Studenti internazionali: Joseph sarà medico
di Suor Eleia Scariot  
01 Luglio 2026

Studenti internazionali: Joseph sarà medico

Casa Madre delle Missionarie Scalabriniane: qui, doveoggi si consolida l’esperienza della Scalabrini International Students Association Piacenza (SISAP), il vagare affannoso di due migranti si è trasformato nel primo capitolo di una straordinaria pagina di riscatto, che vede protagonisti i giovani studenti universitari internazionali iscritti a diversi corsi, tra cui quello di medicina in lingua inglese.

Il lungo viaggio

“Ogni volta che ripenso al mio viaggio, mi torna in mente quanto profondamente il Signore operi attraverso le mani di coloro che Lo amano”. A parlare è Joseph Ryan Perera, oggi studente di medicina, giunto nel nostro territorio dopo aver lasciato una terra natale travolta da una crisi economica e politica devastante, fatta di blackout, scuole sbarrate e sogni sospesi.

 

“Sarò medico”

“In mezzo a quell’incertezza, ho sentito la vocazione alla cura. Volevo diventare medico”. Un sogno che dallo Sri Lanka lo spinge prima in India per i test e poi all’Università di Parma, con sede a Piacenza.
Ma l’arrivo a Malpensa nel gennaio 2024 è l’inizio di un altro deserto: i mesi di lezione già persi per i ritardi del visto e l’impatto con un inverno mai provato, che morde i polsi e gela le speranze, evidenziando il contrasto stridente tra la potenza dei sistemi burocratici e la fragilità dell’umano.

 

Come a Betlemme a bussare alle porte

“Siamo stati portati a Piacenza, ma non avevamo un posto dove stare. Per ore, io e mia madre abbiamo vagato trascinando i bagagli. Mentre la luce svaniva, ho pensato a Maria e Giuseppe a Betlemme, che bussavano alle porte in cerca di una stanza”.
È il dramma dell’itineranza, l’odissea odierna che bussa alla coscienza della nostra comunità. La svolta avviene in una modesta osteria piacentina, dove un anziano avverte il loro affanno e indica un campanello: quello della casa madre delle Suore Scalabriniane di San Carlo Borromeo.
Ad aprire quel portone è il sorriso radioso di suor Giuliana, l’allora Madre provinciale, seguita da suor Antoinette Jabao, che parla inglese e diventa un autentico angelo custode. “In questa grande casa – racconta Ryan con gli occhi lucidi – abbiamo trovato molto più di un semplice aiuto: abbiamo trovato una vera famiglia in una terra straniera. Da medico vorrei restituire l’amore ricevuto”.

 

 

Lo studente Jospeh Ryan dello Sri Lanka con la mamma davanti all'urna di San Scalabrini a Piacenza.

Joseph Ryan Perera insieme alla mamma in Cattedrale di fronte alla tomba di San Scalabrini.

 

L’accoglienza genera comunità

L’accoglienza genera sempre comunità, opponendo la logica dell’incontro all’isolamento dello straniero. Da quella prima notte è sbocciata la SISAP, capace di unire centinaia di universitari del mondo in una vera “Pentecoste di culture”. Gli spazi della Casa Madre si sono aperti come un porto sicuro diurno: aule per concentrarsi sui libri, una cappella per pregare e una cucina comune dove, specialmente nei fine settimana, gli studenti internazionali preparano i piatti tradizionali della propria terra.

 

L’associazione “Alumni” per gli studenti internazionali

Oggi, mentre la città fiorisce in questo tempo di esami, i primi membri coronano il percorso con la laurea ed è nata l’Associazione Alumni per gli studenti internazionali. La struttura piacentina applica così i quattro verbi di papa Francesco: accogliere, proteggere, promuovere e integrare, trasformando la vulnerabilità in risorsa.

Oltre la logica dell’emergenza

L’esperienza di Joseph Ryan Perera dimostra come l’azione sul territorio non sia un’astratta teoria, bensì una prassi quotidiana capace di generare futuro per l’intera comunità piacentina.
Resta, per il nostro tessuto civile, il monito vivo di questa profezia quotidiana: sapremo continuare a guardare ai flussi globali della mobilità umana non come a un’emergenza da arginare, ma come a un laboratorio di autentica amicizia sociale? Piacenza, riscoprendo la sua vocazione profonda di terra d’incontro, sembra aver già iniziato a rispondere, coltivando tra le sue storiche mura di pietra i medici che domani si prenderanno cura della nostra vita.

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