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Notizie Varie

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Distribuzione diretta dei farmaci in ospedale, parte Zerocoda

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Ritiro dei farmaci in ospedale, dal 1 agosto sarà possibile accedere alla Distribuzione diretta prendendo appuntamento on line, senza attese o file. L’Azienda Usl di Piacenza ha infatti deciso di estendere il sistema ZeroCoda anche a questo importante servizio, che ogni giorno vede l’accesso di circa 300 persone.
Ritirare i propri medicinali diventerà quindi veloce e facile. Accedendo al sito dedicato (auslpiacenza.zerocoda.it) è già possibile scegliere una data e un orario comodi per recarsi in ospedale. La prenotazione si può fare da computer, smartphone e tablet. Un SMS o una email ai recapiti indicati durante la prenotazione conferma la registrazione dell’appuntamento indicando il numero di prenotazione. Il servizio è semplice e gratuito e non è necessario creare un utente. È possibile prenotare anche per un familiare.
Con un appuntamento ZeroCoda, la persona può presentarsi con qualche minuto di anticipo e accedere direttamente alla sala d'attesa della Distribuzione diretta dei farmaci (collocata nel nucleo antico dell’ospedale di Piacenza, con ingresso da via Taverna 49). Quando il proprio numero di prenotazione compare sul monitor, il cittadino si rivolge direttamente al farmacista e mostra all'operatore il codice di prenotazione (stampato o su smartphone).

“Dopo il successo del sistema Zerocoda per le prenotazioni degli esami di Laboratorio – evidenzia Paola Bardasi, direttore generale dell’Ausl di Piacenza – ampliamo la possibilità anche al ritiro farmaci in ospedale. È un ulteriore tassello del percorso di innovazione che l’Azienda ha intrapreso per essere sempre più vicina alle esigenze della cittadinanza. ZeroCoda, come altri servizi che abbiamo varato negli ultimi mesi, offrono soluzioni concrete e innovative che semplificano la vita dei pazienti e dei loro familiari. In questo caso, in particolare, permettiamo alle persone di risparmiare tempo prezioso in attese e code, consapevoli di quanto oggi per tutti noi sia importante gestire al meglio le proprie giornate”.

“Già da oggi – aggiunge Stefano Fugazzi, direttore Servizi per l'accesso e relazioni con l'utenza – è possibile cominciare a prenotare sul sito per appuntamenti a partire dal 1 agosto. ZeroCoda è stato accolto molto positivamente per gli esami del sangue ed è per questo che da mesi, insieme ai colleghi dell’ICT aziendale (Information e communication technology) siamo al lavoro per ampliare questo sistema di prenotazione ad altre funzioni.
Lo sforzo di semplificare la vita ai cittadini attraverso le innovazioni tecnologiche è un processo al quale teniamo fortemente: nei mesi scorsi abbiamo presentato il nuovo portale dedicato alla scelta e revoca del medico che consente di gestire tutta la procedura on line anche per un familiare; utilizziamo comunicazioni via SMS e abbiamo ampliato la possibilità di ritiro dei referti degli esami del sangue anche in farmacia, così come la riconsegna dei campioni per la ricerca del sangue occulto nelle feci.  Insomma, cerchiamo di fare in modo che le persone non debbano spostarsi da casa o, quando non è possibile, favoriamo prenotazioni, ritiri e pagamenti il più possibile di prossimità, per esempio grazie alla collaborazione con le farmacie. La tecnologia ci offre l’opportunità di fornire servizi digitali da affiancare ai nostri sportelli fisici, per rispondere ai diversi bisogni con maggior efficacia.

“La Distribuzione diretta dei farmaci – conclude Alessandra Melfa, che ha seguito il percorso di attivazione di ZeroCoda e ha guidato in questi mesi la Farmacia territoriale come direttore facente funzioni - è un servizio rivolto ai pazienti dimessi dall’ospedale, ai malati cronici e ai cittadini con piani terapeutici prescritti da uno specialista. È aperta dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 16. Oltre all’accesso diretto, per evitare file e attese, è possibile prenotare un appuntamento on line per un posto dal 1 agosto in poi”. Oltre alla sede dell’ospedale di Piacenza, la Farmacia distribuzione diretta eroga medicinali anche nelle Case della Salute e della Comunità di Piacenza (piazzale Milano), Podenzano e Monticelli e negli ospedali di Castel San Giovanni, Fiorenzuola e Bobbio.

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Pubblicato il 25 luglio 2023

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Ricostruita la storia del Liscio per la candidatura a patrimonio Unesco

Ballo liscio Unesco

Liscio. Una parola che indica un genere di musica da ballo, noto in tutto il mondo, ma che significa anche comunità e unione, così come varietà e peculiarità, poiché abbraccia la tradizione di una terra e di una comunità, quella degli emiliano-romagnoli, che fa tuttora dell’accoglienza e della convivialità proprie ragioni di vita. Un fenomeno, il Liscio, che si è sviluppato attraverso un molteplice intrecciarsi di processi storici, sociali e culturali, senza che venisse mai tradito un segno distintivo, sin all’origine: lo stare insieme. Proprio partendo da questa peculiarità del Liscio, e cioè l’essere comunità, la Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con gli Enti locali e gli operatori del territorio, ha realizzato “Vai Liscio”, progetto di monitoraggio e valorizzazione di quest’autentica tradizione popolare, a partire dal sito www.vailiscio.it. Obiettivo, favorire la condivisione e la raccolta di notizie, video, fotografie, documenti e curiosità di quest’immenso patrimonio e sostenere ulteriormente la sua candidatura a Patrimonio Immateriale Unesco.

“Il progetto- ha spiegato questa mattina in conferenza stampa l’assessore regionale alla Cultura, Mauro Felicori- nasce dall’esigenza di ricostruire la storia del Liscio, ma ancor più di sottolineare quanto oggi questa tradizione sia viva: non è solo un modo di fare musica o danzare, ma anche di vivere e condividere con calore, allegria, dedizione, ed è – oltretutto – un valore fortemente identitario. Ecco cos’è, in sintesi, ‘Vai Liscio’: un’esortazione e un invito alle comunità locali, anche informali, e alla comunità di emiliano-romagnoli nel mondo, agli studiosi e a tutti gli appassionati a far vivere il Liscio”. “Vai Liscio” fa parte delle azioni che si stanno adottando per la costruzione del percorso indirizzato a sostenere, presso il ministero della Cultura, la proposta di candidatura del Liscio per la lista del Patrimonio Immateriale dell’Umanità UNESCO. Come evidenziato nella risoluzione adottata il 1 marzo 2023 dall’Assemblea legislativa regionale, “le tradizioni locali connesse al fenomeno del ‘liscio’ si possono considerare matrici autenticamente popolari di profonde trasformazioni avvenute in Emilia-Romagna”. Il percorso per il riconoscimento dell’importanza del Liscio e della musica “popolare”, e l’attenzione anche internazionale che ne deriverebbe, rappresentano un’opportunità di cui può beneficiare l’intero territorio e un’occasione di crescita, in particolare, per il settore musicale.

IL PROGETTO

Da un lato, l’intento del progetto “Vai Liscio” è quello di costruire una raccolta documentale e una mappatura delle esperienze, dei luoghi e del sapere condiviso; dall’altro, di supportare e incentivare la diffusione di eventi e progetti che ruotano intorno al Liscio. Il sito www.vailiscio.it è, infatti, una piattaforma aperta alla collaborazione di tutti per promuovere il Liscio e testimoniare come, nella sua accezione più ampia, sia – con la sua natura popolare, la diffusione storicamente ampia e il suo carattere inclusivo e intergenerazionale – il racconto vivo di una comunità dall’identità definita e al contempo senza confini.
Con l’obiettivo di favorire la più ampia partecipazione, al centro della struttura del sito c’è un blog al quale tutti possono contribuire: è infatti sufficiente registrarsi ed inviare la propria proposta di contenuto attraverso la compilazione di un form.
I diversi percorsi delineati all’interno di www.vailiscio.it permettono di esplorare temi e territori: nella “comunità del liscio” è possibile scoprire Festival, luoghi per eccellenza di diffusione e aggregazione della comunità; Orchestre, pilastri basilari del Liscio – da I Violini Di Santa Vittoria all’Officina Del Battagliero agli Extraliscio –; i Protagonisti che ne hanno fatto la storia – da Secondo e Raoul Casadei a Tienno Pattacini a Leonida Poluzzi, a Leonildo Marcheselli – e, infine, Testimonianze, uno spazio dove sarà possibile a chiunque condividere con la comunità la propria personale esperienza. Nella “storia del liscio” coloro che desiderano approfondire il tema possono trovare tante informazioni e riferimenti bibliografici e discografici. E, ancora, indicazioni sull’attività di Balere e Scuole di ballo sono disponibili nella sezione dedicata ai “luoghi del liscio”. Non manca una agenda degli appuntamenti con l’indicazione di concerti, serate danzanti, presentazioni, feste, incontri e tutto quanto accade in Emilia-Romagna, aperta alle segnalazioni di tutti coloro che desiderano comunicare un evento. “Casa” del progetto non sarà solo il sito web: per favorire l’interazione e le possibilità di raggiungere un pubblico più ampio sono stati aperti una pagina Facebook, un canale Youtube e un account Instagram.

Pubblicato il 25 luglio 2023

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Giampietro Scaglione è il nuovo direttore dell’unità operativa Prevenzione e protezione dell’ Usl

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Giampietro Scaglione è il nuovo direttore dell’unità operativa Prevenzione e protezione dell’Azienda Usl di Piacenza. La nomina è arrivata nei giorni scorsi da parte del direttore generale Paola Bardasi, dopo una selezione pubblica. L’incarico corona la carriera del professionista, che lavora in Azienda dal 1987. Dopo alcuni anni al servizio di Igiene pubblica, dal 2000 Scaglione operava già nella Prevenzione e protezione al fianco dell’allora direttore Franco Pugliese.
“Siamo molto onorati e felici di questa conferma per un professionista del calibro del dottor Scaglione – ha commentato il direttore Bardasi che, affiancata dal direttore sanitario Andrea Magnacavallo, ha voluto presiedere di persona alla firma complimentandosi personalmente con il nuovo direttore – Da anni supporta l’azienda con la sua lunga esperienza lavorativa, la profonda conoscenza della realtà locale e le spiccate capacità attitudinali altamente qualificate dimostrate. Competenze professionali e manageriali a cui si affiancano conoscenze scientifiche di alto livello indispensabili per assolvere al ruolo di direttore di questa unità operativa così importante per la sicurezza e il benessere dei nostri dipendenti. Auguriamo al dottor Scaglione buon lavoro, sicuri che dimostrerà ulteriormente il suo valore”.
“È una firma che mi dà grandi emozioni – commenta a sua volta il professionista – perché la mia può essere definita una vita dedicata alla prevenzione. Ho esordito in pediatria preventiva e poi ho continuato nel solco di tutelare la salute delle persone: considero fondamentale investire sulla salute e proteggerla prima che possa insorgere un problema. Questa nomina è il coronamento di un percorso professionale che mi ha appassionato e arricchito. Il mio impegno è sempre stato massimo e continuerà a esserlo. Porteremo avanti quanto fatto in questi mesi investendo sul lavoro di squadra per consolidare un percorso di tutela della salute e della sicurezza de lavoratori attraverso l’attenta sorveglianza, la valutazione del rischio e con particolare attenzione alla formazione e all’addestramento sul campo del nostro personale. Recentemente abbiamo inaugurato la nuova aula di formazione e addestramento opportunamente attrezzata per simulare un’area di degenza ospedaliera. Qui si svolgeranno i corsi per una formazione fattiva. Un impegno, quello della tutela della salute dei lavoratori in linea con il Decreto 81 sulla sicurezza, che stiamo portando avanti in stretta sinergia con la direzione strategica nel rispetto dei ruolo e delle competenze e con gli stessi lavoratori. Contemporaneamente proseguiremo negli incontri periodici che già da tempo sono un appuntamento fisso mensile con le rappresentanze dei lavoratori in relazione con le direzioni, il risk management e la direzione della professioni sanitarie”.

Nella foto, da sinistra Andrea Magnacavallo, Giampietro Scaglione e Paola Bardasi.

Pubblicato il 24 luglio 2023

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Sicurezza al centro dell'agenda: il sottosegretario Molteni visita Piacenza


 molteni

L’attenzione alla sicurezza è stata al centro dell’incontro avvenuto a in Prefettura, il 24 luglio, quando il sottosegretario al Ministero dell'Interno, Nicola Molteni, si è confrontato con il prefetto Daniela Lupo e i rappresentanti delle forze dell'ordine locali. L'incontro è stato l’occasione per discutere i punti fondamentali della strategia del Ministero dell'Interno per rafforzare il sistema di sicurezza nazionale.

Impegno su tre fronti

Dopo il tavolo di lavoro, il sottosegretario Molteni ha espresso, in conferenza stampa ai giornalisti, l’impegno del Ministero dell'Interno, per Piacenza, su tre fronti. Il primo obiettivo riguarda l’allargamento degli organici delle forze di polizia: “Per questo sto seguendo con attenzione - ha evidenziato Molteni - le giuste rivendicazioni da parte dei sindacati di polizia locale che rappresentano la volontà di potenziare gli organici. Le forze di polizia pagano alcune scelte sbagliate compiute in passato, mentre nell’ultima legge di bilancio, stanziamo 100 milioni di euro all’anno per dieci anni proprio per coprire non solo il turn over, ma anche per ampliare gli organici”. Avere un numero adeguato di agenti sul campo, è fondamentale per assicurare un intervento rapido e tempestivo in caso di emergenze, nonché per prevenire attività criminali che minacciano la tranquillità della città.

Ma la sicurezza non è solo una questione di uomini e donne in uniforme; è anche una questione di tecnologia. Molteni ha sottolineato il secondo obiettivo: impegnarsi sulla videosorveglianza per ostacolare la criminalità: “Continuiamo a investire - ha affermato il sottosegretario - sulla videosorveglianza, fondamentale strumento di deterrenza e attività investigativa per contrastare la criminalità sui territori, con otto progetti per circa 400mila euro elargiti ai comuni della provincia di Piacenza, con finanziamenti anche per il contrasto alle truffe agli anziani”. La videosorveglianza moderna e strategica può svolgere un ruolo fondamentale nel garantire la sicurezza delle strade e degli spazi pubblici, fornendo un ulteriore livello di protezione per i cittadini.

Infine, un punto di grande importanza per il sottosegretario è stato il terzo obiettivo: la riforma della polizia locale. “Una riforma non solo ordinamentale, - ha sottolineato Molteni - ma per consentire di assumere più agenti per alzare il livello della sicurezza”. Ciò consentirà di affrontare meglio le sfide specifiche delle diverse realtà territoriali e garantire una più stretta collaborazione tra le forze dell'ordine a livello locale e nazionale.

Sui migranti

Sul tema dell’immigrazione, che a Piacenza è molto sentito per l’alto numero di stranieri, un argomento collegato all’accoglienza, papa Francesco in Ungheria, su questo assunto, ha richiamato l’Europa all’urgenza di “lavorare a vie sicure e legali” per i migranti, “a meccanismi condivisi di fronte a una sfida epocale che non si potrà arginare respingendo, ma va accolta per preparare un futuro che, se non sarà insieme, non sarà”. Molteni ha preferito glissare su una domanda dei giornalisti riguardo ai lunghi tempi per il rinnovo dei permessi di soggiorno. La questura di Piacenza, come quella delle altre città, ha lunghe file di persone, con bambini, in attesa sotto il sole, con extracomunitari che dormono all’addiaccio sulla strada, in attesa di poter entrare in questura. Su questo tema Il Nuovo Giornale ha sentito recentemente mons. Gian Carlo Perego, presidente della Fondazione Migrantes della Cei che diceva: “Gli strumenti di controllo e di riconoscimento dei migranti sono le questure e siamo passati da 50mila a 5 milioni di persone, ma gli uffici sono sempre gli stessi e le file nelle questure in tutta Italia le vediamo coi nostri occhi. Quindi, certamente ci deve essere un’attenzione diversa anche nella risoluzione del tema del rinnovo dei permessi di soggiorno. Già dieci anni fa chiedevamo che il primo permesso di soggiorno, che riconosce la persona, sia dato dalla questura, ma il secondo e gli altri siano affidati al Comune che è più sul territorio, che conosce le famiglie e i problemi delle persone, che stabilisce una continuità di presenza e non al corpo di polizia, facendo fare delle file interminabili”.
Nel complesso la visita di Nicola Molteni a Piacenza ha però dimostrato che il governo sta dedicando attenzione e risorse significative per garantire la protezione dei cittadini. La collaborazione tra il ministero dell'Interno, le forze dell'ordine locali e i cittadini è essenziale per costruire una società più sicura e protetta.

Riccardo Tonna

Nella foto, il sottosegretario al Ministero dell'Interno Nicola Molteni in Prefettura a Piacenza.

Pubblicato il 25 luglio 2023

  

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Agroalimentare. In Emilia-Romagna nel 2022 ha continuato a crescere

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L’Emilia-Romagna si conferma il cuore agroalimentare del Paese. Aumenta il fatturato agricolo regionale, dopo la battuta d’arresto negli anni della pandemia, con un valore della produzione che si è attestato attorno ai 5,8 miliardi di euro, registrando un incremento su base annua di 455 milioni di euro, pari all’8,5% in più. Un settore che è la seconda voce di export dell’intera regione. A confermarlo sono i dati del “Rapporto Agroalimentare 2022” – presentato questa mattina a Bologna - che mettono in rilievo un sistema economico importante per l’Emilia-Romagna, capace di tenere e crescere. L’analisi è stata realizzata in collaborazione tra la Regione (Assessorato Agricoltura e agro-alimentare, caccia e pesca) e Unioncamere Emilia-Romagna, con il contributo di Art-ER.
Ai lavori - aperti dall’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi – sono intervenuti Guido Caselli (Unioncamere Emilia-Romagna), Valtiero Mazzotti (Regione Emilia-Romagna), Roberto Fanfani e Valerio Veronesi, vicepresidente Unioncamere Emilia-Romagna. Tutti i contenuti dell’indagine sono disponibili sul portale della Regione al link https://regioneer.it/RapportoAgroalimentare2022 unitamente al 7^ Censimento generale dell’agricoltura (https://regioneer.it/7Censimento ).
Questo nell’anno spartiacque per l’agricoltura emiliano romagnola. Quello prima dell’alluvione del maggio scorso che ha drammaticamente compromesso, nel breve e medio periodo, produzione e trasformazione: la superficie agricola colpita è pari al 42% di quella in disponibilità su tutto il territorio dell’Emilia-Romagna e dalla ricognizione inviata al Dipartimento nazionale di Protezione civile, la stima del numero di imprese agricole e agroindustriali danneggiate è di circa 9mila aziende, e i danni complessivi si aggirano attorno a 1,1 miliardi di euro.
“Bene questo trend positivo del comparto. Risultati che si inseriscono, purtroppo, nella situazione lasciata da un’alluvione senza precedenti, a causa della quale agricoltura e agroalimentare hanno subito i danni maggiori dal punto di vista economico- ha detto l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi- Infatti, il quadro tra le campagne e le colline vede terreni produttivi completamente sradicati e franati, l’asfissia dei terreni per l’accumulo di limo, gli allevamenti allagati, i danneggiamenti irreversibili alle infrastrutture viarie vicinali e poderali, le rotture degli impianti di irrigazione, i danni idrogeologici e spondali”.
“Ora per sollevare il comparto, bisogna -ha aggiunto l’assessore Mammi- avere la capacità di tenere insieme emergenza e ricostruzione, aiuti alle imprese e rilancio dell’export agroalimentare dell’Emilia-Romagna. Non possiamo correre il rischio di cedere il passo sull’agroalimentare, perdendo competitività. La Regione sta cercando di fare la propria parte, e attendiamo nel frattempo l’attuazione sul territorio dei decreti del Governo”.

“La forte vocazione agroalimentare dell’Emilia-Romagna, fa sì che il comparto, a monte di molte filiere produttive, possa essere percepito come un microcosmo che anticipa dinamiche globali e trasversali a tutti i settori – ha detto il vicepresidente di Unioncamere Emilia-Romagna, Valerio Veronesi -. È il primo a essere esposto ai cambiamenti climatici e al tema della sostenibilità, a dover fare i conti con l’invecchiamento della popolazione, le nuove scelte dei consumatori, la capacità di combinare la qualità con tecnologie digitali avanzate. È un laboratorio chiamato ad affrontare sfide importanti. La prima, legata all’emergenza, è l’esigenza di far ripartire il prima possibile le tante imprese agricole colpite dall’alluvione, attraverso risorse per i ristori e scelte per la ricostruzione. La seconda è portare la Food Valley nel mondo, ampliando i flussi commerciali verso l’estero e, al tempo stesso, farne elemento di attrattività per l’industria turistica valorizzando l’intreccio tra eccellenze dell’enogastronomia, paesaggio, arte, cultura e qualità artigiana. Infine, il ricambio generazionale dove le soluzioni vanno ricercate esplorando percorsi nuovi”.

Il Rapporto mette in evidenza come la tensione dei prezzi delle materie prime, determinato dal conflitto in Ucraina, abbia portato ad un consistente incremento dei costi intermedi aumentati del 24% che hanno conseguentemente ridotto la redditività delle imprese. Il valore della produzione si è attestato attorno ai 5,8 miliardi di euro, registrando un aumento su base annua di 455 milioni di euro, pari ad un incremento percentuale dell’8,5%. Gli allevamenti hanno contribuito in maniera più rilevante all’aumento complessivo del fatturato agricolo regionale, con una crescita di quasi 250 milioni di euro, mentre l’incremento dei ricavi del settore vegetale è risultato invece più contenuto con un aumento di quasi 210 milioni di euro pari al +7,5%. La produzione per le 44 Dop e Igp (a cui aderiscono ad almeno una filiera oltre 5.800 imprese) aumenta di ben 12 punti percentuali rispetto al 2021, in recupero dopo la congiuntura dominata dall’emergenza sanitaria. L’Emilia-Romagna si colloca al primo posto per le Dop e Igp alimentari (3,11 miliardi di euro, il 39% del valore nazionale) e al settimo in quello vitivinicolo (486 milioni di euro). Nel 2022 le esportazioni dell’Emilia-Romagna di prodotti agroalimentari hanno sfiorato i 9.300 milioni di euro, quasi il 16 per cento di quanto venduto all’estero dall’Italia.

Il Rapporto agroalimentare in sintesi

Produzione. Il valore della produzione che si è attestato attorno ai 5,8 miliardi di euro, registrando un aumento su base annua di 455 milioni di euro, pari ad un incremento percentuale dell’8,5%. Gli allevamenti hanno contribuito in maniera più rilevante all’aumento complessivo del fatturato agricolo regionale, con una crescita di quasi 250 milioni di euro (+9,6%) rispetto al 2021, grazie al contributo determinante di carni (+25%) e uova (+17,6%). L’incremento dei ricavi del settore vegetale è risultato invece più contenuto - con un aumento di quasi 210 milioni di euro pari al +7,5% con una notevole differenza nell’andamento dei diversi comparti: a fronte dei lievi incrementi di cereali (+2,1%), patate e ortaggi (+2,3%) o dei cali di piante industriali (-4,4%) e vino (-9,3%) si segnala infatti la forte crescita di frutta (+26%) e colture sementiere (+42,5%). Industria alimentare e delle bevande. L’andamento dell’attività produttiva dell’industria alimentare e delle bevande ha subito un progressivo rallentamento nel corso dello scorso anno, che si è avviato fin dal primo trimestre ed è stato particolarmente sensibile nel secondo semestre, tanto che l’industria alimentare e delle bevande ha ottenuto l’aumento della produzione più contenuto nel 2022 (+3,0 per cento).

Le imprese regionali. A fine 2022 avevano sede in regione 4.644 imprese attive nell’alimentare - pari al 7,7 per cento delle imprese della stessa industria italiana – avendo perso 100 imprese in un anno (-2,1 per cento), con la perdita più ampia rilevata negli ultimi dieci anni che ha contribuito alla riduzione di 191 imprese subita negli ultimi cinque anni (-4,0 per cento). L’andamento della base imprenditoriale dell’alimentare italiano è risultato meno pesante sia lo scorso anno (-1,3 per cento), sia nel medio periodo (-2,5 per cento). In regione, le imprese dell’alimentare e bevande mostrano una concentrazione nella fascia da 10 a 99 addetti lievemente inferiore rispetto a quella del complesso della manifattura. Nel 2022 gli addetti medi delle unità locali attive in regione nell’industria alimentare e bevande sono risultati 64.444 pari al 13,4 per cento degli addetti dell’industria manifatturiera regionale e al 13,2 per cento degli addetti dell’industria alimentare e delle bevande italiana.

Pubblicato il 24 luglio 2023

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