Stadi pieni, chiese vuote
di Cecilia Galatolo  
29 Giugno 2026
I 10 comandamenti in famiglia - 3°: Ricordati di santificare le feste

Stadi pieni, chiese vuote

San Carlo Acutis: “se ci rendessimo conto del dono dell’eucaristia, alle messe ci sarebbe il pienone”. Come vivere la domenica in famiglia

Festeggiare fa bene

Pensiamo alle occasioni in cui ci è capitato di far festa.
Un matrimonio, un battesimo, un anniversario,
una laurea, un compleanno.
Che sarebbe della vita se mancassero occasioni
per far festa, per fermarci e godere di ciò che abbiamo,
in primis delle nostre relazioni?
Anche nel pieno dei vari lockdown,
abbiamo visto persone brindare via Skype a Natale,
stappare spumanti virtualmente.
Ho un’amica laureata in filosofia. Aveva dato
un esame di antropologia dove si sosteneva proprio
l’importanza della festa nella vita umana.
Mi diceva spesso: “I giorni e i momenti di festa
devono scandire la nostra routine, devono irrompere,
portandoci per un po’ in una dimensione diversa da quella quotidiana”.

 

Stiamo attraversando il terzo comandamento: “Ricordati di santificare le feste”. Se pensiamo alla vita cristiana, come famiglia, che cosa significa “fare festa”?
Una possibile risposta è questa: significa incontrare il Signore insieme agli altri.
Non dimentichiamo che la Chiesa non è solo il clero, è una famiglia di famiglie. Quanto ha bisogno la Chiesa delle famiglie, del loro meraviglioso caos! Come si sente la loro mancanza quando non ci sono, la domenica.
“Ma disturbiamo”, “Che stress andare con i bambini”, “Le persone ci guardano male”. Non è un peccato che le famiglie si sentano più accolte altrove (dove consumano e spendono…) che nella casa del Signore?
Al tempo stesso, forse, per parlare in questo modo, manca la piena consapevolezza di cosa sia davvero la messa.

 

La lezione dei Santi: stadi pieni, chiese vuote

“Affolliamo gli stadi e le chiese sono vuote. Se solo ci rendessimo conto – diceva Carlo Acutis – di quale dono è l’eucaristia, le chiese sarebbero piene!”.
Padre Pio sosteneva che, se gli uomini si rendessero conto di cosa veramente avviene durante la celebrazione della messa, servirebbe la polizia per contenere le folle fuori dalla chiesa.
Le feste proposte dalla nostra liturgia (la domenica, il Natale, la Pasqua, l’Annunciazione, la Pentecoste…) aiutano a “non dare per scontato l’amore di Dio” e ci insegnano a camminare in una comunità.
Da soli non si può davvero crescere nella fede, perché la solitudine non è un attributo di Dio, uno e trino. L’amicizia e la fede vanno di pari passo. Siamo cristiani insieme. Allora sì che può essere festa!
Senza pretendere che le chiese da vuote tornino piene domani, iniziamo – come famiglia – ad andarci noi con questa fede… e lasciamo che il Signore ci sorprenda.

Fare festa insieme

Un altro aspetto da sottolineare, riguardo al terzo comandamento, è che siamo chiamati a “sottolineare ciò che è speciale”.
Mariolina Ceriotti Migliarese, medico neuropsichiatra infantile e psicoterapeuta, nel suo libro “La famiglia imperfetta. Come trasformare ansie e problemi in sfide appassionanti” (Ares, 2010), spiega che saper fare festa insieme rende più solide le relazioni. Ci sono giorni unici, che vanno celebrati. Ci sono giorni particolari che meritano di essere considerati e vissuti come tali. Ognuno di noi merita di essere festeggiato, in casa, nei suoi momenti speciali, nei suoi traguardi. Scrive che bisogna “distinguere il quotidiano da ciò che non lo è”.
E aggiunge: “È importante diventare capaci di sottolineare ciò che è speciale, perché questo ne fa emergere il valore”. Suggerisce anche di dare valore ai rituali speciali che ogni famiglia costruisce nel tempo attorno alle ricorrenze particolari.

Gesù amava le feste

Da cristiani, ricordiamo che Gesù ama le feste. Si è sempre fermato volentieri in compagnia, a mangiare, a bere, con i suoi compagni e nelle case.
Il primo segno che ha dato all’umanità per rivelare che egli era Figlio di Dio è stato trasformare l’acqua in vino, durante un ricevimento di nozze (Gv 2, 1-11). E il motivo era proprio far ripartire una festa destinata, altrimenti, a morire.

Sapete? È proprio così che i mistici descrivono il Paradiso: come una festa senza fine.

 

 

E gli altri comandamenti coniugati in famiglia?
Quelli pubblicati li trovi qui: https://www.ilnuovogiornale.it/category/rubriche/genitori-e-figli/

Ogni settimana ne troverai uno nuovo!

Svalutare un figlio lo fa morire nel cuore
Genitori e figli
I 10 comandamenti in famiglia - 5°: Non uccidere
“Non ho mai ucciso nessuno”, ma è proprio vero? Sfumature a cui forse non avevi pensato… Il quinto comandamento in famiglia
10 Agosto 2026
Il quinto comandamento dice: “Non uccidere”. Non basta però non uccidere il fisico. A volte, anche senza accorgercene, uccidiamo con il disprezzo, l’i...
Accogliere il bambino, senza rinunciare ai propri sogni
Genitori e figli
I 10 comandamenti in famiglia - 5°: Non uccidere
Dafne si accorge di aspettare un figlio mentre inizia l’università. Il quinto comandamento - “Non uccidere” - coniugato in famiglia
27 Luglio 2026
Un bambino non programmato e una scelta difficile: cosa ci dice la storia di Dafne? Un bambino in arrivo: se accade l’imprevisto Quando ho scritto il ...
“Sei sempre il solito!”. Si uccide anche a parole
Genitori e figli
I 10 comandamenti in famiglia - 5°: Non uccidere
“Non uccidere” per un genitore può voler dire: non imporre paure, ma insegnare a provarci
20 Luglio 2026
Non uccidere significa anche chiedere scusa. Ammettere di aver sbagliato tono, di aver giudicato troppo in fretta, di non aver ascoltato. Un genitore ...
Il quarto comandamento e la famiglia di origine
Genitori e figli
I 10 comandamenti in famiglia - 4°: Onora il padre e la madre
14 Luglio 2026
Lasciare il padre e la madre Onorare il padre e la madre non significa, dopo il matrimonio, mettere i genitori prima del coniuge. Molte crisi di coppi...