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Notizie Varie

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Transizione ecologica, lavoro di qualità, inclusività ed equità sociale: si prepara l’Agenda 2030

Transizione ecologica

Uno sviluppo sostenibile che “trova le sue radici nei territori e nelle comunità”, dove ciascuno “fa la sua parte” orientandosi verso obiettivi di inclusività ed equità sociale, lavoro di qualità e transizione ecologica. Così la vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, Elly Schlein, ha sintetizzato il percorso per la costruzione della Strategia regionale Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile illustrato in Assemblea legislativa. “Già nel programma di mandato di questa legislatura - afferma Schlein - abbiamo assunto gli obiettivi dell’Agenda 2030 quale punto di riferimento per tutte le politiche settoriali della Regione. Ora serve un passo ulteriore: con questa Strategia regionale puntiamo da un lato a misurare dove si trova oggi la Regione rispetto ai 17 Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile, dall’altro a darci obiettivi intermedi e indicatori per misurare i progressi nel raggiungerli”.

La strategia regionale è una sfida importante ma è soprattutto uno strumento inedito con cui il governo regionale può parlare alla società civile, alle donne, ai giovani mostrando non solo soluzioni ma anche una visione di lungo periodo della regione di domani, a cui iniziare a lavorare da oggi ciascuno con i propri ruoli e responsabilità”. Adottata dai paesi aderenti alle Nazioni Unite, l’Agenda 2030 è la sfida più innovativa e ambiziosa del nostro secolo e con i suoi 17 obiettivi comporta l’innovazione dell’approccio politico, culturale e di governance interna alle istituzioni e il ridisegno dello sviluppo sostenibile integrandone le tre dimensioni economica, sociale e ambientale. “È quello che abbiamo cominciato a fare- spiega la vicepresidente- con il Patto per il Lavoro e il Clima sottoscritto a dicembre 2020 con gli attori economici, le università, il terzo settore, i sindacati, le province, i comuni e alcune associazioni ambientaliste. Un accordo che contribuirà significativamente a raggiungere gli obiettivi della strategia regionale. Marciare in questa direzione significa infatti intrecciare la dimensione economica, sociale e ambientale e attivare processi inclusivi senza lasciare indietro nessuno”. “Abbiamo condiviso un’unica strategia - chiude Schlein - in grado di superare le difficoltà attuali dando pieno sostegno all’economia e alla società, generare sviluppo sostenibile e nuovo lavoro di qualità, stabile e sicuro (sia esso dipendente o autonomo) e ridurre così le fratture economiche, sociali, ambientali e territoriali che interessano anche la nostra regione per raggiungere la piena parità di genere”.

Evento il 21 giugno

Dopo la presentazione in Assemblea, il prossimo passo sarà la condivisione del documento con i firmatari del Patto per il Lavoro e il Clima, con l’obiettivo dell’approvazione finale in Giunta entro l’estate. La strategia regionale Agenda 2030, che sarà presentata in un evento pubblico in streaming lunedì 21 giugno, è al centro di una campagna di comunicazione social (oltre 2 milioni di visualizzazioni, e quasi 30 mila interazioni delle persone con i post), stampa e radio. Il sito web https://www.regione.emilia-romagna.it/agenda2030 è lo strumento per approfondire i temi e informare su tutte le iniziative sul territorio, così come il Forum che riunisce istituzioni locali e società civile per definire impegni e responsabilità condivise.

Pubblicato il 15 giugno 2021

Giornata Mondiale del Donatore di Sangue, Dallavalle testimonial locale

Andrea Dallavalle 

 

Sono due le iniziative messe in campo da Avis per festeggiare il 14 giugno, Giornata Mondiale del Donatore di Sangue promossa a livello internazionale dall’Organizzazione Mondiale della Sanità con lo slogan “Give blood and keep the world beating”. Una ricorrenza che acquista un significato particolare in tempi di pandemia. Nonostante l’emergenza sanitaria, donatori e volontari non si sono mai fermati, mettendo la salute collettiva al primo posto. Nell’anno 2020, Avis Provinciale ha confermato l’autosufficienza locale di emocomponenti con l’entrata di 708 nuovi soci per un totale di 9.153 iscritti sul territorio.
Con questi numeri Piacenza e Provincia si è presentata all’appuntamento. Una giornata ricca di eventi Avis in presenza e online lanciati in tutta Italia e ritrasmessi sulle pagine social dell’Associazione con gli hashtag “Avis in a day”, “Avis fil rouge” e “Insieme per lo sport”.  

Al centro della giornata piacentina, la visita in sede di Avis Provinciale dell’atleta 21enne Andrea Dallavalle, testimonial Avis e fresco di qualifica per le prossime Olimpiadi. Il triplista piacentino delle Fiamme Gialle e dell’Atletica Piacenza, impegnato ai campionati italiani Under 20 e Under 23 di Grosseto, ha infatti staccato il pass per le Olimpiadi di Tokyo, realizzando un salto da ben 17 metri e 35 (il minimo per le qualificazioni a cinque cerchi è fissato a 17,14). “Sono orgoglioso di rappresentare Avis in questa giornata così importante – ha commentato il giovane campione -. Porterò alle Olimpiadi la forza e la determinazione dei donatori, di chi si mette in gioco per aiutare il prossimo”.

Ad accompagnare il campione, il delegato provinciale del Coni Robert Gionelli. “In questa giornata di festa, confermiamo un sodalizio fra Coni e Avis che dura dal 2013. La nostra intenzione è quella di ribadire i valori morali comuni di altruismo e solidarietà che caratterizzano le nostre realtà e favorire la donazione fra le nuove generazioni attraverso lo sport”. Entusiasta il Presidente di Avis Provinciale Piacenza, Gilberto Piroli, che ha ringraziato i donatori e sottolineato il rapporto profondo che lega Avis e Coni: “E’ più di una collaborazione, è una condivisione di principi e ideali”.

Per l’occasione, Avis ha anche confezionato un video “ad hoc”, diffuso nella mattinata sui canali nazionali e regionali dell’Associazione. Protagonisti del filmato: i volti dei donatori stranieri residenti a Piacenza, e iscritti all’Avis, che nella loro lingua natale hanno scandito il motto scelto per l’edizione 2021 della Giornata Mondiale del Donatore di Sangue.

Sempre nel corso della giornata del 14 giugno, presso il parco della Galleana, l’Avis Comunale ha organizzato “Dona un sorriso”, evento in presenza con la partecipazione degli alunni della Scuola dell’infanzia Dante. Sin dal mattino, il parco della città si è riempito di colori, musica, canti, balli e tanta allegria. “Parlare di dono, gratuità e di generosità a bambini di 4 e 5 anni è un’esperienza gratificante – ha raccontato il Presidente di Avis Piacenza Giovanni Villa -. Ringrazio le insegnanti per il loro impegno e passione nel trasmettere la cultura del dono”. La Dirigente Scolastica, Dott.ssa Monica Caiazzo, ha infine evidenziato il valore didattico della collaborazione tra scuola e Avis “fondamentale per la crescita dell’intelligenza emotiva dei nostri bambini”.

avis comunale galleana

Nelle foto: in alto, Andrea Dallavalle testimonial della giornata mondiale dell'Avis a Piacenza; sopra, l'iniziativa a cura dell'Avis con la partecipazione degli alunni della Scuola dell'Infanzia Dante al Parco della Galleana.

Pubblicato il 15 giugno 2021

Educazione e istruzione da 0 a 6 anni, parte il confronto sulle linee guida pedagogiche

linee pedagogiche

Entra nel vivo la discussione sulle Linee Guida pedagogiche elaborate dalla Commissione nazionale Infanzia e presentato lo scorso 31 marzo per la completa realizzazione del Sistema integrato di educazione e istruzione 0-6 anni avviato nel 2017 dopo l’approvazione dello specifico decreto legislativo (65/2017). Il documento, ancora in forma di bozza, viene infatti discusso nell’ambito di un’ampia azione di informazione e consultazione pubblica prima di arrivare alla stesura finale e successiva adozione formale. Per questo motivo, con l’avvio della campagna nazionale di diffusione e consultazione pubblica - estesa a tutti i protagonisti del mondo dei servizi educativi e delle scuole dell’infanzia - e dopo alcune iniziative organizzate a livello nazionale, la riflessione si sposta ora a livello regionale. Due gli appuntamenti, online, organizzati dall’Ufficio Scolastico Regionale in collaborazione con la Regione e Anci Emilia-Romagna, con l’obiettivo di individuare temi su cui aprire un dibattito aperto e costruttivo, coinvolgendo direttamente chi opera sul campo tra dirigenti scolastici, coordinatori pedagogici, educatori, insegnanti ed esperti della materia. A introdurre il primo incontro - il secondo è in programma mercoledì 16 giugno - il vicedirettore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale Emilia-Romagna, Bruno Di Palma, la referente per le Politiche educative e istruzione di Anci regionale, Ilenia Malavasi, e per la Regione la vicepresidente con delega al Welfare Elly Schlein. “Il lavoro svolto dalla Commissione nazionale nel predisporre le Linee guida pedagogiche- afferma la vicepresidente Schlein - è importante e si inserisce in una fase strategica e impegnativa per tutte le istituzioni e gli enti coinvolti, il personale educativo e insegnante, le famiglie, le bambine e i bambini, perché a seguito della pandemia occorre confrontarsi con una situazione inedita ed in costante evoluzione. Si apre una stagione nuova di collaborazione istituzionale, a partire dal prezioso lavoro con l’Ufficio Scolastico Regionale e gli Enti locali. In questo ambito- aggiunge Schlein- il ruolo della governance sarà determinante per garantire l’opportuna integrazione tra le due componenti del sistema, tradizionalmente rimaste distinte, e realizzare percorsi educativi coerenti e integrati tra i servizi educativi e le scuole dell’infanzia. La grande sfida- sottolinea la vicepresidente - è cambiare i paradigmi culturali che hanno accompagnato i servizi educativi in questi anni, quelli per l’infanzia non possono essere solo una risposta ai bisogni di cura dei bambini e di conciliazione per le famiglie: sono prima di tutto luoghi di educazione e di apprendimento”.

“Con questa iniziativa si apre un’importante fase di consultazione, che rappresenta anche l’occasione per presentare e condividere le esperienze di eccellenza del sistema integrato dei servizi da 0 a 6 anni dell’Emilia-Romagna- commenta il vicedirettore dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna, Bruno Di Palma - Questi momenti consentono di dare voce ai protagonisti e consolidare l’alleanza già realizzata sul piano normativo dal decreto legislativo 65/2017. Si persegue l’obiettivo di promuovere una conoscenza reciproca del vasto mondo delle scuole dell’infanzia statali e paritarie dell’Emilia-Romagna e del sistema 0-3, per partire dall’esistente e consolidare un modello unitario dal punto di vista pedagogico”. Molteplici gli obiettivi delle due giornate seminariali: da una parte dare massima diffusione al documento elaborato alla Commissione per garantirne la lettura e la piena conoscenza da parte degli operatori dei servizi educativi e delle scuole dell’infanzia, stimolare il dibattito, favorire la riflessione pedagogica, affinché i principi enunciati dal decreto istitutivo del sistema educativo integrato si trasferiscano nella prassi quotidiana; dall’altra raccogliere osservazioni e suggerimenti per l’eventuale revisione da parte della Commissione del documento base, in un’ottica di condivisione e conoscenza delle esperienze realizzate sul territorio, che potrebbero essere diffuse e replicate per garantire al sistema 0-6 un’offerta di qualità sempre maggiore. Al centro del dibattito l’analisi e il commento dei sei capitoli di cui si compone la bozza del documento, e le sue implicazioni sul piano dei modelli organizzativi. Particolare attenzione è stata riservata alla condivisione di “buone pratiche”, anche con prime riflessioni sugli aspetti innovativi dello zero-sei, come gli indicatori di qualità, i poli per l’infanzia, i coordinamenti pedagogici territoriali, le sezioni Primavera, la professionalità e la formazione continua degli operatori. Con il decreto attuativo 65/2017 della legge 107/2015 è stato istituito a livello nazionale il Sistema integrato di educazione e di istruzione rivolto ai bambini da zero a sei anni di età. Obiettivo del provvedimento, come si legge nel decreto, è “garantire ai bambini e alle bambine pari opportunità di educazione, istruzione, cura, relazione e gioco, superando disuguaglianze e barriere territoriali, economiche, etniche e culturali”. Lo Stato contribuisce alla realizzazione del sistema con un Fondo specifico. Le risorse assegnate all’Emilia-Romagna dal Ministero dell’Istruzione mediante un Piano di azione pluriennale, finanziato già a partire dal Bilancio 2017, sono erogate direttamente ai Comuni e loro Unioni ma è la Regione a stabilirne la loro programmazione. Per l’anno finanziario 2020 all’Emilia-Romagna sono stati assegnati 21milioni e 403mila euro.

Pubblicato il 14 giugno 2021

Il console generale della Repubblica di Moldova in visita a Piacenza

console Moldavia

 

Il vicesindaco Elena Baio ha ricevuto in Municipio, il console generale della Repubblica di Moldova, Oleg Nica, accompagnato dalla sua assistente Tamara Nugaeva. La visita istituzionale è stata occasione per riflettere sulle possibilità future di una reciproca collaborazione e per riaffermare l’importanza del dialogo e dell’incontro tra nazionalità diverse.

“Consolidare le relazioni istituzionali nell’interesse della comunità piacentina – ha sottolineato il vicesindaco Elena Baio – è fondamentale per ampliare gli orizzonti di Piacenza e instaurare nuove opportunità di promozione del territorio. Piacenza è orgogliosa di ospitare una comunità, quella moldava, costituita - come ho avuto modo di condividere con il console – da persone laboriose, che nel corso degli anni hanno dimostrato una capacità di integrazione e partecipazione attiva molto importante. Voglio quindi rivolgere un ringraziamento sentito al console generale Oleg Nica in quanto l’incontro odierno rappresenta una preziosa occasione di conoscenza reciproca e di consolidamento del legame di amicizia che unisce Piacenza alla comunità moldava”.

Nel corso dell’incontro, il vicesindaco Baio ha informato il console generale Oleg Nica che il Comune di Piacenza metterà a disposizione del Consolato della Repubblica di Moldova il materiale necessario per l’allestimento dei seggi nella nostra città in occasione delle elezioni politiche anticipate in programma l’11 luglio, alle quali saranno chiamati a partecipare tutti i cittadini moldavi, sia in patria che all’estero.

Pubblicato il 14 giugno 2021

Manifatturiero, segnali di ripresa dall’economia regionale

manifatturiero

Dopo le pesanti cadute del 2020, l’attività produttiva è in ripresa, anche se non ancora in tutti i settori e con criticità. La pandemia e le misure di contenimento del virus da Covid-19 hanno ancora un effetto negativo che si sta però progressivamente stemperando. Nei primi tre mesi dell’anno sono evidenti i segnali di ripresa per produzione, fatturato e, ancora di più, per gli ordini. Questa inversione di tendenza pone fine alla più forte recessione industriale mai sperimentata dopo quella del 2009. Questo emerge dall’indagine congiunturale sul primo trimestre 2021 sull’industria manifatturiera, realizzata in collaborazione tra Unioncamere Emilia-Romagna, Confindustria Emilia-Romagna e Intesa Sanpaolo. Il volume della produzione delle piccole e medie imprese dell’industria in senso stretto dell’Emilia-Romagna ha recuperato parzialmente la perdita subita nello stesso trimestre dello scorso anno, mettendo a segno una crescita del 3,8 per cento. Al contempo, è tornato positivo, risalendo da -17,7 a +18,2 punti, il saldo tra le quote delle imprese che hanno rilevato un aumento e quelle che hanno riferito una riduzione della produzione rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Il valore delle vendite (+4,1 per cento) è superiore rispetto allo stesso periodo del 2020, mentre il fatturato estero risulta meno dinamico (+3,7 per cento).

L’andamento degli ordini, interni ed esteri, amplia lo spiraglio mostrato nel trimestre precedente, aprendo un varco, da tempo atteso, che getta luce sulle prospettive di recupero dell’attività industriale regionale una volta consolidata la ripresa in Italia e in Europa. Il grado di utilizzo degli impianti è risalito (di quasi dieci punti dal 2020) al 75,1 per cento, dato non di molto inferiore allo stesso trimestre del 2019 (76,3 per cento). Anche il periodo di produzione assicurato dal portafoglio ordini, pari a 10,4 settimane, è un valore che si colloca al di sopra di quelli registrati nel 2019, anche se inferiore al 2018. L’attività è in ripresa, ma non ancora in tutti i settori, e con andamenti non omogenei.

L’industria alimentare ha fatto segnare un leggero appesantimento della tendenza, nonostante una forte ripresa dei risultati e delle prospettive: questo attestano i dati su produzione (-2,4 per cento) e fatturato (-1,5 per cento), nonostante una ripresa decisa delle vendite sui mercati esteri (+3,2 per cento) che depone favorevolmente per il futuro. Difficoltà per il sistema moda, che vive ancora la peggiore condizione congiunturale tra i settori considerati, su cui sta pesando anche il mutato comportamento dei consumatori indotto dalla pandemia. Il livello di attività scende decisamente al di sotto di quello già basso del primo trimestre del 2020. Forte la caduta della produzione (-4,5 per cento), più contenuta per il fatturato complessivo (-3,3 per cento), si è alleviata però la tendenza negativa del processo di acquisizione degli ordini complessivi (-2,8 per cento), anche grazie a una quasi stabilizzazione dei risultati della componente estera (-1,3 per cento).

In recupero l’industria del legno e del mobile per fatturato (+6,0 per cento), grazie anche all’apporto della forte ripresa della componente estera (+8,5 per cento), tornata ai livelli del primo trimestre 2019, e per la produzione (+4,2 per cento). La ripresa è evidente per l’industria metallurgica e delle lavorazioni metalliche, caratterizzata da una fitta rete di piccole e medie imprese al centro di molteplici catene produttive: notevole l’incremento del fatturato (+7,2 per cento), meno brillante la produzione (+6,3 per cento), forse anche per il sensibile aumento dei prezzi dei metalli, bene gli ordini (+8,3 per cento). Fiducia anche per le industrie meccaniche, elettriche e dei mezzi di trasporto che mostrano evidenti segni di un deciso miglioramento (fatturato + 5,2 per cento, produzione +6,3 per cento, e soprattutto per gli ordini +9,3 per cento).

Anche l’evoluzione congiunturale del gruppo eterogeneo delle “altre industrie” (che comprende chimica, farmaceutica, plastica, gomma e trasformazione dei minerali non metalliferi, ovvero ceramica e vetro) testimonia della parziale ripresa in corso. Il fatturato complessivo ha realizzato un parziale recupero rispetto al primo trimestre dello scorso anno (+4,8 per cento) e quello estero ha avuto un analogo e allineato andamento (+4,7 per cento). La ripresa registrata dalla produzione è stata più contenuta (+3,8 per cento). In prospettiva però, si apprezza la dinamica degli ordini (+5,1 per cento), trainata anche dalla componente estera (+5,9 per cento).

Nel primo trimestre 2021 l’inversione della tendenza in positivo si è realizzata per tutte le classi dimensionali delle imprese, ma è stata caratterizzata da un chiaro effetto legato al numero degli addetti. In particolare, per le imprese fino a 9 addetti la produzione è salita solo dello 0,3 per cento. Il fatturato e gli ordini hanno avuto un incremento pari o di poco inferiore all’1 per cento. Migliore la dinamica per le imprese con numero di addetti compreso tra 10 e 49 (produzione +4,9 per cento, fatturato +6,0 per cento, ordini +6,1 per cento) e le imprese con 50 addetti e oltre (produzione + 4,1 per cento, fatturato analogo +3,9 per cento, sostenuto dal mercato interno, data una minore accelerazione del fatturato estero +3,3 per cento). Il risultato più importante, anche per l’economia regionale, è dato dalle prospettive di intensificazione della ripresa che emergono dall’andamento del processo di acquisizione degli ordini (+7,6 per cento) che hanno recuperato il livello del primo trimestre 2019.

Sulla base dei dati diffusi dall’Istat, nel primo trimestre dell’anno le esportazioni regionali sono cresciute del 6,1 per cento, un incremento superiore al 4,6 per cento nazionale. L’Emilia-Romagna consolida la sua seconda posizione nella graduatoria delle regioni italiane, preceduta dalla Lombardia (cresciuta del 3,5 per cento) e seguita dal Veneto (+4,9 per cento). La ripresa ha riguardato la quasi totalità dei settori, con l’eccezione del sistema moda - a conferma del dato emerso nell’indagine congiunturale - e del comparto della gomma e della plastica. L’analisi condotta ad un maggior dettaglio merceologico evidenzia flessioni importanti nelle calzature e nell’abbigliamento, così come alcuni comparti in forte crescita nel primo trimestre 2020 – alcuni beni alimentari, tra cui i prodotti da forno, i medicinali – mostrano una battuta d’arresto. Tendenza opposta con crescita a due cifre per molti prodotti della meccanica e dell’automotive. Dal punto di vista geografico, in riferimento ai principali mercati, l’export dell’Emilia-Romagna cresce oltre il 50 per cento in Cina, attorno al 30 per cento in Repubblica Ceca, Australia e Turchia. In forte flessione, -27 per cento, il commercio estero verso il Regno Unito, superato dalla Spagna, ora al quarto posto, nella graduatoria dei partner commerciali dell’Emilia-Romagna. Ai primi posti si confermano Germania (+13,9 per cento), Francia (+11,5 per cento) e Stati Uniti (+3,5 per cento). Sulla base dei dati del Registro delle imprese, le attive dell’industria in senso stretto, a fine marzo 2021 risultavano 43.543 (pari all’11,0 per cento delle imprese attive della regione), con una diminuzione corrispondente a 288 imprese (-0,7 per cento) rispetto all’anno precedente.

In Emilia-Romagna, secondo l’analisi della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, nel 1° trimestre 2021 è proseguito l’aumento dei prestiti alle imprese. Come atteso, la dinamica è risultata più moderata a marzo, pur rimanendo robusta (+5,7% a/a), dopo il massimo di +7% raggiunto a febbraio, al culmine della forte accelerazione registrata nel 2° semestre 2020 che aveva portato in chiusura d’anno al +6,7% a/a. L’evoluzione è in linea con quella osservata a livello nazionale, che però a marzo ha segnato una decelerazione più marcata, a +6,8% a/a da 8,8% di febbraio. Il rallentamento del trend dei prestiti è dovuto alle esigenze straordinarie di liquidità del 2020 che avevano dato origine a eccezionali flussi di credito alle imprese a partire da marzo dello scorso anno, esigenze che si stanno attenuando, con un progressivo ritorno alla normalità.

All’interno dell’aggregato del credito alle imprese, i prestiti all’industria hanno rallentato a +6,4% a marzo 2021 in Emilia-Romagna, dal ritmo record di 11,2% a fine 2020. Tale andamento risente del confronto con la rapida ripresa avviata dodici mesi prima. La variazione dei prestiti all’industria si è così allineata alla crescita dei prestiti ai servizi (+6,6% a marzo), la cui ripresa è partita più di recente ed è stata sinora relativamente meno vivace, con un massimo di +7,5% a febbraio. Dopo anni di forte calo, da alcuni mesi i prestiti alle costruzioni sono vicini alla svolta in positivo, ma l’andamento appare ancora incerto in Emilia-Romagna, altalenante tra il +0,3% a/a di febbraio e il ritorno in negativo a marzo a -1,9% a/a, mentre il dato nazionale ha visto un miglioramento continuo anche se contenuto, con una crescita sull’1% a febbraio e marzo. Dal punto di vista della dimensione d’impresa si osserva una divaricazione dei trend, con i prestiti alle piccole imprese ancora in accelerazione (imprese fino a 20 addetti). Dopo aver chiuso il 2020 crescendo in linea con quelli alle imprese più grandi, nel 1° trimestre 2021 hanno espresso una maggior dinamica, del +8,7% a/a a marzo in Emilia-Romagna. Diversamente, i prestiti alle imprese più grandi hanno rallentato (a +5,1% da un +6,6% nei quattro mesi precedenti). Nel confronto nazionale (+5,9% a/a le imprese con almeno 20 addetti e +11% le piccole a marzo), entrambi i segmenti dimensionali confermano la crescita più moderata osservata in regione.

La dinamica dei prestiti alle imprese è sostenuta dalle erogazioni con garanzia pubblica. I dati sulle operazioni garantite arrivate al Fondo centrale per le PMI mostrano che al 7 giugno 2021 l’Emilia-Romagna ha espresso oltre 200mila domande pervenute al Fondo per un importo finanziato di 18 miliardi, un volume in aumento del 27% rispetto a fine febbraio e più che triplicato da inizio luglio 2020. Di queste operazioni, oltre 101mila riguardano prestiti fino a 30mila euro, per un importo finanziato di quasi 2 miliardi. Il tasso di crescita dei crediti di minore importo continua a essere più moderato (+3,9% su fine febbraio) rispetto a quello del totale delle operazioni a favore delle Pmi. In parallelo, la dinamica annua dei depositi delle imprese presso le banche resta sostenuta, in un contesto di elevata propensione alla liquidità. In Emilia-Romagna i depositi delle imprese nel 1° trimestre 2021 hanno registrato una variazione più forte di quella già molto elevata dell’ultima parte del 2020. Marzo 2021, col +33% a/a, è l’undicesimo mese consecutivo di crescita superiore a quella media nazionale (+24%). Tuttavia, si nota che lo stock risulta poco variato nel confronto con i mesi più recenti (-0,4% su fine 2020 in Emilia-Romagna), probabile segno di un’interruzione dell’accumulo di riserve liquide.

Pubblicato il 14 giugno 2021

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