Si è svolta l’assemblea dei soci della Pubblica Assistenza Valtrebbia di Travo, a cui è seguita l’inaugurazione di una nuova ambulanza alla presenza della cittadinanza, del sindaco Roberta Valla, del consigliere regionale Lodovico Albasi, del parroco don Omar Bonini e delle rappresentanze degli alpini di Travo e di Perino. In assemblea il presidente Giancarlo Battini ha tracciato un bilancio del 2025, ricordando i terribili mesi conclusivi del 2024, quando erano mancati l’allora presidente Fiorenzo Bonetti e il consigliere Mino Ponzini. Battini ha sottolineato il grande impegno morale dei volontari nel voler reagire al momento di difficoltà. Durante l’assemblea è stata annunciata la creazione di un borsa di studio alla memoria dello scomparso presidente Fiorenzo Bonetti: a partire dal 2026 verrà assegnata a uno studente delle superiori o dell’Università che presti servizio di volontariato presso la Pubblica Assistenza di Travo. Per questo motivo, in assemblea erano presenti la vedova e il figlio di Bonetti, che hanno motivato questo gesto come una modalità di tener viva la memoria di Fiorenzo, che tanto era legato all’associazione e al territorio di Travo.
Il presidente Battini ha quindi evidenziato gli importanti risultati raggiunti nel 2025: oltre 260.000 chilometri per oltre 3300 servizi totali, tra emergenza 118, servizi inter-ospedalieri, dialisi, accompagnamenti sanitari di persone fragili, grazie agli 8 automezzi. Il 2025 ha portato anche 15 nuovi volontari che proprio la settimana scorsa hanno terminato il percorso di formazione. Proprio l’accresciuta richiesta di servizi da parte del territorio ha reso necessario l’acquisto di una nuova ambulanza. Poi, nel piazzale antistante la Pubblica Assistenza si è tenuta l’inaugurazione della nuova ambulanza. Il sindaco Valla ha ribadito l’importanza della Pubblica Assistenza per la comunità travese, mentre Lodovico Albasi non ha mancato di sottolineare quanto è forte l’impegno della Regione a favore del volontariato. Il presidente Battini ha concluso evidenziando il valore morale che ha per una comunità l’acquisto di una ambulanza che sarà interamente destinata ai servizi alla popolazione fragile del territorio.
Trentamila persone in Emilia-Romagna si sono rivolte nel 2024 ai Servizi per le dipendenze patologiche; di queste, quasi 1.500 (esattamente 1.462), quindi il 4,9%, lo ha fatto per problemi legati al gioco; con un dato significativo: la metà, 718, era costituito da nuovi soggetti. Non solo: la nostra regione si conferma tra quelle con la più alta raccolta da gioco fisico e online: sempre nel 2024, la raccolta pro capite è stata di 1.132 euro per maggiorenne residente. In particolare, qui come a livello nazionale, è in forte crescita il gioco online, con quasi un milione di conti attivi e una perdita media annua di 260 euro per conto. Il fenomeno coinvolge soprattutto uomini e giovani adulti, ma emergono nuove aree di rischio tra adolescenti e giovanissimi. Che non vengono lasciati soli, perché in Emilia-Romagna esiste una rete di servizi e interventi coordinati dalla Regione che possono contare sull’Osservatorio regionale per il monitoraggio e la formulazione di strategie, Gruppi di lavoro multidisciplinari e referenti aziendali in ogni Ausl, strutture residenziali dedicate, Unità di strada per la prevenzione nei luoghi di aggregazione giovanile - con sperimentazioni specifiche sul gioco d’azzardo - un numero verde regionale (800.033.033) e la collaborazione continua con i Comuni, i Distretti e le associazioni di auto-mutuo aiuto. Poi la nuova campagna di comunicazione della Regione, realizzata in collaborazione con l’Azienda Usl di Ferrara, partita oggi con una duplice finalità: aumentare la consapevolezza del rischio di dipendenza dal gioco d’azzardo e far conoscere i percorsi di ascolto e riabilitazione presenti in Emilia-Romagna.
Non è solo un gioco
"Io non azzardo", perché "il gioco non vale la casa, la salute, il lavoro, gli affetti": un concetto che è più di un invito, quasi un allarme sulla posta in gioco quando il gioco, appunto, può far perdere tutto. Per cercare di prevenire e contrastare il gioco d'azzardo patologico, la campagna - che usa toni leggeri e non giudicanti per favorire un approccio stimolante e dialogante - fa leva sui temi della perdita e delle probabilità statistiche, ma anche sulle emozioni. Che si tratti di casinò, slot machine, lotterie istantanee o scommesse online, il "banco" è programmato per vincere: a rimetterci sono sempre i giocatori. E le loro storie di uomini, donne, familiari e giovani sempre più coinvolti nel fenomeno, specialmente online. Non solo, perché è stato definito anche il nuovo Piano regionale sul Gioco d’azzardo patologico (Gap) 2026-2028, che rafforza l’approccio cosiddetto ‘evidence-based’ nella prevenzione e nel trattamento ed è frutto di un percorso condiviso con tutti gli attori istituzionali coinvolti (Ausl, Enti locali, Anci, associazioni di auto mutuo aiuto, comunità terapeutiche), che ha valorizzato la rete territoriale e l’integrazione tra servizi pubblici, privato accreditato e associazionismo. Con l’obiettivo di uniformare le buone pratiche già in uso e garantire elevati standard qualitativi su tutto il territorio regionale.
Il boom dell'on line
Le due principali novità - la campagna di comunicazione e il Piano regionale - sono state illustrate in conferenza stampa dall’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi, e dall’assessora al Commercio, Roberta Frisoni, che hanno lavorato congiuntamente all’assessora al Welfare e Terzo settore, Isabella Conti. “Una nuova campagna di comunicazione e un nuovo Piano regionale per rafforzare l’impegno su prevenzione e contrasto del Gioco d’azzardo patologico- affermano Fabi, Conti e Frisoni-. Se la campagna vuole essere uno strumento diretto di informazione, deterrenza e dissuasione, ma anche di ascolto e aiuto, il Piano rappresenta un modello avanzato di programmazione integrata, che coniuga evidenze scientifiche, governance multilivello, attenzione alle nuove forme di dipendenza e forte investimento nella rete territoriale e nella formazione. L’obiettivo, a cui abbiamo lavorato assieme a tutti i soggetti coinvolti, è ridurre l’impatto del gioco d’azzardo patologico attraverso azioni coordinate di prevenzione, cura, riabilitazione e sensibilizzazione, con particolare attenzione alle fasce vulnerabili e ai contesti di vita reale e digitale. Perché tanto è stato fatto, ma tanto si può ancora fare, ognuno per la propria parte, istituzioni e cittadini insieme, anche i più giovani, per contrastare una dipendenza grave, che può portare a conseguenze drammatiche per le persone e le famiglie”.
“Dopo la pandemia da Covid19- aggiungono i tre assessori- è accaduto qualcosa di inaspettato: dal 2020 in Italia il giocato per il gioco d’azzardo online ha superato quello per il gioco d‘azzardo fisico: 91 miliardi di euro contro 65 miliardi. Ciò impone una revisione delle strategie e degli interventi che le Regioni hanno impostato in questi anni, è di fondamentale importanza quindi ridefinire e aggiornare gli strumenti di prevenzione e intervento”.
La nuova campagna
Con i suoi manifesti, alcune video-clip e molteplici materiali di comunicazione, la campagna sarà presente negli spazi comunali, al cinema, nelle strutture sanitarie, sulla stampa locale e sui canali social. Molteplici i contenuti, declinati per diversi target e contesti, per intervenire sia sul fronte della prevenzione sia su quello del contrasto: dal conoscere i rischi e le buone regole per proteggersi dal gioco d'azzardo patologico, al riconoscimento dei campanelli d’allarme ovvero dei principali segnali che anticipano la dipendenza, fino all'offerta di tutti i servizi a cui potersi rivolgere per ricevere aiuto e assistenza. Il Piano adotta un approccio ‘evidence-based’, cioè interventi basati sulle migliori evidenze scientifiche, con l’obiettivo di identificare trattamenti efficaci per le diverse tipologie di pazienti; sulla prevenzione mirata, con strategie rivolte a target specifici (giovani, anziani, donne), e attenzione alle nuove forme di gioco online, gaming e azzardizzazione del web; infine, il rafforzamento della rete, tramite il consolidamento della collaborazione tra servizi, Enti locali e Terzo settore, con particolare attenzione alla programmazione locale e alla personalizzazione degli interventi. Quattro le finalità: promuovere la conoscenza del fenomeno tra cittadini ed esercenti, con campagne informative e azioni di sensibilizzazione; interventi nelle scuole per aumentare la consapevolezza tra studenti, docenti e genitori; formazione degli operatori sanitari, sociali, educativi e degli esercenti, per il riconoscimento precoce dei segni di Gap e la promozione della responsabilità sociale; infine, la rete integrata di trattamento sanitario e sociale, con percorsi ambulatoriali e residenziali che coinvolgano servizi pubblici, privato accreditato e associazioni. Le strategie operative includono la prevenzione ambientale (divieto di pubblicità, distanziamento delle sale da gioco, limiti orari), la promozione di stili di vita sani, l’attivazione di sportelli di consulenza e gruppi di supporto per familiari, e l’implementazione di strumenti innovativi come la telemedicina e il supporto online. Previsto anche un sistema strutturato di monitoraggio e valutazione dei risultati, con relazioni triennali alla Commissione assembleare e schede di rendicontazione per Ausl e distretti; centrale anche la formazione continua degli operatori, con l’adozione di standard europei e la promozione di metodologie validate scientificamente.
Felicità è una borsa di viveri con olio, riso, zucchero, biscotti, carne in scatola, o un piumino o una coperta. Questo è accaduto sabato notte in piazza della Libertà, a Trieste. Ancora una volta l'associazione umanitaria "Fiorenzuola oltre i confini" ha risposto all'appello dell'analogo organismo "Linea d'ombra" di Trieste che soccorre i migranti della rotta balcanica che arrivano da alcuni Paesi asiatici. Un gruppo di volontari di Foic, guidati dal presidente Dario Marini Ricci ha raggiunto la città sul confine orientale per consegnare i beni raccolti di recente a Fiorenzuola.
Si è svolta nei giorni scorsi l’assemblea degli ex alunni del Collegio San Vincenzo che ha assegnato il premio La Salle 2025 al dottor Roberto Franchi, medico piacentino impegnato da decenni nel settore oncologico, con la seguente motivazione: “Al dottor Roberto Franchi, per l’impegno profuso con grande competenza ed umana dedizione a favore dei pazienti oncologici. Un impegno non solo professionale per la creazione dell’Hospice nell’ospedale di Casalpusterlengo, ma anche la fondazione e guida dell’associazione Il Samaritano di Codogno, che dà un deciso impulso alle cure palliative e rende serena e dignitosa la fase finale di tante vite”.
Il Collegio San Vincenzo è stato per decenni un punto di riferimento per l’educazione dei piacentini, grazie ai fratelli delle scuole cristiane che hanno istruito generazioni di piacentini, senza dimenticare la matrice cattolica di questo istituto, formando non solo buoni studenti ma uomini e cittadini, con valori umani imprescindibili e che vanno ben oltre le nozioni scolastiche. Oggi gli ex alunni, tra cui numerosi professionisti e figure di spicco nei propri ambiti lavorativi, si ritrovano ancora per portare avanti la memoria del collegio e per destinare un riconoscimento ad un ex alunno che si è particolarmente distinto. L’assemblea è stata anche l’occasione per il passaggio di consegne tra l’uscente presidente Campagnoli e il neoeletto Giuseppe Ticchi, classe 1950, allievo dal 1961 al 1969.Cambia anche il direttivo dell’associazione: insieme al Presidente Ticchi sono stati eletti consiglieri il presidente uscente Campagnoli, il professor Dionedi, il dottor Laurenzano, il professor Dossena, il dottor Porcari, il dottor Squeri, il dottor Tirelli e il dottor Inzani. Ad aprire la mattinata sono stati anche i saluti degli storici soci Roberto Laurenzano, Dario Squeri, Maurizio Dossena e Fabio Fornari. Altro intervento è stato quello del direttore sportivo del Tottenham FC Fabio Paratici, che ha dialogato con il giornalista ed ex vincenziano Paolo Gentilotti.
Quella degli alunni del San Vincenzo non è solo l’unione di compagni di classe che rivivono i tempi passati ma è molto di più: questa associazione incarna la necessità di mantenere viva la tradizione di un istituto che ha dato molto a Piacenza e ha rappresentato un pilastro portante della società cittadina di tradizione cattolica, portando avanti quei princìpi che ancora oggi gli allievi vedono come centrali nella propria vita. Questo aspetto è evidente nella naturale conclusione della giornata: la messa presieduta dal vescovo emerito Gianni Ambrosio. E se “educare cristianamente è portare avanti i giovani nei valori umani in tutta la realtà” come disse papa Francesco al Congresso mondiale per l’Educazione cattolica del 2015, il San Vincenzo e i suoi ex alunni dimostrano tutt’ora che ci sono capisaldi che vanno ben oltre le nozioni e che plasmano uomini e cristiani autentici.
Francesco Archilli
Nella foto, la consegna del premio La Salle 2025 al dottor Franchi.
“Caro nonno, cara nonna…”. Così iniziano le letterine che gli anziani gragnanesi troveranno nei prossimi giorni nelle cassette postali. Tornano infatti anche quest’anno a Gragnano le letterine colme di parole di affetto e di auguri dei bambini e delle bambine ai concittadini più avanti d’età. Nei giorni scorsi la posta è stata ritirata dallo stesso sindaco Patrizia Calza alla scuola Primaria "Tina Anselmi" dove la docente fiduciaria Rosaria Bonavita con le altre insegnanti hanno organizzato il momento di restituzione delle missive, decorate dai piccoli con disegni e immagini a loro più acri. Anche quest’anno dunque gli oltre trecento ultraottantenni del paese riceveranno auguri personalizzati.
Dopo il successo del progetto del "Dono" finalizzato a creare relazioni tra generazioni lontane, quella degli auguri natalizi, è una delle iniziative più consolidate e attese sia dai piccoli sia dagli anziani. Inizialmente i rapporti erano stati attivati con un gruppo più ristretto di "nonni": quelli frequentanti il Centro Diurno San Michele e un gruppetto raggiunti da remoto. Sono state tante le domande poste dai bambini ai loro nuovi amici, riguardo la scuola, le feste, i regali dei loro tempi. Curiosità che gli anziani gragnanesi hanno soddisfatto con piacere. “Come spesso accade tra bambini e anziani scattano delle intese particolari, quasi che in queste così lontane fasi della vita emergano capacità di relazione che sembrano perdersi nella vita adulta. Sono davvero commoventi la spontaneità dei piccoli e il divertimento dei vecchietti”, commenta il sindaco Patrizia Calza.
“Vogliamo ringraziare il personale docente che sempre collabora con grande competenza alle varie iniziative che vogliono far sentire protagonisti della comunità locale i giovani a partire dai più piccoli”, aggiunge l’assessore Marco Caviati.
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