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Giovani, il 44% compra ancora nei negozi

Oggi si presenta la ricerca della “Cattolica”. Dall’Ateneo un indotto di 16 milioni

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Quanto spendono i giovani e dove?
Una ricerca della Facoltà di Economia e Giurisprudenza dell’Università Cattolica di Piacenza, diretta dal prof. Paolo Rizzi, ha messo in luce il loro comportamento nei confronti dei consumi.
Tramite un sondaggio su un campione di 590 studenti che frequentano l’università (non solo piacentini), sono state evidenziate alcune tendenze dell’economia contemporanea. A partire dal fatto che la presenza di un ateneo come la Cattolica porta molti benefici alle attività economiche locali: è stato calcolato un indotto di 16 milioni di euro.

La ricerca sarà presentata questo pomeriggio alle ore 15.30 alla Sala “Piana” dell’Università Cattolica di Piacenza nel corso di una tavola rotonda di esperti e ricercatori che metterà in luce le tendenze in voga tra i giovani di oggi e le novità rispetto al passato.
A discutere dell’interessante tema saranno il prefetto di Piacenza Maurizio Falco, il sindaco Patrizia Barbieri, il direttore di sede dell’ateneo piacentino Mauro Balordi, la presidente nazionale di Confesercenti Patrizia De Luise.
Il confronto coinvolgerà anche l’assessore al commercio del capoluogo Stefano Cavalli, la preside della facoltà di Economia Anna Maria Fellegara, il direttore del centro di ricerca della Cattolica Paolo Rizzi e l’esperto di comunicazione e titolare dell’agenzia “Blacklemon” Nicola Bellotti.
Sono previsti interventi anche da parte del presidente di Confesercenti Piacenza Nicolò Maserati, del direttore di Confesercenti Fausto Arzani e di Simona Lavelli, membro della Giunta piacentina della stessa associazione.
A moderare il dibattito, l’ex direttore di “Libertà” Gaetano Rizzuto.

Una spesa media di 434 euro al mese

Quanto spende uno studente della Cattolica?
In un mese - secondo la ricerca - dal suo portafogli escono mediamente 434 euro: 221 per “spese personali”, 119 per l’affitto, 94 euro per i trasporti.
I maschi spendono leggermente di più nel settore trasporti rispetto alle femmine: 108 euro contro 83 euro.
Allargando il raggio temporale ad un anno, secondo le rilevazioni del prof. Rizzi, il 19,8% delle spese personali sono per abbigliamento e calzature, il 19,1% pizzerie e ristoranti, il 19,1% alimentari, il 17% bar ed enoteche, il 7,1% beni per la persona, il 6% cinema, teatro, spettacoli, il 4,8% articoli sportivi, il 4,7% libri, giornali e riviste, il 2,6% per “altro”.
Tra i pendolari aumenta, naturalmente, la percentuale per pizzerie e ristoranti (il 22,3%, mentre residenti e fuori sede si attestano tra il 17% e il 16%).
I fuori sede spendono di più per gli alimentari (il 35% contro il 13% degli altri).
I residenti aprono il portafogli per cinema-teatro-spettacoli (il 7,4% contro il 3,5% dei fuori sede e i 6,2% dei pendolari).
Così come residenti e pendolari si attestano al 22% e 21% di spese per abbigliamento, mentre crolla al 14% la percentuale dei fuori sede, alle prese con un bilancio che per forza di cose deve essere più oculato.

Quali sono i canali d’acquisto preferiti?
Il 44,7% delle spese avviene ancora nei negozi di prossimità, il 36,5% nei centri commerciali (che comunque hanno singoli negozi al loro interno) e il 18,8% nell’e-commerce, ovvero online.
L’e-commerce aumenta per libri e giornali, articoli sportivi e abbigliamento.
Quando si parla di “alimentari”, solo il 2% acquista su smartphone o computer (il 52% nei negozi di prossimità, il 45% nei centri commerciali).
Per comprare “beni alla persona” il 50% nei negozi, 40% nei centri commerciali e 10% online.
Per libri, giornali e riviste: 47%, 18,3% e 34,8%.
Abbigliamento e calzature: 44,5%, 33,9% e 21,6%.
Articoli sportivi: 30%, 44,6% e 25,3%.

Gli studenti chiedono card agevolate e parcheggi

La ricerca prende in considerazione anche una valutazione dell’offerta commerciale di Piacenza.
In una scala da 1 a 10 è emerso che solo l’allestimento interno dei punti vendita (6,6) e la qualità media dei prodotti (6,4) ottengono gradimenti alti da parte degli universitari.
Il giudizio sugli eventi culturali è positivo solo per poche iniziative: i Venerdì Piacentini (7,8), la Notte Blu (7,4), gli eventi della Cattedrale (7,3).
Leggermente sotto le mostre a Palazzo Farnese (6,8), alla Ricci Oddi (6,7), lo Sbaracco (6,6), il Piacenza Jazz Fest (6,3), Concorto (5,6).
Ma queste iniziative non vengono molto godute o apprezzate dagli studenti fuori sede, che abbassano notevolmente i giudizi complessivi.
Piacenza, inoltre, viene definita “accessibile” e “ordinata”, ma non particolarmente bella e sicura. Prevale l’aggettivo “ostile” su accogliente, noiosa rispetto a stimolante.

Come si può valorizzare al meglio l’offerta?
Indicando con un voto da 1 a 10 le loro necessità, gli studenti indicano come necessaria una “card agevolata” per i loro acquisti (8,2), più parcheggi (7,7), più pubblicità agli eventi (7,3), più marketing territoriale (7,2), una piattaforma online per gli eventi (6,9), più bus per il centro storico (6,9), agevolazioni per gli affitti (6,6), la pedonalizzazione del centro nel weekend (6,4), più piste ciclabili (6,3), una progressiva pedonalizzazione (6,2), rimodulare gli orari dei negozi (6,2), gli sportelli per i turisti alla domenica (5,5).

Filippo Mulazzi

Pubblicato il 28 ottobre 2019

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