L’anniversario di papa Gregorio X: una ricorrenza dal forte valore simbolico

La messa solenne nel 750° anniversario della morte del Beato Gregorio X, unico papa piacentino della storia, celebrata il 18 gennaio, nella basilica di Sant’Antonino a Piacenza, è stata una ricorrenza dal forte valore simbolico, che ha intrecciato fede, storia e attualità. A presiedere la celebrazione è stato il vescovo di Piacenza-Bobbio, mons. Adriano Cevolotto, accolto, all’inizio della liturgia, dalle parole di Sannita Luppi, parrocchiana e catechista, che a nome della comunità ha rivolto al presule un saluto di benvenuto. Attorno all’altare, la basilica ha preso vita grazie ai canti vivaci del coro parrocchiale, accompagnato dal gruppo scout di Sant’Antonino, la cui presenza – soprattutto dei più giovani – ha dato alla celebrazione un tono gioioso e partecipato.
Una storia travagliata
Nell’omelia, mons. Cevolotto ha guidato i fedeli in un viaggio che dalla figura di Gregorio X ha condotto fino alle inquietudini del presente. Il vescovo ha ricordato come il papa piacentino visse in un’epoca segnata da profonde lacerazioni: conflitti politici, divisioni ecclesiali, guerre che attraversavano l’Europa e la Chiesa stessa. Una storia travagliata che, ha sottolineato, non è così lontana dalla nostra, anch’essa segnata da tensioni, paure e da una diffusa percezione del prevalere delle forze negative. Eppure, proprio dentro queste oscurità, - per il presule - la storia conosce uomini e donne capaci di indicare strade nuove. Gregorio X - ha evidenziato il vescovo rivolgendosi in particolare ai ragazzi scout - è uno di questi: un uomo che seppe leggere il suo tempo con gli occhi della fede, cercando vie di pace e di riconciliazione là dove altri vedevano solo scontro. Eletto papa dopo tre anni di stallo e di divisioni tra i cardinali, fu scelto proprio per la sua imparzialità, per il suo non appartenere a fazioni contrapposte, ma al desiderio più profondo di unità.
Un pacificatore instancabile
Gregorio X – sintetizziamo le parole di mons. Cevolotto - fu un pacificatore instancabile, rifiutò di trasformare l’avversario in nemico, denunciò le lotte di potere mascherate da difesa di principi, lavorò per sanare le fratture tra Oriente e Occidente e per ricomporre anche le tensioni locali, come quelle che segnavano la sua stessa città. La sua convinzione era chiara: la convivenza e la pacificazione non sono un’opzione tra le altre, ma l’unica strada seria da percorrere. Il vescovo Adriano ha presentato il Beato Gregorio X come una “esegesi vivente” della parola di Dio: non un uomo straordinario per capacità personali, ma una vita resa trasparente all’azione del Signore, capace di manifestare la gloria divina attraverso l’amore, l’unità e la ricerca della pace. Una vocazione che lo accompagnò fino alla fine, insieme alla preoccupazione che la sua opera potesse continuare oltre la sua morte. L’omelia si è conclusa con un richiamo forte e attuale, affidato alle parole di un mistico islamico: «Prima ero intelligente e volevo cambiare il mondo. Ora sono umile e voglio cambiare me stesso». Un pensiero che, accostato all’insegnamento di Gregorio X, diventa invito alla conversione personale: solo cambiando lo sguardo su noi stessi e sugli altri è possibile superare i conflitti e costruire una pace autentica. Da qui, la preghiera finale per la pace, invocata attraverso l’intercessione del papa piacentino.
La benedizione della statua
Al termine della celebrazione, il parroco di Sant’Antonino, don Davide Maloberti, ha ringraziato il vescovo e ha presentato ai fedeli don Antonino Scaglia, nuovo collaboratore parrocchiale. Poi, come naturale prolungamento della memoria celebrata, i presenti si sono spostati nel giardino esterno della basilica per la benedizione della statua del Beato Gregorio X, realizzata dall’artista Giorgio Groppi nel 1998 e collocata, nel 2021, nel giardino riqualificato della basilica grazie al sostegno del dottor Pietro Casella, presente alla celebrazione, fondatore e presidente di Formec Biffi. Un gesto conclusivo, semplice e solenne, che ha concluso una giornata in cui Piacenza ha ritrovato, nella figura del suo unico papa, una voce antica e sorprendentemente attuale, capace ancora di parlare di pace, unità e responsabilità personale.
Riccardo Tonna
Nella foto, la messa solenne nella basilica di Sant'Antonino presieduta dal vescovo Cevolotto in memoria del beato Gregorio X.
Pubblicato il 20 gennaio 2026
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