“Ho fatto questa scuola per non deludere i miei…”
Non rubare la vita di tuo figlio, ovvero non vivere al suo posto
Siamo abituati a dare ai figli tutto ciò di cui hanno bisogno, spesso arrivando a privarci di qualcosa noi stessi. Ma allora, dalla prospettiva di un genitore, cosa dice davvero il comandamento “Non rubare”?
Che dobbiamo comprare più vestiti a loro che a noi?
Che lo sport viene prima per loro e solo dopo, eventualmente, possiamo concederci un abbonamento in palestra?
Che non dovremmo prendere denaro dal loro libretto per pagare una spesa personale?
Anche. Certo. “Non rubare” significa mettere al primo posto i loro bisogni, soprattutto quando sono piccoli e non possono ancora provvedere a se stessi.
Però, c’è un altro significato che riguarda tutti – in particolare quei genitori convinti di “non far mancare nulla”: non derubare tuo figlio della sua vita, cioè non viverla al suo posto.
Rileggiamo il comandamento «non rubare» nell’ambito della famiglia.
Una volta, un’amica mi ha confidato che, pur essendo molto brava nel disegno tecnico, non ha potuto iscriversi all’istituto per geometri. Il motivo? Era considerata una scuola “da maschi”: suo padre si è opposto.
La stessa ragazza ha poi frequentato per anni una scuola di musica, arrivando a suonare molto bene il pianoforte, ma solo per “non deludere suo padre”. Ogni lezione, per lei, era un peso. Nel tempo libero avrebbe preferito disegnare vestiti, cantare…
Il futuro dei figli
Gli esempi riportati sopra possono sembrare quasi banali. Eppure, ogni volta che un genitore prende decisioni importanti sul futuro di un figlio senza tenere conto delle sue aspirazioni, sta prendendo qualcosa che non gli appartiene. Sta sottraendo al figlio una possibilità. Un pezzo della sua strada.
Probabilmente siamo genitori amorevoli e premurosi e crediamo di fare tutto per il bene dei nostri figli, ma non sempre questo significa avere la capacità di un sano distacco, quando si tratta di lasciare che i figli crescano secondo i talenti ricevuti e non secondo le nostre aspettative.
“Non rubare”, dice il VII comandamento. E pensiamo che, come genitori, non ci riguardi. Forse qualche volta non abbiamo fatto il biglietto dell’autobus o abbiamo evaso qualche tassa, il che non è certo cosa da poco, anche se ci giustifichiamo dicendo che le tasse sono troppe o che lo Stato non usa bene i nostri soldi.
C’è un altro tipo di furto
Ma con i nostri figli… no, lì non ruberemmo mai. Anzi, siamo disposti a privarci di qualcosa noi stessi pur di dare loro tutto ciò di cui hanno bisogno. Compriamo vestiti per loro prima che per noi, li accompagniamo agli sport, li sosteniamo in ogni attività, spendiamo tempo, energie e denaro.
Eppure c’è un altro tipo di “furto”, più sottile ma non per questo meno grave: vivere la loro vita al loro posto. Spesso, senza accorgercene, imponiamo loro scelte, percorsi, passioni che non corrispondono alle loro inclinazioni, che non rappresentano la loro personalità ma la nostra. Così facendo, togliamo loro qualcosa: la possibilità di crescere, di esplorare, di scoprire chi sono davvero.
Non rubare = Rispettare la libertà
Non rubare significa anche questo: rispettare la libertà, accompagnare senza sostituirsi, permettere che i figli siano protagonisti della propria vita.
Si tratta di un lavoro personale che ogni genitore è chiamato a compiere su di sé: tutti dobbiamo interrogarci su quale sia il confine tra esserci e sostituirci; consigliare e scavalcare; guidare e imporre la nostra visione come una gabbia.
Proprio oggi puoi chiederti se i tuoi figli, un domani, potranno rinfacciarti un “furto” che sta avvenendo oggi.
C’è qualcosa che fa parte dei loro sogni e progetti che tu escludi dall’orizzonte solo perché hai un carattere diverso e predisposizioni differenti?
Nessuno è perfetto, non lo siamo nemmeno noi genitori. I dieci comandamenti sono spunti preziosi, anche dopo migliaia di anni, per fare luce sulla nostra paternità e maternità.
E gli altri comandamenti coniugati in famiglia?
Quelli pubblicati li trovi qui: https://www.ilnuovogiornale.it/category/rubriche/genitori-e-figli/
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