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Emozione al concerto in San Francesco

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Nella serata del 7 ottobre, la maestosa Basilica di San Francesco a Piacenza è stata pervasa da un'atmosfera di solennità e bellezza, grazie al magnifico concerto eseguito dalla profonda collaborazione tra oltre 150 talentuosi solisti, coristi ed orchestrali, diretti  dalla  prof. Patrizia Bernelich.

Il ricordo del santo vescovo Scalabrini
Questo evento straordinario, offerto dal Rotary Club Piacenza Farnese, è stato dedicato all'onore di san Giovanni Battista Scalabrini, celebrando il primo anniversario della sua canonizzazione.
Raffaele Veneziani, il presidente del Rotary Club, ha dato il benvenuto agli ospiti, sottolineando l'importanza di questa occasione unica nel suo genere. Accanto a lui, il vicesindaco di Piacenza, Marco Perini, ha condiviso alcune parole sul valore culturale e spirituale di un concerto così significativo per la comunità. A completare la presentazione il Vescovo monsignor Adriano Cevolotto, il quale ha tratteggiato la vita e l'eredità del Santo Scalabrini, ricordando le sue opere di carità e il suo impegno per gli altri.

Una musica coinvolgente
La vera protagonista della serata, tuttavia, è stata la Messa da Requiem di Giuseppe Verdi, un capolavoro che è riuscito a catturare l'animo di tutti i presenti. L'opera, intrisa di emozioni e passione, è stata eseguita con una potenza musicale che ha toccato il cuore di chiunque l'abbia ascoltata. La profonda sensibilità dei solisti Beatrice Greggio (soprano), Giorgia Gazzola (Mezzosoprano), Vytaly Kovalchuk (tenore) e Frano Lufi (Basso), la maestria dei coristi del Coro Ponchielli Vertova di Cremona e del coro San Gregorio Magno di Trecate, e l'abilità della Be My Orchestra Sinfonica di Cremona, sono stati guidati dalla bacchetta magica della direttrice Patrizia Bernelich, la cui interpretazione della Messa da Requiem ha incantato l'uditorio presente.
Gli spettatori sono stati trasportati in un viaggio emotivo attraverso i movimenti dell'opera, passando dalla tristezza alla speranza, dalla riflessione alla consolazione. Ogni nota, ogni sussurro, ogni crescendo e ogni diminuendo sono stati eseguiti con precisione e passione, creando un'esperienza indimenticabile per tutti coloro che hanno avuto la fortuna di partecipare a questo evento eccezionale.
Nel corso della serata si è svolta una raccolta di offerte per le Suore Scalabriniane che ancora oggi svolgono le proprie attività nel solco tracciato dal Vescovo Santo.

Riccardo Tonna

Pubblicato l'8 ottobre 2023

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  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

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    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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