenza alle ore 16.15. Il ritrovo per tutti i partecipanti è per le ore 15.00 presso i giardini comunali di Ziano ed è aperto a chiunque, tesserati e non. Per partecipare occorre presentarsi con la propria bici e chi vuole può versare un’offerta che sarà interamente devoluta a La Nostra Africa Onlus, associazione impegnata da anni nella costruzione di scuole per i bambini che vivono nella savana in Kenya.

Tre i percorsi

“Con questa manifestazione andiamo ad inaugurare tre percorsi realizzati dal Comune con l’ausilio delle associazioni del territorio - spiega Manuel Ghilardelli, sindaco di Ziano Piacentino - e completiamo un altro tassello nel progetto di promozione del territorio. Queste nuove vie, tutte tabellate grazie anche all'infaticabile lavoro del vice sindaco Paolo Badenchini e dei consiglieri  Marco Dall'Ospedale e Alessandro Tinaburri, permetteranno a turisti, sportivi e semplici appassionati di andare a scoprire le bellezze del paesaggio delle nostre vallate. Ovviamente, vista la conformazione del nostro comune, si dovranno affrontare numerose colline. Comunque ci sono tre possibili scelte, con difficoltà differenti che permettono a tutti di partecipare”.
Il primo percorso, il più semplice, è di 5 km, il medio da 8 e il più impegnativo da 18 km. Differenti saranno anche le pendenze e i dislivelli dei tre itinerari. Le strade interessate saranno aperte al traffico e pertanto occorre rispettare il codice della strada. Nell’organizzazione della giornata ci saranno anche le due società sportive Pedale Castellano e Velo Sport Borgonovese.
“Devo ringraziare le due associazioni sportive che saranno impegnate nella manifestazione - ha concluso Ghilardelli - sono due realtà importanti che si impegnano per il territorio e che anche quest’anno, l’ultima domenica di agosto, proporranno un’altra tappa del Trofeo di Mountain Bike nel nostro comune”.

Pubblicato il 21 giugno 2022

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Ettore Gotti Tedeschi: senza Dio l'uomo distrugge il suo futuro

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Come si svilupperà, nel futuro prossimo e remoto, l’economia mondiale?
È la domanda che ha fatto scaturire, in Ettore Gotti Tedeschi, interessanti riflessioni, nell’incontro, organizzato dai Giuristi Cattolici piacentini, del 17 giugno nella parrocchia della SS. Trinità a Piacenza, considerazioni ispirate dalla sua ultima fatica letteraria “Così non parlò Zarathustra, provocazioni per capire il mondo” edizioni Cantagalli.

L’uomo rinnega il suo Creatore
Nel libro, Gotti Tedeschi, piacentino, banchiere, economista, accademico italiano, che dal 2009 al 2012 ha ricoperto l'incarico di presidente dello IOR (Istituto per le Opere di Religione del Vaticano), afferma che la profezia di Nietzsche si sta avverando, l'insegnamento del suo vicario Zarathustra ha attecchito nella nostra cultura occidentale. A poco più di un secolo dalla morte del filosofo tedesco, la civiltà cristiana sta scomparendo. L'uomo rinnega il suo Creatore e si sostituisce a Dio in un delirio di onnipotenza che lo porterà in breve tempo a compiere azioni incontrollate e incontrollabili in tutti i settori della vita: sociale, genetico, medico ed etico. La trascendenza e ogni ordine provvidenziale vengono spazzati via, si tenta di oscurare la Chiesa e il suo insegnamento, di estirpare le radici da cui sono nate la cultura europea e occidentale.

Un reset che propone soluzioni innaturali
“Il libro della Genesi - ha aggiunto Gotti - ha da sempre proposto la legge naturale per l’umanità, fondata su l’ uomo e la donna che devono crescere e moltiplicarsi. Ma oggi esiste un «reset» che vuole proporre soluzioni innaturali per compensare le leggi naturali”.
Due sono le encicliche - per l’economista piacentino - che il credente deve seguire: “Sollicitudo rei socialis” di Giovanni Paolo II e “Caritas in veritate” di Benedetto XVI, dei fondamenti imprescindibili per una giusta economia e visione sociale del mondo.
Oggi si parla di calo della natalità - ha sottolineato -, ma questo avviene solo in Europa e Stati Uniti, mentre per il resto del mondo c’è un eccesso di natalità. L’Occidente ha cercato di compensare il calo demografico con un consumismo esasperato, ma tutto ciò ha creato  situazioni drammatiche.

Crisi della società occidentale
La pandemia, inoltre - per Gotti Tedeschi - ha prodotto effetti in molti settori della vita civile di carattere materiale, sociale, politico, psicologico. Per certi versi, un processo già avviato da tempo ha subito una forte accelerazione, bruciando le tappe in molti ambiti della storia umana. Tale processo riguarda anche la crisi della nostra civiltà occidentale e delle sue radici cristiane.
Il pensiero di Nietzsche - secondo il banchiere piacentino - ha intriso tutta la cultura dominante ed è perciò di grande attualità. È lui che ha ispirato i potenti della terra a concepire una sorta di reset e di nuovo ordine mondiale. Il filosofo tedesco è stato l’antesignano di una concezione che ha defenestrato Dio mettendo al suo posto l’uomo. Il pensiero di Nietzsche ha logorato a poco a poco le concezioni morali che rappresentavano le fondamenta dell’Occidente. Come una pietra, sottoposta alla forza costante dell’acqua che scorre incessantemente, viene plasmata e levigata, così la nostra civiltà ha perso la sua forma assumendo una nuova configurazione.

L’uomo deve crescere in sapienza
La soluzione e la speranza per il futuro Ettore Gotti Tedeschi la trova nelle encicliche Sollicitudo rei socialis e Caritas in veritate  che vanno rilette e studiate. La prima fa riflettere sul fatto che la crescita di una civiltà non è solo scientifico-tecnologica, ma l’uomo deve crescere anche in sapienza. La seconda insegna che ogni scelta economica ha impatti di ordine morale e che uno strumento non può, pertanto, avere autonomia morale.

Riccardo Tonna

Pubblicato il 18 giugno 2022

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