Il quarto comandamento e la famiglia di origine
Lasciare il padre e la madre
Onorare il padre e la madre non significa, dopo il matrimonio,
mettere i genitori prima del coniuge.
Molte crisi di coppia nascono dall’assenza di confini chiari
tra la famiglia di origine e quella nuova.La Scrittura affianca al comandamento dell’onore
anche l’invito a “lasciare” i genitori per unirsi al coniuge.
Questo lasciare non è solo fisico, ma soprattutto interiore.
Significa riconoscere che la propria famiglia oggi
è il partner e i figli.Onorare non vuol dire sottomettersi o restare bambini.
Vuol dire rispettare, mettendo confini sani.
Le scelte vanno condivise prima nella coppia.
Onora il padre e la madre, certo,
ma non considerarti bambino in eterno.
Il quarto comandamento recita “Onora il padre e la madre”: non significa che, una volta sposati e costruita una nuova famiglia, si debbano mettere al primo posto i genitori e solo dopo il coniuge. Molti conflitti e persino numerosi divorzi nascono proprio da ingerenze e dalla mancanza di confini chiari tra le famiglie di origine e i nuovi nuclei familiari.
Padre Giovanni Marini, noto per aver individuato quelli che definisce i “nuclei di morte” della vita di coppia, descrive questa dinamica con un’espressione molto efficace: la “non avvenuta desatellizzazione”.
Accade quando la coppia, pur essendosi formata, continua a ruotare come un satellite attorno a “mamma e papà”, senza aver realmente conquistato la propria autonomia decisionale e affettiva.
Come vivere il quarto comandamento
Il comandamento “Onora il padre e la madre” va vissuto, nell’età adulta, insieme a un’altra indicazione biblica altrettanto fondamentale: “L’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie”.
Questo “lasciare” non si riduce a una semplice separazione fisica, come cambiare casa o città. È soprattutto una disposizione interiore: indica una maturità raggiunta, la capacità di riconoscere che la propria famiglia, ora, è il coniuge, e i figli che nasceranno sono nati da quell’unione.
Il baricentro si è spostato
Lasciare significa prendere atto che il baricentro delle scelte si è spostato. Non si tratta di mancare di rispetto ai genitori o di rinnegarli – onorare resta un valore essenziale – ma di stabilire confini sani, di non lasciarsi più trattare da bambini, di assumersi la responsabilità delle proprie decisioni come adulti.
In concreto, questo implica imparare a scegliere insieme, come coppia: confrontarsi anzitutto con il partner e, se necessario, chiedere consiglio ai genitori di comune accordo, senza delegare loro scelte che spettano ormai alla nuova famiglia.
Non è sempre facile, anche perché molti genitori faticano ad accettare l’autonomia dei figli diventati grandi e rischiano di continuare a vederli come i “piccoli” da proteggere o guidare.
Prima la coppia
Per questo, prima del matrimonio – o nei primi anni di vita coniugale – è importante interrogarsi seriamente su questo passaggio: il bisogno di una nuova appartenenza, di una nuova “dipendenza buona”, quella reciproca tra marito e moglie. Individuare il baricentro delle scelte nella coppia non indebolisce i legami familiari, ma li rende più liberi, più giusti e più rispettosi.
Se ci si accorge che molti litigi coniugali sono dovuti al rapporto con i propri genitori, è bene riflettere su cosa sta accadendo, prenderne atto ed evitare gli estremi, quando è possibile: ovvero lasciarsi assoggettare in tutto o, al contrario, chiudere i ponti.
Il rapporto genitori-figli cresce progressivamente, se abbiamo anzitutto chiaro noi figli adulti il modo in cui vogliamo essere trattati.
Se i genitori faticano a trattarci da grandi, chiariamo e mostriamo coi fatti in che modo chiediamo di essere visti. Mettiamo paletti. Il primo modo per farlo è facendo scelte concrete. È mettere, nei fatti, prima la coppia.
Solo quando la coppia smette di ruotare attorno alle famiglie di origine e inizia a camminare con le proprie gambe può davvero crescere, generare vita ed essere luogo di comunione e di maturità umana e spirituale.
E gli altri comandamenti coniugati in famiglia?
Quelli pubblicati li trovi qui: https://www.ilnuovogiornale.it/category/rubriche/genitori-e-figli/
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