Lourdes, Maria non smette di stupire
di Barbara Sartori  
11 Giugno 2026

Lourdes, Maria non smette di stupire

Lourdes per Emanuela Crestani ha segnato una svolta.

“Aumento ponderale significativo, la disfagia è migliorata ed ora deglutisce una dieta di consistenza comune (comprensiva di pizza, pane, pasta, carni, formaggi ecc), non deambulava da 15 anni e ora muove circa sei passi, la motilità degli arti superiori è migliorata, specie a sinistra, controlla il tronco […] SM SP con EDSS migliorata da 8.5 a 7.0”.
Il referto del 18 maggio 2026 firmato dal neurologo dell’Ausl di Piacenza Paolo Immovilli che ha in cura Emanuela Crestani, malata di sclerosi multipla secondaria progressiva, attesta un fatto: in base alla Expanded Disability Status Scale – lo strumento clinico standard utilizzato per misurare e monitorare il livello di disabilità nei pazienti con la sua patologia, minimo 0, massimo 10 – c’è stata una diminuzione, da 8.5 a 7. E infatti Emanuela ora mangia e beve in autonomia e riesce a muovere alcuni passi alzandosi dalla sedia a rotelle.

 

Il “gesto dell’acqua” il 3 giugno 2023

Un lento e progressivo miglioramento iniziato il 3 giugno 2023, quando Emanuela – per tutti Lella – compie a Lourdes il “gesto dell’acqua”, reintrodotto a memoria dell’invito che la Madonna fece a Bernadette: “scava nella roccia, bevi e bagnati il volto”.
Dal 2016, quando nelle piscine vide scomparire un sintomo della malattia, Lella è sempre voluta tornare a Lourdes nei giorni dell’anniversario per dire il suo “grazie” a Maria. Ha saltato solo nel 2020, nella prima ondata del Covid. Nel 2023 ci è arrivata in una condizione di particolare fatica. Dall’agosto 2021 il neurologo aveva certificato un “peggioramento a gradino con perdita completa delle funzioni degli arti superiori”. Nel novembre dello stesso anno l’aspirazione di saliva aveva scatenato un episodio di perdita di coscienza. Nel 2022 si evidenziava un nuovo peggioramento: il pensiero è rallentato, Lella non riesce più ad aiutarsi per l’autocateterismo; si deve ricorrere al catetere vescicale.
Quando, durante la preghiera che accompagna il “gesto dell’acqua”, le viene detto di bere, lei che non avrebbe potuto – vista la gravissima disfagia anche una piccola quantità poteva soffocarla – obbedisce. Si lava le mani, il viso, beve un sorso. E tossisce.

Un progressivo miglioramento

Da quel momento, in sordina, comincia ad assumere qualche alimento semi-solido come yogurt o crema al caffé. Di visita in visita, il peso aumenta, come la capacità di deglutire. Nel referto del neurologo del 6 agosto 2025 si legge: “dopo aver bevuto acqua di Lourdes progressivo miglioramento della deglutizione, ora utilizza la peg solo per acqua, si nutre per bocca con cibo di consistenza non modificata, evitando i liquidi e la doppia consistenza”. Inoltre, “l’uso degli arti superiori è migliorato, mangia da sola cibi già tagliati”.
A dicembre 2025 Lella abbandona completamente la peg; la scala EDSS da 8.5 scende a 8. Il 18 maggio 2026 si certifica un ulteriore passo: la regressione della malattia a livello 7, i primi passi, la capacità di assumere solidi e liquidi in autonomia.

 

Emanuela Crestani e Paolo Garattini il 3 giugno 2026 a Lourdes.

Cosa accadde a Lourdes il 3 giugno 2016

Ma facciamo un passo indietro. Cosa accadde il 3 giugno 2016? Quando Lella arriva a Lourdes, ha 52 anni e da 26 convive con la sclerosi multipla. Non cammina, si idrata e nutre artificialmente, i dolori e la tosse produttiva sono insopportabili. È allo stadio 8.5 su 10 secondo la scala EDSS. Per tutti, quello è il suo ultimo pellegrinaggio, un regalo di sua madre Alida prima di sottoporsi all’intervento che le inserirà nella schiena una placca per il rilascio progressivo di morfina così da controllare il dolore disestesico termico che non le dà tregua. Il passo successivo è l’allettamento. Allo stadio 10 sopraggiunge la morte. Sono le 9.30 quando, adagiata sulla lettiga, è calata nell’acqua gelida delle piscine. “Ma io non ho avuto freddo, per niente – ricorda -. Ho provato invece una gioia indescrivibile e una profonda pace interiore. Non avrei più voluto venir fuori”. Il volto, fino a poco tempo prima contratto dalla sofferenza, irradia luce. Solo la sera si rende conto di non sentire più i dolori.

Al rientro a Piacenza, nella visita programmata prima di partire – in data 29 giugno 2016 – il neurologo Paolo Immovilli certifica: “I dolori disestesici con componente termica sono scomparsi dopo immersione in acqua fredda, anche la tosse produttiva è scomparsa”. Da allora, non si sono ripresentati. Anche il giornale del santuario mariano parla di Lella: è una grazia. Dal 26 settembre 2017, sul referto che segue ogni visita, comparirà la postilla: “dopo immersione in acqua fredda di Lourdes”.

Una grazia da condividere

Dal desiderio di condividere la gioia della grazia ha preso vita un gruppo di preghiera con speciali intenzioni per i sofferenti nel corpo e nello spirito. Da un libro – “Allunga la tua mano”, ed. Il Duomo, 2018 – è nata l’omonima associazione. Con i terziari francescani ed altri amici, Lella e Paolo hanno dato vita a iniziative benefiche sia sul territorio che a sostegno delle missioni (come il pozzo e i pannelli solari per il seminario minore di Kabinda dove è rettore don Jean de Dieu Ilunga Mbayo, già parroco a Muradolo). Un nuovo progetto è in cantiere con la Provincia francescana della Repubblica Democratica del Congo.

Nessuna ricerca di miracolismo, solo preghiera e testimonianza

La scorsa settimana Lella e il marito Paolo Garattini hanno consegnato al Bureau des Constatations Médicales di Lourdes la documentazione medica che attesta i nuovi passaggi. Non sono in cerca di visibilità né intendono rincorrere miracolismi. Emanuela, anche dieci anni fa, non ha chiesto alcuna grazia per sé. Con Paolo a Lourdes avevano il desiderio di ringraziare per la vita trascorsa insieme, per un amore resistito alle burrasche della malattia, per i figli e gli amici. La grazia ha dato a Lella possibilità di vivere altri anni con le persone che ama e ha fatto di questo tempo un’occasione di testimonianza, di invito alla preghiera e all’abbandono fiducioso a Dio, anche nella prova.  Adesso qualcosa di inspiegabile pare ancora accadere. Solo il tempo dirà cosa. Lella e Paolo una certezza però ce l’hanno : sono già pronti per il pellegrinaggio del 2027. Ovviamente, appuntamento il 3 giugno.

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