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Settant’anni di Famiglia Piasinteina. «Ha saputo adattarsi al mutare dei tempi»

Frontini Anelli Scafuto

Settanta candeline per la Famiglia Piasinteina. Un compleanno speciale quello celebrato nella serata di venerdì 6 ottobre nella sede di via X Giugno, condotta da Fausto Frontini. Si sono susseguiti gli interventi del razdur Danilo Anelli e del consigliere comunale Salvatore Scafuto (Pd), in rappresentanza del Comune di Piacenza. L’evento ha aperto i festeggiamenti che proseguiranno con altre iniziative nei prossimi mesi.

“Non c’è futuro senza tradizione”
“Un traguardo importante per un’associazione culturale che incardina nel suo nome i valori della piacentinità”, così Anelli ha definito l’anniversario della Famiglia Piasinteina. “Le difficoltà incontrate nel corso degli anni sono state tante – racconta il razdur – i cambi di sede, la trasformazione dell’associazione nelle sue abitudini dovuto all’adeguarsi ai tempi, l’avvento di mezzi di comunicazione che hanno modificato radicalmente il bisogno «dello stare insieme» che negli anni ‘50 e ‘60, quando nacque e si sviluppò la «Famiglia», era invece molto forte; nonostante questo continuo evolversi, avvenuto in particolare in questi ultimi due decenni,  il nostro sodalizio ha saputo mantenere vivo nella nostra comunità il ruolo di conservare attuale la nostra cultura e con essa la nostra identità. In una cultura sempre più multietnica è importante salvaguardare i nostri valori, non come contrapposizione o negazione, ma come risorsa da mettere in comunione, come strumento per guardare al futuro consapevoli di noi stessi, di chi siamo, di come siamo fatti. Non si può pensare al nostro futuro di piacentini senza conoscere le nostre origini, la nostra tradizione, il nostro patrimonio culturale, che con orgoglio, nel nostro piccolo, abbiamo sempre difeso e diffuso”.

La casa dei piacentini
“Come allora – ha proseguito Anelli – l’attività è variegata ma ha saputo adattarsi alla mutata società con forza, determinazione e a volte con tanto coraggio. Tenendo ben conto che le nostre radici sono anche profondamente cristiane. Penso alle tante persone che ci sono state accanto e hanno sostenuto il sodalizio e che oggi non sono più tra noi ma sono sempre ricordate e portate nel nostro cuore. È riconosciuto alla Famiglia Piasinteina, dai più, il ruolo indiscutibile di «casa dei piacentini», come peraltro lo testimoniano le innumerevoli associazioni che desiderano collaborare con il nostro sodalizio. A tutti è tesa una mano, un sostegno, in questi momenti di particolare complessità per tutti”. Ha preso poi la parola Salvatore Scafuto, affermando che “ogni emozione che si prova in questa circostanza ha la gioia, l’entusiasmo e la voglia di continuare questo bellissimo viaggio, il vostro. Un impegno nel preservare le tradizioni e la cultura piacentina, tutelata dal dialetto, veicolo di valori e contenuti che portano Piacenza a condividere segmenti linguistici con le civiltà latina, francese e spagnola. Un motivo in più per continuare a essere un punto di riferimento per la cultura della città”. 

Francesco Petronzio

Pubblicato il 7 ottobre 2023

Nella foto, da sinistra, Fausto Frontini, Danilo Anelli e Salvatore Scafuto.

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  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

    uslam


    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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