Ragazzi lo sapete che non si può bestemmiare in pubblico?
di Cecilia Galatolo  
19 Giugno 2026
I 10 comandamenti in famiglia - 2°: “Non nominare il nome di Dio invano”

Ragazzi lo sapete che non si può bestemmiare in pubblico?

Non bestemmiare

Il secondo comandamento ci insegna a rispettare
il nome di Dio; a invocarlo e pregarlo con amore.
Vi è mai capitato di sentire bambini o adolescenti bestemmiare
senza alcuna cognizione del male che stanno facendo?
Che ruolo hanno avuto e possono avere i genitori?
Compito dell’intera comunità educante è far sì
che i più piccoli riconoscano il peso delle parole
e imparino ad usare un linguaggio che trasmetta cura, decoro, rispetto.
Iniziamo a educare in questo senso dalle mura domestiche!

 

La scorsa estate, mentre andavamo via da una festa di paese, stavo tornando al parcheggio per riprendere la macchina insieme a mia figlia di sette anni, quando siamo passate accanto a un gruppo di ragazzi tra i 12 e i 14 anni, che imprecavano – per gioco – contro Dio e la Madonna, a voce altissima.
Quel giorno non ce l’ho fatta a “passare oltre”, riparando alla bestemmia mentalmente, lodando Dio nel mio cuore e pregando per la loro vita.

Mi sono fermata e ho detto che non si può bestemmiare in luogo pubblico e che non è bello farlo davanti a una bambina.
Poi sono andata via, ma, mentre mi allontanavo, ho sentito che i ragazzi, un po’ increduli per il mio intervento e quasi cadendo dalle nuvole, si dicevano tra loro di cercare su Google: volevano informazioni su quanto gli avevo detto.

Davvero non si poteva bestemmiare in luogo pubblico?

L’educazione inizia a casa

Ora, non ci interessa qui entrare nel merito di ciò che prevede la legge in caso di bestemmia nei luoghi pubblici.
Non è essenziale dire che, addirittura, si può essere espulsi da una partita di calcio, da un programma tv o da altre competizioni se si bestemmia pubblicamente; che ci possono essere reclami al lavoro o multe se accade in un ristorante.

Ci interessa soffermarci sul ruolo dei genitori, oggetto della nostra rubrica.
Se abbiamo figli preadolescenti, chiediamoci: cosa abbiamo detto loro su questo argomento?
Abbiamo insegnato il rispetto per il nome di Dio e a parlare in modo educato?
Abbiamo detto loro che si può essere originali e non fotocopie, come sosteneva San Carlo Acutis, e scegliere di non bestemmiare o di non esprimersi volgarmente anche se altri lo fanno?

Ciò che dicono i genitori…

Le nostre parole sono semi, che germogliano al momento giusto.
Forse, a volte, sbagliamo anche e proprio in quei momenti i nostri insegnamenti risuonano in loro.

Tempo fa una bambina dovette fare un colloquio con una psicologa, perché aveva dei problemi di apprendimento e bisognava trovare la causa.
Il padre, da fuori, sentiva solo le domande della psicologa e non le risposte della figlia.

Mai rinunciare

La dottoressa domandava: “Perché bisogna mangiare le verdure?”, “Perché allacciare le cinture di sicurezza?” e così via.
Il padre temeva che avrebbe dato alla psicologa le risposte che era solita dare a casa: “Non servono a nulla le verdure!” oppure “Ma tanto non cado, non la voglio la cintura!” e invece alla psicologa ha dato le risposte corrette, quelle che le ripetono i genitori: “Le verdure mi aiutano a crescere”, “Le cinture mi aiutano a non cadere”.

Nel profondo di sé, le aveva interiorizzate e sapeva che erano le risposte giuste, anche se spesso, in casa, mostrava opposizione per affermare se stessa.

Non dobbiamo perdere la speranza o addirittura rinunciare ad educare pensando che tanto sarà inutile.
Vale lo stesso per l’educazione alla fede.
Spieghiamo loro fin da piccoli perché è bello parlare bene di Dio e che la bestemmia va sempre evitata o confessata.

Certo, il mondo trascina, la sua corrente è forte, ma noi non dobbiamo cedere: abbiamo dalla nostra parte… Qualcuno che ha vinto il mondo.

 

Il prossimo articolo sarà pubblicato lunedì 22 giugno 2026

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