L’area nel centro di Sarmato dove ora sorge l’ex cinema Topo Nero, un edificio fatiscente che da diversi anni è in attesa di un intervento, diventerà un parco pubblico in cui sperimentare la sostenibilità in tutte le sue declinazioni, sociale, cultuale e ambientale. È questo l’obiettivo del progetto illustrato dalla sindaca Claudia Ferrari nel corso dell’assemblea pubblica che ha formalmente dato il via al percorso partecipato che il Comune realizzerà nei prossimi mesi. L’area oggetto dell’intervento si trova proprio nel centro del paese, vicino alla scuola primaria e al centro educativo, e il Comune sta completando la procedura di esproprio che si concluderà con la demolizione dell’edificio, prevista per l’estate 2022. Nel frattempo, cittadini e organizzazioni del territorio saranno chiamati a partecipare a una serie di iniziative con l’obiettivo di elaborare idee condivise sull’utilizzo dell’area. Le proposte che emergeranno durante il percorso partecipato saranno raccolte in un documento di sintesi che costituirà la base per il progetto di rigenerazione urbana pianificato dall’amministrazione comunale di Sarmato.
Il percorso partecipativo, che sarà curato e facilitato da Pares, si articola in diverse attività, che da qui all’estate coinvolgeranno cittadini, associazioni e gruppi informali, con una particolare attenzione ai più giovani. Oltre alle assemblee pubbliche, sono previste tre giornate di attivazione della comunità, durante le quali si lavorerà sul passato e sul futuro, per costruire una memoria condivisa del cinema Topo Nero e per sperimentare pratiche di uso comunitario dell’area, come attività di pulizia degli spazi, laboratori di giardinaggio e di urbanistica ecc., che siano da stimolo per far emergere proposte concrete di intervento. Durante le giornate sarà inoltre allestito il salotto delle idee, uno spazio aperto a tutti coloro che vorranno fermarsi a fare quattro chiacchiere sul futuro dell’ex cinema e a condividere una proposta o anche solo una suggestione, che potrà poi essere sviluppata con il contributo di altri. Tutte le idee raccolte saranno consultabili anche online, in una sezione del sito sarmato.partecipa.online, lo spazio virtuale che documenta tutto il processo.
Una sezione del sito sarà dedicata alla costruzione partecipata dell’archivio digitale della memoria del Topo Nero: qui si potranno caricare documenti, fotografie, cartoline e altri materiali legati alla storia di questo luogo. È un patrimonio che merita di essere conservato e valorizzato e dal quale poter attingere per immaginare il futuro del paese. Il progetto è realizzato con il sostegno della Regione Emilia-Romagna, che il Comune di Sarmato si è aggiudicato partecipando al Bando Partecipazione 2021 promosso dalla L.R. 15/2018.
“Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso» (Lc 6,36). Porsi accanto a chi soffre in un cammino di carità”: è il tema del messaggio di Papa Francesco per la XXX Giornata Mondiale del Malato. L’invito di Gesù ad essere misericordiosi come il Padre è rivolto dal Papa agli operatori sanitari perché "le vostre mani - scrive - che toccano la carne sofferente di Cristo possono essere segno delle mani misericordiose del Padre". Anche nella chiesa del Corpus Domini a Piacenza, il 10 febbraio, si è voluto riflettere su questo tema alla presenza del dott. Giovanni Bologna, presidente Unitalsi Piacenza e don Cesare Lugani, cappellano all’Ospedale di Fiorenzuola d’Arda.
La tecnica non basta L’incontro, coordinato da Elisa Di Nuzzo, infermiera presso l’Hospice, ha messo in evidenza come la Giornata Mondiale del Malato, giunta alla sua trentesima edizione, è un momento importante di attenzione verso la sofferenza e la malattia. “La tecnica e la competenza nella medicina - ha sottolineato il dott. Bologna - non è sufficiente per la cura del malato. Il paziente si accorge se il medico si dedica ed è attento a lui. Sono gli stessi malati che chiedono aiuto, e sentono immediatamente se l’operatore sanitario gli è vicino”.
Toccare la carne La Legge Regionale dell’Emilia Romagna n.12 del 10 aprile 1989 - ricordata da don Lugani – disciplina l’assistenza religiosa nelle strutture di ricovero delle unità sanitarie locali ed è un servizio che ha il compito di assicurare presso i presidi sanitari, nel rispetto della volontà e libertà di coscienza dei cittadini, l'esercizio della libertà religiosa e l'adempimento delle pratiche di culto, nonché il soddisfacimento delle esigenze spirituali proprie delle diverse confessioni. Don Cesare ha affermato come cerca, con dedizione, di adempiere questo servizio facendo visita agli ammalati fra cui musulmani e diversi ortodossi: “Mi presento, sono accolto cordialmente, cerco di dialogare, di toccare la carne, come dice il Papa, chiedo notizie sulla loro salute, prego con loro, amministro i sacramenti e vedo che i malati rispondono volentieri”. Fino al 2019 la giornata del Malato, nella Festa della Madonna di Lourdes, - ricorda il sacerdote - veniva celebrata con la messa in uno spazio della Lungodegenza e si amministrava il sacramento dell’Unzione degli Infermi. “Questo periodo di pandemia - ha precisato don Lugani - invece ha ridotto i contatti e messo in luce tanta fragilità: la lezione ricavata è che tutti siamo nella stessa barca”.
Lourdes cambia le persone “Nei molti viaggi a Lourdes - ha evidenziato il dott. Bologna - ho sperimentato molta speranza e un diverso modo di approcciare la malattia. Infatti molte persone, pur non ricevendo la guarigione fisica, se ne vanno libere interiormente. Anche se rimangono ancora problemi di salute, la persona cambia l’approccio con la malattia e il dolore. Scoprono una serenità che non si trova da nessuna altra parte. Infatti a Lourdes i miracoli non sono solo quelli evidenti che si vedono, ma molti altri più nascosti che cambiano le persone”.
La vicinanza è un balsamo prezioso L’incontro ha suscitato notevole interesse nei presenti e ha messo in evidenza come "La vicinanza è un balsamo prezioso, che dà sostegno e consolazione a chi soffre nella malattia”, una espressione di papa Francesco usata su Twitter. Infine, il messaggio del Pontefice, conclude richiamando l'indispensabile servizio della pastorale della salute, soprattutto nell'assistenza spirituale verso i malati, e l'impegno che ciascuno di noi dovrebbe avere nel rendersi vicino a chi soffre. Perché "il ministero della consolazione è compito di ogni battezzato, memore della parola di Gesù: «Ero malato e mi avete visitato» (Mt 25,36)".
I volontari di Banco Farmaceutico saranno presenti sabato 12 febbraio anche in 32 farmacie di Piacenza e provincia per la Giornata della raccolta del farmaco. I farmaci da banco che verranno donati sosterranno 20 realtà del territorio che si prendono cura dei bisognosi. Durante l’edizione del 2021, sono state raccolte 2791 confezioni di farmaci (pari a un valore di 23.274,61 euro). L'iniziativa continuerà fino al 14 febbraio.
"La speranza per il nostro Paese è anche responsabilità di ognuno di noi, e si alimenta anche con piccoli gesti di gratuità. Invitiamo chiunque può permetterselo a donare uno o più medicinali per chi ha bisogno - sottolinea Sergio Daniotti, presidente della Fondazione Banco Farmaceutico onlus -. Perché c’è l’esigenza delle persone indigenti, a cui possiamo rispondere in maniera concreta partecipando alla Giornata. E perché compiere un semplice atto di altruismo come questo, andando apposta in farmacia per donare un farmaco, è un modo per farci carico ciascuno di una parte della speranza di tutti".
C’è un’emergenza che, con o senza Covid, si protrae da anni, ma con la pandemia si è aggravata: si tratta delle persone in condizione di povertà sanitaria. Nel 2021, erano 597.560, 163.387 in più rispetto alle 434.173 del 2020. Si è registrato, quindi, un incremento del 37,63% delle persone indigenti che hanno chiesto aiuto a 1.790 realtà assistenziali convenzionate con Banco Farmaceutico per farsi curare. Per dar loro sostegno, tali realtà hanno chiesto al Banco 980.562 confezioni di medicinali. Attraverso la GRF, è stato possibile coprire il 47,4% del loro fabbisogno.
La voce dei farmacisti
"Noi farmacisti, che abbiamo lavorato per supportare i cittadini anche nelle fasi più dure della pandemia, riscontriamo purtroppo ogni giorno che le aree di sofferenza e di povertà sanitaria sono cresciute enormemente - sottolinea Marco Cossolo, presidente di Federfarma Nazionale -. Iniziative come questa del Banco Farmaceutico sono importanti per dare un aiuto concreto a chi ne ha bisogno. La rete delle farmacie è profondamente integrata nel tessuto sociale del territorio, sia nelle grandi città che nelle aree più interne, ed è particolarmente sensibile alle necessità dei più fragili. La fiducia che ogni giorno ci dimostrano i cittadini è testimonianza del valore sociale dell’impegno quotidianamente svolto dai farmacisti in farmacia in favore della collettività".
"Anche quest’anno ci aspettiamo una grande adesione alla Giornata di Raccolta del Farmaco organizzata dal Banco farmaceutico, un’iniziativa in cui si esprime in maniera concreta l’impegno sociale e la vicinanza dei farmacisti alle persone, soprattutto alle più fragili", dice Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (Fofi). "La crisi economica causata dalla pandemia di Covid - aggiunge - ha acuito il già diffuso problema della povertà sanitaria e accentuato le diseguaglianze di salute. Oggi più che mai, c’è bisogno di un forte slancio di solidarietà per sostenere chi è in difficoltà ed è costretto a rinunciare a curarsi, e questa è la migliore occasione per dimostrarlo. Ringrazio tutti i colleghi che si sono messi a disposizione e i cittadini che con le loro donazioni contribuiranno al successo di questa importante iniziativa".
Gli enti della provincia di Piacenza che riceveranno i farmaci donati nella giornata di raccolta 2022
AMICI DELL'HOSCPICE ONLUS BORGONOVO VAL TIDONE AS.SO.FA. PIACENZA ASSOCIAZIONE ARCANGELO DIMAGGIO ODV ONLUS PIACENZA ASSOCIAZIONE LA RICERCA "CASA ACCOGLIENZA DON VENTURINI" (LA PELLEGRINA) PIACENZA ASSOCIAZIONE LA RICERCA "COMUNITÀ EMMAUS" PIACENZA ASSOCIAZIONE LA RICERCA "LUNA STELLATA" PIACENZA ASSOCIAZIONE LA RICERCA "COMUNITÀ LA VELA" PIACENZA CASA DI RIPOSO F.LLI COPELLI PODENZANO CASA DI RIPOSO FACSAL PIACENZA CASA DI RIPOSO GIUSEPPE GASPARINI RIVERGARO CENTRO AIUTO ALLA VITA CHIARA CORBELLA PETRILLO DI PIACENZA PIACENZA CONFRATERNITA MISERICORDIA DI PIACENZA PIACENZA CONGREGAZIONE DELLE FIGLIE DI GESÙ BUON PASTORE PIACENZA FONDAZIONE AUTONOMA CARITAS DIOCESANA PIACENZA BOBBIO PIACENZA FONDAZIONE MADONNA DELLA BOMBA SCALABRINI ONLUS PIACENZA ISTITUTO FIGLIE DI MARIA SS. DELL'ORTO (GIANELLINE) PIACENZA LE QUERCE DI MAMRE ONLUS PIACENZA MONASTERO BENEDETTINO SAN RAIMONDO PIACENZA SUORE MISSIONARIE SCALABRINIANE DI SAN CARLO BORROMEO "S. RAFFAELE" PIACENZA TELEFONO ROSA PIACENZA - ASSOCIAZIONE "LA CITTÀ DELLE DONNE O.D.V." PIACENZA
Le farmacie della provincia di Piacenza che aderiscono alla giornata di raccolta 2022
PODENZANO GARIGA - VIA CHERUBINI 7 PODENZANO BARBIERI EX ECCHER - PIAZZA RE AMATO 16 PONTENURE BERTUZZI - VIA ROMA 141 PIACENZA BESURICA - VIA MALASPINA 2 PIACENZA BONORA - VIA GENOVA, 20 PIACENZA BOSSI - VIA SARAGAT, 3 CASTELVETRO PIACENTINO BOZZI - C.SO MATTEOTTI, 35/B CASTEL SAN GIOVANNI CAMILLO CORVI - VIA GIORDANO BRUNO 54 PIACENZA COMUNALE MANFREDI - VIA MANFREDI, 72 PIACENZA COMUNALE NIVIANO - VIA PIROLI, 2/F NIVIANO CONTRADA - CONTRADA DELL'OSPEDALE 3 BOBBIO CORVI GIANNI - C.SO V. EMANUELE, 121 PIACENZA DALLAVALLE - VIALE D. ALIGHIERI, 34 PIACENZA DEL SANTUARIO - VIA EMILIA, 153 ROVELETO DR. BIANCHI IL CASTELLO - VIA DON MAZZOCCHI, 4 C/D CASTEL SAN GIOVANNI EUROPA - VIA CALCIATI, 25 PIACENZA FARNESIANA - VIA FARNESIANA, 100/E PIACENZA FIORANI - P.ZZA BORGO, 40 PIACENZA GARAVANI - VIA MATTEOTTI, 76 CASTEL SAN GIOVANNI GENESI - VIA MARCONI, 2/A CAORSO LANERI - C.SO V. EMANUELE, 66 PIACENZA NAVILLI - PIAZZA CAVALLI 29 PIACENZA OLDRINI FUGAZZA - VIA ROMA, 68 BORGONOVO VAL TIDONE PIACENZA - VIA PIETRO CELLA, 56 PIACENZA PIU' - VIA CAVOUR 37 PIACENZA PONTE SUL NURE - VIA EUGENIO MONTALE 11 PONTENURE PRATI (DELL'OSPEDALE) - VIA TAVERNA, 74 PIACENZA REBECCHI - VIA VITTORIO VENETO, 99 PONTE DELL'OLIO SAN FRANCESCO - PIAZZA SAN FRANCESCO 17 BOBBIO SAN NICOLO' - VIA EMILIA OVEST 41 SAN NICOLO' SANT'ANTONIO - VIA EMILIA PAVESE 248 PIACENZA ZACCONI - VIALE SANT'AMBROGIO 33 F/G PIACENZA
Dal corso in Studi europei in collaborazione con Belgio, Spagna e Polonia a quello sulle materie prime per l’agroalimentare nel cuore della Food Valley, dalla laurea in Salute e Sport a quella in Mercato energetico rinnovabile e finanza, tutta in inglese. La Regione e le Università del territorio hanno scelto di rafforzare l’offerta di studio nella direzione della sostenibilità, della digitalizzazione e dell’internazionalizzazione, in piena sintonia anche con le priorità indicate dal Patto per il Lavoro e per il Clima, che ha tra i propri cardini come modello di sviluppo proprio la diffusione di saperi e competenze. Il Co.Re.Co. dell’Emilia-Romagna (Comitato Regionale di Coordinamento delle Università), ha espresso all’unanimità il parere favorevole all’attivazione di 20 nuovi corsi di laurea a partire dall’anno accademico 2022-2023. Un primo, fondamentale passo a cui è seguito il via libera da parte dagli Organi Accademici di ogni Ateneo e che ora passa al parere di Cun (Consiglio universitario nazionale) e Anvur (Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario), prima di arrivare al ministero dell’Università e della Ricerca.
I nuovi corsi
Otto nuovi corsi saranno avviati dall’Università di Bologna, cinque dall’Università di Modena e Reggio Emilia, tre nuovi corsi a testa per Università di Parma e Università di Ferrara; infine, un nuovo corso partirà nella sede di Piacenza dell’Università Cattolica di Milano che propone l’attivazione del corso di laurea magistrale a ciclo unico in Scienze della formazione primaria, già attivo presso le sedi di Milano e Brescia, per diventare insegnanti nelle scuole dell'infanzia e della primaria. Sei corsi su venti (cinque a Bologna e uno a Parma) - quindi complessivamente un terzo - avranno lezioni ed esami in lingua inglese; per quanto riguarda la tipologia dei nuovi percorsi, la metà fa riferimento a lauree magistrali (10 su 20), in sette casi si tratta di lauree triennali mentre tre sono le nuove lauree professionalizzanti, suddivise tra gli atenei di Bologna, Ferrara e Parma; con quest’ultima che attiva la prima laurea professionalizzante in Professioni tecniche agrarie, alimentari e forestali sulla Qualità e Approvvigionamento di Materie Prime per l’Agro-Alimentare (QuAM) All’Università di Bologna sono otto i nuovi corsi di studio pronti a partire: la laurea ad orientamento professionale in “Chimica per prodotti e processi”; le lauree triennali in “Management and economics” (nel campus di Forlì) e quella in “European studies”, entrambe in inglese; le lauree magistrali in “Greening energy market and finance”, “Science of climate” e “International management”, tutte in inglese, e quelle in italiano in “Governance e politiche dell’innovazione digitale” e in “Religioni, storie, culture”, titolo congiunto con l’Università di Modena e Reggio e la Facoltà Teologica.
Per l’Università di Modena e Reggio Emilia sono in programma cinque nuovi corsi di studio: le lauree triennali in “Analisi e gestione dei dati per le imprese” e “Assistenza sanitaria”, quest’ultima inter-ateneo con l’Università di Parma, e le lauree magistrali di “Analisi dei dati per l’economia e il management”, “Digital Automation Engineering”, “Salute e sport” (inter-ateneo con l’Università di Verona) e “Religioni, storia, cultura”, in collaborazione con l’Università di Bologna. All’Università di Parma al via due lauree triennali, “Dental Hygiene” (in inglese) e “Scienze dei materiali”, e una laurea professionalizzante, “Qualità e Approvvigionamento di Materie Prime per l’Agro-Alimentare”. Per l’Ateneo di Ferrara i nuovi corsi in partenza sono la laurea triennale in “Filosofia e società contemporanea”, quella magistrale in “Metodologie e innovazione didattica per le biogeoscienze e per la chimica” e quella professionalizzante in “Tecnologie per l’industria digitale”. Nella sede di Piacenza dell’Università Cattolica di Milano è pronta a iniziare la laurea magistrale a ciclo unico in “Scienze della formazione primaria”, che replicherà quello già attivo presso le sedi di Milano e di Brescia.
I bonus, super o meno, hanno funzionato per i cittadini e le imprese: ce ne siamo accorti tutti, anche solo camminando nelle nostre città. Ma hanno funzionato fino a che il governo non ci ha messo le mani, soprattutto eliminando, o comunque largamente limitando, la cedibilità multipla. Se queste modifiche sono state introdotte ad evitare che si verifichino fatti negativi ed incresciosi a carico dello stato, non si capisce, prima di tutto, perché si sia agito su questa multilateralità, che era invero uno dei cardini del successo riscontrato. Semmai, è esattamente il contrario, infatti. Perché multilateralità significa anche maggiori controlli ed eliminarla, minori controlli. Aver agito in questo modo ha limitato in maniera abnorme la circolazione dei crediti d’imposta. Cambiare passo (e norme) appare non solo opportuno ma anche necessario se si vuole sostenere quella ripresa dell’economia che rischia comunque già di essere rivista al ribasso, come confermano le ultime stime della Banca d’Italia e del Fondo Monetario Internazionale. Lo ha già ricordato anche l’on. Riccardo Fraccaro: la proposta del Governo rischia seriamente di ammazzare la crescita del PIL e di ridurre gli interventi nel settore dell’efficienza e del risparmio energetico. Inoltre, rendendo più difficile il sostegno alle cessioni del credito da parte delle banche di territorio, si limita la concorrenza all’interno del sistema bancario, come ha già ricordato Assopopolari, alle banche associate e all’opinione pubblica. Il rischio in futuro è che qualora non vi fossero imposte da compensare le banche di territorio (che sono quelle che, conoscendo l’ambiente in cui operano, fanno davvero credito e soprattutto fanno quello che al sistema compete nella materia di cui stiamo trattando) perdano per sempre le quote di credito non utilizzate. Restando, sostanzialmente, la possibilità di agire in capo ai soli maggiori gruppi bancari: così di certo sempre affrettando l’avvento (sperato non da tutte le banche) del monopolio bancario, ma non certo rendendo più fluente il credito ed incrementando il ricorso del finanziamento dei bonus. Altrettanto si annullerebbero i benefici sperati (e già in molti casi concretizzatisi) sia per l’economia che per l’opera di intermediazione svolta dalle numerose attività bancarie presenti nel nostro Paese e radicate, come detto, nei territori. La grave realtà venutasi a creare (oltretutto in un periodo particolarmente delicato, caratterizzato da uno spropositato aumento delle materie prime) farà anche venir meno il riattamento degli immobili rustici, che - com’è noto - rappresentano un patrimonio, anche storico, di riguardo, pur dopo la desertificazione causata nei nostri territori, a cominciare dalla briosa valle padana, dalle (spesso astrattamente previste e studiate) norme europee.
Di questa nuova situazione causata dalle modifiche si sono resi conto numerosi parlamentari, sensibili e preoccupati per i propri territori, così come si sono mosse alcune Organizzazioni ed in particolare la Confedilizia (“l’intervento correttivo serve adesso con un decreto del Governo”, così il suo Presidente Spaziani Testa), nonché il Ministero dell’Economia, ABI, ANCE e Ministero delle Infrastrutture, con interlocuzioni. Il provvedimento correttivo è attualmente all’esame della Commissione Bilancio del Senato dove è stato incardinato martedì, con una seduta nella quale è stato deliberato un ciclo di audizioni. L’esame del merito inizierà la prossima settimana, mentre domani verrà stilato il calendario dei lavori. Relatori saranno gli on. Conzatti, Misiani e Damiani. Il termine per la presentazione degli emendamenti non è ancora stato fissato. Al di là di tutto questo, provvedere è urgente: per cui si spera che il Governo provveda immediatamente (come richiesto da Confedilizia) con provvedimento d’urgenza. Farà cosa giusta e utile per l’intero sistema delle imprese, ma anche per quello, nel suo intero, delle banche.
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