La passione del bettolese Roberto Boiardi, in qualità di presidente dell’associazione “Bettola nel mondo” e di ricercatore della storia locale, ha incontrato la volontà dell’Amministrazione Comunale di Bettola, nella figura del consigliere Massimo Calamari, per la creazione di un luogo dove raccogliere tutte queste ricerche e documentazioni. Ecco che il sito internet creato dallo stesso Calamari, per ospitare le associazioni di Bettola, eventi e manifestazioni, si è arricchito di uno spazio dedicato alla storia di Bettola, con tante pagine e schede, destinate anche ai singoli monumenti o chiese. Il sito lo si può trovare dalla home page del sito istituzionale del Comune alla voce «Vivere il Territorio - Storia del Comune», o dal sito di ViviBettola alla voce «Info storiche», è raggiungibile direttamente da questo indirizzo https://massimocalamari.wixsite.com/eventi-e-manifestazi/about-1-6 . “Dobbiamo solo dire grazie a Roberto Boiardi - commenta Calamari - che ha accolto il mio invito di condividere il mio progetto, per cui da subito ho trovato fondamentale arricchire con le sue ricerche”. Ci sono schede storiche su diverse frazioni, sulla statua di Cristoforo Colombo, la Fornace Romana, sul Castello della Caminata, piuttosto che su Torre Farnese o Torre Colombo. “Molto belle e importanti - aggiunge Calamari - sono le pagine dedicate alla storia in generale del nostro territorio, attraverso le vicissitudini di famiglie nobili che vi hanno abitato”. Il sito è e resterà in costante aggiornamento, per poter offrire a tutti la maggior conoscenza della storia e della cultura passata e presente di Bettola.
Un minuto di silenzio in Consiglio comunale per ricordare la scomparsa di Corrado Sforza Fogliani, che nel luglio scorso era stato rieletto a Palazzo Mercanti dopo la candidatura a sindaco alle ultime elezioni amministrative. A ricordarlo in aula, nell’apertura di seduta del 12 dicembre, ci ha pensato il sindaco Katia Tarasconi, a nome di tutta l’assemblea. “Sono state già spese molte parole, in questi giorni, per esprimere il cordoglio di una comunità intera – e delle istituzioni che la rappresentano – a seguito della scomparsa di Corrado Sforza Fogliani. Scelgo un titolo tra tutti quelli che ho letto: «Piacenza ha perso il suo avvocato». Ecco, credo che in quell’aggettivo sia racchiusa l’essenza di un legame profondo, che ha a che fare non solo con le radici familiari e identitarie, ma è innanzitutto un’espressione d’amore per il territorio, di rispetto reciproco, di appartenenza. Di certo Sforza amava Piacenza. Sentimento a cui il consigliere Sforza ha dato voce e contenuti, sempre di altissimo profilo, in quest’aula – dove era tornato con passione dopo le elezioni del giugno scorso – per oltre trent’anni, dal 1964 al 1998, onorando i valori e i principi liberali che hanno sempre ispirato il suo impegno politico e amministrativo. Penso che ciascuno di noi, a prescindere dalle proprie convinzioni e posizioni ideologiche, possa riconoscere un esempio luminoso nel suo cammino: per la coerenza con cui ha saputo tenere fede alle sue idee, per l’attenzione alle regole e al rigore formale – inteso come garanzia di legalità e trasparenza – ma ancor prima per la correttezza con cui ha interpretato il suo mandato, innanzitutto nei confronti dei cittadini che in lui avevano riposto la propria fiducia”.
“Le innumerevoli attestazioni di stima e gratitudine che sono giunte, con la più ampia trasversalità, per tributare l’omaggio collettivo alla sua memoria, ci restituiscono certamente l’autorevolezza di una figura che ha raggiunto, in tutti gli ambiti del suo percorso professionale, culturale e di profilo pubblico, i vertici della Banca di Piacenza e, a livello nazionale oltre che locale, di prestigiose organizzazioni; ma – forse in modo inaspettato – tratteggiano anche una personalità capace di grande empatia, forse soprattutto con chi la pensava diversamente ma, come lui, individuava nel confronto e nella dialettica un arricchimento e un motivo di sincero interesse. Ho avuto momenti complicati di confronto con lui. Ma la stima per ciò che ha saputo costruire ha sempre lasciato in me grande ammirazione e profondo rispetto. Anche quando la pensavamo diversamente. Penso sia superfluo, in questa circostanza, elencare la ricchezza delle note biografiche cui è stata data la doverosa e meritata rilevanza in tante sedi. In primo luogo perché l’avvocato Sforza non amava la piaggeria né la retorica e credo che – pur dettata dall’affetto, dall’ammirazione e dalla riconoscenza più autentici – questa ridondanza lo avrebbe forse infastidito. Non posso però esimermi, come sindaca di una città che alla sua generosità deve tanto, dal citare il ruolo determinante che egli ha avuto nel valorizzare e promuovere il nostro patrimonio storico e artistico, a cominciare da beni comunali quali la Basilica di Santa Maria di Campagna – non da ultimo grazie alla Salita al Pordenone, ma ancor prima attraverso il sostegno a fondamentali interventi di restauro – e il Museo del Risorgimento, come presidente del Comitato piacentino dell’Istituto per la Storia del Risorgimento italiano. C’è, nella sua instancabile azione di promozione e tutela del territorio, un filo conduttore che lega indissolubilmente ambiti diversi: la tenacia nel sottolineare – dando solidità scientifica a questo percorso di ricerca – la piacentinità di Giuseppe Verdi, ha la stessa matrice del costante richiamo dell’Avvocato affinché la nostra città non perdesse i propri centri direzionali”.
Alla strenua difesa di Piacenza, che idealmente veniva protetta dal suo abbraccio, si è sempre accompagnato lo slancio verso l’esterno, teso a superare i confini – culturali, ancor prima che geografici – del provincialismo. Nel supporto, in prima linea, al mondo sportivo, al volontariato, a molteplici iniziative di solidarietà e beneficenza, Corrado Sforza Fogliani ha messo a disposizione della collettività gli strumenti e le risorse perché dalle idee e dalla laboriosità scaturissero progetti capaci di farci volare alto. Così, del resto, è stato il suo sguardo sulle cose, anticipatore e portatore di una visione capace di esprimere grandi intuizioni. Ad esempio nel costante richiamo perché si evitassero gli sprechi nella pubblica amministrazione e perché l’affidamento degli incarichi fosse sempre retto dalla competenza. Anche di questo, a maggior ragione nel contesto dell’assemblea consiliare, gli siamo grati, per aver rappresentato un punto di riferimento che la nostra comunità non potrà mai dimenticare. Avremmo forse dovuto, per onorarne il ricordo come nessuno meglio di lui avrebbe potuto fare, affidare alla concisione e all’incisività di un tweet questo omaggio. Anche nella sua scelta – così moderna, così apparentemente lontana dalla profondità e dalla vastità della sua statura intellettuale – di utilizzare i social network come espressione autonoma del pensiero, nella ricerca della sintesi tagliente e dell’ironia graffiante, ha confermato sino in fondo il suo essere fuori dagli schemi, ma soprattutto il suo essere un uomo libero, coraggioso, mai restio nell’affermare pubblicamente ciò che pensava. Ecco il tweet: «Arrivederci Avvocato, Presidente, Corrado, noi tutti ci prenderemo cura di Piacenza anche per te»”.
Nella foto, il Consiglio comunale di Piacenza nel ricordo della morte dell'avvocato Corrado Sforza Fogliani.
«E’ la prima volta che vengo a Piacenza senza che ci sia Corrado ad accogliermi». E’ affranto il presidente dell’Abi-Associazione bancaria italiana Antonio Patuelli, giunto nella giornata di oggi da Ravenna per testimoniare la sua vicinanza alla famiglia e alla Banca di Piacenza dopo la scomparsa del presidente Sforza Fogliani, mancato ieri pomeriggio dopo una breve malattia. Accolto dal presidente del Cda dell’Istituto di credito Giuseppe Nenna e dal vicedirettore generale Pietro Boselli, il presidente Patuelli ha fatto visita al feretro nell’abitazione di via Garibaldi e dato un forte abbraccio alla moglie Antonietta e alla figlia Maria Paola.
Amico da lunga data, Patuelli ha condiviso con il presidente tante battaglie: con il Partito liberale prima e con l’Abi poi (di cui l’avv. Sforza è stato fino a luglio uno dei vicepresidenti). «Solo lunedì scorso - spiega il presidente Abi con la voce rotta dall’emozione - avevo letto la sua consueta rubrica sulla casa de il Giornale. Non ho avuto la percezione della gravità del suo stato di salute. Apprendere della sua scomparsa ha avuto l’effetto di una saracinesca che si abbassa di colpo. Di recente abbiamo lavorato insieme ai libri dedicati a Einaudi. In Abi il suo aiuto era preziosissimo quando si parlava di regole: della legislazione bancaria conosceva tutto, ed era un punto di riferimento fondamentale».
Patuelli non ha dubbi: «Ci lascia un’eredità morale che dovrà guidarci nelle nostre azioni future. Non potrò partecipare ai suoi funerali, perché martedì ho un incontro con il ministro Giorgetti sulla Finanziaria. Me ne dispiaccio, ma è come se sentissi la sua voce che mi dice: “E’ molto meglio che tu vada all’incontro col governo a difendere le banche».
Nella foto, il presidente dell'Abi Antonio Patuelli con Giuseppe Nenna.
Alle ore 12 di questa mattina, lunedì 12 dicembre, è stato osservato, nella sede centrale e in tutte le agenzie e filiali della Banca di Piacenza, un minuto di silenzio in ricordo del presidente esecutivo Corrado Sforza Fogliani, mancato sabato pomeriggio dopo breve malattia. Il presidente del Cda Giuseppe Nenna si è rivolto ai dipendenti sottolineandone le grandi doti professionali e umane. I funerali si terranno martedì 13 dicembre alle ore 11 nella basilica di Santa Maria di Campagna.
C’è posta per i nonni di Gragnano. In questi giorni postini volontari di tutte le età stanno recapitando i biglietti di auguri confezionati dalle bambine e dai bambini delle elementari per gli oltre trecento ultraottantenni del paese. Quest’anno infatti, proseguendo un progetto incentrato sul tema del “Dono”, avviato lo scorso anno e finalizzato a creare relazioni tra generazioni lontane, i bambini delle elementari hanno espresso il desiderio di fare auguri personalizzati a chi è molto più anziano di loro. Lo scorso anno i rapporti erano stati attivati con un gruppo più ristretto di “nonni”: quelli frequentanti il Centro Diurno San Michele e un gruppetto raggiunti da remoto. Sono state tante le domande poste dai bambini ai loro nuovi amici, riguardo la scuola, le feste, i regali dei loro tempi. Curiosità che gli anziani gragnanesi hanno soddisfatto con piacere. “Come spesso accade – spiega il sindaco Patrizia Calza - tra bambini e anziani scattano delle intese particolari, quasi che in queste così lontane fasi della vita emergano capacità di relazione che sembrano perdersi nella vita adulta. Sono davvero commoventi la spontaneità dei piccoli e il divertimento dei vecchietti”.
“Vogliamo ringraziare -aggiunge l’assessore Marco Caviati - il personale docente che sempre collabora con grande competenza alle varie iniziative che vogliono far sentire protagonisti della comunità locale i giovani a partire dai più piccoli”. Già in questi primi giorni il recapito di queste letterine ha creato un po' di scompiglio e qualche anziano ha telefonato in Comune per avere maggiori ragguagli su questi “misteriosi” bigliettini ritrovati nella cassetta della posta. “Chissà che nelle prossime settimane non arrivi anche qualche letterina in risposta”, si chiedono divertiti gli amministratori.
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