Il consiglio generale della Funzione Pubblica di Parma Piacenza ha nominato Giovanni Oliva nuovo segretario generale. Oliva subentra a Elisabetta Oppici che entra, dopo il congresso, in segreteria Cisl Parma Piacenza. L’avvicendamento è avvenuto ad Alseno. “Ringrazio tutti – ha dichiarato Oliva - per la fiducia accordatami, la mia nomina diventa a tutti gli effetti un segno di continuità ai progetti della Funzione Pubblica di Parma e Piacenza, ho dei collaboratori che hanno fatto dell'etica professionale la loro missione, continuerà il nostro lavoro efficientando il sindacato di prossimità, l'accoglienza e l'ascolto. Viviamo un momento storico delicato, difficile fare progetti al lungo termine e la sottoscrizione dei contratti di lavoro del pubblico impiego e mi riferisco in particolar modo alla sanità pubblica e agli enti locali aiuterebbero i lavoratori a superare meglio una situazione molto delicata. A questo proposito in merito alle azioni che ha messo in campo la Regione Emilia Romagna, Ticket e Irpef, che andranno ancora una volta a colpire direttamente i redditi dei lavoratori, mi auguro che poi la risposta sia, niente più liste d'attesa e fondi dei lavoratori perequati”. Entrano in segreteria Marco Aliani e Nicolina Glielmi, che con Oliva formeranno la nuova segreteria della Funzione Pubblica Parma e Piacenza.
Nella foto, Marco Aliani, Nicolina Glielmi e Giovanni Oliva.
Si è tenuta nei giorni scorsi, presso la sede cremonese di Rivarolo del Re, l’assemblea ordinaria del Consorzio Casalasco del Pomodoro che ha deliberato il rinnovo delle cariche sociali per il triennio 2025-2028 e l’approvazione del bilancio d’esercizio 2024. L’appuntamento ha registrato una partecipazione record e il consenso per i nuovi eletti, forti dei progetti presentati e degli eccellenti risultati raggiunti nonostante la difficile annata 2024, ha sfiorato l’unanimità. I soci hanno riconfermato il Consiglio d’Amministrazione uscente con Marco Sartori presidente, rinnovando la loro fiducia nell’operato svolto e in un futuro di nuovi ambiziosi progetti insieme a Fsi. Proprio il recente ingresso del fondo in Casalasco SpA (di cui il Consorzio è socio di riferimento) rappresenta uno dei risultati più importanti per la prima filiera integrata del pomodoro da industria in Italia e per le sue centinaia di aziende agricole associate. Come vicepresidente è stato nominato Stefano Trentini, consigliere storico e rappresentante dei produttori dell’area piacentina, la più importante per l’approvvigionamento. Confermati i consiglieri Daniele Arata, Piercarlo Barilli, Piergiorgio Bassi, Giuseppe Borzi, Lucio Compagnoni, Gianpaolo Fava, Graziano Gentili, Gianpaolo Rancati, Attilio Sfolcini e Claudio Spagnoli, con il nuovo ingresso di Dario Solavaggione in rappresentanza dei produttori del Piemonte, altra zona di rilevanza strategica. Nel Collegio Sindacale conferme per i sindaci effettivi Domenico Sorrentino e Domenico De Leo, mentre alla presidenza è stato nominato Franco Albertoni, in sostituzione di Andrea Bignami. I soci hanno poi approvato il bilancio d’esercizio 2024, che ha visto una liquidazione del pomodoro conferito di 155 euro alla tonnellata, prezzo decisamente superiore rispetto a quello di riferimento 2024 pari a 140 euro alla tonnellata. Per supportare le aziende agricole penalizzate dalle condizioni metereologiche avverse dello scorso anno, la cooperativa ha inoltre riconosciuto un contributo straordinario sulle superfici non raccolte. L’assemblea ha infine rappresentato anche un importante momento di condivisione delle prospettive del Consorzio, che continua a distinguersi per l’attenzione concreta verso i propri soci. A conferma di questo impegno, la cooperativa ha già stabilito per il 2025 un prezzo provvisorio superiore a quello dell’interprofessione, con ulteriore meccanismo di premialità per valorizzare ulteriormente la qualità della materia prima.
“Desidero ringraziare il Consiglio di Amministrazione e tutti i soci per la riconfermata fiducia – ha dichiarato il presidente Marco Sartori, socio fondatore del Consorzio Casalasco -. Consapevoli dell’importante ruolo che ricopriamo, in questi anni abbiamo lavorato con determinazione per rafforzare sempre più la nostra realtà, generare valore e condividerlo equamente lungo tutta la filiera. Guardiamo al prossimo triennio con entusiasmo, pronti a vivere con rinnovata energia la campagna 2025. Oltre al pomodoro stiamo già affrontando una nuova sfida, la filiera integrata del basilico, partita proprio quest’anno. Un altro degli importanti progetti che porteremo avanti insieme a Fsi, per continuare a crescere e a innovare”. “Ringrazio il Consiglio per questo nuovo incarico e per la fiducia riposta in me – commenta il vicepresidente piacentino Stefano Trentini, altra storica presenza all’interno del Consorzio. Sono davvero orgoglioso di far parte di questa filiera di agricoltori, capace nel corso degli anni di cogliere risultati positivi anche nei periodi più difficili e di garantire prospettive di crescita nel lungo periodo, con benefici concreti per le aziende agricole e per il territorio”.
È mancata di recente a 93 anni Carla Molinaroli. È stata figura di riferimento dello Scoutismo piacentino e in particolare della sezione locale dell’AGI Associazione Guide Italiane, femminile, nata a livello nazionale nel 1943. Nel 1974 dall’unificazione dell’ASCI (Associazione Scout Cattolici Italiani), maschile, e l’AGI è nata l’Agesci Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani.Grazie ai suoi meriti nel corso degli anni Carla Molinaroli aveva ottenuto incarichi di prestigio fino a diventare commissaria nazionale della Branca Coccinelle.
“Era un vulcano”
Ben presto a Piacenza si era creato un gruppo di ragazze unite da solida amicizia che dura tuttora. Alcune di loro Matilde Astrua, Gabriella Cavalli e Paola Icardi la ricordano affettuosamente così: “è stata sempre per noi un punto fermo, una sicurezza per lo svolgimento delle nostre attività all’interno della Associazione ma soprattutto è stata una guida sicura e coinvolgente, un vulcano, un’amica sincera a cui appoggiarsi e a cui fare riferimento nei momenti di debolezza, di difficoltà o di crisi”. Un’amicizia nata più di 60 anni che non si è mai assopita. “Quando è stata a capo delle Coccinelle, ero la sua vice - ricorda Matilde Astrua -. Era molto attenta ai bisogni delle bambine, come fa una mamma”. “Anche dopo avere lasciato il movimento degli Scout siamo sempre rimaste in contatto - racconta Gabriella Cavalli -. Le siamo state vicine e la abbiamo aiutata fino all’ultimo quando è mancata. È stata per noi un riferimento di vita. La sua grande umanità, l’attenzione ai bisognosi ne facevano una persona che è stata un faro per tanti. Desideriamo salutarla come i Rover e le Scolte con fai “Buona strada””. Tante le attività alle quali Carla Molinaroli si è dedicata. Negli anni ’60 nel Comune di Farini D’Olmo aveva ottenuto un terreno da utilizzare per lo svolgimento dei campi scuola nazionali. Si trattava campi di formazione dei capi delle branche: Coccinelle, Guide, Scolte alla cui partecipazione erano ammesse ragazze provenienti da ogni parte d'Italia.
Tutto partiva dalla fede
Come assistente sociale ha svolto la sua professione inizialmente a Milano, successivamente all’ospedale civile di Piacenza. Ha fatto parte di “Doce nos orare”, associazione con lo scopo di coltivare e di vivere la preghiera “come il credere, sperare e amare fondato sulla Parola di Dio e nutrito dai sacramenti”. “Carla ci ha insegnato a vivere la vera fede come lei stessa ha sempre vissuto, una fede incrollabile in Dio dalla quale ha attinto la forza che le ha consentito di trasmettere valori e realizzare al meglio tutto quello che si è sempre prefissata di fare”, sottolineano le amiche scout. Dopo la pensione si è dedicata a diverse attività di volontariato. Da ricordare l'apertura negli anni ’90 di un ambulatorio in collaborazione con il fratello medico Pietro per prestazioni mediche gratuite per i bisognosi all’Istituto Figlie di Gesù Buon Pastore in città, realtà nella quale gestiva anche un centro di aggregazione per le persone anziane.
G. A.
Nella foto, Carla Molinaroli (in piedi nella foto) a un campo dell’AGI a Mangiarrosto di Montereggio.
Quasi il 40% dei dipendenti pubblici ha un’età compresa tra i 50 e i 59 anni, mentre solo il 5% ha meno di 30 anni. Questi i dati emersi dall’ultimo rapporto ARAN aggiornato a febbraio 2024. Servono bandi snelli, formazione continua e tecnologie avanzate per creare una pubblica amministrazione “aumentata” che risponda alle esigenze delle nuove generazioni.
Dati che fanno riflettere e su cui la professoressa Elena Zuffada, docente di Management delle Amministrazioni Pubbliche della facoltà di Economia e Giurisprudenza dell’Università Cattolica ha stimolato i propri studenti attraverso il progetto Employer Branding: il lavoro pubblico visto dai giovani, i cui risultati finali verranno presentati durante un evento che si terrà nella sala Piana del Campus di Piacenza il 12 maggio a partire dalle ore 14.30.
«Accrescere l'attrattività del lavoro pubblico rappresenta una sfida cruciale per garantire il ricambio generazionale, valorizzare il talento e costruire un sistema pubblico efficiente e innovativo, capace di rispondere alle esigenze di una società in continua evoluzione» afferma la professoressa Elena Zuffada, docente di Management delle Amministrazioni Pubbliche della facoltà di Economia e Giurisprudenza dell’Università Cattolica, nell’introdurre l’evento che si terrà il 12 maggio per la presentazione del progetto Employer Branding: il lavoro pubblico visto dai giovani.
«L’iniziativa ha coinvolto gli studenti del corso di Management delle amministrazioni pubbliche in un laboratorio partecipativo realizzato per comprendere le aspettative dei giovani, per approfondire la conoscenza delle opportunità lavorative nel settore pubblico, contrastando pregiudizi e stereotipi al riguardo» prosegue la professoressa, che conclude: «Con la presenza di importanti manager pubblici, la tavola rotonda è un’interessante occasione per promuovere un dialogo aperto tra istituzioni, esperti e nuove generazioni ed illustrare le strategie di attrazione e valorizzazione del talento poste in essere da alcune tra le amministrazioni più innovative sul territorio nazionale».
Nella foto, Elena Zuffada.
Dopo i saluti del preside di facoltà Marco Allena e del sindaco di Piacenza Katia Tarasconi, sarà la professoressa Zuffada ad introdurre il laboratorio sul lavoro pubblico realizzato con gli studenti del suo corso, per poi lasciare spazio a due sessioni di lavoro: la prima, coordinata dal giornalista di Italia Oggi Francesco Cerisano , dal titolo Lavorare per il sistema Paese: fabbisogni di competenze e strategie di Employer Branding, che vedrà gli interventi di Luca Canessa, Direttore generale Comune di Piacenza, Francesco Raphael Frieri, Direttore generale Risorse, Europa, Innovazione e istituzioni, Regione E.R. e di Michele Bertola, Direttore generale Comune di Monza e presidente ANDIGEL.
Il lavoro pubblico visto dai giovaniil titolo della seconda sessione di lavoro, che vedrà la presentazione dei risultati del laboratorio sul lavoro pubblico realizzato dagli studenti, che sarà valutato da Claudio Forghieri, giornalista ed esperto di comunicazione e transizione digitale, Sebastiano GrandiI, docente di Marketing dell’Università Cattolica e Margherita Rinaldi, giornalista, coordinatrice PA social regione Marche.
Metti un’intera mattinata a comunicare a telefonino spento. Muto anche l’I-pad e il pc. Nessuno schermo attivo, solo mente, cuore ed emozioni. Lo hanno voluto loro, i giovani, più di duecento fra studenti e studentesse che si sono dati appuntamento venerdì 16 maggio nel cortile di San Sepolcro per parlarsi, ascoltarsi, scambiare opinioni, giocare, insomma per cercare di conoscersi “sfidando” le emozioni dell’impatto vis à vis. Sarà il momento conclusivo di quattro mesi di riflessioni condivise a scuola su criticità e utilità della web comunication in nove classi piacentine (Istituti Isii Marconi, Cassinari-Tramello, Romagnosi-Casali) con il progetto di educazione digitale “Connessioni oltre gli sche(r)mi” ideato e realizzato da Fondazione La Ricerca con il finanziamento della Fondazione di Piacenza e Vigevano.
Una mattinata per trovare alternative allo schermo Sarà una mattinata "per giocare e trovare insieme alternative allo schermo", convinti – come deducono gli educatori-La Ricerca che hanno seguito e coordinato i confronti in classe – che “il digitale ha un grande impatto sulle nostre vite, sulle modalità di stare insieme, condiziona le relazioni, le complica con l’illusione di facilitarle”. La mattina in cui verrà raccontato quanto vissuto nei laboratori esperienziali del progetto sarà proprio il passaggio dalle parole ai fatti: “Tre ore, dalle 9 a mezzogiorno, lontani dagli schermi: vediamo che succede”, lancia il sasso il referente dell’operazione a schermi spenti, lo psicoterapeuta Carlo Grassi, di Fondazione La Ricerca. “Dal loro punto di vista - anticipa - punti critici sulla comunicazione digitale ne sono già emersi, spingendosi al futuro imminente che comporterà l’inevitabile rapporto che si sta creando fra l’Uomo e l’Intelligenza Artificiale: come potersi relazionare se manca il calore umano?”. Ma soprattutto è emerso un gran bisogno di contatto umano e di senso di appartenenza: “Ragazzi e ragazze hanno apprezzato l’essere stati coinvolti in un percorso in cui hanno potuto stare insieme, la forza dell’attenzione reciproca, l’occasione di viversi, cioè di misurare se stessi nel confronto con gli altri compagni di classe a un livello più intimo e informale oltre l’ordinaria convivenza scolastica”. Unica eccezione della mattinata, ma a fine mattinata, intorno alle 11,30: la diretta di Pc Radio Cult, on air sulle piattaforme streaming online e sui social, dove i ragazzi potranno raccontarsi in diretta.
Il contributo della Fondazione Piacenza e Vigevano Fondazione di Piacenza e Vigevano sarà presente: “Siamo particolarmente lieti - sottolinea il presidente Roberto Reggi - di prendere parte alla conclusione di questo percorso educativo realizzato dalla Ricerca, una realtà che svolge un ruolo cruciale nell’ambito della tutela e dell’educazione dei giovani sul nostro territorio, mettendo a valore le straordinarie competenze delle sue educatrici e dei suoi educatori, per anni impegnati nel fronteggiare la piaga terribile delle dipendenze. Oggi La Ricerca agisce su più fronti, nella direzione di prevenire il disagio e di contrastare la povertà educativa, costruendo reti fra i soggetti educanti e promuovendo il protagonismo giovanile. Ne è un bell’esempio questo progetto, che affronta una condizione in continua espansione, quale l’influenza delle tecnologie digitali sulla vita e le relazioni fra le persone, senza giudizi o risposte preconfezionate, ma sollecitando dal basso, la riflessione, la sperimentazione di possibili alternative, l’acquisizione di una maggiore consapevolezza nelle giovani generazioni”.
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