Come viviamo la domenica in famiglia?
di Cecilia Galatolo  
22 Giugno 2026
I 10 comandamenti in famiglia - 3°: Ricordati di santificare le feste

Come viviamo la domenica in famiglia?

Se vado a messa, ma il mio cuore resta fuori dalla porta della chiesa, non è festa

Quando frequentavo il liceo classico, il sabato
era un giorno di festa: ci lasciavamo la scuola alle spalle,
via i libri e stavamo tra amici. Mangiavamo pizza,
ci riunivamo in una casa, cantavamo al karaoke,
passeggiavamo per il corso della città,
andavamo ai compleanni.
C’entra qualcosa, questo, con il comando
di “santificare le feste”? Riflettiamoci insieme.
La vita umana è scandita dal ritmo veglia-sonno, lavoro-riposo,
tempo ordinario-giorni di festa.
Ed è proprio su quest’ultimo punto, i giorni di festa,
che ci concentriamo oggi, proseguendo la nostra rubrica
sui comandamenti vissuti in famiglia.
Il terzo comandamento ci invita a santificare le feste.
Che cosa vuol dire? E cosa significa in famiglia?

 

Ci hanno insegnato, a catechismo, che santificare le feste significa andare a messa: ed è vero, perché la vita è più bella, quando mettiamo Dio al centro dei nostri giorni di riposo, dandogli la priorità sul resto.
Però la “festa” non si riduce all’atto di uscire di casa e partecipare alla messa.

Santificare significa “rendere sacro”: dunque, rendere sacra la domenica significa entrarci con tutta l’anima, elevare il cuore, lasciare da parte le occupazioni di sempre, mettere Dio al primo posto davvero, sapendo che, altrimenti, la domenica non è domenica, per la nostra anima.

Non sprecare la domenica

Rendere sacra una festa, una domenica, però, significa anche non viverla in modo profano, ovvero sprecando tempo e doni.
La nostra stessa vita è sacra, Dio ci ha acquistati a caro prezzo sulla Croce.
Il sabato, per noi liceali, era un giorno di festa, perché stavamo, serenamente e senza pressioni, tra amici.
Far festa, però, implica gioire, essere contenti di stare insieme, condividere, divertirsi davvero, di cuore. Se manca questo, manca proprio la festa. Se manca questo, può essere sabato, può essere domenica, possiamo andare a un compleanno, ma non sarà festa, perché ognuno sarà solo, incastrato nei propri drammi, senza creare comunione con gli altri.

Ho un bel ricordo dei sabati con gli amici, perché eravamo insieme veramente, lucidi, presenti a noi stessi, in grado di divertirci, di scherzare senza bisogno di trasgressione.
Se avessimo trascorso il tempo ad ubriacarci, a parlare male di altri, a cercare l’ultimo modello di questo o quello, a vedere video volgari, non sarebbe stata festa: sarebbe stata infinita tristezza condivisa.
Lo stesso vale per le feste cristiane.

Quando vai a messa la domenica, non lasciare il cuore fuori dalla porta!

Se vado a messa, ma il mio cuore resta fuori dalla porta, non è festa.
Se non cerco l’unità con Dio, se non voglio essere trasformato/a dalla relazione con Lui, a che serve adempiere a un precetto?
Bisogna passare dalla formalità all’incontro vivo.
Possiamo santificare la festa, la Cena con il Signore, solo accettando che Dio si dona a noi e vuole intessere una storia d’amore con la nostra anima, a partire dal sacrificio dell’altare.

Proviamo a entrare in questa logica e cerchiamo di farla respirare alla nostra famiglia: è la relazione e la qualità della relazione (con Dio e tra noi) a rendere la festa autentica e non una montatura.
Chiediamo a Dio un cuore nuovo, occhi nuovi, per poter trascorrere del tempo insieme a Gesù (sì, insieme, perché è vivo!).

Coinvolgiamo Dio in famiglia la domenica e non solo

“Ricordati di santificare le feste”, in famiglia, significa: non sprecate il tempo!
Mettete Dio al centro, coinvolgetelo, leggete il Vangelo insieme, fate il presepe, fate del bene, valorizzate le persone che avete accanto e divertitevi insieme.
Se non mettiamo la relazione con Dio e con il prossimo al centro delle nostre feste, dopo averle vissute saremo solo più stanchi, annoiati, svuotati, affaticati di prima.

 

Svalutare un figlio lo fa morire nel cuore
Genitori e figli
I 10 comandamenti in famiglia - 5°: Non uccidere
“Non ho mai ucciso nessuno”, ma è proprio vero? Sfumature a cui forse non avevi pensato… Il quinto comandamento in famiglia
10 Agosto 2026
Il quinto comandamento dice: “Non uccidere”. Non basta però non uccidere il fisico. A volte, anche senza accorgercene, uccidiamo con il disprezzo, l’i...
Accogliere il bambino, senza rinunciare ai propri sogni
Genitori e figli
I 10 comandamenti in famiglia - 5°: Non uccidere
Dafne si accorge di aspettare un figlio mentre inizia l’università. Il quinto comandamento - “Non uccidere” - coniugato in famiglia
27 Luglio 2026
Un bambino non programmato e una scelta difficile: cosa ci dice la storia di Dafne? Un bambino in arrivo: se accade l’imprevisto Quando ho scritto il ...
“Sei sempre il solito!”. Si uccide anche a parole
Genitori e figli
I 10 comandamenti in famiglia - 5°: Non uccidere
“Non uccidere” per un genitore può voler dire: non imporre paure, ma insegnare a provarci
20 Luglio 2026
Non uccidere significa anche chiedere scusa. Ammettere di aver sbagliato tono, di aver giudicato troppo in fretta, di non aver ascoltato. Un genitore ...
Il quarto comandamento e la famiglia di origine
Genitori e figli
I 10 comandamenti in famiglia - 4°: Onora il padre e la madre
14 Luglio 2026
Lasciare il padre e la madre Onorare il padre e la madre non significa, dopo il matrimonio, mettere i genitori prima del coniuge. Molte crisi di coppi...
Il quarto comandamento vissuto come genitori
Genitori e figli
I 10 comandamenti in famiglia - 4°: Onora il padre e la madre
I figli ci guardano: sappiamo davvero rispettare l’altro genitore?
7 Luglio 2026
Se insulti il tuo coniuge Un regalo che puoi fare a tuo figlio è avere rispetto per l’altro genitore. Se insulti il tuo coniuge, il figlio avrà meno s...