Prosegue la rassegna “Summertime in Jazz”, l’appendice estiva del Piacenza Jazz Fest. In perenne peregrinare tra alcune perle della provincia di Piacenza, offre un’occasione in più per farle conoscere a coloro che mai le hanno frequentate e apprezzare da chi, pur credendo di conoscerle da sempre, potrà goderne sotto una nuova, inaspettata luce. La direzione artistica è di Gianni Azzali.
I PROSSIMI APPUNTAMENTI
Venerdì 7 agosto 2020 ore 21.30 a Cortemaggiore Piazza Patrioti “Andrea Tofanelli Big Band” in “Maynard Ferguson Tribute”. Mercoledì 12 agosto 2020 ore 21.30 a Rivergaro. Giardino Orso Bianco, spettacolo concerto con con la coinvolgente marchin’ band “Bandakadabra”. Evento in collaborazione con il Centro di Lettura di Rivergaro.
Venerdì 14 agosto 2020 ore 21.30 Cerignale Piazza “Tiziano Chiapelli Bostangando Quintet”, ovvero Tiziano Chiapelli (fisarmonica), Alessandro Bertozzi (sax alto), Pino Bifano (chitarra), Carmelo Isgrò (basso), Max Pieri (batteria).
Martedì 1° settembre 2020 ore 21.30 a Castell’Arquato Piazza Monumentale, con l’Orchestra Luigi Cremona “Cinema amore mio!”. I concerti in cartellone avranno inizio alle 21.30 e saranno tutti ad ingresso libero. Saranno osservate tutte le cautele sanitarie previste dall’ordinanza regionale in vigore, regolamentando gli accessi in base alla distanza di un metro tra le sedie (tranne i congiunti).
Nella foto,Andrea Tofanelli. Il cantante sarà con la sua band a Cortemaggiore il 7 agosto.
In questo antico borgo, in provincia di Piacenza, si respira aria di altri tempi e si è ammaliati dal fascino dei suggestivi monumenti. Caratteristici sono i viottoli acciottolati che portano in cima al colle, una salita, in cui non si prova fatica, perché lo sguardo è continuamente sollecitato da architetture incantevoli che distolgono il pensiero dallo sforzo dell’ascesa. Castell'Arquato, città d'arte, tra Emilia e Lombardia è ubicata in una posizione particolare, sopra una delle prime colline dell’Appennino che domina sulla pianura padana. Un altro aspetto importante del borgo è la sua intensa storia. Liguri, Galli, Romani, poteri ecclesiastici e civili, papi, cavalieri di ventura e signori rinascimentali hanno lasciato una traccia in questa località. Oggi l'economia del borgo è prevalentemente agricola, soprattutto legata alla coltivazione delle viti che producono gli ottimi vini piacentini e alla creazione di rinomati salumi, quali coppa Dop, pancetta, salame e culatello. Altrettanto vivaci sono le attività artigianali di ebanisteria e restauro mobili antichi. Inoltre molti artisti, soprattutto pittori hanno qui il loro studio traendo dai questi luoghi magica ispirazione. Il turismo soprattutto nella bella stagione anima il borgo, molti visitatori ammirati vengono a scoprire questi angoli suggestivi e qui possono trovare anche iniziative e mostre interessanti.
Monumenti
Rocca Viscontea: Eretta da Luchino Visconti tra il 1342 e il 1349. Delle quattro torri difensive solo quella orientale è integra, il complesso architettonico dà però l’idea di forza, imponenza e maestosità. Dalla mole del “dongione" si può godere di uno splendido panorama. Interessante, infine, il museo medievale che vi è allestito.
Collegiata: E’ questa un opera architettonica affascinante, soprattutto il gruppo absidale dona alla struttura un armonia unica e immerge in un atmosfera medievale. La struttura ricostruita su una chiesa precedente è del 1117 ed è stata consacrata nel 1122. Di grande pregio è Il fonte battesimale in pietra è databile VII-VIII secolo. Il portico tre-quattrocentesco, detto “del Paradiso" perché ospita le tombe di personaggi illustri, si sviluppa a sinistra della costruzione. Quando si entra nella piazza, al centro del borgo dove ci sono i principali monumenti, di grande effetto è la visione delle quattro absidi che, contrapposte al tetto a capanna della chiesa e al campanile quadrato, creano un effetto prospettico di incomparabile proporzione e concordanza.
Palazzo del Podestà: Sul lato nord della piazza monumentale è posto il Palazzo del Podestà, una struttura datata 1202. L’aspetto più singolare di questo monumento è la scalinata esterna ideale per scattare la foto ricordo, una lunga rampa che dona armonia alla mole della facciata.
Torrione Farnese: La torre, eretta intorno al 1530 e situata nel quartiere Monteguzzo, è rimasta incompiuta per la morte del duca Bosio II Sforza. Un monumento che dà l’impressione di robustezza proprio per la sua funzione difensiva. Fontana del Duca. Alla fonte, datata intorno al 1290, ancora oggi si può attingere acqua e fino al secolo scorso era usata come lavatoio pubblico.
Ospedale di Santo Spirito:Risale al 1500, si tratta di una significativa costruzione che attualmente ospita il Museo Geologico.
Mura: Oggi restano solo due porte delle quattro originarie facenti parte della cinta muraria d’accesso alla città. Le mura furono innalzate nel 1342 e oggi sono molto rimaneggiate.
Visita ai Musei
Rocca Viscontea: Sabato, domenica e festivi: dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle ore 18.00 Feriali: apertura con visita accompagnata alle ore 10.30 – 14.30 – 16.00 Chiuso lunedì non festivi.
Biglietti: 5 euro intero - 4 euro ridotto
Museo Geologico Cortesi: Domenica e festivi: dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle ore 18.00.
Feriali: apertura con visita accompagnata alle ore 12.00 - 15.00 Chiuso lunedì non festivi.
Biglietti: 3,50 euro intero – 2,50 ridotto
L’ultimo ingresso, sia al mattino che al pomeriggio, alla Rocca e al Museo Cortesi, avviene mezz’ora prima dell’orario di chiusura. Ingressi contingentati fino ad un massimo di 15 persone ogni 30 minuti.
Museo Illica: Visita accompagnata su richiesta con partenza dall’Ufficio Turistico.
Da martedì a domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00.
Biglietti: 2,50 euro intero – 2 euro ridotto
L’ingresso consentito ad un massimo di 4 persone a turno.
Museo della Collegiata: Da martedì a domenica dalle 10 alle 12,30 e dalle 15 alle 18 (al pomeriggio solo sabato e domenica); gli altri pomeriggi aperto su prenotazione. Info: tel. 0523805151-0523803215. Biglietti: 3.50 euro intero – 2,50 ridotto
Sono le donne a soffrire e ad aver sofferto di più per l'emergenza sanitaria e per la crisi che ha generato. Maggiori contagi per tipologia di occupazione e maggiore perdita di posti di lavoro rispetto agli uomini. Lo ha riferito in un'informativa in Commissione Parità Barbara Lori, assessore alla montagna, aree interne, programmazione territoriale e pari opportunità. “La sollecitazione a lavorare sul tema dell'impatto dell'emergenza sanitaria sul lavoro femminile ci è arrivata dal mondo del sindacato, delle organizzazioni e degli ordini professionali; da qui abbiamo avviato un confronto con 50 rappresentanze diverse del mondo del lavoro -ha spiegato l'assessora- assicurando inoltre che non ci vogliamo fermare all'analisi e conoscenza di questi dati ma vorremmo anche portare prime proposte per la tutela del lavoro femminile già da dopo l'estate”. “Ciò che è emerso è che il gap di genere nell'occupazione - già esistente prima del lockdown - si è accentuato, anche in una regione virtuosa come l’Emilia-Romagna. Il mese di aprile 2020, messo a confronto con quello del 2019, già lo rende evidente: 8 mila occupati in meno, e quasi tutte donne, e il 68 per cento in meno di assunzioni femminili. Il trend registra un lieve aumento per quanto riguarda le assunzioni a maggio, ma l'assessora sottolinea che “è necessario continuare con il monitoraggio”. Gli effetti della pandemia si sono sentiti sia dal punto di vista sanitario che occupazionale. La malattia ha colpito inizialmente alcuni settori lavorativi dove la presenza femminile era predominante, come quello del commercio e sanitario. Lavori che spesso non si sono arrestati anche durante il lockdown. Da qui il maggior numero di donne contagiate (53 per cento) rispetto agli uomini anche se un minor numero di decessi (42 per cento). In più, la crisi successiva all'emergenza ha colpito settori nei quali erano impiegate molte donne (circa il 61 per cento), come quello della ristorazione, del turismo, della cura alla persona, fra gli ultimi a ripartire e/o difficilmente riconvertibili. Al contrario, si sono sperimentate nuove modalità di lavoro in alcuni ambiti come quello industriale, finanziario e assicurativo, appannaggio soprattutto di uomini. E infine, per quanto riguarda lo smart working, “molte donne - ha spiegato l'assessore - hanno avuto difficoltà a conciliare la vita lavorativa con la vita familiare e la cura dei figli e degli anziani. Lo smart working- ha aggiunto- è sicuramente un'opportunità ma necessita di regolamentazione”. “Il tema dell'occupazione femminile è spesso bistrattato in Italia anche se gli statisti ci dicono che un suo aumento farebbe ripartire il Pil in modo significativo”, ha aggiunto una consigliera del Partito democratico, chiedendo che venga inserito questo tema nel Patto per il lavoro e il clima. “In Italia ancora esiste ancora un welfare familistico che scarica molte responsabilità sulle famiglie e le donne - ha aggiunto un'altra consigliera del Partito democratico. In Emilia-Romagna dobbiamo puntare ancora di più sui servizi come abbiamo sempre fatto e cogliere tutte le opportunità che ci arrivano dall'Unione europea sull'uguaglianza di genere, la parità salariale e la conciliazione di vita familiare e lavorativa”. Europa Verde ha sottolineato il “tempismo straordinario di questa analisi che già permette il confronto di alcuni dati, seppur sconfortanti” e ha chiesto che se ne tenga conto per il Patto per il lavoro.
Nel cortile di Palazzo Gotico, sabato 8 agosto alle ore 10.30, si svolge la cerimonia di commemorazione delle vittime della Pertite. Nell’ottantesimo anniversario della tragedia sarà l’assessore all’Urbanistica Erika Opizzi a rappresentare l’Amministrazione comunale, ricordando la drammatica esplosione dello stabilimento di via Emilia Pavese che causò decine di morti e centinaia di feriti. Alla benedizione delle corone da parte del cappellano militare, monsignor Pietro Campominosi, seguirà la deposizione dell’omaggio floreale a cura del presidente di Anmil Maurizio Manfredi, nella giornata che rende onore non solo ai concittadini caduti sotto le macerie della fabbrica di caricamento proiettili – l’8 agosto del 1940 così come nel settembre 1928, a seguito di un altro incidente – ma anche al sacrificio del lavoro italiano nel mondo, in memoria dei connazionali morti nella miniera di Marcinelle nel 1956. La cerimonia si svolgerà nel pieno rispetto delle misure di distanziamento sociale rese necessarie dall’emergenza sanitaria in atto, prevedendo la partecipazione di un unico rappresentante per tutte le realtà istituzionali e associative presenti nell’occasione, nonché l’uso delle mascherine protettive per tutti gli intervenuti.
Un riconoscimento per il prezioso contributo offerto dai medici specializzandi nel contenimento e nel contrasto dell’emergenza Covid-19, durante il periodo compreso tra il 21 febbraio e il 30 aprile 2020. Lo stabilisce il decreto a firma del presidente della Giunta regionale, Stefano Bonaccini, che amplia così ulteriormente la platea dei beneficiari del bonus economico (dopo medici, infermieri, operatori socio-sanitari, professionisti dell’Università, personale tecnico e amministrativo della sanità) e dà piena attuazione a una decisione presa dalla Giunta regionale a fine maggio e già preannunciata dall’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini. Il decreto è stato siglato in accordo con le Università di Bologna, Modena e Reggio Emilia, Parma, Ferrara. Il numero degli specializzandi cui verrà dato il riconoscimento va dai 2.500 ai 3.100. Il contributo massimo per ciascuno sarà di 600 euro, per un impegno complessivo di 1,7 milioni di euro. “Vogliamo dire il nostro grazie a tutti coloro che, in questi mesi così drammatici, sono stati in prima linea per difendere la nostra salute - sottolineano il presidente Bonaccini e l’assessore Donini -. Tra di loro, anche medici giovanissimi, che non hanno esitato a scendere in campo e, con impegno e voglia di fare, hanno curato e assistito pazienti spesso in condizioni di estrema gravità, dando prova di coraggio, conoscenza e garantendo supporto al Sistema sanitario dell’Emilia-Romagna. Siamo perfettamente consapevoli - hanno aggiunto presidente e assessore - del fatto che il loro impegno non abbia prezzo; tuttavia, al ringraziamento abbiamo voluto ugualmente aggiungere un riconoscimento economico, quale segno di gratitudine da parte dell’intera comunità regionale”. Il decreto firmato dal presidente Bonaccini indica anche criteri specifici per l’individuazione dei beneficiari meritevoli di riconoscimento, a partire dal periodo temporale in cui si è stati impegnati, e precisamente dal 21 febbraio 2020 al 30 aprile 2020, fase di alto picco pandemico. Il contributo sarà modulato sulla base dell’intensità (elevata, discreta, corrente) dell’apporto offerto dai medici specializzandi e della conseguente collocazione in fasce differenziate (600 euro, 500 euro, 400 euro). Non sarà erogato agli specializzandi che nel medesimo periodo erano già titolari di altri contratti di lavoro autonomo o di lavoro subordinato attribuiti per l’emergenza Covid-19.
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