«Prossima fermata», dove i ragazzi con fragilità producono torte e focacce

Un laboratorio di “trasformazione alimentare e sociale” dove persone con fragilità producono panificati, pasta, dolci, marmellate e composte di verdura. È “Prossima fermata”, la realtà che è stata inaugurata venerdì 10 aprile a Cadeo, nella cascina Santa Maria di proprietà dell’Opera Pia Alberoni. L’attività, partita già da un mese, coinvolge sette persone dai venti ai quarant’anni (cinque di Cadeo, una di Fiorenzuola d’Arda e una di Alseno) che stanno svolgendo un tirocinio alla scuola di formazione Tutor, che li ha seguiti nelle fasi preparatorie. La cerimonia si è svolta alla presenza del vescovo di Piacenza-Bobbio, mons. Adriano Cevolotto. Presenti i sindaci Maria Lodovica Toma di Cadeo, Romeo Gandolfi di Fiorenzuola (con l’assessore Franco Brauner) e Davide Zucchi di Alseno, il parroco di Roveleto don Umberto Ciullo, il vicepresidente dell’Opera Pia Alberoni Giorgio Braghieri, il direttore di Caritas diocesana Mario Idda e il referente dell’area promozione Massimo Magnaschi e il direttore di Tutor Mirco Potami.
Produzione, formazione, aggregazione
Massimo Magnaschi della Caritas ha spiegato che il lavoro dei ragazzi impiegati nell’attività sociale è stato seguito da alcune persone competenti sia tecnicamente che educativamente. “Insieme a loro, abbiamo la presenza di sette persone che sono qui per fare un percorso che è un mix di produzione, formazione e aggregazione. Vogliamo imparare a fare delle cose, con l’obiettivo quindi dell’occupabilità, e poi andare verso l’esterno, sperando che più persone possibile si spendano nelle aziende del territorio, con attenzione alla produzione, anche per sostenerci economicamente”.
La collaborazione tra Caritas e Opera Pia
La genesi del progetto, come ha ricordato il vicepresidente dell’Opera Pia Alberoni Giorgio Braghieri, risale al 2016 quando papa Francesco, in occasione del Giubileo della misericordia, esortò a creare delle “opere segno”. “Si partì con l’idea di creare un progetto legato al carcere – ha detto Braghieri – allora c’era il vescovo Gianni (Ambrosio, nda) e la Cei ci sollecitò a partire”. La collaborazione tra Opera Pia e Caritas diocesana era già cominciata un anno prima. “Nel tempo ha messo solide radici, si è creata la pianta e ora arrivano anche i frutti – ha metaforizzato Braghieri – mi fa piacere anche personalmente vedere che il progetto su cui abbiamo puntato si stia realizzando”. Quella di Cadeo è la seconda “cascina sociale” dopo quella di San Giuseppe, dedicata alla coltivazione di ortaggi e frutta. “L’intento è sempre quello di aiutare le persone e metterle a proprio agio”, ha concluso.
“Il lavoro dà dignità alle persone”
L’idea di “Prossima fermata”, nello specifico, è nata un anno fa, come ha ricordato la sindaca di Cadeo Marica Toma. “Grazie a don Umberto (Ciullo, nda) abbiamo conosciuto una realtà di un altro territorio e i ragazzi ci hanno spiegato la loro storia. Abbiamo capito che molti ragazzi, finite le superiori, faticano a inserirsi nel mondo del lavoro e ci sono poche realtà sul territorio che offrono loro opportunità. Dunque, abbiamo cominciato a lavorare a questa idea perché crediamo fermamente che il lavoro dia dignità alla persona e debba essere un modo per esprimersi con le proprie competenze e un motivo di soddisfazione”. Toma ha sottolineato il proficuo lavoro di rete che ha permesso al laboratorio di trasformazione alimentare e sociale di prendere forma, ringraziando anche i servizi sociali del Comune. “Quello che inauguriamo oggi deve essere il seme di un progetto molto più grande – ha concluso – speriamo che si possa espandere a tutta la provincia”. Intanto, con la fine dell’anno scolastico, l’obiettivo è quello di inserire altri giovani nella realtà di Cadeo. Nella sede della cascina San Giuseppe, dalla fine del mese di aprile, insieme alla frutta e alla verdura che lì viene prodotta, saranno venduti anche prodotti da forno, grissini, focacce, torte salate e crostate sfornate nella cascina Santa Maria. E dall’estate si punta ad allargare la produzione e la vendita a marmellate e composte.
Il Vescovo: “È un segno pasquale”
L’iniziativa si pone in continuità con la Resurrezione, come ha evidenziato il Vescovo prima di impartire la benedizione. “Siamo nella settimana di Pasqua – ha detto – tutto quello che abbiamo celebrato domenica scorsa di prolunga: mi piace immaginare che questo sia un segno pasquale. La Pasqua è rinascita da una situazione senza prospettive: questo è un luogo che sta raccogliendo tutte le energie possibili affinché la Pasqua sia qualcosa di concreto. L’evento di duemila anni fa è efficace perché continua a generare vita, futuro e speranza: il mistero pasquale si rinnova quando riusciamo ad aprire percorsi di vita laddove invece prevale la delusione, il fallimento e l’oscurità”.
Francesco Petronzio
Pubblicato l'11 aprile 2026
Nella foto, l'inaugurazione di “Prossima Fermata” a Cadeo.
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