Menu
logo new2015 ok logo appStore logo googleStore

Notizie Varie

Notizie Varie

Disarmati e disarmanti: il 3 gennaio la Camminata per la pace

 locpace

È passato un anno da quando le diverse reti per la pace e la nonviolenza dell’Emilia Romagna promossero la prima mobilitazione regionale il 1° gennaio scorso, in occasione della 58ª Giornata mondiale della pace. Da quella presenza pacifista e nonviolenta nelle piazze di tutta la regione, è stato lanciato un doppio appello: da un lato alle stesse reti per costituire una strutturata Rete regionale per la pace e la nonviolenza e dall’altro all’allora neo-insediato presidente De Pascale per istituire una delega alla pace nel governo della regione.
Un anno dopo continua l’inutile strage in Ucraina, non è stato ancora fermato il genocidio a Gaza e la pulizia etnica in Cisgiordania, cresce la strage di migranti nel Mediterraneo e nella rotta balcanica, aumentano le spese militari globali e i conflitti armati in ogni parte del mondo. Mentre decisori politici e militari, nazionali e internazionali sembrano i
ncarnare “l’irrazionalità di un rapporto tra popoli basato non sul diritto, sulla giustizia e sulla fiducia, ma sulla paura e sul dominio della forza” come ha scritto anche papa Leone XIV nel messaggio per la Giornata mondiale della pace del prossimo 1° gennaio la Rete Pace e Nonviolenza dell’Emilia Romagna è oggi una realtà costituita, che ha svolto lo scorso 5 ottobre a Parma la propria Assemblea fondativa, dotandosi di un Manifesto di impegni per un’Emilia Romagna regione di pace che ripudia la guerra.

Un Decalogo nel quale, tra i diversi impegni citiamo i seguenti:
Rispetto a ogni conflitto armato e a ogni atto di violenza e terrorismo, stiamo sempre dalla parte di tutte le vittime e dei disertori della compattezza bellica, capaci di costruire ponti e abbattere muri – come gli obiettori di coscienza russi, ucraini, israeliani e gli attivisti nonviolenti palestinesi – dichiarandoci, a nostra volta, obiettori di coscienza alla guerra. Ci opponiamo all’uso del territorio emiliano-romagnolo ai fini dell’industria bellica e armiera e delle sue manifestazioni espositive. Contrastiamo la ristrutturazione militare delle industrie civili e ci impegniamo per la riconversione civile delle industrie belliche o collegate, direttamente o indirettamente, alle filiere di guerra”.
La Rete regionale pace e nonviolenza si mobilita nelle piazze di Bologna, Faenza, Ferrara, Imola, Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Rimini. Disarmati e disarmanti, in nome del ripudio costituzionale della guerra e a difesa del diritto internazionale e del sistema dei diritti umani che ha portato la convivenza tra i popoli e le democrazie fuori dalla tragedia di due conflitti mondiali, la Rete dei nonviolenti darà voce in tutta l'Emilia-Romagna alla domanda di pace del Paese, che si oppone al riarmo dell'Europa e al precipitare della sua cultura, del suo sistema educativo e della sua economia nuovamente nell'abisso della guerra, in cui tutto è perduto e tutti siamo perduti, immemori della lezione della Storia.

In questo anno la Rete regionale Pace e Nonviolenza ha avviato anche un dialogo serio e costruttivo con il governo della Regione Emilia Romagna, in particolare con l’Assessora Gessica Allegni che dovrebbe generare, auspichiamo a breve, un Tavolo regionale istituzionale per la pace. La società civile che rappresentiamo continua a svolgere il proprio ruolo di critica e stimolo, anche nei confronti dei decisori politici del nostro territorio. È il caso, ad esempio, della Risoluzione approvata dall’Assemblea legislativa regionale lo scorso 11 novembre 2025 che condanna l’ingerenza della “propaganda russa”, dimenticando però di fare i conti e di condannare contemporaneamente anche il bellicismo nostrano con il quale – come sottolinea ancora Papa Leone XIV - si promuovono campagne di comunicazione e programmi educativi, in scuole e università, così come nei media, che diffondono la percezione di minacce e trasmettono una nozione meramente armata di difesa e di sicurezza”. Parole assonanti con quanto scritto nel Manifesto della Rete pace e nonviolenza dell’Emilia Romagna: “Rifiutiamo e contrastiamo la propaganda bellica di ogni tipo, da quella pervasiva, che si manifesta attraverso i media, a quella attuata attraverso una sempre più frequente presenza delle forze armate nelle scuole e nelle università. Ci impegniamo a decostruirne i presupposti e i contenuti, ad approntarne le alternative culturali e organizzative.”
Queste sono alcune delle ragioni con le quali anche quest’anno promuoviamo le molte iniziative territoriali coordinate in tutta la regione per la 59^ Giornata mondiale della pace del 1° gennaio 2026. Disarmati e disarmanti.

RETE REGIONALE PACE E NONVIOLENZA EMILIA-ROMAGNA

Europe for Peace Piacenza

A Piacenza si terrà una Camminata per la Pace sabato 3 gennaio, anziché il 1 gennaio, per questioni organizzative, come nel resto della regione ma con la stessa piattaforma. Sarà organizzata da Europe for Peace Piacenza, che fa parte della rete Regionale. Ci si troverà alle ore 16 in Piazza Cavalli da dove partirà la Marcia che attraverserà le vie del centro e si concluderà in Piazza Duomo dove ci saranno alcune letture tra cui il Manifesto/Decalogo della Rete Regionale Pace e Nonviolenza.
Interverrà Laila Simoncelli – coordinatrice della Campagna “Ministero della Pace” e della Comunità Papa Giovanni XXIII°; in collegamento interverrà Mimmo Lucano - Sindaco di Riace ed europarlamentare europeo ed altri di cui daremo conferma più avanti. Inoltre ci saranno musica e la lettura di altri testi.
Hanno aderito sino a questo momento:
Acli,
Anpi, Arci, Art. 21 Presidio di Piacenza, Associazione Arcangelo Dimaggio, Associazione di promozione sociale ok club, Associazione Protezione della Giovane, Attac, Centro Missionario Diocesano, Cgil, Cpp, Emergency, Donne in nero, Legambiente, Mce, Mondo Aperto, Progetto Mondo, Ricicliamo for Africa, Unicef.

Pubblicato il 29 dicembre 2025

 

Ascolta l'audio

Il Vescovo a Fabbiano di Borgonovo: una comunità si rispecchia nel suo patrono

fabbiano
È festa per la comunità di Fabbiano di Borgonovo, che ha commemorato il patrono Santo Stefano con il Vescovo mons. Adriano Cevolotto.
Mons. Cevolotto ha celebrato la messa con l'Amministratore parrocchiale don Gianni Bergomi e al parroco di Castelnovo padre Alberto Quagliaroli, con l'accompagnamento del Coro di Borgonovo.
"Una comunità - ha detto il Vescovo - si rispecchia nel suo Patrono: la festa è importante per fare il punto sul suo cammino di santità, cioè sul cammino di sequela a Cristo. Presi da tante cose, infatti. rischiamo di perdere la via: il Santo patrono ci sollecita a camminare secondo la fede e ci offre un modello di santità. Dopo la festa e la gioia del Natale impattiamo in una morte violenta, il martirio di Stefano. Se guardiamo l'atto in sé ci sembra una cosa ingiusta, comunque lontano dal nostro modo di pensare, ma se iscriviamo il martirio nell'ordine del messaggio Cristiano che da Betlemme arriva al Calvario, un filo rosso che collega Natale e Pasqua. Cristo viene per amore e da la vita per amore: anche il martire accoglie l'amore di Cristo e lo contraccambia fino a dar la vita, per questo si tratta di un amore totale. Guardando a Stefano possiamo chiederci quanto amore del Signore e quanto amore per il Signore c'è nella nostra fede. 
Una seconda cosa lui ci insegna: egli, fissando gli occhi al cielo, vide la gloria di Dio e Cristo alla sua destra. Il suo sguardo in alto è rivolto al cielo, dove il bambino deposto nella mangiatoia ha il suo orizzonte finale, realizzando il disegno del padre. Dobbiamo guardare a Gesù per vedere l'orizzonte, la meta, della sua vita e del suo percorso, se i nostri occhi sono rivolti al basso, alle cose di poco conto, ci perdiamo, mentre la fede ci fa rivolgere gli occhi al cielo”.
“Morendo Stefano, ha proseguito il Vescovo,  consegna a Cristo il suo spirito, come Gesù in croce, e come Lui perdona i suoi assassini: nella morte la sua vita diventa conforme a Cristo. Molto spesso noi non cerchiamo la santità, ma Cristo è venuto nel mondo proprio per questo, per renderci Santi e trasformarci, per farci veri figli, figli in Lui. Chiediamo a Santo Stefano che ci renda docili alla grazia di Cristo”.
Don Gianni, nel ringraziare il Vescovo per la sua presenza, ha sottolineato l'attenzione che il pastore ha verso tutte le comunità a lui affidate, anche a quella di Fabbiano che aveva espresso il desiderio di incontrare già durante la visita pastorale. Alla fine della celebrazione mons. Cevolotto si è intrattenuto con i parrocchiani per lo scambio degli auguri donando a tutti un'immaginetta a ricordo della giornata.
Matteo Lunni
Nella foto, la messa in onore del patrono Santo Stefano presieduta da Vescovo nella chiesa di Fabbiano di Borgonovo.
Pubblicato il 29 dicembre 2025

Nel 2025 Pil regionale a +0,6%, occupazione al 71,5%

Economia regionale dati

Prodotto interno lordo in aumento, occupazione in crescita, industria in ripresa. Migliora ancora, nonostante le incognite legate alla situazione internazionale, l’economia dell’Emilia-Romagna: a fine 2025 il Pil segna +0,6%, con la previsione è di arrivare a +0,9% nel 2026, mentre per l’occupazione - in crescita di 1,2 punti percentuali nel 2025 - si prospetta un ulteriore +0,4% nel 2026, portando il tasso di occupazione al 71,5%. Il prossimo anno, inoltre, vedrà il traino congiunto di industria (+1,1%) e servizi (+1,2%), mentre le costruzioni dovrebbero entrare in fase recessiva (-2,6%). Il tasso di disoccupazione continua a scendere, toccando il 3,9%, un valore prossimo ai minimi storici che posiziona l’Emilia-Romagna al terzo posto in Italia, subito dopo Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta. I consumi delle famiglie si manterranno tonici (+0,8%), mentre gli investimenti, dopo la ripresa del 2025 (+2,3%), rallenteranno nel 2026 (+0,7%) influenzati dal venir meno degli incentivi edilizi. L'export regionale mostra una ripresa (+0,5% nei primi nove mesi) che dovrebbe nel 2026 portarsi al +1,8%. È quanto emerge, in sintesi, dal ‘Rapporto sull’economia regionale 2025’, realizzato in collaborazione tra Regione e Unioncamere Emilia-Romagna e presentato al Dama di Bologna. Oltre alle cifre, settore per settore, elaborate dall’ufficio studi di Unioncamere e i dati tratti dagli ‘Scenari per le economie locali’ di Prometeia dello scorso ottobre, durante i lavori è stato illustrato anche un focus su ‘Il contributo della legge 14/2014 alla crescita della competitività e del sistema produttivo della Regione Emilia-Romagna’ ed è stato fatto il punto sull’adesione delle imprese regionali alla ‘Certificazione della parità di genere”.

“Le politiche regionali di sostegno all’economia hanno consentito alle imprese di essere attrezzate per affrontare un anno che si annunciava tra i più difficili a causa delle tensioni internazionali- afferma Vincenzo Colla, vicepresidente della Regione con delega allo Sviluppo economico-. I segnali di tenuta sono confortanti e ci sono gli elementi per guardare al futuro con fiducia. È necessario continuare a investire nelle filiere e nei settori strategici che consentono al territorio di giocare un ruolo importante nella competizione globale, in particolare su intelligenza artificiale, blue e green economy e biotecnologie. Va inoltre assicurato, ed è un nostro impegno, il sostegno all’internazionalizzazione, per aprire nuovi mercati e avviare nuove relazioni, e all’innovazione delle Pmi, per renderle sempre più competitive, aumentando la capacità di intercettare i finanziamenti europei come elemento fondamentale per poter continuare a crescere. Il tutto, naturalmente, sempre con la bussola orientata ad un modello di sviluppo sostenibile”.

Il dato che caratterizza il 2025 è senza dubbio l’incertezza nello scenario internazionale. La Germania ha superato gli Stati Uniti come primo partner commerciale dell’Emilia-Romagna. La crescita del mercato tedesco (+6,7%) è una buona notizia, confermandone la centralità per le imprese della regione. Ma i dazi americani si fanno sentire: negli ultimi nove mesi le esportazioni emiliano-romagnole verso gli Usa sono diminuite di quasi l’8%, calo che si è accentuato negli ultimi due trimestri. Preoccupa anche il mercato cinese: la diminuzione dell'export del 16% è una dinamica da seguire con attenzione, poiché sembra avere caratteristiche strutturali e non solo congiunturali. Per quanto riguarda l’andamento dei vari settori, i dati relativi al 2025 segnalano difficoltà in agricoltura con una contrazione del 6,3% delle forze lavoro. Nell’industria tra gennaio e settembre la produzione si è ridotta dell’1,7%, dato in miglioramento rispetto al -3,3% registrato nello stesso periodo dell'anno precedente. Nelle costruzioni nei primi nove mesi il volume d’affari a prezzi correnti è calato dell’1%, flessione comunque più contenuta rispetto all'anno precedente, ma l’entità della contrazione è correlata alla dimensione d’impresa. Nel commercio al dettaglio solo gli iper, super e grandi magazzini hanno aumentato le vendite (+0,5%). Nei primi 10 mesi del 2025, le presenze turistiche sono aumentate del 3%, dato positivo ma, considerando che gli arrivi sono aumentati del +6,2%, ne risulta una contrazione della durata della permanenza media.

Alla fine dello scorso settembre le imprese attive in regione sono scese a quota 387.940, con una diminuzione pari a 2.755 unità (-0,7%) rispetto alla fine dello stesso mese dell’anno scorso. In dieci anni la base imprenditoriale si è ridotta di 24.066 unità (-5,8%).

Pubblicato il 28 dicembre 2025

Ascolta l'audio

Natale alla Protezione della Giovane: un momento di festa e condivisione per donne e bambini

 nataleprotezionegiovane

La cena per lo scambio di auguri natalizi e buon inizio anno è ormai un appuntamento annuale fisso alla Protezione della Giovane di Piacenza, in via Tempio. Arrivata puntuale lo scorso 15 dicembre, la serata conviviale ha unito ospiti e volontari dell’associazione cattolica femminile guidata da Giuseppina Schiavi e quest’anno ha visto la presenza di un ospite molto speciale: Babbo Natale. “Si è approfittato del momento comunitario non solo per l'augurio di buone feste, ma anche per cogliere le istanze delle ospiti – ha spiegato Schiavi, responsabile della struttura piacentina dedicata all'accoglienza di donne migranti e dei loro figli, o di lavoratrici e studentesse fuori sede -. Diverse le proposte ricevute, tra cui una serata di musica e karaoke per la Giornata della donna, qualche gita in località di interesse culturale e la visita alla mostra Sibille al Farnese”.
In Italia e in Europa si continua a parlare di crisi della natalità, ma qui da noi questo problema non c’è – osserva -. In questo momento abbiamo in struttura sette bimbi piccoli di età diverse, figli di richiedenti asilo o di donne già rifugiate in carico ai servizi sociali. E 12 bimbi di nuove famiglie da noi seguite, con piccoli nati da noi e altri nati dopo; o arrivati dall'Africa in ricongiungimento. Tra le ospiti più recenti ci sono due ragazze neomaggiorenni inviate dal «Progetto Blessing», che hanno cominciato a sperimentare l’organizzazione della loro vita in autonomia: spesa, cucina, gestione frigo e armadietto deposito, pulizia stanza e lavanderia. Dal libro intitolato: «La vita è un profumo. Canto a due voci» di Chiara Ingrao con Blessing e Giovanna Calciati, è nata infatti una fondazione che si prefigge il compito di realizzare i sogni e le aspirazioni delle giovani donne”.

Scambio multiculturale, doni di Babbo Natale

“Il saluto comunitario prima delle festività non è solo una cena, ma un momento importante di condivisione, spensieratezza e scambio interculturale – ha sottolineato Schiavi -. Le suore congolesi e le ragazze della Costa D’avorio hanno preparato bignè africani e banane fritte, tipiche dei loro Paesi; abolita la carne di maiale nel rispetto di chi professa la religione musulmana, le lasagne al pesto sono state il piatto forte italiano da gustare insieme. Una delle nostre ospiti adulte di origine ucraina si è travestita da Babbo Natale, arrivato a luci spente all’improvviso tra gli invitati con il suo sacco dorato sulle spalle carico di doni. Macchinine, giochi didattici, uno xilofono, sonagli per i piccoli, dolci a profusione: Babbo Natale con i suoi regali non ha dimenticato nessuno, portando una ventata di gioia a grandi e piccini. Poi abbiamo distribuito gadget natalizi per adulti e volontari”. “È sempre bello vedere la curiosità, l’attesa e lo stupore dei nostri bambini che aprono i regali - spiega Giuseppina. Sono pensieri piccoli, ma per loro, che non conoscevano il Natale nei Paesi d’origine e sono abituati alla scarsità, vogliono dire tanto”. Apprezzano quello che ricevono in modo genuino, nella nostra società succede sempre più raramente”.

Messa e preghiera alla Madonna del Buon Consiglio

Prima della cena c’è stato spazio per la messa, celebrata dall'assistente ecclesiastico mons. Luigi Bavagnoli. Per l’occasione la cappelletta si è arricchita del piccolo presepe donato all’associazione Pesatori. Al termine della celebrazione è stata letta la preghiera alla Madonna del Buon Consiglio, composta nel 1913 e dedicata dall’allora Papa Pio X alla missione d’accoglienza solidale portata avanti dall’Associazione Cattolica internazionale delle Opere per la Protezione della Giovane.

La riportiamo qui come buon auspicio per il nuovo anno.

O Maria, Madre del Buon Consiglio, noi ci raccogliamo oggi fidenti intorno al tuo Altare per offrirti il tributo annuale dell’umile opera nostra. Quel poco che abbiamo fatto, o Maria, è tuo: a Te quindi l’offriamo, consapevoli insieme della piccolezza nostra e della tua misericordiosissima benignità; e all’offerta aggiungiamo una calda preghiera. Ogni giorno più si fanno gravi ed urgenti i bisogni ed i pericoli della gioventù femminile nel mondo, e molte, purtroppo, sono le creature deboli ed inesperte che nella grande lotta si perdono. Tu, o Maria, che conosci tutte le insidie e ascolti il grido ci chi sta per cader vittima di esse, nella sapiente tenerezza del tuo cuore materno, proteggi le giovani vite che solo in Te si affidano. Sii Tu di esse la luce e la forza, la gioia e la speranza; custodisci la loro purezza, fa che nel lavoro riconoscano la loro dignità, nel dolore non venga meno la loro speranza, a tutte le lusinghe del mondo sappiano opporre l’invitta fortezza della loro libera coscienza cristiana, nelle lotte e nelle difficoltà ne sorregga la sicura speranza del divino aiuto, sicché possano umili e serene camminare sulla terra il sentiero tracciato loro dall’amorosa volontà del Padre che è nei Cieli. E poiché Tu, Madre del Buon Consiglio, ci hai ispirati questi santi desideri, Tu ci ottieni dal Signore la grazia di sentirli sempre più potenti nell’animo, e di tradurli in un ardore costante d’apostolato per la salvezza di tante nostre sorelle, per la gloria del nome di Cristo e per la diffusione del suo Regno, che è il Regno della verità e della giustizia, della libertà e della pace.

Micaela Ghisoni

Nella foto, il Natale alla Protezione della Giovane in via Tempio a Piacenza.

Pubblicato il 29 dicembre 2025

Ascolta l'audio

Guardie d'Onore: festeggiamenti per il 25° di ordinazione di don Antonelli

Roccabianca 06.12.2025

Sabato 6 dicembre a Roccabianca (PR), le Guardie d’Onore della Delegazione Interprovinciale di Parma e Piacenza hanno organizzato l’incontro annuale per lo scambio degli auguri. Come da tradizione ormai consolidata, ogni anno viene scelto un Comune differente al fine di valorizzare nel corso degli anni tutto il territorio parmense. Dopo aver onorato i caduti presso il Monumento nel Giardino del Milite Ignoto a lato del Palazzo Municipale, le Guardie d’Onore, le numerose Autorità e Associazioni si sono ritrovate all’interno della Chiesa parrocchiale per la celebrazione della solenne messa in suffragio dei Caduti, dei Defunti della Famiglia Reale Savoia e per il ricordo del 25° di ordinazione sacerdotale (23/09/2000) dell’Assistente Spirituale della Delegazione, don Stefano Antonelli, collaboratore nel servizio pastorale della Parrocchia di Roveleto e Vicario Giudiziale del Tribunale Ecclesiastico Diocesano di Piacenza-Bobbio.

Prima della benedizione, l’Ispettore per l’Emilia Romagna, Serena Savorani, ha dato lettura della Preghiera della Guardia d’Onore mentre l’Ispettore per l’Italia Settentrionale e del Piemonte, Renato Conzon, ha dato lettura del messaggio inviato dal Presidente Nazionale, impossibilitato a partecipare. Il Delegato Roberto Spagnoli ha dato lettura della Preghiera per la Patria ed indirizzato ai presenti il saluto delle Guardie d’Onore parmensi e piacentine, illustrando le attività in programma per il 2026, la celebrazione dei 165 anni dell’Unità d’Italia e degli 80 anni della Repubblica Italiana, sottolineando la continuità istituzionale della Patria nel corso del passaggio dal Regno d’Italia alla Repubblica.
Sia il Sindaco di Roccabianca Alessandro Gattara, sia il Consigliere della Provincia di Parma Fabio Bonatti, nel corso dei rispettivi interventi, hanno ringraziato la Guardia d’Onore per l’attività promossa a servizio del territorio, ricevendo alcuni doni dal Delegato Roberto Spagnoli che non ha mancato di omaggiare anche le restanti Autorità Civili e Militari presenti (CC, AM, GdF, VVFF, PL). A seguire, presso il Municipio ha avuto luogo un brindisi per lo scambio degli auguri al quale è seguito il pranzo in un ristorante del Comune di Busseto (PR) con alcune Autorità e simpatizzanti. L’incontro annuale è stata l’ennesima occasione per rinsaldare i vincoli di amicizia tra Guardie d’Onore, le Autorità del territorio, le Associazioni e la cittadinanza, auspicando nel 2026 la rinascita autonoma della Delegazione piacentina dell’INGORTP ma soprattutto ringraziare Dio per il dono del ministero sacerdotale di Don Stefano Antonelli, già festeggiato lo scorso settembre da parrocchiani ed altre realtà associative.
Presenti, oltre a numerose Guardie d’Onore non solo parmensi e piacentine, anche i sacerdoti don Lelio Costa, parroco di Tiedoli di Borgo Val di Taro e Fra Andrea Cassinelli, della Delegazione INGORTP di Cremona.

Pubblicato il 28 dicembre 2025

Ascolta l'audio

"Il Nuovo Giornale" percepisce i contributi pubblici all’editoria.
"Il Nuovo Giornale", tramite la Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici), ha aderito allo IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria) accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.

Amministrazione trasparente