Chi siamo

Giornali della Chiesa,
non di Chiesa.

Giornali del popolo,
giornali della gente”.

Non sono parole vuote
ma il compito affidato da Paolo VI e da Benedetto XVI,
due Papi in anni così diversi tra loro,
ai settimanali cattolici.
Ed è il compito che ancora “Il Nuovo Giornale” porta avanti.

La testata è nata nel 1909,
in un periodo di grande effervescenza
e di nuova presenza dei credenti nella società italiana.

Il fondatore è stato mons. Francesco Gregori.

Oggi, dopo più di 100 anni,
la sfida resta quella di sempre:
raccontare la vita della Chiesa
nelle sue diverse esperienze, realtà, parrocchie
perché la comunità cristiana
possa conoscersi al suo interno
e sentirsi unita.
E raccontare questa vita al mondo
perché veda la Chiesa senza pregiudizi.
Ed ancora:
aiutare le persone a pensare e a leggere
con l’occhio della fede
i fatti che accadono attorno a noi.

Oggi sono in gioco valori
che determinano il destino di tutti:
dalla vita alla famiglia,
dall’educazione a un nuovo impegno
nella società, nell’economia e nella politica.

In tutta Italia i settimanali cattolici sono oltre 180,
un esercito che non fa rumore
ma che conta centinaia di migliaia di copie.
Un popolo.

chi siamo

Mini viaggio nella storia del nostro settimanale

Il nostro settimanale nel 2010 ha compiuto cento anni: il primo numero usciva il 6 gennaio 1910.

Per festeggiare l’evento, nel marzo 2010, “il Nuovo Giornale” ha organizzato un convegno nazionale a cui sono stati invitati, tra gli altri, anche i direttori dei settimanali cattolici italiani aderenti alla Federazione dei settimanali cattolici italiani  (una realtà editoriale che in Italia “tira” ogni settimana un milione di copie).
È stata anche l’occasione per approfondire temi connessi alla comunicazione cattolica nazionale e locale: quello del giornalismo è un settore che tutti pensano di conoscere, ma  l’operazione non è poi così facile.
Restiamo ai nostri cento anni: celebrare un compleanno impegnativo, come quello di un secolo, comporta fatalmente il dover compiere un esame di coscienza sul cammino compiuto e, nel nostro caso, abbiamo dato l’incarico a Fausto Fiorentini di ricostruire la nostra storia. E Fiorentini lo ha fatto con un libro, stampato grazie al contributo della Banca di Piacenza.
È un libro piuttosto corposo nel quale l’autore ripercorre il cammino del nostro settimanale, quotidiano dal 1910 al 1926. Fiorentini si sofferma sui giornali cattolici piacentini che sono usciti nella seconda metà dell’Ottocento – primi del Novecento, prima del Nuovo Giornale; prende poi in considerazione le origini della Testata fino alle dimissioni del direttore Francesco Gregori, vittima del fascismo; passa successivamente a trattare degli anni tra fascismo  e democrazia con l’avvento della Repubblica (sono gli anni della direzione Tonini); sarà poi la volta dei direttori Formaleoni-Venturini e di Ciatti e infine la situazione attuale.