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Notizie Varie

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Archivi e biblioteche religiose, Cei e Regione insieme per la valorizzazione

Accordo Cei e Regione biblioteche religiose

Valorizzare e rendere fruibile a un pubblico più ampio il grande patrimonio culturale custodito negli archivi e nelle biblioteche ecclesiastiche e religiose che si trovano in Emilia-Romagna. Con questo obiettivo, la Giunta regionale ha approvato una convezione di durata triennale (2026-2028) tra Regione e Conferenza Episcopale dell’Emilia-Romagna che include la promozione di bandi dedicati al potenziamento dei servizi, dell’accessibilità e catalogazione di biblioteche e archivi storici diocesani, monastici, conventuali, parrocchiali, religiosi e della loro integrazione all’interno dell’organizzazione bibliotecaria regionale. La Regione si impegna a finanziare i progetti presentati dagli Istituti ecclesiastici ammessi a contributo per un totale di 100mila euro per ciascuno dei tre anni della durata della convenzione. Per la prima volta potranno quindi accedere a un Avviso dedicato sulla base di priorità, obiettivi e modalità definiti con la Cei Emilia-Romagna, in una logica di sistema. Prima, l’accesso ai contributi pubblici da parte di biblioteche ecclesiastiche o religiose avveniva attraverso singole convenzioni con i soggetti titolati di tali istituti. Il nuovo accordo, invece, intende includere un maggior numero di beneficiari in una visione più integrata, così che il prezioso patrimonio custodito negli archivi e nelle biblioteche possa essere più facilmente disponibile, conosciuto, letto, condiviso, studiato, dopo l’opportuna catalogazione, in molti casi non ancora realizzata.

“Nella Giornata nazionale della lettura siamo veramente soddisfatti di dare questa notizia - sottolinea l’assessore regionale alla Cultura, Gessica Allegni -. Parliamo di un accordo innovativo, che ha la finalità principale di rendere sempre più accessibile a cittadini e cittadine il maggior numero di volumi possibile e di ampliare così la possibilità di conoscenza, lettura e studio. Contribuiamo a sostenere, per esempio, interventi di catalogazione e miglioramento delle sale di consultazione, rendendo disponibile un numero maggiore di fondi librari e spazi più ampi per lo studio e la ricerca”. “Si tratta di un insieme di beni di straordinario valore e interesse pubblico, che include libri antichi, documenti preziosi a testimonianza di passaggi storici delle nostre comunità e non solo. Un tesoro, un’eredità culturale - aggiunge Allegni - da valorizzare e integrare al meglio nel sistema bibliotecario regionale. Pensiamo che questo possa essere un primo passo sostanziale per un più ampio lavoro comune nel settore del patrimonio culturale”.
Il patrimonio conta circa mezzo milione di volumi, solo per quanto riguarda i fondi librari catalogati. Il sistema delle biblioteche ecclesiastiche, di proprietà di diocesi, parrocchie, seminari e uffici diocesani, delle biblioteche religiose, di proprietà di Ordini religiosi, congregazioni o monasteri, degli archivi ecclesiastici e religiosi conta in Emilia-Romagna circa 90 biblioteche e circa 45 archivi di varie dimensioni e di grande valore storico e documentario. Oltre a libri antichi e moderni, si possono trovare collezioni di testamenti, documenti con le gestioni amministrative e scolastiche dei collegi, registri battesimali di secoli passati, carteggi, cronache e memorie, fotografie, manoscritti decorati.

LA CONVENZIONE TRA REGIONE E CEI EMILIA-ROMAGNA

La Convezione si fonda su uno spirito di leale collaborazione tra la Regione e la Conferenza Episcopale dell’Emilia-Romagna, nel rispetto delle specifiche identità istituzionali degli enti ecclesiastici e della peculiarità dei beni archivistici e bibliotecari da essi custoditi. La Regione Emilia-Romagna favorisce (ai sensi dell’art. 6, comma 3, della legge regionale n.18 del 24 marzo 2000) interventi volti a migliorare l’organizzazione, i servizi e l’accessibilità degli istituti ecclesiastici, promuovendone l’integrazione nelle reti bibliotecarie e documentarie regionali, nello spirito di collaborazione di cui all’art. 12 dell’Accordo di revisione concordataria tra la Repubblica italiana e la Santa Sede. Allo scopo la Regione finanzierà la convenzione con 100mila euro annui per il triennio 2026-2028. La Conferenza Episcopale si impegna, nello spirito di collaborazione di cui all’art. 12 dell’Accordo di revisione concordataria tra la Repubblica italiana e la Santa Sede, a garantire la fruibilità del patrimonio culturale conservato presso gli istituti ecclesiastici, assicurando il flusso dei dati verso le reti bibliotecarie territoriali per concorrere alla realizzazione di servizi comuni, nel rispetto della propria identità istituzionale e delle tutele necessarie alla salvaguardia dei documenti.

I programmi triennali potranno includere, in via non esclusiva, l’attivazione di nuovi servizi, l’introduzione di tecnologie innovative, interventi di catalogazione, conservazione, restauro, digitalizzazione del patrimonio documentario e iniziative di promozione del patrimonio culturale, l’adeguata conservazione dei beni librari antichi. Gli istituti ecclesiastici che intendono accedere ai finanziamenti dovranno seguire la procedura stabilita nell’Avviso bandito dalla Conferenza Episcopale. I contributi saranno liquidati dalla Regione direttamente alla Cei Emilia-Romagna e da questa agli istituti beneficiari.

Pubblicato il 29 marzo 2026

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«Instancabile dedizione in difesa dei valori della nostra terra»: premio a Danilo Anelli


Danilo Anelli con i soci della Famiglia Piasinteina

“Un riconoscimento per una carriera associativa d’eccellenza di chi si è fatto custode della piacentinità… Un razdur con spirito di servizio a cui si deve la felice intuizione di far diventare il President il luogo dei piacentini dove teatro (dialettale) e solidarietà s’incontrano… Essere piacentini è un atto d’amore quotidiano e instancabile è la sua dedizione in difesa dei valori più autentici della nostra terra”. Questi alcuni passaggi della motivazione dell’assegnazione da parte del Consiglio direttivo della Famiglia Piasinteina del premio “Piacentino benemerito” 2026 al suo presidente Danilo Anelli. Motivazione letta da Cesare Ometti nel corso della cerimonia di consegna dell’onorificenza che si è svolta al PalabancaEventi (gentilmente concesso) in una gremita Sala Corrado Sforza Fogliani. Una serata condotta dal giornalista Robert Gionelli, che ha ricordato come l’elenco dei premiati sia molto nutrito (più di 70, perché tanti sono gli anni di impegno della Famiglia nella promozione della cultura popolare piacentina). Il primo fu, nel 1953, Pino Dordoni, fresco campione olimpico; l’anno successivo toccò a Egidio Carella. Impossibile citarli tutti: tra quelli ricordati, Alberto Cavallari, il card. Agostino Casaroli, Corrado Sforza Fogliani (nel 1995, quando la tradizione del premio fu ripresa dopo un’interruzione).

La consegna della medaglia d’oro a Danilo Anelli da parte della vicepresidente della Famiglia, Francesca Farina, è stata salutata da un lungo applauso, a cui è seguita la lettura – a cura del prof. Fausto Frontini – di un messaggio di tutti i soci dell’associazione rivolto al premiato: “Vogliamo congratularci con te e ringraziarti per tutto quello che hai fatto e che fai per guidare questo sodalizio con uno sguardo attento e disponibile all’organizzazione dell’attività, volta a trasmettere un forte senso di appartenenza alla città, con indomabile slancio”.

La cerimonia si era aperta con i saluti introduttivi del presidente della Banca di Piacenza Giuseppe Nenna e del sindaco Katia Tarasconi ed è proseguita con una chiacchierata tra il razdur e Robert Gionelli, nel corso della quale il premiato non ha nascosto il suo disagio nel trovarsi protagonista dopo che per tanti anni aveva lui condotto il momento dell’assegnazione dell’onorificenza. Iscritto alla Famiglia dal 1985, Anelli – che diventò razdur il 27 marzo 1997 sostituendo Aldo Rossi – ha sottolineato il ruolo fondamentale dei volontari e, chiamato a scegliere l’iniziativa di cui va più orgoglioso, ha ricordato il corso di dialetto diventato scuola intitolata a Paraboschi, la rassegna dialettale dedicata a Sforza e la collaborazione con le scuole. «A chi dedico questo premio? A chi mi vuole bene, ai tanti amici che mi sono accanto».

L’incontro si è concluso con l’intervento della storica dell’arte Laura Bonfanti che ha brevemente spiegato la storia e le caratteristiche di Palazzo Galli, non prima di aver ricordato il significativo passaggio di uno scritto di Corrado Sforza Fogliani (titolo, Con tanta amicizia e tanta semplicità, del 1978), nel quale spiegava il suo avvicinamento alla Famiglia Piasinteina: I miei primi approcci” con la Famiglia risalgono all’autunno 1953. Avevo allora 15 anni, e scrivevo qualche articolo sulla Libertà. Scrivevo di castelli, sostanzialmente traducendo in italiano le cronache dei tempi andati. La notizia della costituzione di un’associazione (un sodalizio, come si cominciò subito a dire, subito ricordando il vincolo solidale, la solidarietà tra i suoi componenti) la notizia dunque della costituzione di un sodalizio per la valorizzazione di tutto quello che era piacentino, non poteva non interessarmi. Leggevo le cronache delle riunioni costitutive, mi interessavano fuor di misura. Le divoravo, e con loro i nomi dei promotori (Carella, Lommi, Ambrogio, e tanti altri: tutti personaggi inavvicinabili, che per me erano un qualcosa di irraggiungibile). Poi, il gran passo: quando la Libertà pubblicò che erano aperte le adesioni, mi feci avanti. Le adesioni si ricevevano tra l’altro all’Ente Turismo, in via Cavour. Era un botteghino, allora, tutto privato, tutto basato sulla buona volontà, la forza d’animo, la capacità di iniziativa di Aldo Ambrogio. […] Mi affacciai, dunque, alla “bottega” di Aldo Ambrogio con tanto entusiasmo, ma anche con tanti timori. Mi avrebbero accettato? Avrebbero accettato un bambino? O, forse, era un circolo “esclusivo”? Mi avrebbero, dunque, accolto? Ambrogio mi accolse a braccia aperte. E subito capii che l’atmosfera era quella, l’atmosfera della cordialità e dell’amicizia.

Nella foto, Danilo Anelli con i soci della Famiglia Piasinteina.

Pubblicato il 28 marzo 2026

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Lilt Piacenza, il 28 e il 29 marzo banchetti in Piazza Cavalli

Banchetti2

Nel 2025 in Italia si sono registrate circa 390 mila nuove diagnosi di tumore, un dato che sottolinea l'importanza di promuovere una cultura della prevenzione e di adottare corretti stili di vita. Questa è la mission principale di Lilt Piacenza che, come ogni anno, promuove la settimana nazionale oncologica prevista dal 21 al 29 marzo. In questo contesto, l'associazione organizza una serie di iniziative per sensibilizzare la cittadinanza sull'importanza della prevenzione e della diagnosi precoce. In particolare, in città saranno allestite delle postazioni informative dove i volontari Lilt saranno a disposizione per distribuire materiale informativo sulle iniziative dell'associazione e promuovere la cultura della prevenzione.
Dopo l’apertura di sabato 21 marzo, i banchetti saranno presenti ancora sabato 28 tutto il giorno e domenica 29 marzo la mattina, in Piazza Cavalli davanti al negozio Max Mara.
I cittadini potranno così ricevere informazioni preziose e consigli utili per la propria salute, e avranno la possibilità di unirsi alla comunità di Lilt Piacenza nella lotta contro il cancro.

Pubblicato il 27 marzo 2026

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Cittadinanza europea, partecipazione e diritti: disponibili 270mila euro per le associazioni

Contributi associazioni Europa e cittadinanza

Conferenze, workshop, festival, mostre, attività di formazione e sensibilizzazione, ma anche percorsi di europrogettazione e sviluppo di competenze per accedere ai fondi europei. Sono alcune delle iniziative che potranno essere finanziate con il nuovo bando della Regione Emilia-Romagna, dedicato alla promozione della cittadinanza europea. Per l’edizione 2026 del bando sono disponibili complessivamente 270mila euro, destinati a sostenere progetti di enti locali, associazioni, fondazioni e soggetti senza scopo di lucro in grado di rafforzare la conoscenza delle politiche e delle opportunità offerte dall’Unione europea e la partecipazione attiva dei cittadini alla vita democratica dell’Ue. L’iniziativa sostiene progetti coerenti con le priorità strategiche regionali: dall’Europa dell’innovazione, per affrontare le sfide della transizione verde e digitale, all’Europa dei diritti, per promuovere inclusione, parità di genere e coesione sociale. Spazio anche all’Europa delle cittadine e dei cittadini, per rafforzare la partecipazione democratica, e all’Europa dello sviluppo territoriale, con iniziative che aiutino gli enti locali a progettare e accedere ai finanziamenti europei. Particolare attenzione sarà riservata ai progetti che si collegano agli obiettivi dell’Agenda 2030, coinvolgono attivamente giovani e donne, promuovono il dialogo tra cittadine, cittadini e istituzioni e utilizzano strumenti innovativi e digitali per contrastare la disinformazione e sviluppare senso critico. “Con questo provvedimento - afferma l’assessore regionale ai Rapporti con l’Ue, Alessio Mammi - rafforziamo il nostro impegno per una cittadinanza europea sempre più consapevole e partecipata. Vogliamo sostenere progetti capaci di tradurre i valori europei in esperienze concrete tra le persone e nei territori, promuovendo partecipazione democratica, inclusione e solidarietà. Portare l’Europa dentro le comunità significa creare occasioni di incontro, conoscenza e confronto sulle politiche e sulle opportunità offerte dall’Unione, ma anche sviluppare competenze utili per accedere ai programmi e ai finanziamenti europei. È un lavoro che vogliamo costruire insieme ai territori, coinvolgendo soprattutto le nuove generazioni e rafforzando il dialogo tra istituzioni e comunità locali”.

IL BANDO

Le proposte progettuali si articolano in due ambiti. Il primo riguarda iniziative rivolte alla comunità regionale (Tipologia A), che comprendono attività culturali, educative e formative – come conferenze, workshop, festival, mostre, percorsi di sensibilizzazione, scambio di buone pratiche e progetti di comunicazione anche digitale – finalizzate a diffondere i valori europei e rafforzare la partecipazione delle cittadine e dei cittadini. Il secondo ambito si riferisce a progetti di rafforzamento istituzionale (Tipologia B), rivolte agli enti territoriali, che prevedono azioni di capacity building, formazione su politiche e programmi europei, sviluppo di competenze per la progettazione e gestione dei fondi Ue, costruzione di partenariati e valorizzazione dei risultati dei progetti finanziati. Per la tipologia B sarà data priorità ai progetti che rafforzano le capacità di programmazione e co-progettazione degli enti e valorizzano le reti territoriali già esistenti. Il contributo regionale potrà coprire fino al 70% dei costi dei progetti (80% per specifiche tipologie di territori), per un importo compreso tra 5mila e 20mila euro. I progetti dovranno essere realizzati nel corso del 2026.

LE DOMANDE

Possono presentare domanda Comuni, Unioni di Comuni, Città metropolitana e Province, oltre ad associazioni, fondazioni e altri enti del terzo settore con sede o operatività in Emilia-Romagna e con esperienza nella promozione della cittadinanza europea. Ogni soggetto potrà presentare una sola proposta progettuale, che sarà valutata tramite procedura a graduatoria sulla base della qualità, della coerenza con gli obiettivi regionali, del grado di innovazione e dell’impatto sul territorio. Le domande dovranno essere presentate esclusivamente online attraverso la piattaforma regionale Siber, dalle ore 11 del 26 marzo 2026 alle ore 16 del 30 aprile 2026.

Pubblicato il 28 marzo 2026

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A Pasqua sboccia la primavera in Emilia

pasqua


La primavera trasforma l'Emilia in un palcoscenico straordinario. Tra le province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia, il territorio di Visit Emilia — la Terra dello Slow Mix tra natura, cultura e enogastronomia: Visit Emilia | Vivi la Primavera in Emilia — si anima di esperienze speciali pensate per chi vuole vivere le festività pasquali, tra castelli leggendari, cibo d’autore ed esplorazioni naturalistiche. Ecco una selezione di proposte per grandi e piccoli, da vivere tra Pasqua e Pasquetta 2026

Nei castelli, tra avventura, misteri e falchi in volo
I bellissimi Castelli dell’Emilia, a Pasqua diventano teatro di avventure indimenticabili. Al Castello di Contignaco, nei dintorni di Salsomaggiore Terme (PR), nei weekend dal 28 marzo al 6 aprile si moltiplicano le proposte. Per le famiglie con bambini dai 4 ai 14 anni, la Caccia al Tesoro Pasquale (ore 10.45 e 15.00) guida i piccoli esploratori tra favole rinascimentali, mostri danteschi e uova di Pasqua nascoste nel bosco, con mappe e taccuino del viaggiatore alla mano. Per gli adulti, l'Escape Castle "La Magia e gli Enigmi del Castello" (ore 11.15, 15.30, 17.30) propone una visita guidata seguita da un gioco crittografico medievale con codici cifrati, enigmi danteschi e un cryptex da aprire, disponibile anche in versione serale a lume di candela (alle ore 21:00 solo il sabato 28, sabato 4 e domenica 5). Al termine del gioco, chi lo desidera potrà fare una visita guidata completa del Castello e partecipare ad una degustazione guidata di vini, magari abbinati ai salumi e al Parmigiano Reggiano prodotto dall’azienda agricola del Castello.
Al Castello di Gropparello (PC), uno dei più antichi d'Italia, risalente al IX-XII secolo, dal 3 al 6 aprile si può partecipare ad una visita naturalistica agli ambienti botanici e geologici lungo gli antichi camminamenti, immergersi nelle storie e nelle meraviglie del maniero partecipando ad una visita guidata e pranzare alla Taverna Medievale con un menu di tre portate. Per i più piccoli, il Parco delle Fiabe trasporta i bambini in un'avventura tematizzata sull'uovo di drago rubato dalla strega del bosco, da recuperare con l'aiuto dei cavalieri del Castello.
Il 6 aprile, nella splendida cornice del giardino del Castello di Sala Baganza (PR), che ospita il Museo del Vino, ci si diverte tra uova colorate, giochi e indovinelli con una caccia al tesoro a squadre. Sempre il lunedì di Pasquetta, il Castello di Tabiano a Salsomaggiore Terme (PR) ospita spettacolari voli di aquile e gufi con due show di falconeria alle ore 11:00 e 17:00, alternati a visite guidate tra affreschi, cantine a volta, terrazze panoramiche e l'antica biblioteca.

Esperienze enogastronomiche: vino, formaggi e picnic tra i filari
L’Emilia, si sa, è la terra dell’enogastronomia, dove nascono tra i più importanti prodotti tipici, riconosciuti in tutto il mondo, come il Parmigiano Reggiano, il Prosciutto di Parma, l’Aceto Balsamico di Reggio Emilia, vini d’autore e tante prelibatezze. Alla Cantina Visconti Vigoleno di Vigolzone (PC) dal 3 al 6 aprile si celebra la Pasqua e Pasquetta in Cantina con quattro giorni tra assaggi, passeggiate tra vigne e ulivi, visite alle botti e piatti rurali dei colli emiliani.
Il 4 aprile, nelle colline intorno al romantico Castello di Torrechiara a Langhirano (PR) torna il Wine Trek: circa 8 km di cammino (dislivello 300 m, difficoltà medio-facile) accompagnati dalle guide GAE di Camminalibera, con visita alla Cantina La Bandina e picnic tra i filari a base di formaggi locali, Prosciutto di Parma, pane artigianale e tre vini in abbinamento.
A Reggio Emilia, il 4 aprile (e il 1° maggio) è in programma un Trekking con visita al Caseificio: 12 km con 500 metri di dislivello, con degustazione di Parmigiano Reggiano inclusa.
Per assaporare un pranzo speciale sulle rive del Grande Fiume, la destinazione è La Finestra sul Po a Monticelli d’Ongina (PC). Per fare un percorso enogastronomico tra tradizione e alta cucina, bisogna andare al Ristorante Prater a Sant’Ilario d’Enza (RE): il menu spazia dalla torta pasqualina al culatello, dai cappelletti in brodo ad una scenografica bomba di riso al Parmigiano Reggiano.

Città d’arte, storia e musei insoliti da scoprire
A Bardi (PR) il country-chic B&B Il Pozzo e la Macina ospita un ciclo di Domeniche d'Arte da non perdere. Il 22 marzo, a partire dalle 15.30, la storica dell'arte Chiara Palumbo guida un percorso simbolico sull'uovo dall'antichità all'arte contemporanea, con workshop di decorazione pasquale a cura di Lorena Terenghi. Il 12 aprile (17.30-19.30) è invece la volta di "Calici e Capolavori", una serata sul vino nell'arte accompagnata da degustazioni guidate con il sommelier AIS Stefano Costa.
A Reggio Emilia, il tour "Chiostri e Conventi — Reggio mistica e monastica" svela i luoghi sacri nascosti della città — dai Chiostri di San Pietro e San Domenico alla storia dei Cavalieri Templari — ogni domenica dalle 10.30 alle 12.30.
Il Museo Guatelli di Collecchio (PR) il 12 aprile organizza dalle 15:30 un pomeriggio dedicato ai più piccoli con le letture ad alta voce di Passastorie, racconti negli spazi e tra i circa 60mila oggetti della collezione.

Emozioni nella natura, tra trekking, parchi avventura e asini
Gli amanti dell'aria aperta hanno solo l'imbarazzo della scelta. Il 29 marzo, tra i sentieri di Costamezzana (PR), l'escursione "Non chiamatele erbacce!" propone 10 km tra le colline primaverili alla scoperta delle erbe spontanee insieme a una guida erborista.
Il 4 aprile riapre ufficialmente Cerwood, il parco avventura più grande d'Italia, immerso in una faggeta secolare a Cervarezza Terme (RE): 25 percorsi acrobatici tra gli alberi, piste Tubby, minigolf e tiro con l'arco, dalle 10.00 alle 19.00 ogni weekend e giorno festivo. Il 2 e 3 aprile, ad Asinopoli di Sala Baganza (PR), si può trascorrere un pomeriggio diverso con gli asini. Tante le attività, tra approccio guidato agli animali, laboratori di lettura emozionale e un workshop sulla spesa consapevole in campagna. Dalle 14.30 alle 18.00.
Il Museo Guatelli organizza il 26 aprile un trekking “Verso i luoghi della Sacca”, un percorso lungo il fiume seguendo i racconti dei testimoni e gli scritti di Ettore Guatelli, dalla sede del Parco di Giarola al Museo, sulla scia dei ricordi, delle pratiche tradizionali, delle attività che da sempre legano la vita degli uomini al fiume.

Pacchetti e tour per esplorare l'Emilia a Pasqua
All’Hotel Elite di Salsomaggiore Terme (PR) si celebra la Pasqua in famiglia dal 3 al 7 aprile, con un soggiorno in pensione completa, comprensivo di pranzi di gala di Pasqua e Pasquetta, sconti all’outlet Fidenza Village e convenzioni con il Labirinto della Masone e il T-Spatium di Tabiano.
Per chi vuole esplorare il territorio, il tour operator Itinere propone due pacchetti di 3 giorni pensati per scoprire l'Emilia autentica, dagli Appennini al Grande Fiume.

Il tour "Le Cooperative di Comunità del Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano" porta i viaggiatori nel cuore dell'Appennino Reggiano, tra borghi, sentieri e incontri con le realtà locali che custodiscono tradizioni. Si parte da Cerreto Alpi tra mulini ad acqua e metati per le castagne; si prosegue a Rigoso e poi a Succiso, ospiti di un agriturismo. Il terzo giorno è a Ligonchio, con un'escursione guidata alla Big Bench e alla cornice panoramica, con pranzo in rifugio incluso. Il pacchetto comprende due pernottamenti in mezza pensione, i trasferimenti in pullman e tutti gli incontri con le cooperative.

Il tour "Dalle Punte al Po" è invece un viaggio tra gli estremi geografici dell'Emilia: si comincia in quota, con un'escursione in e-bike alla Pietra di Bismantova a Castelnovo ne' Monti (RE), la formazione rocciosa che ispirò anche Dante; si scende poi a Reggio Emilia per una visita al Caseificio del Consorzio delle Vacche Rosse con degustazione di tre stagionature di Parmigiano Reggiano DOP e un pomeriggio di trekking tra la Via Matildica e il Sentiero Spallanzani. Il terzo giorno, a Boretto, ci si imbarca sul Po per un'escursione in barca con sbarco su spiaggia selvaggia e aperitivo con i piedi nella sabbia.

Pubblicato il 27 marzo 2026

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