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Notizie Varie

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Piacenza rende omaggio alle vittime della strage di Bologna

il consigliere comunale pecorara a bologna per l'anniversario della strage del 2 agosto 1980



Nel 40° anniversario della strage alla stazione ferroviaria di Bologna, anche il Comune di Piacenza – rappresentato dal consigliere Sergio Pecorara – ha preso parte alla cerimonia di commemorazione nel capoluogo emiliano-romagnolo, testimoniando la propria presenza con il Gonfalone della città retto dall’agente di Polizia Locale Paolo Periti.  
“E’ difficile – sottolinea Sergio Pecorara – esprimere a parole l’intensità e la forza di un dolore che si percepisce in tutta la sua autenticità, nel silenzio commosso del ricordo come nella dignità delle voci che chiedono giustizia, rispetto e verità per le vittime di questa tragedia. Essere a Bologna, oggi, significa portare la solidarietà e la vicinanza dell’intera comunità piacentina, nel ricordo di coloro che persero la vita in quel vile, brutale attentato e nell’affetto che ci unisce, con sincera umanità, a tutti i loro cari”.
Le celebrazione istituzionale si è svolta nella cornice di piazza Maggiore, in collegamento streaming con la stazione ferroviaria per la deposizione delle corone in memoria dei Caduti nella sala d’attesa dove avvenne l’esplosione e, in piazzale Medaglie d’oro, per l’intitolazione della stazione stessa alle vittime del 2 agosto 1980.

Pubblicato il 3 agosto 2020

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Musei di Palazzo Farnese, proseguono le visite guidate del venerdì sera

palazzoo farnese a piacenza 

Non ci saranno pause estive, per l’iniziativa “Esci di casa ed entra al Museo” che, dall’inizio di luglio, spalanca le porte di Palazzo Farnese ogni venerdì dalle 21 alle 23, per una serie di itinerari a tema, alla scoperta del patrimonio delle collezioni civiche. Restano invariate le modalità di partecipazione, con prenotazione obbligatoria entro il venerdì mattina allo 0523-492658 o scrivendo a , ma il programma di aperture serali del mese di agosto consentirà ai partecipanti di approfondire nuovi dettagli e suggestioni tra le antiche mura della Cittadella. Il costo dell’ingresso è di 3 euro.
“Con grande entusiasmo – sottolinea l’assessore Jonathan Papamarenghi – abbiamo voluto confermare e riproporre, per le prossime quattro settimane, questa serie di eventi culturali, vista l’adesione così numerosa e l’interesse riscontrato dal pubblico. Colgo l’occasione per ringraziare tutti coloro che, con impegno e passione, hanno garantito la buona riuscita e la continuità dell’iniziativa”.
Si parte venerdì 7 all’insegna di “Armi, cavalieri e battaglie”, con uno sguardo sulla collezione di armi antiche del conte piacentino Antonio Parma, concessa in deposito dalla Fondazione Istituto Gazzola: tra spade, sciabole, pugnali e armature, ci si potrà immergere nella storia del XVI e XVII secolo.
Più contemplativo l’appuntamento del 14 agosto, quando il focus sarà sulla storia di Santa Caterina così come la raccontano gli affreschi medievali originariamente dipinti per la chiesa di San Lorenzo, di epoca tardo-trecentesca. L’arte sarà protagonista anche nella serata di venerdì 21, con “Il ritratto specchio dell’anima”, in un percorso tra i volti della stirpe farnesiana e le personalità omaggiate dagli artisti dell’epoca per il loro ruolo politico e sociale, mentre l’appuntamento conclusivo del 28 agosto condurrà i visitatori in “Un viaggio lungo i secoli: scoprire la collezione delle carrozze”. Sarà l’occasione per ammirare da vicino il pregevole patrimonio di Palazzo Farnese, uno dei dei più importanti in Italia in quest’ambito, dai modelli del ‘700 a quelli antecedenti l’avvento del motore a scoppio.
I Musei di Palazzo Farnese sono visitabili in sicurezza, con l’uso della mascherina e nel rispetto delle misure di distanziamento sociale, ogni sabato (Ferragosto incluso) e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19, in questo caso senza prenotazione. 

Pubblicato il 3 agosto 2020

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Sostegno per agriturismi, fattorie didattiche e settore agricolo

 fattoria didattica sull'Appennino

Il sostegno al comparto agricolo dell’Emilia-Romagna è legge. Aiuti agli agriturismi, alle fattorie didattiche e, più in generale, all’intero settore e alla filiera agroalimentare nella ripartenza dopo i mesi di emergenza sanitaria. L’Assemblea legislativa ha approvato, senza alcun voto contrario, il progetto di legge della Giunta sugli ‘Interventi urgenti per il settore agricolo ed agroalimentare’ che stanzia risorse regionali per 24 milioni di euro.
“Ringrazio i consiglieri per l’importante lavoro svolto in Assemblea e i colleghi di Giunta per aver sostenuto con risorse cospicue questo fondamentale progetto di legge - commenta l’assessore all’Agricoltura, Alessio Mammi -. E’ un risultato straordinario, l’ampio consenso ottenuto è il premio al grande impegno profuso dalla Regione Emilia-Romagna per garantire risorse proprie al comparto primario, alle imprese, ai giovani imprenditori agricoli, agli agriturismi e alle fattorie didattiche, per dare respiro e rilanciare il comparto agricolo dopo l’emergenza Covid-19”.
“Il Rapporto agroalimentare regionale che abbiamo presentato in questi giorni e le tante realtà agricole d’impresa che sto incontrando sul territorio dopo il lockdown dimostrano che, nonostante alcune criticità collegate principalmente ai cambiamenti climatici e alla globalizzazione, il nostro sistema agroalimentare è ancora forte, è un importante punto di riferimento ed è un presidio primario per la nostra economia”. Per la filiera agrituristica, la norma prevede risorse pari a 2,7 milioni di euro a sostegno della liquidità delle imprese, attraverso l’erogazione di un contributo di 2mila euro per gli agriturismi e di mille euro per le fattorie didattiche. Ai progetti di filiera, che promuovono l’organizzazione della filiera agroalimentare, compresa la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti agricoli, il benessere degli animali e la gestione dei rischi del settore, vanno 18 milioni di euro, mentre è pari a 1,5 milioni il finanziamento per l’introduzione di sistemi di sicurezza e protezione delle attrezzature e delle macchine agricole presenti in azienda. Per gli agricoltori del settore bieticolo saccarifero, infine, sono previsti altri 1,5 milioni di contributi, e altri 500 mila euro finanziano l’aggiornamento dei libri genealogici degli allevatori.

Pubblicato il 2 agosto 2020

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Confindustria Piacenza, indagine semestrale

Incontro nellla sede di confindustria oiacenza

“Già nella precedente indagine agli inizi di febbraio, sull’industria piacentina, si affacciava il problema del corona virus”. Così ha esordito Luca Groppi, Direttore di Confindustria Piacenza, nella conferenza stampa del 30 luglio presso la sede di via IV Novembre. “Ora gli eventi legati alla diffusione del COVID19 - ha continuato - che hanno coinvolto il nostro territorio e il resto dell’Italia a partire da fine febbraio 2020, per poi allargarsi al resto del mondo, hanno provocato una situazione economica, oltreché sociale e sanitaria, inimmaginabile ad inizio 2020”.
La consueta indagine semestrale di Confindustria rileva un calo di fatturato, rispetto allo stesso periodo del 2019, in generale del 14%. Particolarmente pesante il dato riguardante il settore della meccanica con un calo del 24,5%.
Le previsioni - secondo Groppi - relative al secondo semestre 2020, formulate dagli imprenditori con riferimento al semestre appena trascorso, sono ovviamente molto condizionate dal punto che si prende come riferimento. Il dato più negativo è riferito all’occupazione sono, infatti, più numerosi gli imprenditori che si aspettano un calo, rispetto a quelli che si attendono un aumento.
Il quadro presentato dell’industria piacentina ricalca quanto è successo e sta accadendo a livello nazionale ed internazionale. “I cali derivano ovviamente da mancata produzione e mancata consegna delle nostre aziende”. Così ha introdotto il suo intervento Francesco Rolleri, il neo presidente di Confindustria Piacenza. “Il dato più monitorato - ha aggiunto – è quello della raccolta ordini per i prossimi sei mesi. Il quadro non è roseo, anche se ci sono segnali che fanno sperare perché il trend del fatturato è in aumento”. “Cosa fare per far fronte a questa situazione?” Si è chiesto il Presidente. “Si tratta di reagire con la tenacia che contraddistingue il territorio piacentino e con la compattezza con cui abbiamo gestito questa situazione gravissima, che vogliamo confermare nei mesi che ci separano dalla fine dell’anno”.

Confindustria è particolarmente attenta ai contributi che arriveranno dalla Comunità Europea: parte a fondo perduto e parte con finanziamento a lungo termine. Per Rolleri si tratta di aver pronti dei progetti concreti per utilizzare questi fondi e il fattore tempo è fondamentale.
“Noi di Confindustria già a settembre presenteremo dei piani fattibili per avviare cantieri per la manutenzione degli immobili di edilizia scolastica, delle strade, delle piste ciclabili, argomenti che da tempo trattiamo e per cui sono già in atto progetti. Poi sono da mettere in risalto temi come la decentralizzazione, l’economia circolare e supportare le aziende su innovazione, ricerca e sviluppo”.
L’invito di Confindustria è rivolto a tutte le aziende, alle forze sociali, alle amministrazioni locali per essere pronti a partire e non trovarsi impreparati. Si tratta di una nuova partenza che chiede uno sforzo anche a tutti i rappresentanti dello Stato per non cadere nelle solite burocrazie del passato. “Per le piccole imprese, negozi, bar, ristoranti - ha sottolineato Rolleri - che hanno pagato il prezzo più elevato in questa emergenza sanitaria, la richiesta che stiamo facendo, come Confindustria, è che una parte del sostegno economico dell’Europa, a fondo perduto, venga utilizzata per tenere in vita le piccole realtà imprenditoriali che sono quelle che stanno soffrendo di più”.

Pubblicato il 3 agosto 2020

Riccardo Tonna

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Confcooperative Emilia Romagna, Milza riconfermato presidente

Francesco Milza presidente confcooperative regione emilia romagna



Francesco Milza riconfermato  alla guida di Confcooperative Emilia Romagna, associazione che riunisce 1.580 imprese cooperative con 228.000 soci, 86.000 addetti e un fatturato complessivo di 14,2 miliardi di euro.

Cinquantasei anni, socio e amministratore delegato della cooperativa di servizi logistici San Martino di Piacenza che dà lavoro a oltre 1.700 persone, Milza inizia così il suo secondo mandato pieno alla presidenza di Confcooperative Emilia Romagna dopo essere subentrato ‘in corsa’ a fine 2013 e dopo la riconferma nel 2016.
“Ringrazio tutti gli amici cooperatori per la fiducia che hanno nuovamente manifestato nei miei confronti – ha dichiarato Milza al termine delle operazioni di voto -. Negli ultimi quattro anni (2016-2019) le imprese del sistema Confcooperative Emilia Romagna hanno creato oltre 10.000 nuovi posti di lavoro (+13,4%), dimostrando tutta la loro vitalità economica e capacità di resilienza. Ma oggi il futuro si presenta molto più incerto. Ci aspettano quattro anni difficili, caratterizzati dalle conseguenze economiche e sociali dell’emergenza sanitaria Covid-19. Dovremo ripensare modelli organizzativi, produttivi e di erogazione dei servizi, dimostrando di essere costruttori di bene comune anche in questa situazione”.
Da un’indagine interna al sistema Confcooperative Emilia Romagna condotta nelle settimane scorse su un campione rappresentativo di circa 300 cooperative, è emerso come il 64% abbia attivato gli ammortizzatori sociali a causa dell’emergenza sanitaria e oltre la metà preveda importanti riduzioni di fatturato per il 2020. In particolare, il 35% prevede un calo di un terzo del volume d’affari, il 20% addirittura parla di un calo del 50%. Inoltre, per il 40% delle cooperative queste riduzioni non saranno recuperabili.
“Questi dati ci confermano la drammaticità del momento che stiamo vivendo – ha detto Milza –, eppure è proprio davanti alle difficoltà che la cooperazione ha sempre dimostrato la validità del suo modello economico inclusivo e mutualistico. Le cooperative nascono e si sviluppano laddove intercettano i bisogni delle comunità e vi rispondono generando un’economia sostenibile capace di redistribuire le risorse e ridurre le disuguaglianze. Lo abbiamo visto in questi quattro anni con le cooperative di comunità sorte nei borghi dell’Appennino, con le cooperative di workers buyout nate per salvare aziende, con la cooperazione sociale che inserisce nel lavoro persone con disabilità generando ogni anno 20 milioni di euro di risparmi per la Pubblica amministrazione in regione, e ancora lo abbiamo visto con la cooperazione agroalimentare che anche grazie alla crescita dell’export è riuscita a garantire un adeguato reddito agli agricoltori. Questa mission al servizio delle comunità va portata avanti anche nella ‘nuova normalità’ in cui oggi siamo immersi, dove i bisogni a cui dare risposta sono incredibilmente aumentati.
“La cooperazione – ha sottolineato Milza - deve farsi trovare pronta sin da subito per questa sfida, insieme agli altri attori economici e alle Istituzioni di ogni livello, alle quali chiediamo sostegno concreto alle imprese a partire da liquidità, investimenti pubblici, vera sburocratizzazione e valorizzazione del sistema integrato pubblico-privato dei servizi”.
Sottolineando l’importanza del Patto per il Lavoro adottato dalla Regione Emilia-Romagna come modello di condivisione costante con le Organizzazioni di categoria, il presidente di Confcooperative Emilia Romagna ha inoltre auspicato la prosecuzione di questo metodo anche in futuro, ricordando come “le decisioni economiche più importanti prese dalla Regione durante questo periodo così drammatico, così come le posizioni nei confronti del Governo, sono sempre state oggetto di confronto”.
 La votazione si è svolta al termine dell’Assemblea “Costruttori di bene comune. Bisogni che sfidano il futuro” alla quale sono intervenuti in video-collegamento l’arcivescovo di Bologna card. Matteo Maria Zuppi, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli e il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini. Presenti, tra gli altri, anche i vertici nazionali di Confcooperative (il presidente Maurizio Gardini, il direttore generale Fabiola Di Loreto, il segretario Marco Venturelli) e i rappresentanti regionali di Legacoop e Agci.
Rinnovato nel corso dell’Assemblea anche il consiglio regionale di Confcooperative Emilia Romagna composto da 60 membri (un terzo le donne) e anche il collegio dei revisori dei conti.

Gli inteventi dell'assemblea

CARD. MATTEO MARIA ZUPPI – ARCIVESCOVO DI BOLOGNA E PRESIDENTE CONFERENZA EPISCOPALE DELL’EMILIA-ROMAGNA
“Ci dimentichiamo troppo facilmente che siamo tutti sulla stessa barca e che qualcuno su questa barca ha bisogno di aiuto, una consapevolezza che invece è propria del Movimento cooperativo. Lo abbiamo imparato durante la pandemia, ma purtroppo già adesso tendiamo a scordarcelo. Non c’è niente di peggio che sprecare la pandemia e restare nella nostra autoreferenzialità.
Papa Francesco nell’omelia di Pentecoste ci ha messo in guardia da tre rischi: il vittimismo che non ci fa cercare con convinzione, il narcisismo che non ci fa guardare negli occhi gli uni degli altri, il pessimismo che ci toglie fiducia e speranza. Sempre il Papa ha accostato la cooperazione all’immagine evangelica delle quattro persone che accompagnano il paralitico: abbiamo bisogno della forza e del contributo della cooperazione per vivere la Dottrina Sociale della Chiesa con un’unione profonda tra spirituale e sociale”.


STEFANO BONACCINI – PRESIDENTE REGIONE EMILIA-ROMAGNA
“Il Patto per il Lavoro in questi 5 anni ci ha aiutato a recuperare 150.000 posti di lavoro e portare fino al 2019 la disoccupazione al 4,7%, vicino alla soglia fisiologica. Ma con le conseguenze dell’emergenza sanitaria ci troveremo entro fine anno tra i 40 e i 60.000 posti di lavoro perduti. Adesso come non mai la velocità degli interventi è una variabile fondamentale per ricominciare a crescere già nel 2021.
Serve un nuovo Patto per il Lavoro e per il Clima che dobbiamo scrivere insieme per uno sviluppo sostenibile, perché a fare insieme si sbaglia meno. Per questo a breve riconvocheremo le parti sociali. Occorre anche la collaborazione del Governo: abbiamo 4 miliardi di cantieri, opere e infrastrutture da sbloccare e sarebbe gravissimo non utilizzare i fondi del Mes per la nostra sanità”.


ON. PAOLA DE MICHELI – MINISTRO ALLE INFRASTRUTTURE E AI TRASPORTI
“Un piano Marshall europeo che arriva nelle nostre case con questa potenza numerica e valoriale deve essere trasformato dalla nostra intelligenza collettiva in una progettualità che abbia una concretezza maniacale. Dobbiamo sapere che tutto quello che abbiamo pensato in questo tempo deve avere sviluppo concreto nei prossimi mesi per poter diventare progetti finanziabili dai fondi, perché questi progetti devono diventare opportunità di lavoro e di cambio del nostro modello di sviluppo e di organizzazione della società. Rispetto a questa sfida, con tutte le risorse che abbiamo nella nostra disponibilità, chiedo a Confcooperative, al sistema delle imprese dell'Emilia-Romagna e alla filiera del lavoro di essere protagonisti di una progettualità possibile, di una concretezza che ha sempre caratterizzato il nostro mondo della cooperazione”.

Pubblicato il 1° agosto 2020

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