Svalutare un figlio lo fa morire nel cuore
“Non ho mai ucciso nessuno”, ma è proprio vero? Sfumature a cui forse non avevi pensato… Il quinto comandamento in famiglia
Il quinto comandamento dice: “Non uccidere”. Non basta però non uccidere il fisico. A volte, anche senza accorgercene, uccidiamo con il disprezzo, l’indifferenza e la mancanza di amore.
Anche il giudizio è violenza
Gesù porta a compimento la legge degli Antichi:
nel suo insegnamento non basta
astenersi dall’uccidere fisicamente qualcuno
per potersi considerare giusti e innocenti.
Il Vangelo va oltre il gesto esteriore – che, ovviamente,
nel caso di un omicidio in senso letterale, resta gravissimo –
e invita a guardare all’interiorità,
al cuore da cui nascono le parole e le azioni.
Per questo considera sbagliato
anche tutto ciò che ferisce la dignità dell’altro.
Nel messaggio di Cristo, il male
non nasce soltanto dalle azioni più visibili,
ma anche dalle parole e dagli atteggiamenti
che umiliano e svalutano.
Perfino il giudizio sprezzante diventa una forma di violenza,
perché colpisce la persona nella sua dignità più profonda.
Anche senza togliere fisicamente la vita a qualcuno, si può comunque “togliere vita” all’altro: spegnere la sua gioia, ferire la sua identità, farlo sentire escluso o inutile. In questo senso, l’insegnamento del Vangelo – come emerge nel capitolo 5 del Vangelo secondo Matteo – amplia la legge antica e la porta alla sua pienezza, chiedendo non solo di evitare il male esteriore, ma di custodire nel cuore il rispetto, la misericordia e l’amore verso ogni persona.
Potremmo dire che Gesù “perfeziona” il quinto comandamento: ci mette in guardia dall’ “uccisione del cuore”, quella forma di violenza sottile che passa attraverso il disprezzo, l’indifferenza e la mancanza di amore.
La sfiducia
Questa prospettiva è significativa anche quando la guardiamo dal punto di vista dell’educazione e della vita familiare.
Nel libro “Genitori, sta a noi”, edito da Mimep Docete, i dieci comandamenti vengono riletti proprio dalla prospettiva dell’essere genitori.
In questa luce, l’umiliazione, la sfiducia e la denigrazione possono diventare una forma di “uccisione” del proprio figlio.
Non si tratta ovviamente di una morte fisica, ma di qualcosa che può incidere profondamente nella sua crescita: quando un figlio viene continuamente sminuito, quando non si crede in lui o in lei, quando gli vengono attribuite etichette negative, si rischia di spegnere la sua fiducia e la sua capacità di credere nei propri doni.
Ogni figlio, infatti, porta dentro di sé un progetto unico e irripetibile.
La tradizione cristiana direbbe che ognuno è pensato e voluto da Dio con una vocazione particolare, con talenti e possibilità che chiedono di essere scoperti e coltivati.
Il compito dei genitori non è quello di plasmare i figli a propria immagine, né di proiettare su di loro sogni non realizzati, ma piuttosto di accompagnarli nella scoperta di ciò che sono chiamati a diventare.
Cinque domande sull’essere genitori
Alla luce di questo comandamento, può essere utile fermarsi e interrogarsi con sincerità sul proprio modo di essere genitori.
Possiamo allora farci alcune domande, prima di passare, nel prossimo articolo, al sesto comandamento:
1. Riconosco che mio figlio è una persona unica e irripetibile e che, obbligandolo ad essere come me o a realizzare i progetti che io ho immaginato per lui, rischio di “uccidere” la sua personalità?
2. So davvero concentrarmi sui talenti di mio figlio? Riesco a vederli anche quando non coincidono con ciò che mi aspettavo?
3. Lo aiuto a riconoscere e sviluppare questi talenti, incoraggiandolo a coltivarli con fiducia?
4. Tendo a svalutare mio figlio o mia figlia, magari con parole dette d’impulso, oppure gli trasmetto fiducia e stima?
5. Faccio pesare i suoi insuccessi oppure lo/la aiuto a leggerli come occasioni per crescere, incoraggiandolo/a a credere in se stesso, in se stessa?
Educare non significa solo trasmettere regole o correggere gli errori, ma soprattutto custodire la vita che cresce.
Da ciò che facciamo oggi, dipende la stima che i nostri figli avranno di se stessi domani.
E gli altri comandamenti coniugati in famiglia?
Quelli pubblicati li trovi qui: https://www.ilnuovogiornale.it/category/rubriche/genitori-e-figli/
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