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Lidia Totaro sarà suor Maria Grazia

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Sabato 25 settembre alle ore 15.30 si consacrerà come benedettina con il nome di suor Maria Grazia, Lidia Totaro. Presiederà la celebrazione eucaristica nella chiesa di San Raimondo in Corso Vittorio Emanuele a Piacenza il vescovo mons. Adriano Cevolotto.
Lidia, originaria di Chieti, racconta la sua vocazione.

Anzitutto ringrazio Dio per la vocazione monastica: è il più grande dono che Lui mi ha fatto dopo quello della vita e della mia famiglia. Non so se c’è domanda più difficile di parlare di sé, infatti il primo pensiero è stato “non ce la farò mai!”. Anagraficamente mi chiamo Lidia Totaro, ho 51 anni, vengo da un paesino della provincia di Chieti, Tornareccio, dove, come dice sempre il vescovo Bruno Forte, “scorre latte e miele”.
Sono laureata in Scienze Motorie e in seguito in Fisioterapia per il desiderio di curare le malformazioni e le persone ammalate e nella sofferenza. Nel corso degli anni mi sono specializzata in diverse metodiche e ho frequentato il Master di coordinamento delle funzioni sanitarie e della prevenzione.

Verso Piacenza per lavoro
Mentre lavoravo avevo fatto per caso la domanda di concorso a Piacenza ed è arrivata la convocazione. È stato difficile lasciare la mia terra, ma sentivo di obbedire alla parola “Va’ esci dalla tua terra verso un paese che io ti indicheò” e posso dire che quando sono arrivata ho sentito una grande pace. Ormai ero una donna matura, anche la “Grazia ha le sue urgenze”, ho detto di sì.

Gli incontri della vita
Come sono arrivata in monastero? Tutto è partito da lontano, con tanti piccoli segni e incontri che mi hanno orientata verso questa consacrazione definitva in una vita claustrale. La Grazia mi ha fatto incontrare persone speciali appartenenti a vari movimenti ecclesiali quali Comunione e Liberazione e Rinnovamento nello Spirito. Mi interrogavo spesso sul perché della vita, della sofferenza e avvertivo con crescente consapevolezza la precarietà della vita. Mi colpì molto, come un fuoco, un colpo al cuore, il 17 gennaio giorno di Sant’Antonio abate il vangelo “Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi, poi vieni e seguimi”. Rimasi turbata e mi chiesi se stesse dicendo proprio a me.
Ci sono stati altri momenti importanti in seguito, insieme al grande desiderio di pregare, di adorare, di conoscere il Signore, cercare il suo Volto. Ho avuto incontri significativi dapprima con le suore Carmelitane Messaggere dello Spirito Santo, poi con la realtà dell’Ordo Virginum ma il Signore aveva altri progetti perché arrivò la chiamata da Piacenza.

In San Raimondo per la prima volta
Invitata dalle suore della Divina Provvidenza dove abitavo ho partecipato all’incontro dell’USMI al monastero San Raimondo: c’era la catechesi di Madre Maria Emmanuel con l’adorazione eucaristica. Ricordo che all’ascolto della Parola e della lectio il mio cuore si accese trovandole corrispondenti al desiderio più profondo del mio cuore. Alla fine dell’incontro chiesi alla Madre un colloquio perché mi aiutasse a capire.
Il percorso per maturare definitivamente la decisione di entrare in monastero per me si è svolto per diversi anni attraverso un cammino di preghiera, di ascolto della Parola di Dio illuminato dall’accompagnamento spirituale. La difficoltà si è presentata comunque nell’individuare la via in cui realizzare questo desiderio profondo.

Non mi fermavo mai
Prima di entrare in monastero ero impegnata in molte cose, mi sembrava che non dovessi fermarmi mai, che dovessi sempre continuare a essere a disposizione di tutti. Ho scoperto che nella dimensione della preghiera e del dono a Dio di tutta la mia vitaita, io posso arrivare ovunque, senza limiti di tempo e di spazio.

Il salto della clausura
Affrontare il salto della clausura, cioè l’entrata in monastero con la separazione dagli affetti, dal mondo del lavoro, dalle cose, fino alla consegna totale di me stessa che quotidianamente si rinnova nella conformazione alla volontà di Dio non è stato facile. Ho incontrato tanti ostacoli e tanta sofferenza, ma ogni giorno la Grazia di Dio mi ha aiutato e mi aiuta a donarmi interamente al volere di Dio, a fidarmi ciecamente di Lui, convinta che quanto Egli ha iniziato lo porterà a compimento, e che quello che ha disposto sia il meglio in assoluto e a servizio della Comunità.

Una ricerca continua
Il Signore mi ha preparato giorno dopo giorno purificandomi e tagliando tutto ciò che non fosse Lui, nella continua ricerca di Dio, con nessun altro desiderio se non quello di conoscere sempre più il Signore e stare con Lui, totalmente consacrata al Suo servizio e portare a Lui tutta la sofferenza di tante persone e supplicare per la salvezza delle anime.
Mi sento di concludere con il pensiero alla Vergine Maria. Nel mio paese c’è il Santuario della Ma donna del Carmine, è apparsa nel 1500, alla quale sono molto devota, Lei sempre mi accompagna, è Lei che mi ha portato a Gesù, a cui mi affido come figlia ogni giorno e amo con tutto il cuore.
Lidia Totaro
Pubblicato il 24 settembre 2021

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