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Torna a splendere la basilica di Sant'Antonino

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La basilica di Sant'Antonino torna a splendere . Si sono compiuti i restauri  delle pareti laterali del presbiterio, della parete dell’altare maggiore, della sfarzosa decorazione a stucco modellato e dorato, composta da cartigli, da elementi architettonici e antropomorfi che delimitano i cinque dipinti del fiammingo Roberto de Longe, delle tele con le Storie di S. Antonino dipinte  dal pittore fiammingo. 
Altrettanto importante è stato il restauro conservativo del chiostro  oggetto di un intervento di restauro realizzato dall’architetto Giulio Ulisse Arata con il rifacimento degli intonaci; il loro stato di conservazione ora però era particolarmente grave. Il chiostro era infatti interessato da un degrado diffusamente presente anche sulle superfici in pietra, alcuni fusti delle colonne d’angolo presentavano un fenomeno di esfoliazione con disgregazione superficiale e perdita di granuli dovuta all’umidità. Imbruniti da depositi superficiali erano anche gli elementi decorativi del loggiato, le lapidi e la balaustra in pietra arenaria. I lavori hanno interessato gli elementi in pietra e le decorazioni pittoriche delle volte. 
Ultimi in ordine di tempo, il restauro delle volte della navata centrale e del transetto delle decorazioni che Andrea Guidotti, figlio del più celebre architetto Camillo, realizzò sulle pareti e sulla volta di quella che era la cappella dell’Immacolata Concezione, al termine della navata destra, ove si apre l’attuale accesso alla sagrestia. Della cappella, smantellata negli anni trenta del Novecento nel corso dei restauri compiuti da Giulio Ulisse Arata, restano le decorazioni parietali, caratterizzate da un gusto scenografico proprio di Andrea Guidotti, che conosciamo impegnato anche nella realizzazione di bozzetti e di scene per il teatro. 
La presentazione dei restuari è in programma venerdì 19 ottobre alle ore 11.

Pubblicato il 18 ottobre 2018

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