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In San Dalmazio la celebrazione dell'Ordine Costantiniano

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In occasione della festività dell' Esaltazione della Santa Croce, solenne funzione religiosa dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio, la Delegazione piacentina ha celebrato l’ingresso di nuovi Cavalieri all’interno dell’Ordine. L'investitura si è svolta tra le mura dell'oratorio di San Dalmazio.

La Confraternita dello Spirito Santo, da secoli custode dell’oratorio, ha accolto i Cavalieri piacentini e tanti altri Cavalieri giunti dalle città dell’Emilia per partecipare all’importante evento. Al termine della messa, presieduta da  monsignor Gianni Ambrosio, vescovo emerito di Piacenza e Priore dell’Ordine Costantiniano, e concelebrata da don Stefano Antonelli, Priore vicario dell’Ordine, e da don Marcello Mantellini, della diocesi dei Reggio Emilia, sono stati consegnati ai i neo Cavalieri i diplomi di nomina, di promozione e di benemerenza.

I Cavalieri entrati a far parte dell’Ordine Costantiniano sono: il Colonnello Fabio Frattolillo, comandante del II Reggimento Pontieri, il signor Cristiano Guidotti, libero professionista, il signor Giuseppe Borea, libero professionista, il signor Gabriele Secchi, imprenditore.
Sono stati promossi al grado superiore i signori Sebastiano Zappalà e Angelo Massari, dell’Accademia Militare di Modena, accompagnati per l’occasione dal Rappresentante di Modena e Reggio Emilia, Cavaliere di Gran Croce dottor Ilario Pagani.

L’Ordine Costantiniano ha voluto premiare un giovane piacentino, Alessandro Sonlieti, studente universitario, che da anni collabora con la Delegazione di Piacenza, consegnando una medaglia di bronzo di benemerenza. La cerimonia si è conclusa con gli interventi del Delegato per l’Emilia-Romagna il Cavaliere di Grazia Conte Gian Luca Mattioli Belmonte Cima e del Delegato vicario Cav. Dott. Pietro Coppelli, il quale ha riassunto le principali attività svolte dal gruppo piacentino a favore della comunità locale.

Nelle foto, il vescovo mons. Gianni Ambrosio con i nuovi Cavalieri dell'Ordine Costantiniano.

Pubblicato il 19 settembre 2023

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  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

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    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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