“Possiamo annunciare a fine anno un’ottima notizia che riguarda il nostro Comune. Con Decreto del Dipartimento delle Politiche per la Famiglia, al Comune di Gragnano - dichiarano il sindaco di Gragnano Patrizia Calza e l’assessore ai servizi sociali Marco Caviati - è stato erogato a un contributo di 39.473 euro, già incassato, da destinare al sostegno delle attività educative e ricreative a favore di minori. Un piccolo miracolo visto che Gragnano è uno dei soli quattro comuni della Regione che si è aggiudicato l’importo, grazie alla tempestività e all’attenzione dei nostri operatori dei Servizi Sociali, che ringraziamo per l’impegno sempre crescente a vantaggio della nostra comunità”.
Gli interventi finanziabili hanno le seguenti finalità: incentivare e sostenere le attività educative e ricreative, anche non formali, che coinvolgono i bambini e gli adolescenti; contrastare la povertà educativa e l’esclusione sociale; favorire il protagonismo delle nuove generazioni anche con il coinvolgimento delle stesse nei processi decisionali che li riguardano, in coerenza con le linee guida per la partecipazione di bambine e bambini e ragazze e ragazzi; sostenere le famiglie, anche mediante l’offerta di opportunità educative rivolte al benessere dei figli dalla nascita fino al compimento della maggiore età e per incentivare il coinvolgimento attivo degli enti del Terzo settore e degli enti religiosi che svolgono attività di oratorio o attività similari; promuovere la diffusione di opportunità educative, anche non formali, rivolte al benessere dei minori. “In questo momento in cui i bisogni sociali sono in aumento e il sostegno alla genitorialità è sempre più un’esigenza sentita mentre non è semplice recuperare le necessarie risorse finanziarie, il contributo ottenuto ci consente di procedure con più tranquillità nella implementazione dei servizi”, concludono gli amministratori.
Un pomeriggio di musica, condivisione e auguri nel cuore dell’ospedale diPiacenza, dove il Natale è arrivato sotto forma di voci, emozioni e partecipazione. Si è svolto nei giorni scorsi il concerto promosso dall’Azienda Usl di Piacenza, appuntamento ormai diventato una tradizione, dedicato ai professionisti sanitari, ai volontari, alle istituzioni, ai pazienti e ai loro familiari. All’evento hanno partecipato moltissimi operatori e istituzioni: in prima fila il prefetto di PiacenzaPatrizia Palmisani, il direttore generalePaola Bardasi, il consigliere regionaleLodovico Albasi e il vice sindaco del Comune di PiacenzaMatteo Bongiorni. Presenti inoltre rappresentanti delle autorità civili e militari, delle associazioni e degli ordini professionali.
Il concerto ha rappresentato l’ultima tappa diStelle Sonanti, il percorso musicale realizzato nel 2025 dall’Azienda sanitaria insieme all’associazione Gli Amici della Lirica e all’Orchestra Dedicata: undici appuntamenti che hanno portato la musica nei luoghi di cura del territorio, coinvolgendo operatori, pazienti e familiari. Un’esperienza che proseguirà anche nel 2026, con un nuovo itinerario in fase di progettazione tra ospedali e Case della comunità. Per il concerto conclusivo la scelta è caduta sulgospel, una musica che nasce dalla comunità e che parla di speranza, forza e luce. Valori profondamente legati al significato della cura, soprattutto in un contesto ospedaliero, dove la relazione, l’ascolto e la presenza reciproca diventano parte integrante del percorso di assistenza. Protagonista dell’evento ilIncontrocanto Choir, diretto da Massimo Mazza, con Francesco Degli Antoni al pianoforte.
Il simbolo scelto per chiudere questo viaggio - ha spiegato la presidente Giuliana Biagiotti - è stato quello dellastella cometa, segno natalizio e luce guida dell’intero percorsoStelle Sonanti, a rappresentare la speranza e la serenità che il progetto ha voluto portare nei luoghi di cura, rendendoli più accoglienti e umani per tutti. Il valore dell’iniziativa è stato riconosciuto dallo stesso prefettoPalmisani, che ha avuto parole di apprezzamento per l'iniziativa. Il direttoreBardasiha raccontato che l’esperienza diStelle Sonanti ha avuto un importante riscontro anche a livello internazionale: il progetto è stato infatti presentato al Congresso internazionale degli ospedali di Ginevra come esempio di umanizzazione delle cure e attenzione alla persona, in linea con altre attività aziendali orientate al benessere a 360 gradi, come la pet therapy.
Durante l’evento sono stati rivolti ringraziamenti ai sindaci del territorio, ai comitati degli utenti, alle associazioni di pazienti, al Centro servizi per il volontariato e alle realtà (Croce Rossa e Anpas) che collaborano quotidianamente con l’Azienda nella rete dell’emergenza e del soccorso. Un riconoscimento particolare è andato anche a Il Pellicano Piacenza Onlus e a tutti i donatori, il cui sostegno consente di realizzare progetti capaci di migliorare concretamente l’accoglienza e la qualità dei luoghi di cura. Il concerto di Natale è stato molto più di un momento musicale, che per altro ha fatto cantare tutti i presenti: è stato un’esperienza collettiva e partecipata, che ha messo al centro la persona e ha ricordato come la cura possa passare anche attraverso la bellezza, la cultura e la condivisione.
Anche per l’anno scolastico 2025-2026 tutti gli studenti e le studentesse dell’Emilia-Romagna che ne hanno diritto potranno beneficiare dei contributi per l’acquisto dei libri di testo. Si tratta di 51.150 idonei che frequentano le scuole di primo e secondo grado con un Isee entro i 15.748,78. A disposizione ci sono 7,7 milioni di euro (esattamente 7.734.510), tra risorse regionali e statali, di cui la Giunta regionale ha recentemente approvato il riparto, a chiusura del bando. Aumenta del 64% l’impegno della Regione, che passa da 1,8 milioni dello scorso anno scolastico a quasi 3 milioni (esattamente 2.988.362,74) per il 2025/2026, a fronte del calo di circa il 24% delle risorse statali: da 6,2 a 4,7 milioni. Duplice l’obiettivo del provvedimento: sostenere le famiglie in difficili condizioni economiche nell’assolvimento dell’obbligo di istruzione dei figli e ridurre il rischio di abbandono scolastico.
“Aumentare le risorse per l’acquisto dei libri di testo, così da sostenere le famiglie in condizioni economiche più difficili, non è una semplice voce di bilancio, ma una scelta di civiltà - commenta l’assessore alla Scuola, Isabella Conti -. Investire nell’istruzione significa abbattere barriere economiche e culturali, offrendo a ogni studente e a ogni studentessa le stesse opportunità e gli stessi strumenti per formarsi, crescere, realizzarsi nelle proprie aspirazioni e talenti. Ancora una volta in Emilia-Romagna tutti coloro che possiedono i requisiti avranno i contributi: un impegno concreto della nostra Regione verso la giustizia sociale- chiude Conti- perché il diritto allo studio non deve essere un privilegio, ma un bene comune”. Resta saldo il dato del 100% degli aventi diritto che potrà contare sul contributo, a seconda della fascia Isee di riferimento. Aumentano lievemente gli importi unitari dei contributi: 177 euro (erano 174 nell’anno precedente) per i 30.540 studenti che rientrano nella fascia Isee 1 fino a 10.632,94 euro; 113 euro (contro i 110 euro) per i 20.610 studenti che appartengono alla fascia Isee 2 fino a 15.748,78 euro. Dal mese di gennaio le risorse saranno trasferite ai Comuni/Unioni di Comuni che erogheranno i benefici alle famiglie.
Grande successo per la serata a scopo benefico organizzata dal Polo Mantenimento Pesante Nord di Piacenza, in memoria del primo caporal maggiore Alessia Chiaro. L'evento, svoltosi lo scorso 12 dicembre presso la sede dell’ex Arsenale, a sostegno dell'associazione “Oltre l’autismo”, ha visto una calorosa partecipazione da parte del personale civile e militare del Polo, accompagnato da familiari ed amici, uniti da un forte spirito di solidarietà. L'iniziativa, promossa dal direttore brigadier generale Roberto Cernuzzi si inserisce nel quadro delle attività che le Forze Armate dedicano al supporto del territorio e delle realtà sociali più attive. Il generoso ricavato dell’iniziativa è stato interamente devoluto all'associazione Oltre l'Autismo di Piacenza, che da anni opera con dedizione per sostenere le persone nello spettro autistico e le loro famiglie, promuovendo percorsi di autonomia e inclusione. “Siamo onorati di poter affiancare l’associazione nei loro preziosi progetti”, ha dichiarato il direttore del Polo.
“La nostra missione è servire il Paese, e questo include anche sostenere chi sul territorio si impegna quotidianamente per garantire dignità e opportunità a tutti i cittadini. La partecipazione di stasera dimostra che Piacenza è una comunità generosa e attenta ai bisogni del prossimo”. Maria Grazia Ballerini, presidente dell’associazione, ha ringraziato il Polo Mantenimento Pesante Nord per la sensibilità e l'impegno: “Questo sostegno è fondamentale. Ogni contributo si traduce in un passo avanti concreto verso la realizzazione di un futuro di maggiore autonomia per i nostri ragazzi. Ringraziamo di cuore tutti i presenti per aver scelto di essere «oltre» l'indifferenza e «con le nostre famiglie». L'evento si conclude con un bilancio altamente positivo, sia in termini di fondi raccolti che di consapevolezza sul tema dell'autismo, rafforzando il legame tra l'istituzione militare e la società civile piacentina.
In una serata prossima alle festività natalizie, il 19 dicembre, all’Auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano, in via Santa Eufemia, si è aperto uno spazio di riflessione controcorrente. L’iniziativa, dal titolo “Contro il riarmo per una finanza etica – la corsa al riarmo passa anche dal tuo conto corrente”, promossa dalla rete Europe for Peace-Piacenza e dal gruppo territoriale dei soci di Banca Etica, ha messo al centro un tema tanto attuale quanto spesso rimosso: il legame stretto tra aumento delle spese militari e finanza, pubblica e privata.
Miliardi per le spese militari
Secondo i dati Nato, l’Italia chiuderà il 2025 con una spesa militare di 45,3 miliardi di euro, il 38% in più rispetto ai 32,7 miliardi del 2024, pari all’1,5% del PIL. Ma il vero salto sarebbe portare la spesa al 5% del PIL, come richiesto in sede internazionale: un incremento stimato dagli osservatori di Milex tra 75 e 100 miliardi di euro aggiuntivi all’anno, che porterebbe l’impegno complessivo per la difesa oltre i 100 miliardi annui entro il 2035. Numeri che, come sottolineano molti economisti, imporrebbero un drastico ripensamento della finanza pubblica, con inevitabili ricadute su welfare, sanità, istruzione.
In questo scenario si inserisce anche il piano europeo “ReArm Europe”, che prevede 800 miliardi di euro per incentivare gli investimenti nella difesa. Una scelta che, secondo i promotori dell’incontro, ripropone una logica antica e pericolosa: “se vuoi la pace, prepara la guerra”. Una logica che entra in rotta di collisione con l’opinione di una larga maggioranza di cittadini europei, contraria all’aumento delle spese militari e convinta che la sicurezza autentica passi piuttosto dalla tutela dei bisogni umani fondamentali: sicurezza sociale e sanitaria, ambientale e climatica, alimentare ed economica, comunitaria e politica, in Europa e nel mondo.
La pace vista come cattivo affare
Il cuore della serata è stato l’intervento di Simone Siliani, direttore della Fondazione Finanza Etica. La sua è una storia personale intrecciata da sempre con l’impegno pacifista: dagli anni Ottanta dei movimenti per la pace, alla collaborazione con padre Ernesto Balducci, fino all’esperienza nella pubblica amministrazione e nell’organizzazione di Terra Futura, la grande mostra-convegno dedicata alle buone pratiche della sostenibilità.
Siliani ha parlato di una “transizione radicale” dell’Unione Europea verso la militarizzazione, un cambiamento che rischia di snaturare l’idea stessa di Europa, nata come progetto di pace dopo le macerie della Seconda guerra mondiale. Ha messo in discussione la retorica dell’aumento della produzione militare come risposta automatica alle crisi, ricordando come la storia e la statistica mostrino una correlazione inquietante tra grandi processi di riarmo e lo scoppio dei conflitti. Le armi, ha detto, sono merci: per sostenere il ciclo produttivo devono essere “consumate”.
Emblematico il riferimento a Leonardo S.p.A., colosso italiano degli armamenti, definito di fatto un’azienda di Stato: lo Stato è l’azionista di riferimento, il Ministero della Difesa il principale cliente, il governo l’arbitro delle esportazioni. In questo quadro, la pace diventa un cattivo affare. L’instabilità, o la sua percezione, un elemento funzionale al business.
Invito all’azione
Ma il messaggio più incisivo della serata non è stato solo di denuncia. È stato un invito all’azione. Siliani ha ricordato che l’UE, per finanziare il riarmo, è pronta a superare il tabù del deficit al 3%, caricando di nuovo debito le spalle delle future generazioni. E ha citato le parole della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che ha invitato a mobilitare i 10.000 miliardi di euro di risparmi privati “fermi” dei cittadini europei per investirli anche nell’industria bellica. È qui che entra in gioco la finanza etica. Una finanza che, per statuto, esclude gli investimenti nel settore militare e che restituisce ai cittadini un potere spesso ignorato: quello di risparmiatori consapevoli. I soldi depositati in banca non restano fermi, circolano, finanziano attività. Scegliere dove tenerli significa scegliere che tipo di economia e di mondo sostenere. Accanto al ruolo di elettori e consumatori, quello dei risparmiatori è forse il più sottovalutato, anche a causa di una diffusa mancanza di alfabetizzazione finanziaria. La serata di Piacenza si è chiusa con una consapevolezza condivisa: la corsa al riarmo non è un destino inevitabile né una decisione lontana, riservata ai palazzi del potere. Passa anche dai gesti quotidiani, dalle scelte “dal basso”, perfino da un conto corrente. E sapere che esistono alternative, concrete e praticabili, è già un primo passo per far sentire la propria voce.
Riccardo Tonna
Nella foto, l'incontro promosso dalla rete Europe for Peace-Piacenza e dal gruppo territoriale dei soci di Banca Etica.
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