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Notizie Varie

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«Mondo aperto» cerca insegnanti

Corso

Aaa... cercasi insegnante con specializzazione in insegnamento dell’italiano agli stranieri o con esperienza in questo settore: l’associazione “Mondo Aperto Aps” a inizio febbraio partirà con un nuovo corso di livello B1 rivolto in particolare alle mamme. Si tratta di una delle iniziative del progetto “Laboratori di cittadinanza”, avviato grazie a dieci associazioni - capofila “Mondo Aperto” - approvato dalla Regione e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Un lavoro articolato in incontri sull’educazione aperti a tutti (tra i relatori, il pedagogista Pierpaolo Triani), in un percorso mensile su alcune parole-chiave come cittadinanza, scuola, salute (l’associazione “Matita Parlante” ne proporrà una sintesi video), nella formazione di volontari con la supervisione della professoressa Elisabetta Musi della “Cattolica”. 

Altro tassello è il corso di italiano di 50 ore che si terrà due pomeriggi a settimana dalle ore 14 alle 16 alla Primaria “Alberoni”, destinato alle mamme straniere, che potranno usufruire di uno spazio bimbi animato da volontari. L’insegnante che doveva tenere il corso non riesce più a garantire la presenza nella fascia oraria stabilita. “Mondo Aperto” è dunque alla ricerca di uno o due docenti, possibilmente specializzati nell’insegnamento dell’italiano come L2 o comunque con esperienza nell’insegnamento agli stranieri. Il lavoro sarà retribuito attraverso la formula del contratto a progetto.

Chi fosse interessato può inviare il proprio curriculum all’indirizzo mondoaperto2019 [AT] gmail [DOT] com.

Pubblicato il 14 gennaio 2020.

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Il pittore Bertucci: «Un insegnante che univa determinazine e dolcezza»

Tavolo

 «Un insegnante meraviglioso». Questa l’espressione ricorrente nelle testimonianze ascoltate a Palazzo Galli (Sala Panini) durante la tavola rotonda - coordinata dalla prof. Valeria Poli - con gli ex allievi di Giacomo Bertucci, organizzata dalla Banca di Piacenza dell’ambito delle manifestazioni collaterali alla mostra dedicata al pittore piacentino e allestita nello stesso Palazzo Galli (sono gli ultimi giorni per visitarla, chiude infatti domenica 19 gennaio). Nel presentare i relatori, la prof. Poli ha sottolineato l’importante ruolo svolto in ambito culturale dalla Banca sul territorio d’insediamento senza gravare sulla comunità e ripercorso le tappe della formazione di Bertucci: il diploma di geometra (nel 1922, quando il Tramello era un indirizzo del Romagnosi); la frequentazione dell’Istituto Gazzola, allievo di Ghittoni, nel 1922-23 (istituto dove tornerà da insegnante nel 1967 e fino al 1980), e dell’Accademia di belle arti di Brera dal 1931 al 1935, allievo di Aldo Carpi. A Milano insegnò figura disegnata per 22 anni (dal 1951 al 1973) al Liceo artistico di Brera, dove aveva avuto tra i suoi allievi Franco Scepi. «Fu mio insegnante di ornato nel rivoluzionario clima milanese degli anni Cinquanta - ha confermato il regista piacentino - e lo ricordo come un professore estremamente silenzioso ed un pittore molto legato al bel disegno, che rifiutava le avanguardie storiche».
Gli altri ex allievi hanno tutti frequentato l’Istituto Gazzola. «Ho del professor Bertucci ricordi meravigliosi - ha testimoniato il fotografo Maurizio Cavalloni -. Fu determinante nella mia vita lavorativa. Ho frequentato il Gazzola per 5 anni da studente-lavoratore: al sabato e alla domenica andavo infatti allo Studio Croce. Poi Bertucci mi trasmise un tale entusiasmo (disegnava e dipingeva in mezzo a noi rapidissimo, era in grado di realizzare un quadro in mezz’ora) che presi la decisione di fare il pittore, comunicando che non sarei più andato a dare uno mano allo studio fotografico. Croce parlò con il professore, che mi convinse invece a fare il fotografo, anticipandomi che Croce mi avrebbe lasciato poi l’attività. E così è stato».
Il pittore Valter Lusardi ha dal canto suo definito «fondamentale» Giacomo Bertucci per la sua formazione artistica: «Creava entusiasmo tra i suoi allievi - ha proseguito - lavorando insieme a noi. Era molto interessato al mio modo di disegnare e mi spronava a intraprendere il mestiere dell’artista. Mio padre non voleva facessi il pittore e per un periodo smisi di disegnare. Incontrai il professor Bertucci dopo il servizio militare a una personale da Braga. Mi abbracciò e mi incitò di nuovo. E’ grazie a lui se ora mi ritrovo a fare l’artista». «Mi ha insegnato a dipingere ad olio - ha raccontato Francesco Rossi - facendomi apprendere la tecnica degli impressionisti. E’ stato un periodo molto bello quello del Gazzola. Per tutta la mia vita lavorativa ho sì tenuto in mano la matita, ma come disegnatore meccanico. Dal 2004 ho iniziato a dipingere facendo tesoro, anche a distanza di tanto tempo, dei consigli del mio maestro Bertucci».
«E’ stato mio professore per due anni - ha spiegato la scultrice e ceramista Giuseppina Vey - ed ha acceso in me la passione per il disegno e per l’arte, lasciandomi moltissimo. Mi ha fatto imparare come si affronta un foglio bianco, in modo serio ma non altezzoso. Correggeva, ma non mortificava. E’ stato un insegnante meraviglioso, unendo determinazione e dolcezza».
Il figlio del pittore, Rinaldo, ha ringraziato tutti i relatori (ai quali è stata consegnata una pubblicazione della Banca in ricordo della serata): «In queste vostre testimonianze di stima da ex allievi - ha osservato - ho sentito rivivere mio padre, cosa che fino ad ora avevo potuto fare solo attraverso i suoi quadri. Mio padre rivive anche in voi». Il dottor Rinaldo Bertucci ha concluso il suo intervento raccontando un simpatico aneddoto: «Mio nonno non voleva che mio padre facesse l’artista. Nel 1924 s’iscrisse allora al primo anno della Facoltà d’Agraria all’Università di Bologna. Ancora conservo i disegni dei suoi professori, che ritraeva durante le lezioni, per niente interessato agli argomenti trattati».

Pubblicato il 13 gennaio 2020

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Campo estivo in un bene confiscato, l’iniziativa di «Libera» a Gragnano e Calendasco

libera

Inizio d’anno all’insegna dei valori della legalità e del volontariato per il Comune di Gragnano. Presso la sala consiliare comunale nei giorni scorsi è stato presentato un nuovo progetto elaborato da Libera, in collaborazione con i comuni di Gragnano e Calendasco, e finalizzato a promuovere la partecipazione dei giovani dei due paesi ad un campo estivo in Calabria, a Isola Capo Rizzuto, all’interno di un bene confiscato.
L’obiettivo è formare i ragazzi partecipanti sui temi dell’antimafia sociale e sulla conoscenza dei territori coinvolti per imparare la cultura della legalità vivendo direttamente l’esperienza di un campo estivo di “E!State Liberi!” come già tre mila studenti hanno fatto lo scorso anno in Italia.
“L’aspetto più importante e originale è che la proposta non è arrivata da noi ma dal comune di Gragnano” - sottolinea la referente piacentina di Libera, Antonella Liotti, grazie all’impegno dei consiglieri comunali Andrea Capellini e Matteo Provini. Dopo questa prima presentazione che, insieme alla Liotti e ai sindaci Patrizia Calza e Filippo Zangrandi, ha visto la presenza di Umberto Ferrari, responsabile del campo estivo a Isola Capo Rizzuto, chi vorrà potrà frequentare una serie di incontri di formazione sul tema e propedeutici all’esperienza del campo estivo. Questi si svolgeranno presso il capannone confiscato alla mafia a Calendasco, con un progetto di formazione che parte così dal “basso”. La Liotti nel sottolineare l’apprezzamento dei ragazzi piacentini che già hanno frequentato questi campi e che erano presenti in parte all’iniziativa gragnanese, ha voluto precisare come il sindaco Calza “abbia sempre sostenuto l’azione di Libera anche nei momenti difficili del percorso per confiscare il capannone di Calendasco”. L’obiettivo di quest’anno, per Zangrandi, sarà proprio quello di “restituire questo bene alla collettività, destinandolo a molteplici usi, tra cui appunto anche all’attività di formazione propedeutica alla partecipazione ai campi”.
Chi fosse interessato a intraprendere questa esperienza o per semplici informazioni può contattare i comuni di Gragnano e Calendasco, l’associazione Libera Piacenza e il sito ufficiale.

Pubblicato il 10 gennaio 2020

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Anpas, 15mila servizi d’emergenza nel 2019


anpas

Un 2019 molto intenso quello di Anpas, che riunisce le pubbliche assistenze del nostro territorio. Sono stati ben 33mila i servizi ordinari, 15mila le emergenze sanitarie, attività svolta da 1600 volontari e 36 dipendenti nelle 14 sedi sul territorio, per un milione e 680mila di chilometri percorsi con cento mezzi. “È stato un anno molto intenso e impegnativo – ha spiegato il coordinatore provinciale Anpas Paolo Rebecchi insieme a Flaviano Giovanelli (resp. Protezione Civile) e Maria Vittoria Rabaglia (resp. segreteria) – così come gli ultimi. Abbiamo lavorato sulla parte documentale e teorica e non solo su quella operativa, dopo che la riforma del terzo settore ha costretto tante associazioni a rivedere il proprio statuto”.
“C’è stato – aggiunge Rebecchi - un grande lavoro formativo. Si è lavorato sulla parte amministrativa, così come per la comunicazione. È necessario lavorare sui social e essere portati a comunicare ai cittadini per far sapere la nostra attività e quello che succede. Nei tre distretti sanitari ascoltiamo le segnalazioni dei cittadini. Abbiamo lavorato tanto con la protezione civile, sulla ricerca di persone scomparse, un po' per le caratteristiche del nostro territorio, un po' per alcuni fatti di cronaca avvenuti nel corso del 2019. Ci sono state numerose emergenze idriche, nel Piacentino e non. Ormai siamo sempre più una realtà in grado di intervenire a 360 gradi”.
Nel corso del 2019 sono state superate anche alcune “crisi di volontari” sul territorio provinciale. “La Pubblica Assistenza Sant’Agata – ha detto Rebecchi - si è ripresa dopo l’estate anche grazie all’aiuto di Pubblica Assistenza Valnure e Pa Valtrebbia. Abbiamo avuto problemi anche a Ferriere con la Croce Azzurra, anche in questo caso ringrazio la Pa Valnure per quanto ha fatto, garantendo il servizio”. Un volontario in più può solo fare bene alle realtà di Anpas. “C'è sempre necessità – dichiara Rebecchi - di giovani, adulti, pensionati. Cerchiamo tutti e anche i disabili possono darci una mano nella sala radio di coordinamento”. In cantiere, per il 2020, anche un importante progetto di prevenzione sulla salute e i corretti stili di vita con il professor Fabio Fornari.

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Pubblicato il 10 gennaio 2020

Mostra su Bertucci, ultimi giorni per visitarla

Venerdì 10 gennaio incontro con la curatrice Valeria Poli

bertucciVisitatori

Ultimi giorni per visitare a Palazzo Galli (Piacenza, via Mazzini 14) la mostra “Giacomo Bertucci, tra Ghittoni e De Pisis” organizzata dalla Banca di Piacenza.
La rassegna dedicata al pittore nato a Bardi, che a lungo lavorò nella nostra città, resterà infatti aperta al pubblico fino a domenica 19 gennaio.

La produzione di Bertucci, proveniente da collezioni private, è integrata da opere che lo collegano ai maestri Francesco Ghittoni e Aldo Carpi passando per i coetanei Luciano Ricchetti e Bruno Cassinari, arrivando quindi a Filippo De Pisis.
I quadri esposti, circa un centinaio, sono frutto di una rigorosa selezione, e tanti sono stati i piacentini che hanno risposto all’invito della Banca di Piacenza e che hanno messo a disposizione i lavori dell’artista di cui sono particolarmente apprezzate le nature morte e i soggetti floreali.
Tanti anche gli eventi collaterali: prima di Natale, è stata proposta una conferenza sul riferimento culturale di De Pisis, l’8 gennaio una tavola rotonda con gli allievi di Bertucci, tra cui spicca Franco Scepi.

Venerdì 10 gennaio, alle 18 in Sala Panini, la professoressa Valeria Poli (curatrice della mostra con Laura Bonfanti) tiene una conferenza su artista e pubblico che spiegherà le modalità dell’esposizione d’arte nel contesto piacentino; poi lunedì 13, alle ore 17, seguirà una visita all’istituto Gazzola.

Dal 7 gennaio coinvolte anche tante scuole e istituzioni che hanno voluto prenotare una visita all’esposizione che, lo ricordiamo, è interamnete sostenuta dalla Banca di Piacenza, senza gravare sui cittadini.

Laura Parmeggiani

Pubblicato il 10 gennaio 2020

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