Imparare a costruire un'arnia con l'ausilio della robotica. E mettere la professionalità acquisita al servizio dell'inclusione sociale. È la nuova "sfida" formativa dell'associazione "La forma del cuore Aps", che partirà l'8 febbraio a Spazio 2 a Piacenza in via XXIV Maggio 53 (qui il programma completo) messa a disposizione da Asp Città di Piacenza. Il progetto vede l'associazione guidata dall'ingegner Paolo Rossetti (nella foto sopra) collaborare con la milanese OpenDot, uno dei più importanti Fab Lab Italiani. A tenere il corso sarà l'esperto Alberto Ornaghi, Designer and Digital Fabricator.
Una figura professionale tra le più richieste
"Sappiamo bene - spiegano i promotori - che il mondo della produzione si sta orientando sempre di più alla robotica e all’automazione. Per questo imparare a progettare oggetti e ad usare una macchina a controllo numerico per produrli può aprirci tantissime strade anche dal punto di vista lavorativo. E non solo! Potremo dar forma alle nostre passioni per creare oggetti unici, belli e utili a qualcuno".
La figura professionale del progettista ma anche quella dell’operatore CNC è una delle più ricercate nel mondo del lavoro e possono essere svolte anche da persone con disabilità per la sicurezza della macchina CNC e la sua operatività di lavorazione.
Una macchina CNC (la sigla sta per “Computer Numerical Control”) è una macchina utensile che si avvale dell’utilizzo di un dispositivo elettronico (controllo numerico) per la gestione dei suoi movimenti. Le CNC vengono impiegate per realizzare oggetti di qualsiasi forma e tipo, dagli articoli di design a componenti meccanici di alta precisione, a oggetti unici per bisogni speciali che nessuno produce in serie. Le macchine a controllo numerico sono particolarmente diffuse nelle produzioni di tipo industriale, grazie alla loro notevole versatilità nell’eseguire la lavorazione di materiali molto diversi tra loro come acciaio, legno, plastica, polistirolo EPS ed XPS, metalli leggeri non ferrosi, poliuretani e tanti altri ancora.
"In buona sostanza, con una macchina CNC, è possibile lavorare la maggior parte de materiali in sicurezza e senza abilità manuali particolari - spiegano ancora gli organizzatori del corso -. Le funzioni e i movimenti di una macchina CNC sono predefiniti, ossia sono pre-impostati mediante l’impiego di specifici software. Proprio queste peculiarità, non solo rendono le macchine CNC ideali per effettuare lavorazioni di alta precisione, per le quali è richiesto un tempo di realizzazione generalmente lungo, ma impediscono anche alla macchina CNC stessa di interagire con l’ambiente esterno in maniera autonoma in caso di imprevisti lungo il percorso di lavorazione".
Un corso per imparare a progettare con la robotica
E così per avere ciber angeli sempre più bravi e utili ti proponiamo di imparare da zero a progettare con il software CAD/CAM Fusion 360, e realizza con la fresa professionale CNC Shopbot Alpha un’arnia complessa, come il modello “Barcellona”, sotto la guida di un vero esperto di OpenDot, uno dei più importanti Fab Lab Italiani che abbiamo avuto il piacere di conoscere.
Apprendere una tecnologia così complessa senza una guida esperta è molto difficile, può costare caro (danni su una fresa, su un pezzo e anche sulla macchina) e richiede molto tempo fino a farci scoraggiare e mollare tutto. "Ma la CNC è qualcosa di meraviglioso che ci può consentire di realizzare cose fantastiche non solo per il fai da te! E noi non vogliamo creare un gruppo di hobbisti - evidenzia l'ingegner Rossetti - ma di appassionati che risolvano problemi veri e creino oggetti unici ed utili come arnie per ripopolare di api il nostro pianeta, pedane per rendere accessibili le nostre case, strumenti per superare le nostre difficoltà quotidiane e aiutare chi non conosce ancora le possibilità delle tecnologie che abbiamo a disposizione".
Come partecipare
ll corso è organizzato, dall'8 febbraio, in tre settimane consecutive (i martedì e giovedì) a Piacenza con spiegazioni teoriche a cui seguono attività pratiche hands-on, per permettere una conoscenza approfondita e dare modo alle persone di lavorare sin da subito con le tecnologie utilizzate per realizzare un prodotto progettato e realizzato completamente al termine del percorso. Quattro lezioni da quattro ore (dalle 14.30 alle 18.30) si terranno nella sede dell'associazione "La forma del cuore" a Spazio 2. I due workshop di quattro ore ciascuno di fresatura con la CNC ShopBot Alpha, divisi in gruppi da 6, si terranno a Milano presso OpenDot (via Tertulliano 70), con viaggio in treno o in auto (le spese saranno divise tra i partecipanti).
Quota di iscrizione: 295 euro IVA inclusa; trasferta a Milano esclusa.
Iscrizioni: massimo 12 persone dai 15 anni in su - www.laformadelcuore.org - tel. 335.6968 980 oppure
“Convivenza, inclusione ed accoglienza nella Piacenza multietnica e multireligiosa” è il tema del ricco dibattito, organizzato dal Rotary Piacenza, che ha visto protagonisti il vescovo mons. Adriano Cevolotto, il presidente della comunità islamica di Piacenza Yassine Baradai e il diacono della chiesa ortodossa romena Teodor Ursachi. Moderati da Augusto Pagani, i tre si sono confrontati a distanza - online - sull’importanza del dialogo interreligioso per far crescere Piacenza, alle prese, inoltre, con una crisi demografica e qualche problema nell’integrazione, nella comunità locale, dei giovanissimi.
Baradai: c'è ancora molta strada da fare
“La nostra è una comunità recente sul territorio - ha esordito Baradai - ha vent’anni, si è costituita nel tempo ed è composta da diverse etnie: albanesi, egiziani, marocchini, arabi, sub-sahariani. Al nostro interno la convivenza è pacifica: condividendo i valori si riescono a tenere insieme le persone”. Per Baradai Piacenza è “comunque accogliente e i dati lo dimostrano”. “Non è una città esclusiva - ha aggiunto -, dà opportunità. Se tanti stranieri abitano a Piacenza, è perché qui si può vivere, oltre all’offerta di lavoro. Altrimenti se ne andrebbero altrove”. Si stimano 10mila musulmani residenti nel capoluogo. “Rispetto ad altre realtà riteniamo che vi siano molte più famiglie, quindi nuclei stabili, con figli che crescono qui”. Per il presidente della comunità islamica il dialogo interreligioso “è uno strumento utile per introdurli alla vita nella società, far capire quali sono i valori nei quali crediamo per convivere. L’unico aspetto negativo è che abbiamo ancora molta strada da fare”.
Vescovo Cevolotto: se c'è interesse a dialogare è un bene
A detta di tutti, il cammino è ancora lungo. “Vent’anni possono sembrare molti – ha precisato mons. Cevolotto - ma in realtà è poco tempo. Lo sappiamo, all’inizio da parte di molti piacentini ci possono essere stati «timori, paure, sospetti». Qualcuno si è sentito «invaso dal nemico». Con la paura e la difesa non si va da nessuna parte, bisogna comprendere e capire”. Per il vescovo l’accoglienza e il dialogo non coinvolgono solo l’ambito religioso. “C’è anche la questione della lingua, della cultura. Però il dialogo tra noi è importante, mi riferisco più a quello umano, tra le persone, rispetto a quello istituzionale. Se c’è interesse a conoscersi e dialogare è un bene”. Comunque la diversità è sempre arricchimento. “Le distinzioni non sono separazioni: essere differenti non significa essere contrapposti”. La diocesi spalanca le porte: “stiamo incontrando la comunità islamica, quella ortodossa e quella metodista”.
Ursachi: un dialogo umano
Il diacono ortodosso Ursachi ha concordato con il Vescovo. “Il dialogo, prima di essere religioso, deve essere umano. Se entrambi i confronti proseguono, si dimostra la comunione dell’uomo. A Piacenza tutto questo lo vediamo e ne sono felice, siamo ad un buon punto. Possiamo migliorare ma la base c’è”.
Pagani ha invitato gli ospiti a discutere dei possibili interventi per favorire l’integrazione e inclusione sociale, soprattutto dei giovani. “Sono arrivato in Italia a 7 anni – ha parlato della sua storia personale Baradai -. La cosa più brutta è sentirsi chiamare «straniero». Quando ho iscritto i miei figli a scuola, non ho apprezzato sentirli definire «stranieri» dalle maestre: sono nati e cresciuti qui. Non dobbiamo far percepire ai nostri giovani questa sensazione, da piccoli. Essere visti come «non italiani», «estranei», è frustrante. La maggior parte di questi bambini, quando crescono, vengono rifiutati anche dalla propria origine. Quindi si sentono respinti da entrambi i Paesi. Per questo auspico che la scuola sia più inclusiva, per far sentire tutti a casa propria”. “Incontrando i veneti che sono emigrati nel mondo - è il ricordo del trevigiano mons. Cevolotto – ho notato che si sentivano stranieri sia in Italia che nel Paese che li ha accolti. È giusto entrare in un contesto senza dover rinnegare le proprie origini. Bisogna aiutare ciascuno ad essere sé stesso. Le differenze non devono farci opporre. Per i giovanissimi forse non è il dialogo interreligioso lo strumento più necessario, vivono altri problemi a quell’età. Ritengo la scuola e lo sport i due mondi dove i giovani possono sentirsi integrati”.
Anche Ursachi ha parlato della sua vicenda personale. “Come Baradai sono in Italia da quando ho 7 anni, ho fatto le scuole in questo Paese e noto che le persone che hanno Fede riescono ad integrarsi meglio, da tutte le parti. Infatti ai bambini e ragazzi ai quali facciamo catechesi insegniamo prima di tutto la bontà”. Per favorire l’integrazione, Ursachi ha ribadito l’importanza di “dare il buon esempio a chi non ha ancora l’intenzione di lasciarsi coinvolgere”. Cevolotto è conscio della delicatezza del cammino da intraprendere: in tutte le comunità ci sono ancora oggi molte persone che non sono disposte a dialogare. “Serve tempo per cambiare certe dinamiche – ha convenuto Baradai -. Noi, ad esempio, ci teniamo ad insegnare la nostra religione in italiano, perché parlare in arabo significa separare i mondi. I ragazzi apprezzano, perché così si tengono in equilibrio tra i loro due mondi”.
Nella foto, da sinistra, Yassine Baradai, il vescovo Adriano Cevolotto, Teodor Ursachi.
Siamo tutti ignari portatori sani di un potenziale “nemico” che genera conflitti e impedisce di scorgere nell’avversario una persona come noi: serve un’educazione alla pace che tragga origine dalla conoscenza dell’altro e dalla capacità di appianare i contrasti. È il concetto che sta alla base del progetto Rondine Cittadella della Pace, una realtà ormai più che ventennale che dalla provincia di Arezzo, in un borgo medievale affacciato sull’Arno che ne è la sede, è diventata un caso internazionale e che ora cerca protagonisti tra i ragazzi e i docenti delle scuole superiori d’Italia.
Nella sede della Fondazione di Piacenza e Vigevano, nella mattinata del 24 gennaio, i rappresentanti degli istituti superiori di Piacenza, Castelsangiovanni e Fiorenzuola, dell’Istituto scolastico provinciale e della Consulta degli studenti hanno incontrato il fondatore e presidente del progetto Franco Vaccari. A promuovere l’incontro il presidente della Fondazione Roberto Reggi – che di Rondine è da tempo sostenitore e parte attiva – e i consiglieri d’amministrazione Mario Magnelli e Luca Groppi.
Il progetto originario
Rondine nasce in un borgo medievale a pochi chilometri da Arezzo. È un’organizzazione che si impegna per la riduzione dei conflitti armati nel mondo e la diffusione della propria metodologia per la trasformazione creativa del conflitto in ogni contesto.Il progetto originario si fonda sullo Studentato internazionale World House, che accoglie giovani laureati provenienti da tutto il mondo: da Israele alla Palestina, dall’Ucraina al Mali, alla Colombia, al Libano e da tutti quei luoghi teatro di conflitti armati o post-conflitti. Attraverso il lavoro difficile e sorprendente della convivenza quotidiana, i giovani scoprono la persona nel proprio nemico, imparano la gestione dei conflitti, sono pronti a esportare nel loro paesi d’origine una capacità di leadership fondata su valori positivi, sulla comprensione e sul dialogo.
Rondine dal 2019 è parte di Alliance for Peace Builiding (AfP), una rete di oltre un centinaio di organizzazioni di 153 paesi che lavorano per ridurre la violenza e costruire una pace sostenibile. Nel 2021 ha acquisito lo Status Consultivo Speciale presso il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite.
Nell’ottobre 2020 la senatrice Liliana Segre, infaticabile testimone della Shoah che ha incontrato migliaia di studenti raccontando il pericolo dell’indifferenza – l’accettazione dell’ingiustizia come prima forma di violenza – ha scelto il borgo di Rondine per dare la sua ultima testimonianza pubblica sugli orrori dello sterminio, lasciandovi l’eredità morale da trasmettere alle nuove generazioni. Da quell’incontro, al quale hanno assistito le più alte cariche dello Stato ma soprattutto milioni di studenti italiani collegati da remoto, ha preso vita l’idea di potenziare la diffusione del metodo Rondine tra i ragazzi degli istituti superiori, per farne i protagonisti di un mondo nuovo, con meno violenza e meno guerre.
Due progetti per le scuole superiori
Agli istituti superiori sono dedicati due diversi progetti. Il primo è stato avviato nel 2015 ed è il Quarto Anno Liceale d’Eccellenza a Rondine, che il Ministero dell’Istruzione riconosce ufficialmente come percorso di sperimentazione per l’innovazione didattica. Attraverso un bando, i ragazzi di tutta Italia delle attuali terze classi dei Licei Classico, Scientifico e delle Scienze Umane possono candidarsi per trascorrervi l’anno scolastico 2022-2023. Un anno di studio in grado di sviluppare e integrare le competenze trasversali e relazionali fondamentali per la loro crescita e il loro sviluppo umano. Un’opportunità educativa e formativa rivolta a giovani talentuosi e meritevoli, che cercano un’esperienza formativa internazionale e interculturale alternativa al quarto anno all’estero, grazie all’interazione con la World House – lo Studentato Internazionale di Rondine.L’offerta formativa garantisce lo studio di tutte le discipline previste dai piani ministeriali dei diversi indirizzi. La peculiarità è l’approccio innovativo, che favorisce un’appropriazione più critica e creativa dei contenuti disciplinari, attraverso il collegamento con l’attualità, lezioni non frontali, applicativi digitali e percorsi tematici interdisciplinari e collegati ai temi propri di Rondine. Al regolare piano formativo si affianca il Percorso Ulisse: un viaggio alla scoperta di se stessi, del mondo e del futuro. Prevede incontri con esperti e docenti universitari, attività e workshop per approfondire e interpretare le principali questioni di attualità, imparare a trasformare le fragilità in punti di forza, iniziare a definire il proprio percorso di vita e la propria vocazione professionale
L’altra iniziativa dedicata agli istituti superiori è l’attivazione della “Sezione Rondine”, che nel 2022 si realizzerà in una ventina di scuole italiane, e che è rivolto a tutti i corsi di studio, non solo liceale. La proposta riguarda un triennio sperimentale (classi terze, quarte e quinte), strutturato attraverso un percorso di co-progettazione tra l’organizzazione e gli istituti e che prevede la partecipazione di tutto il collegio docenti della classe. Gli insegnanti vengono formati attraverso un percorso formativo di 75 ore (on-line e in presenza a Rondine) che consente una certificazione al Metodo. Altro elemento innovativo è l’introduzione della figura del Tutor, un professionista “facilitatore relazionale” offerto alla classe e al consiglio di classe per sollecitare, orientare e facilitare un complesso intreccio di dialoghi e per trasformare i conflitti sia interiori sia di gruppo, favorire l’acquisizione di competenze trasversali per crescere come giovani capaci di definire la propria identità e il proprio progetto di vita, cittadini responsabili e generosi, con una visione globale ma anche con il dediderio di essere a servizio nella propria comunità locale.
Il sostegno della Fondazione
Il presidente della Fondazione Roberto Reggi ha ricordato quando, in rappresentanza di Rondine, nel 2018 presentò alle Nazioni Unite la proposta di destinazione di una parte delle spese militari per finanziare le attività di formazione finalizzate alla risoluzione non violenta dei conflitti. «Pure nelle difficoltà del presente che le scuole italiane si trovano a dovere affrontare – ha sottolineato –, l’invito di oggi è un invito a scoprire un’esperienza meravigliosa. È un progetto a suo modo rivoluzionario per la capacità di “sognare in grande”, per citare Rodari, e sicuramente impegnativo, che vogliamo sostenere perché crediamo nella forza del dialogo e nella necessità che i giovani di oggi possano imparare a superare ogni genere di conflitto, meglio di chi li ha preceduti». La Fondazione assicurerà l’erogazione di una borsa di studio per la frequenza all’iniziativa del Quarto anno e sosterrà le spese per il tutor di classe nel caso di attivazione della sezione Rondine.
Nella foto di Del Papa, la presentazione del Progetto Rondine in Fondazione.
E’ ripartito il corso Cives per l’anno 2022, l’ospite della prima serata del secondo ciclo dedicato al futuro di Piacenza, il geologo Riccardo Rocca, che ha illustrato i cambiamenti della nostra città nel tempo attraverso un’analisi geologica e storica, dai primi insediamenti sino all’epoca attuale avvalendosi del sito internet: Piacenza : https : // riccardorocca . github . io / Piacenza_WalkMap/. Il lavoro è nato dalla collaborazione con Michela Anselmi, creatrice di un blog turistico virtuale che attraverso la tecnologia digitale descrive gli aspetti della struttura del territorio piacentino e del suo paesaggio urbano. Piacenza Work Map permette a chi la utilizza di riconoscere la posizione dell’utente e di ritrovare attraverso stelline sulle mappe, i luoghi storici della città: cliccando sulle stelline è possibile aprire un post, dove compariranno schede di approfondimento. Le fonti di questo lavoro sono state attinte da numerosi siti internet, da lavori di associazioni piacentine come Achistorica, da conversazioni e pubblicazioni della dottoressa Valeria Poli e da foto di Giulio Milani.
Piacenza, dall'epoca romana al '900
Verificando gli aspetti geologici di Piacenza, si è partiti dalla fondazione nel 218 a.c. insieme a Cremona, come avamposto per contrastare la discesa di Annibale: due luoghi importanti per la viabilità, grazie alla presenza del fiume Po e posizionati in siti sicuri rispetto al rischio di inondazioni dello stesso fiume. Piacenza diventa poi, sempre in epoca romana, un luogo importante per le comunicazioni, sia per la presenza della via Emilia che della via Postumia. Il dott. Rocca ha successivamente illustrato i luoghi dove furono costruite le mura Medioevali, in continuo mutamento man mano che la città cresceva, sino a quelle di epoca Viscontea e Farnesiana. Il geologo ha mostrato come le ultime mura fossero più difensive e con meno accessi, anche in ragione dello sviluppo delle armi e come cessasse l’esigenza di espansione della città aumentando invece quella difensiva. Uno sguardo finale poi sulle fortificazioni del ‘700 e dell’800, quando a Piacenza si stabilirono i Borboni, poi i francesi ed infine gli austriaci. L’impero austriaco mantenne guarnigioni dentro Piacenza, che pure non rappresentava più un luogo di confine, aggiornando le fortificazioni. Infine, con l’unità d’Italia, Piacenza continuò ad essere considerata una piazzaforte e le fortificazioni aumentarono, congelando la città dentro le sue mura e filtrando le relazioni con l’esterno. Solo nel ‘900 Piacenza inizia di nuovo la sua espansione attraverso la fusione dei Comuni limitrofi: Sant’ Antonio, San Lazzaro e Mortizza, procedendo all’urbanizzazione delle zone al di fuori del perimetro delle mura Farnesiane. Forse il carattere dei piacentini ha risentito di questa chiusura della cittadella su sè stessa durata tanti secoli e di una congenita riluttanza per il nuovo, tanto da far perdere spesso alla città ed ai suoi abitanti occasioni culturali ed imprenditoriali importanti, speriamo nelle nuove generazioni e nella loro capacità di essere cittadini del mondo.
In questa situazione, oggi più che mai un viaggio deve essere preparato. Le incognite del tempo, lo esigono. La programmazione tecnica, tuttavia allude sempre ad una progettazione interiore e di significato, spirituale e culturale. L’Ufficio Pellegrinaggi della diocesi di Piacenza-Bobbio si propone di far emergere questi aspetti, offrendo sempre una preparazione al viaggio e, con un approfondito studio sulle mete, consente di raggiungere il cuore dei luoghi da conoscere. L’esperienza dei pellegrinaggi, nella sua essenza più profonda, diventa così la metafora della propria esistenza condensata in pochi giorni. Si propone di portare ognuno a conoscere la verità su sé stesso, sugli altri e su Dio. La programmazione, purtroppo, ancora per questo anno, risulta sempre un po’ complicata a causa del Covid. “Ormai siamo tutti bene allenati nell’avere flessibilità - ricorda la dott.sa Valeria Perini, coordinatrice dell’Ufficio Pellegrinaggi - e ad esercitare un po’ di pazienza nella pianificazione: se si potrà partire e andare lo faremo, altrimenti rimanderemo… Naturalmente nel rispetto di tutte le normative vigenti di contenimento della pandemia previste per legge alla data di effettuazione del viaggio”.
Calendario uscite di più giorni
23-24-25-26 marzo: Napoli, Caserta, Pompei con Santuario della Beata Vergine del Rosario. Partenza il 23 marzo, al mattino presto, in pullman GT da Piacenza. L’itinerario prevede nel pomeriggio l’arrivo a Napoli e la visita guidata a piedi della zona monumentale della città, segue la sistemazione in hotel. Il 24 marzo l’intera giornata è dedicata a Napoli. Venerdì 25 marzo, l’escursione guidata al sito archeologico di Pompei e successivo momento spirituale al Santuario della Beata Vergine del Santo Rosario con la celebrazione della S. Messa. Sabato 26 marzo partenza per Caserta e visita guidata alla Reggia, poi viaggio di rientro a Piacenza e arrivo previsto in serata. Quota 555 euro, iscrizioni entro il 10 febbraio.
7-8-9 Aprile: Costa Azzurra: Partenza il 7 aprile da Piacenza con pullman GT alle 6.00 stadio, 6.05 Cheope, 6.10 S. Antonino. Arrivo in mattinata a Nizza, visita alla città e al museo biblico di Marc Chagall. Proseguimento per Cannes e sistemazione in hotel. Nel pomeriggio trasferimento, con breve navigazione, verso Saint Honorat dove nel 410 venne fondato il monastero di Lerino. Nell’alto medioevo fu frequentato da pellegrini irlandesi e scozzesi e vi si formò anche sant’Attala, abate del monastero di Bobbio. Rientro in navigazione a Cannes e passeggiata guidata della cittadina. Sabato 9 aprile partenza per S.Paul de Vence, caratteristico villaggio medievale. Breve sosta lungo il percorso a Menton, per una passeggiata guidata. Arrivo a Piacenza previsto in serata. Quota: 310 euro, iscrizioni entro il 20 febbraio.
29-30 Aprile: Livigno, Santuario di Tirano, il Trenino del Bernina (da Tirano a St.Moritz). Una esperienza di due giorni in montagna (informazioni e costi presso l’Ufficio).
3-6 maggio: Lourdes in aereo con il Vescovo mons. Adriano Cevolotto. Ritrovo al Cheope e con pullman GT partenza per l’aeroporto, in mattinata arrivo a Lourdes. Apertura del pellegrinaggio, saluto alla Grotta delle Apparizioni, confessioni e celebrazione della S. Messa. Dopo cena partecipazione libera alla processione Mariana (Flambeaux). Mercoledì 4 maggio giornata dedicata a tutte le attività religiose. Giovedì 5 maggio seguono preghiere varie e S. Messa alla Grotta delle Apparizioni. Nel pomeriggio ultimazione delle visite e recita del Santo Rosario. Venerdì 6 maggio, in tarda mattinata, trasferimento all’aeroporto di Tarbes (Lourdes) e partenza con volo per Bergamo, rientro in serata, con Pullman GT, a Piacenza. Quota individuale 665 euro.
25-30 maggio: le Isole Egadi. Il 25 maggio ritrovo a Piacenza, partenza per l'Aeroporto di Milano Linate e volo diretto per Palermo. A destinazione incontro con la guida e partenza verso Nubia. Nel pomeriggio visita guidata di Trapani e trasferimento in hotel. Il 26 maggio in mattinata trasferimento in pullman al porto di S. Vito lo Capo. Imbarco ed escursione della costa antistante la Riserva dello Zingaro, prima riserva naturale in Sicilia con 7 Km di costa frastagliata, ricca di calette, aspri scogli e faraglioni, poi rientro a San Vito Lo Capo. Il 27 maggio trasferimento dal porto di Trapani, in motonave, per l’isola di Favignana e rotta su Levanzo con breve visita del piccolo centro abitato. Rientro a Favignana e trasferimento in hotel a Trapani. Il 28 maggio visita a Marettimo, la più distante e la più selvaggia delle Egadi. Il 29 maggio, in mattinata, giro dell’Isola di Favignana in trenino su gomma. Nel pomeriggio, imbarco in aliscafo e trasferimento in hotel a Marsala o Mazara del Vallo. Il 29 maggio mattinata dedicata alla visita di Marsala e ad una cantina del vino tipico locale. Nel pomeriggio visita della rigogliosa isola di Mothia e del suo museo. Segue trasferimento all'aeroporto di Palermo per il volo a Linate, in serata rientro con bus a Piacenza. Quota: 1390 euro. Iscrizioni entro il 15 febbraio.
1-4 giugno: Dresda, Ratisbona e Norimberga. Il primo giugno ritrovo dei partecipanti a Piacenza e partenza in pullman GT per la Germania. Arrivo a Ratisbona, incontro con la guida e visita della città e in serata sistemazione in hotel. Il 2 giugno partenza per Dresda, incontro con la guida per il sopralluogo della città, ricca di tesori d’arte. Il 3 giugno proseguimento della visita guidata alla Gemaldegalerie Alte Meister, la Galleria di Pittura di antichi Maestri, che è tra le più importanti al mondo e che custodisce la Madonna Sistina di Raffaello. Nel pomeriggio partenza per Norimberga e sistemazione in hotel. Il 4 giugno visita guidata della città vecchia. Segue partenza per il viaggio di rientro e arrivo in serata a Piacenza. Quota 300 euro.
20-27 giugno: Cammino di Santiago per tutti!A piedi e in pullman. Si parte da Pamplona fino a Santiago e Finisterre, alternando momenti di cammino (max 10 km al giorno) a momenti di visita, con trasferimenti in pullman. Lungo il tragitto a piedi ci sarà un pullman privato di supporto per bagagli e persone. Il 1° giorno: ritrovo, al mattino presto, a Piacenza, trasferimento con pullman all’aeroporto per volo da Milano Linate a Pamplona. 2° giorno: Pamplona, Estella, Logrono con 12 km a piedi. 3° giorno: Logrono, Santo Domingo de la Calzada, Burgos, 7 km a piedi. 4° giorno Burgos, Carrion de Los Condes, Leon con 8 km a piedi. 5° giorno: Leon, Astorga, Ponferrada, 8 km a piedi. 6° giorno: Ponferrada, Samos, Santiago de Compostela con 7 km a piedi. 7° giorno: Santiago, Ponte Maceira Finisterre, Santiago, 7 km a piedi. 8° giorno: Santiago, Madrid, Milano e rientro in serata a Piacenza. Quota 1485 euro a persona, iscrizioni entro il 10 marzo.
6-13 luglio: Norvegia, la terra dei fiordi. Il 6 luglio Ritrovo, in prima mattinata, a Piacenza e trasferimento in aeroporto con Bus GT per volo su Oslo con arrivo nel pomeriggio. Visita del centro cittadino e in serata sistemazione in albergo. Il 7 luglio salita sulla collina di Ek per una panoramica sulla città. Segue partenza per Lillehammer, sosta al belvedere e poi, seguendo la “Peer Gynt vegen”, scenografica strada attraverso i boschi, proseguimento per Otta e sistemazione in albergo. L’8 luglio visita di Lom Stavkirkje (chiesa in legno) le cui origini datano al XII secolo. Proseguimento per Geiranger Fjiord, dichiarato patrimonio dell’umanità. A Geiranger imbarco sul ferry e crociera di circa 1 ora lungo il fiordo. Sbarco e proseguimento per Stryn e sistemazione in albergo.
Il 10 luglio partenza per Olden e poi Briksdal con l’escursione con motocarro sul ghiacciaio Jostedal dall’estenzione di 487 km2. Il 10 luglio attraversamento del Sognefjord da Manheller a Fodnes a Laerdal e visita alla chiesa di Borgund, poi partenza per Gudavangen. In seguito proseguimento per Bergen e sistemazione in albergo. L’11 luglio visita panoramica della citta di Bergen, la porta ai fiordi della Norvegia, poi partenza per Eijdfjord. Attraversamento del fiordo dal Bruravik a Brimnes e proseguimento per Geilo con sosta alle cascate di Voringsfossen e sistemazione in albergo. Il 12 luglio partenza per Oslo, deviazione verso Heddal, per ammirare la Chiesa in legno e arrivo in hotel. Il 13 luglio, al mattino, visita della Galleria Nazionale d’arte, a seguire il trasferimento in aeroporto e partenza per Milano, arrivo a Malpensa alle ore 22,50. Quota 2275 euro
24-31 agosto: Cammino di Santiago a piedi. Sono previsti gli ultimi 100 km a piedi per le persone più allenate. Si percorrono in media 25 km al giorno. 1° giorno: ritrovo in prima mattinata a Piacenza, trasferimento in aeroporto e arrivo dei partecipanti a Santiago de Compostela o Oporto. 2°giorno: Sarria, Portomarin, un percorso a piedi di 22,4 km. 3° giorno Portomarin, Palas del Rei, 25 km. 4° giorno: Palas del Rei, Arzua, 28,8 km. 5° giorno: Arzua, Arca o Pino, 19,5 km. 6° giorno: Arca o Pino, Santiago de Compostela, 22 km. 7° giorno: Santiago de Compostela. 8° giorno: Santiago de Compostela, Italia e rientro, in serata, a Piacenza. Quota 1230 euro, iscrizioni entro il 10 aprile.
Calendario uscite in giornata
01 marzo: Milano, visita guidata del quartiere Brera, storico e caratteristico, della Pinacoteca di Brera con opere del Mantegna, Caravaggio, Tintoretto. Quota 62 euro ed iscrizioni entro il 10 febbraio.
8 Marzo: Pavia e la Certosa di Pavia, attraversamento del Po con navigazione dal guado di Sigerico su una parte di via Francigena. Quota: 55 euro a persona, iscrizioni entro il 15 febbraio.
15 marzo: Bergamo Alta e Sotto il Monte, paese di origine di Papa Giovanni XXIII, il Papa Buono. Quota di partecipazione: 63 euro a persona, iscrizioni entro il 18 febbraio.
29 marzo: Mantova con Navigazione eAbbazia di San Benedetto in Polirone, visita guidata con il Prof. Ghidotti, critico e storico dell’arte. Quota: 68 euro, iscrizioni entro il 20 febbraio.
12 aprile: Padova e Cappella degli Scrovegnicon la guida del Dott. Ghidotti (informazioni e costi presso Ufficio).
21 aprile: Crema. Visite all’antichissima città e fortezza di frontiera della Serenissima Repubblica di Venezia, al Villaggio di Crespi d’Adda (patrimonio dell’Unesco), e al Santuario di Caravaggio ( informazioni e costi preso L’Ufficio).
Per tutte le uscite i partecipanti dovranno tassativamente indossare la mascherina ed essere muniti di green pass.
Contatti:
P.za Duomo, 33 – 29121 Piacenza
tel. 0523-308335
mail:
aperto tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 12.30.
Riccardo Tonna
Pubblicato il 23 gennao 2022
Nella foto, pellegrini piacentini con mons. Gianni Ambrosio in visita alle cave di marmo di Carrara nel giugno scorso.
"Il Nuovo Giornale" percepisce i contributi pubblici all’editoria. "Il Nuovo Giornale", tramite la Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici), ha aderito allo IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria) accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.