Si è tenuta a Carpaneto, all’interno del giardino di piazzale Caduti, presso il polo scolastico, la commemorazione tramite una targa intitolata al funzionario di Polizia Giovanni Palatucci, già questore di Fiume, medaglia d’oro al merito civile e riconosciuto “Giusto tra le Nazioni”. All’iniziativa hanno partecipato anche diversi alunni delle scuole della cittadina, i quali hanno scoperto la targa commemorativa ed hanno piantumato un alberello di alloro, simbolo di protezione e buon auspicio, perché possano anche loro intraprendere un cammino centrato sui valori della pace e della solidarietà. Erano presenti il prefetto Patrizia Palmisani, il questore Gianpaolo Bonafini, il sindaco di Carpaneto Andrea Arfani, il Cappellano della Polizia di Stato Padre Bernard Jalkh.
Con l’occasione il Questore ha ricordato la figura di Giovanni Palatucci, uomo-eroe per scelta, che ha salvato migliaia di ebrei dai campi di concentramento. “La Polizia significa vita, quella vita che serve ad aiutare il prossimo, la povera gente”, queste furono le sue parole, pronunciate poco prima della deportazione nei campi di concentramento dove è morto in giovane età, e rimaste vive nella memoria e nella storia dell’Italia e della Polizia di Stato, messaggio da tramandare ai più giovani, celebrandolo ogni anno con rinnovata ammirazione.
Pubblicato il 16 febbraio 2026
Nella foto, la commemorazione in ricordo di Giovanni Palatucci svoltasi a Carpaneto.
È stato un momento semplice, autentico e profondamente sentito quello vissuto presso l’Agriturismo Val Riglio di Ronco in occasione del pranzo sociale del Gruppo Alpinisti Escursionisti Piacentini – APS, durante il quale è stato consegnato il riconoscimento “Uomo GAEP 2025” a Luigi Piazza, nella foto, storico riferimento del Salumificio San Bono. Un riconoscimento che non nasce per celebrare imprese sportive o risultati individuali, ma per dire grazie a chi, nel tempo, ha camminato accanto all’associazione con costanza, discrezione e sincero spirito di amicizia.
La giornata si è aperta con un’emozione particolare. C’era, nell’aria, il timore che il tempo potesse aver allontanato quel gruppo storico di amici con cui, negli anni, si era costruito un legame profondo fatto di collaborazione e affetto, in particolare in occasione delle numerose edizioni della Lunga Marcia GAEP sostenute dal Salumificio San Bono. Ma è bastato poco. Dopo i primi saluti, tra racconti, ricordi e un bicchiere di vino condiviso, le preoccupazioni si sono sciolte. La memoria di chi non c’è più e le storie condivise hanno riempito lo spazio, riportando tutti a quella dimensione che il GAEP conosce bene: sentirsi “a casa”, tra persone che condividono la stessa passione per l’escursionismo e per l’Alta Val Nure. Il momento centrale della giornata è stato, come da tradizione, la consegna della piccozza “Uomo GAEP”, realizzata appositamente dall’associazione. Un simbolo forte, tangibile, che vuole rappresentare la gratitudine verso chi ha fatto e continua a fare qualcosa di significativo per l’associazione, per la montagna e per il territorio.
Come ha sottolineato la presidente Monica Rebessi, la scelta di Luigi Piazza non è casuale: «Luigi rappresenta un rapporto di amicizia nato tanti anni fa e invariato nel tempo. Anche se oggi non è più titolare del Salumificio San Bono, la sua storia prosegue attraverso figli e nipoti. Con questo riconoscimento il GAEP ha voluto rinnovare quel legame e dire grazie per una collaborazione che è sempre stata prima di tutto umana». Da oltre due decenni, infatti, la famiglia Piazza sostiene con generosità la Lunga Marcia GAEP, contribuendo alla buona riuscita di una manifestazione che è diventata un appuntamento storico per il territorio e per l’Appennino piacentino. Non sono mancati, durante il pranzo, momenti di confronto anche sul progetto eolico che interessa il Monte Crociglia, tema che in queste settimane coinvolge profondamente il territorio e la comunità escursionistica. Tra i presenti c’è chi ha già presentato la propria osservazione, chi sta ultimando la redazione e chi ha chiesto indicazioni su come accedere al portale del MASE per partecipare attivamente al procedimento. Il confronto è stato sereno ma determinato, con una posizione condivisa che conferma la forte attenzione verso la tutela della montagna e del paesaggio dell’Alta Val Nure.
Il pensiero finale è stato rivolto al futuro. L’augurio condiviso è di ritrovarsi presto al Rifugio, magari in occasione della Festa di Primavera del 1° maggio o della 54a Lunga Marcia GAEP, in programma il 24 maggio; un evento che lungo lo storico sentierro 001, il più lungo della provincia, mantenuto dal CAI di Piacenza – propone tre percorsi di 33, 25 e 11 chilometri, con il tracciato più lungo che collega il Passo del Cavanagh al Rifugio Vincenzo Stoto. Il riconoscimento a Luigi Piazza ha ricordato a tutti che, al di là degli anni che passano e dei volti che cambiano, lo spirito del GAEP rimane lo stesso: un gruppo di persone unite da passione autentica, amicizia vera e amore per la montagna.
“Cautela” è la parola che descrive le aspettative delle piccole e medie imprese piacentine dal 2026. Dopo un 2025 segnato dall’aumento della produzione e del fatturato, l’imprenditoria piacentina “tiene”, aspettando che arrivino temi migliori. È questa, in sintesi, la fotografia scattata da Confapi Industria Piacenza, che ha condotto un’indagine congiunturale basata su un campione di 150 imprese associate. L’indagine è stata presentata alla stampa nel pomeriggio di venerdì 13 febbraio nella sede di via Menicanti dal presidente Giangiacomo Ponginibbi e dal direttore Andrea Paparo (clicca qui per il video). “I dati restituiscono l’immagine di un sistema produttivo che non arretra, ma che ha piena consapevolezza del contesto in cui opera – ha sottolineato Ponginibbi – le imprese piacentine dimostrano capacità di tenuta, accompagnata però da un atteggiamento di grande prudenza nelle scelte per il futuro”.
Un 2025 in equilibrio
Il campione utilizzato per l’indagine è composto da 150 piccole e medie imprese piacentine, l’86% delle quali ha meno di 50 addetti e l’83% ha un fatturato sotto i dieci milioni. La composizione settoriale evidenzia una netta prevalenza della metalmeccanica, dell’impiantistica affiancate da edilizia, logistica, servizi e agroalimentare. “Parliamo di un campione che rappresenta fedelmente il nostro territorio: imprese piccole, manifatturiere, fortemente radicate e con margini di manovra limitati. È su questa struttura reale che vanno costruite politiche industriali e non su modelli astratti”, ha spiegato Paparo. I dati mostrati durante la conferenza stampa testimoniano un 2025 in sostanziale equilibrio, ma privo di una reale spinta espansiva. La produzione è aumentata nel 43% dei casi, nel 29% si è contratta e nel 28% è rimasta stabile. Il fatturato è cresciuto per il 42% delle Pmi intervistate, è calato per il 29% ed è rimasto stabile per un altro 29%. “Il 2025 conferma una buona capacità di resistenza – ha commentato il direttore – c’è una quota rilevante di imprese che cresce, ma si tratta spesso di aumenti contenuti, che non cambiano il quadro generale: il sistema resta in equilibrio, senza una vera spinta espansiva”.
Preoccupa il mercato interno
Malgrado i dazi statunitensi, per il 2026 l’elemento di maggiore incertezza resta il mercato interno: il 36% degli intervistati prevede una riduzione del fatturato, il 43% si attende una stabilità e solo il 21% ipotizza una crescita. “Il mercato interno resta l’anello debole – ha spiegato Paparo – oltre un terzo delle imprese prevede una riduzione del fatturato in Italia: è un dato che riflette la debolezza della domanda e la pressione sui consumi, soprattutto per le Pmi. L’export continua invece a svolgere un ruolo di stabilizzazione, ma non di traino: la maggioranza delle imprese prevede volumi invariati, segno che anche sui mercati esteri manca, al momento, una vera dinamica di crescita. E anche il portafoglio ordini è sostanzialmente stabile. La domanda non è scomparsa, ma non presenta segnali di rafforzamento: questo spiega perché molte imprese scelgano di attendere prima di assumere impegni più strutturali”.
Poche assunzioni nel 2026
La prudenza si ripercuote anche sull’occupazione: il 58% delle aziende esclude incrementi dell’organico, solo il 21% ipotizza nuove assunzioni e oltre l’84% prevede l’utilizzo di ammortizzatori sociali (strumenti ordinari e temporanei). “Solo una minoranza di imprese prevede nuove assunzioni – ha spiegato Ponginibbi – è un dato coerente con il quadro generale: le aziende difendono l’occupazione esistente, ma non vedono ancora le condizioni per ampliarla in modo significativo. Il ricorso agli ammortizzatori resta residuale, ed è un segnale positivo. Le imprese stanno reggendo l’urto senza fare ricorso a strumenti straordinari, ma questo non significa che il contesto sia privo di criticità. Anche gli investimenti non si fermano, ma sono selettivi e prudenti. Poco più di un terzo delle imprese investirà, principalmente per mantenere competitività ed efficienza. Non parliamo di espansione, ma di adattamento a un contesto complesso”.
Investimenti “cauti” e aumenti delle materie prime
Approccio cauto anche per gli investimenti: il 64% del campione non dichiara di averne in programma, mentre il restante 36% prevede nuovi interventi (di questi, il 58% per impianti e macchinari). Si preferisce attuare scelte mirate, orientate più alla tenuta dei margini e all’adattamento dei processi produttivi che a una crescita dei volumi. Sotto osservazione i costi di produzione: per oltre il 75% delle imprese, l’impatto dei prezzi dell’energia resterà entro il 10%. Maggiore preoccupazione per le materie prime: il 60% prevede un aumento nel 2026, con potenziali effetti significativi su margini e politiche di prezzo nel corso dell’anno. “Sul fronte energetico – ha spiegato il direttore di Confapi – la situazione appare sotto controllo per molte imprese, ma resta un elemento da monitorare anche piccoli scostamenti possono avere effetti rilevanti su margini già compressi. La vera preoccupazione riguarda le materie prime. Sei imprese su dieci ne prevedono un aumento dei costi nel 2026, con effetti diretti sulla redditività e sulla capacità di trasferire i rincari sui prezzi finali”.
Un anno di transizione
Il 2026 è visto, dunque, come un anno di transizione, caratterizzato da quattro aspetti: sistema solido (un tessuto piacentino che resiste), fase di attesa (orientata a difendere i livelli raggiunti), investimenti mirati (scelte selettive per mantenere competitività) e priorità chiara (gestione dell’incertezza più che crescita accelerata). “Il 2026 si apre come un anno di transizione in cui la priorità per le imprese resta la gestione dell’incertezza e il mantenimento della competitività, più che una crescita accelerata – ha concluso Ponginibbi – le aziende piacentine non rinunciano a investire e a innovare, ma chiedono stabilità, certezze e politiche industriali coerenti con la realtà delle Pmi. Senza questo, la prudenza resterà la scelta obbligata”. “Le aspettative per il 2026 – ha aggiunto Paparo – ci dicono chiaramente che le imprese non vedono ancora un punto di svolta, le previsioni di crescita e di calo si equivalgono, mentre prevale l’attesa. È un segnale di incertezza che non va sottovalutato”.
Francesco Petronzio
Pubblicato il 14 febbraio 2026
Nella foto, Andrea Paparo e Giangiacomo Ponginibbi.
Si è tenuta la prima riunione della presidenza nazionale della Fiepet, l’associazione Italiana che rappresenta e tutela le imprese della ristorazione, trattorie, pizzerie, sale da ballo, gelaterie e pasticcerie, locali di intrattenimento e spettacolo, internet caffè, videobar, pub della Confesercenti nel corso della quale è stata nominata la nuova giunta nazionale in rappresentanza delle varie realtà regionali. È entrato a far parte della giunta nazionale il presidente provinciale, nonché regionale Fiepet Emilia Romagna, Cristian Lertora, noto operatore della nostra città. La presidenza ha anche definito i temi su cui si concentrerà l’attività della Fiepet nei prossimi mesi: rimodulazione della Tari per i pubblici esercizi della ristorazione; contrasto all’abusivismo e alla concorrenza sleale; revisione della normativa sulle manifestazioni temporanee; dehor e semplificazione nelle zone tutelate; finanziamenti mirati e accessibili alle micro e piccole imprese; reperimento personale e lavoro e formazione professionale.
Nuova proposta dedicata al tempo di Quaresima con il formatore piacentino Marco Maggi, tra gli autori del progetto CatecheticaFILM che si propone di offrire, attraverso venti film, materiali per lavorare nelle tappe dell’anno liturgico, in aggiunta ai percorsi dei catechismi classici. È già stato realizzato il volume dedicato alla festa dei Santi e alla commemorazione dei defunti e quello per l'Avvento-Natale.
Un percorso on line (qui la locandina) a partire dal 17 febbraio permetterà ai partecipanti di essere accompagnati in anteprima sul tema della Quaresima con l'itinerario educativo-biblico a partire dal libro del profeta Giona. L'iniziativa è rivolta a insegnanti di religione, catechisti, animatori e genitori.
Perché Giona
“Il percorso quaresimale in preparazione alla Pasqua, basato sul libro di Giona, invita al cambiamento (pentimento e conversione) attraverso il superamento delle resistenze interiori e la riscoperta della misericordia divina - spiega Maggi -. Il libro di Giona è il quinto della serie dei dodici profeti minori nella Bibbia cristiana. Si tratta di un libro unico nel suo genere, non solo per la sua brevità - è infatti composto da soli 48 versi - ma anche perché, a differenza di altri libri in cui sono riportate le parole dei profeti, il libro di Giona è incentrato sul racconto di un'avventura e sulle vicende di un protagonista, quasi come in un romanzo. Giona è attuale perché tutti noi possiamo identificarci con lui: la sua disubbidienza e le sue conseguenze, la grazia di Dio che gli offre un nuovo inizio e il progetto di Dio che va avanti nonostante i nostri fallimenti. Giona è un nostro fratello nella speranza! Giona siamo noi!”. Oltre all'approfondimento del libro del profeta Giona verrà proposto un percorso filmico attraverso il lungometraggio di animazione “Jonah: un film dei verdurini”.
Com'è strutturato il percorso
Il percorso si articola in 5 moduli e 8 ore di formazione on line.
Modulo 1: Il libro del profeta Giona. Si affronta il tema - Fuggire da Dio: le tre alzate e discese di Giona”. Modulo 2: Nel ventre del pesce: le tre nascite Modulo3: Nemici, malvagità e ira: i tre pentimenti/conversioni Modulo 4 e 5: All'ombra del ricino: i tre attributi di Dio e Il segno di Giona: i tre giorni e le tre notti nel cuore della terra di Gesù
Il corso si svolge nelle serate del 17 e 25 febbraio e del 4 e 11 marzo, dalle ore 20,30 alle 22,30. La quota di partecipazione è di 80 euro. Iscrizioni entro il 15 febbraio 2026 attraverso SMS al 340.8796318.
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