Noi genitori siamo affettivamente risolti?
di Cecilia Galatolo  
24 Agosto 2026
I 10 comandamenti in famiglia - 6°: Non commettere atti impuri

Noi genitori siamo affettivamente risolti?

Se scopriamo di avere delle ferite, forse abbiamo bisogno di guarigione

Il comandamento “Non commettere atti impuri” in famiglia: abbiamo imparato, noi genitori per primi, che il corpo è un dono ed è chiamato ad esprimere un dono?

Il cuore del percorso

“Genitori, sta a noi. Dieci passi per vivere meglio in famiglia” (Mimep Docete)
è un libro nato da un’esigenza profondamente personale.
Da quando sono diventata mamma,
mi sono accorta che i miei momenti di riflessione
e i quotidiani esami di coscienza ruotavano sempre più
attorno al mio ruolo di genitore.
Il cuore del percorso che stiamo attraversando, c
he segue un po’ l’itinerario del libro,
è ispirato ai Dieci Comandamenti,
riletti però attraverso una prospettiva nuova:
quella della vita familiare.
Non regole rigide, ma spunti concreti
per interrogarsi su temi universali come l’amore,
il rispetto, il tempo condiviso, l’ascolto, il perdono
e la responsabilità educativa.
In questa rubrica, che fedelmente
vi accompagna da settimane,
siamo arrivati ad affrontare il sesto comandamento:
“Non commettere atti impuri”.

 

Tempo fa, ci siamo ritrovati in famiglia a guardare un film di animazione ormai un po’ datato, “Cars. Motori ruggenti”.
Una scena, in particolare, è rimasta con noi e ci introduce bene alla riflessione di oggi. La strada che conduce a Radiator Springs è dissestata, trascurata, quasi dimenticata.
Questo dettaglio, apparentemente secondario, ha in realtà un impatto decisivo: impedisce ai viaggiatori di passaggio di entrarci, scoraggia i visitatori, allontana la vita.
Il risultato è una città abbandonata, sospesa nel tempo, abitata da pochi residenti che si sostengono a vicenda con un velo di rassegnazione e nostalgia.
A un certo punto, uno dei personaggi si chiede: “Come faranno a scoprire questo posto? Come arriverà la gente, se non c’è una bella strada che porti fin qui?”.
Questa domanda, così semplice, racchiude una verità profonda.
Non basta che una meta sia bella, preziosa, degna di essere raggiunta. Se mancano le strade, i percorsi, i segnali che guidano, quella meta resterà invisibile, sconosciuta, forse persino indesiderata.
Ecco allora il cuore della nostra riflessione.

La vera purezza

Spesso, in ambito educativo, ecclesiale e familiare, mancano parole adeguate, esempi credibili, testimonianze luminose. Mancano adulti capaci di accompagnare, senza moralismi, ma anche senza abbassare l’asticella, i giovani in un cammino che dia senso e valore alle loro scelte.
Ancora oggi siamo, in molti casi, vittime di retaggi culturali che riducono la castità a un elenco di divieti, a un “non si può” che non affascina e non convince.
Oppure, all’estremo opposto, siamo immersi in una mentalità consumistica che banalizza il sesso, trasformandolo in una sorta di ginnastica emotiva e fisica, un’esperienza da consumare rapidamente, come un prodotto qualsiasi.
In entrambi i casi, ciò che viene a mancare è proprio la gioia.
La gioia autentica della purezza, che non è negazione, ma integrazione; non è repressione, ma armonia; non è rinuncia sterile, ma scelta consapevole di qualcosa di più grande.

Incontrare la gioia

Se i giovani non incontrano questa gioia, difficilmente potranno desiderarla. Se non vedono strade percorribili, difficilmente si metteranno in cammino.
E qui entra in gioco la nostra responsabilità di genitori e educatori.
Siamo noi a dover “riparare la strada”: con il dialogo, con l’ascolto, con una presenza attenta e non giudicante.
Siamo noi a dover mostrare, con la nostra vita prima ancora che con le parole, che esiste un modo bello, pieno e libero di vivere l’affettività e la sessualità.
Prima ancora, però, dobbiamo guardare alle nostre relazioni: siamo affettivamente risolti?
Abbiamo imparato noi per primi che il corpo è un dono ed è chiamato ad esprimere un dono?
Se abbiamo delle ferite, se in quella strada dissestata ci troviamo anche noi adulti e genitori, forse è arrivato il tempo di cercare guarigione: per noi e per i ragazzi che ci guardano e che da noi imparano ad amare.

 

 

E gli altri comandamenti coniugati in famiglia?
Quelli pubblicati li trovi qui: https://www.ilnuovogiornale.it/category/rubriche/genitori-e-figli/

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