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Notizie Varie

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Garantito il passaggio tra istituti tecnici superiori post diploma e corsi di laurea

 Passerelle universita

Passare da un Its, Istituto tecnico superiore (post diploma), a un corso di laurea professionalizzante e viceversa, in Emilia-Romagna sarà possibile e facile. Grazie al lavoro di coordinamento della Regione e alle sinergie innescate tra Atenei e Its, sono infatti già pronti e saranno formalizzati a breve gli accordi e le modalità di passaggio tra i percorsi delle lauree professionalizzanti dell’Università di Bologna in “Tecnologie dei sistemi informatici” e “Meccatronica” e gli Its “Tecnico superiore per lo sviluppo software web e cloud (sede di Cesena)” e “Meccanica, Meccatronica, Motoristica, Packaging (sedi di Bologna e Rimini)”. E nuove “passerelle” sono allo studio in altri Atenei regionali. Obiettivo è garantire il passaggio degli studenti e il riconoscimento del loro percorso formativo: i ragazzi diplomati agli Its potranno infatti iscriversi alle lauree convalidando circa un anno e mezzo di percorso e viceversa le attività dei corsi di laurea saranno convalidate reciprocamente dagli Its coinvolti. La Regione conferma inoltre l’impegno a promuovere ulteriori sinergie di questo tipo laddove gli obiettivi formativi siano simili e vi sia una progettazione condivisa dei percorsi. In questo momento sono già attivi sei corsi di laurea professionalizzanti in Meccatronica, informatica, edilizia e territorio: tre all’Università di Bologna, due all’Università di Modena e Reggio e uno all’Università di Parma, e con la nascita della Fondazione per la Formazione Universitaria a orientamento professionale (FUP) si apre un nuovo scenario che consentirà di aumentare l’offerta di percorsi di questo tipo in Emilia-Romagna.

“La nascita della Fondazione e il varo delle prime “passerelle” sono due passi concreti nella direzione di un rafforzamento della formazione terziaria in ambito tecnico e professionalizzante - affermano gli assessori all’Università, Paola Salomoni, e alla Formazione, Vincenzo Colla - che rappresenta una leva fondamentale di sviluppo regionale e ci aiutano entrambe a colmare il gap di competenze e quello di laureati e ad avvicinarci all’obiettivo di fare del nostro territorio una regione della Conoscenza”. “Crediamo che questa sia la direzione da tenere anche in futuro- chiudono gli assessori- e stiamo valutando come rafforzare questo tipo di impegno, attraverso strumenti concreti come un orientamento congiunto e l’attivazione di contratti di apprendistato di II livello per il conseguimento dei titoli”. L’Emilia-Romagna registra ad oggi il 34,1% di laureati tra i 30 e i 34 anni collocandosi molto al di sopra della media nazionale che si ferma al 27,6% ma ancora lontana dal 41,6% della media europea (dati 2019). Le lauree professionalizzanti diventano quindi uno degli strumenti attraverso cui aumentare il numero di laureati, come ha dichiarato anche in questi giorni la ministra dell’Università e della Ricerca, Cristina Messa, che ha citato come possibile elemento per ridurre questa differenza anche la possibilità di individuare “passerelle” tra i percorsi di diploma Its e le lauree professionalizzanti, quando “a monte ci sia condivisione dei percorsi dei due anni di Its con l'Università”. Uno strumento che in Emilia-Romagna sta per diventare realtà.

Pubblicata il 12 aprile 2021

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Si vaccinerà anche nelle aziende per accelerare la campagna

 vaccini aziende

L’Emilia-Romagna si prepara per la vaccinazione dei lavoratori direttamente in azienda. Un tassello per accelerare la campagna vaccinale in corso ma anche un contributo importante per preparare le riaperture delle attività produttive e la ripartenza in sicurezza dell’intero sistema economico. È questo quanto emerso dal tavolo regionale del Patto per il Lavoro e per il Clima riunito nei giorni scorsi, in videoconferenza, per fare il punto sul “Protocollo nazionale per la realizzazione dei piani aziendali finalizzati all’attivazione di punti straordinari di vaccinazione anti Sars-CoV-2/Covid-19 nei luoghi di lavoro”, siglato a Roma dal Governo e dalle Parti sociali e in attesa della definizione dei tempi di avvio. L’appuntamento è stato convocato dall’assessore regionale allo Sviluppo economico e Lavoro, Vincenzo Colla, assieme all’assessore regionale alla Salute, Raffaele Donini, che ha anche fatto un ampio aggiornamento sulla campagna di vaccinazione in corso in Emilia-Romagna. Un primo incontro con categorie economiche e sindacati per iniziare a declinare sul territorio emiliano-romagnolo l’accordo nazionale, in attesa che il Governo sciolga aspetti applicativi dell’accordo e che arrivi il documento dell’Inail su procedure e su operatività di come realizzare la profilassi nei luoghi di lavoro. Ora dovrà partire, prima del prossimo incontro previsto per metà aprile, una mappatura dei territori e delle aziende.

“Così mettiamo in sicurezza i posti di lavoro, le città e le nostre comunità. Il Protocollo fissa a livello nazionale un perimetro certo su cui muoversi, raccogliendo così una precisa richiesta delle Regioni, per accelerare le vaccinazioni su larga scala. Uno strumento ‘intelligente’- afferma l’assessore Colla- con ampi spazi di libertà, possibilità e tutele per aziende e lavoratori che va a rafforzare sul territorio il Piano strategico nazionale vaccinale. Questo anche con lo straordinario apporto, visto che si tratta luoghi di lavoro, dell’Inail. Abbiamo davanti il tempo per mettere così in campo un modello organizzativo che può coprire, anche in maniera aggregata, aziende emiliano-romagnole di tutti i settori e di tutte le dimensioni”. “Dalle imprese e dalle parti sociali dell’Emilia-Romagna - aggiunge l’assessore Donini - ho apprezzato una disponibilità che testimonia quanto possa essere centrale, anche nelle politiche di sanità pubblica, il mondo del lavoro. Ovviamente l’organizzazione che ci predisponiamo a condividere, sulla base anche di ulteriori indicazioni del Governo, entrerà in campo una volta che sarà definita un’adeguata consistenza di forniture di vaccini e quando sarà immunizzata la popolazione fragile e anziana maggiormente a rischio”.

Le imprese che aderiranno dovranno inviare all'Azienda sanitaria di riferimento il loro piano, indicando il numero di vaccini richiesti per i lavoratori disponibili a ricevere la somministrazione del vaccino, così da consentire all'Azienda sanitaria la programmazione delle distribuzioni. La gestione dei costi sui luoghi di lavoro è “interamente a carico del datore, compresi i costi per la somministrazione”, mentre “la fornitura dei vaccini, dei dispositivi per la somministrazione, aghi e siringhe, e la messa a disposizione degli strumenti formativi previsti, è a carico dei Servizi sanitari regionali territorialmente competenti”. Sarà su base volontaria l'adesione alla somministrazione da parte dei lavoratori: questo nel “pieno rispetto della scelta rimessa esclusivamente al singolo lavoratore, delle disposizioni in materia di tutela della riservatezza, della sicurezza delle informazioni raccolte ed evitando, anche ogni forma di discriminazione”.

Le imprese più piccole potranno accordarsi con quelle più grandi o appoggiarsi alle strutture dell’Inail. Inoltre, se la vaccinazione cadrà durante l'orario di lavoro, il tempo necessario per la somministrazione sarà equiparato a tutti gli effetti a quell'orario mentre conteranno come malattia i giorni successivi, necessari a smaltire eventuali effetti avversi. Saranno operatori sanitari, preparati attraverso una piattaforma dell'Istituto superiore di sanità, a effettuare materialmente l'iniezione: il medico competente, invece, si occuperà del triage preventivo sullo stato di salute. Dovranno essere idonei anche i locali dove somministrare il vaccino, con le zone necessarie in caso di reazione avversa. Le aziende che non dispongono di spazi adeguati potranno ricorrere “a strutture sanitarie private e concludere una specifica convenzione con strutture in possesso dei requisiti per la vaccinazione, con oneri a proprio carico, ad esclusione della fornitura dei vaccini che viene assicurata dai Servizi sanitari regionali”.
Se l'azienda non ha il medico competente potrà avvalersi delle strutture sanitarie dell'Inail. In questo caso, trattandosi di iniziativa vaccinale pubblica, gli oneri resteranno a carico dell'Inail.

Pubblicato il 10 aprile 2021

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36 corsi per gli spettacoli; 26 per il cinema

 corsi spettacolo

Corsi di formazione in ambito culturale per formare nuovi tecnici e artisti, aumentare le competenze di chi già lavora e creare nuove professionalità altamente specializzate. La Giunta regionale ha approvato due provvedimenti per l’offerta formativa 2021. I percorsi riguardano i settori cinema e audiovisivo e spettacolo dal vivo. Sono a disposizione complessivamente oltre 3,8 milioni di euro, risorse comunitarie del Fondo Sociale Europeo, per 62 percorsi formativi che verranno realizzati dagli Enti del territorio a partire dai prossimi mesi. Gli inviti destinati agli Enti formativi per presentare i progetti erano stati lanciati nel novembre scorso dall’Assessorato regionale allo Sviluppo economico, Green economy e Formazione professionale, in collaborazione con l’Assessorato regionale alla Cultura.

Spettacolo dal vivo

Il cantante lirico, il danzatore, l’attore ma anche lo scenografo, il tecnico del suono: con circa 2 milioni e 650 mila euro, il piano formativo per lo spettacolo dal vivo prevede 36 percorsi, rivolti potenzialmente a 530 persone, con l’obiettivo di fornire alte competenze in diverse specializzazioni in settori che vanno dalla musica alla danza, dal teatro di prosa e di figura all’opera, fino al musical.

Cinema

Sceneggiatura, scrittura, regia, produzione, post-produzione, tecniche di ripresa, utilizzo delle più avanzate tecnologie per il cinema e audiovisivo, il tutto declinato nei vari generi, dalla fiction al documentario, dalle produzioni audiovisive e multimediali per bambini e alla produzione di audiovisivi interattivi. Questi invece i percorsi previsti per la formazione e l’innalzamento delle competenze dell’industria cinematografica e audiovisiva regionale. Sono 26 i corsi di alta formazione a sostegno dell’innovazione e delle competenze tecniche professionali e in particolare creative-artistiche, tipiche del settore, finanziati con risorse del Fondo sociale europeo con 1 milione e 190mila euro. “La Regione continua ad investire - afferma l’assessore regionale alla Cultura, Mauro Felicori - per qualificare e rafforzare le competenze delle persone, per accompagnarle nei propri percorsi di crescita professionale e per sostenere le prospettive di un lavoro qualificato nelle imprese e nelle istituzioni del sistema regionale, favorendo così la crescita del settore culturale nel suo complesso. Questo vale sia per lo spettacolo dal vivo che per il settore cinematografico e audiovisivo, dove l’innalzamento delle professionalità concorre ad attrarre investimenti, sviluppando di conseguenza nuova e più qualificata occupazione”. “Il nostro - conclude l’assessore - è anche un impegno che assume un valore strategico nell’attuale contesto di difficoltà dovuto alle conseguenze delle misure restrittive per contrastare il rischio di contagio. Aiutando le persone a formarsi e a specializzarsi, si sperimentano anche percorsi innovativi con cui cerchiamo di prepararle alla sfida della ripartenza in un mercato sempre più competitivo, anche nel settore culturale”.

Spettacolo dal vivo: i percorsi

I percorsi saranno di alta formazione (300/1.000 ore) a sostegno dell’innovazione del sistema regionale dello spettacolo; professionalizzanti (240/600 ore) per conseguire un certificato di competenze o una qualifica professionale; di formazione permanente (50/150 ore) per acquisire competenze tecniche, professionali e trasversali. La presenza di numerosi enti, istituzioni e manifestazioni di rilievo internazionale, nonché di una offerta educativa e formativa, ampia e diversificata per gradi e livelli di specializzazione, permettono di avere sul territorio un elevato livello qualitativo artistico e un terreno fertile per l’innovazione e la sperimentazione.
Nella realizzazione delle attività formative sono coinvolte le principali realtà produttive del territorio regionale, dai teatri comunali, alle orchestre sinfoniche, alle compagnie teatrali e di danza: dall’l’Accademia Verdiana, il Teatro Comunale di Bologna e il Teatro Comunale di Modena per il canto lirico; l’Orchestra Cherubini e l’Orchestra Toscanini per la musica classica; la Fondazione Emilia-Romagna Teatro e la Scuola di teatro di Bologna per il teatro di prosa. I percorsi rispondono alle esigenze tipiche del settore soprattutto sul versante artistico, della esibizione teatrale, canora e musicale, oltre che ai processi di lavoro più tecnici, funzionali alla produzione di uno spettacolo (tecnico luci, tecnico del suono, tecnico delle lavorazioni in quota per l’allestimento palchi ) e percorsi relativi a figure emergenti quali il tecnico delle scenografie multimediali o il tecnico del suono per lo spettacolo dal vivo con competenze di sound designer e video-streaming.

I 26 percorsi, progettati da Enti di formazione e Enti che operano nel settore cinematografico tra cui le principali realtà del territorio accreditati, in collaborazione con università, imprese e istituzioni, sono rivolti a circa 440 potenziali destinatari. Sceneggiatura, scrittura, regia, produzione, post-produzione, tecniche di ripresa, utilizzo delle più avanzate tecnologie per il cinema e audiovisivo, il tutto declinato nei vari generi, dalla fiction al documentario, dalle produzioni audiovisive e multimediali per bambini alla produzione di audiovisivi interattivi. Sono 14 i corsi di alta formazione (240/800 ore) a sostegno dei processi di innovazione e delle competenze tecniche professionali e in particolare creative-artistiche, connesse ai processi di lavoro tipici del settore. A questi si aggiungono 12 corsi di formazione continua e permanente, di breve durata (35/70 ore) per valorizzare pienamente competenze/conoscenze già possedute dalle persone e consentire ai singoli di strutturare percorsi personalizzati costituiti da singoli progetti o come somma di più progetti, fruibili in una logica modulare. Questi percorsi intendono sostenere la crescita di competenze gestionali e manageriali per permettere alle persone di gestire in modo efficace il proprio lavoro e per rafforzare le organizzazioni di impresa nelle logiche di sostegno all’imprenditorialità. Le tematiche riguardano per fare alcuni esempi, la contabilità e fiscalità di una casa di produzione, la contrattualistica e diritti d’autore, la distribuzione del prodotto cinematografico e audiovisivo.

I corsi si svolgeranno presso sedi diverse distribuite sul territorio regionale, da Piacenza a Rimini.

Pubblicato il 9 aprile 2021

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Arrivano i contributi del Decreto Sostegni anche a oltre duemila aziende piacentine

 contributi imprese

Sono partiti i pagamenti delle prime 600mila istanze presentate sulla piattaforma dell’Agenzia delle Entrate per un importo complessivo di un miliardo, 907 milioni e 992 mila e 796 euro a favore delle imprese destinatarie dei sostegni che hanno presentato la domanda entro la mezzanotte del 5 aprile. I contribuenti coinvolti vedranno accreditarsi le somme direttamente sul conto corrente indicato nella domanda oppure potranno usare l’importo riconosciuto in compensazione. Per Piacenza hanno ottenuto il contributo 2.164 imprese, che riceveranno un totale di 6,4 milioni di euro. Dal 30 marzo, giorno dell’apertura del canale telematico dell’Agenzia delle Entrate, ad oggi sono circa un milione le domande del contributo a fondo perduto inviate con l’apposita piattaforma informatica delle Entrate gestita con il partner tecnologico Sogei.
Sono più di 600mila, precisamente 604.534, le istanze dei contributi a fondo perduto lavorate, per le quali è stato già predisposto il mandato di pagamento oppure riconosciuto il credito d’imposta. Quest’ultimo caso riguarda 10mila domande, nelle quali i contribuenti avevano manifestato la scelta della compensazione in alternativa all’accredito su conto corrente.

Pubblicato il 10 aprile 2021

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Accordo Mapei-Iren: tecnologie innovative per infrastrutture stradali

20210408 Mapei


Mapei, tra i leader mondiali nei prodotti chimici per l’edilizia e Iren, una delle più importanti e dinamiche multiutility del panorama italiano, hanno siglato un accordo che prevede l’utilizzo di polimeri termoplastici, provenienti da processi innovativi di riciclo per la realizzazione di pavimentazioni stradali più durature e sostenibili.
Il progetto, gestito da Iren attraverso la controllata I.Blu, principale operatore nazionale nel settore della selezione e riciclo dei rifiuti di imballaggio in plastica da raccolta differenziata, rappresenta un esempio virtuoso di economia circolare ed ha come obiettivo l’implementazione di una tecnologia innovativa, che permette di ottenere un significativo aumento della vita utile delle pavimentazioni stradali.
L’accordo, che per la prima volta vede collaborare in modo diretto una multiutility e un’azienda produttrice, entrambe fortemente impegnate a favorire la sostenibilità nei rispettivi ambiti di attività, ha una valenza sia  commerciale che di innovazione.
Mapei si impegna, infatti, a proporre questa nuova tecnologia sostenibile per la produzione di conglomerati bituminosi destinati alla realizzazione delle pavimentazioni stradali, utilizzando tecnopolimeri sviluppati da Mapei congiuntamente con Iren, tramite la controllata I.Blu.

Asfalti più sostenibili

Test congiunti, realizzati anche con il supporto del Laboratorio Stradale del Politecnico di Milano, hanno consentito di individuare le formulazioni che, grazie all’utilizzo di questi additivi, portano alla realizzazione di asfalti più sostenibili e duraturi particolarmente adatti a strade, autostrade, aree industriali, aeroporti, centri logistici e commerciali.    I conglomerati bituminosi (asfalti) additivati con questi tecnopolimeri conferiscono, infatti, alle pavimentazioni, a parità di spessore, un aumento significativo della vita utile con conseguente riduzione dei costi di manutenzione e una resistenza alla deformazione permanente dovuta al carico d’esercizio. Incrementano anche le resistenze alle escursioni termiche ed ai raggi UVA, determinando meno degradi superficiali e riducendo così i rischi, in particolare, per cicli e motocicli. Negli anni che hanno preceduto l’accordo, grazie alla collaborazione tra Mapei e I.Blu, sono state realizzate le pavimentazioni di alcuni tra i principali scali aeroportuali del territorio nazionale che hanno confermato la validità della tecnologia.
“Questo accordo assume una valenza particolare nell’ambito delle nuove tecnologie che permetteranno di allungare la vita utile delle pavimentazioni e ridurne il deterioramento - dichiara Marco Squinzi, Amministratore Delegato Mapei -. Mapei crede fortemente nello sviluppo di questo mercato ed ha recentemente creato la nuova linea Road Engineering dedicata proprio alle tecnologie e soluzioni per tutto quello che è il mondo dei conglomerati bituminosi, dalle grandi opere alle strade comunali o provinciali. L’economia circolare implica anche la ricerca di durabilità. L’utilizzo di tecnologie innovative per interventi più risolutivi e più duraturi per estendere la vita delle strutture, sia nel nuovo che nel ripristino, deve diventare un impegno condiviso nell’ambito delle infrastrutture e dell’edilizia. Il fatto che questo si possa ottenere grazie all’utilizzo di materie prime seconde, aggiunge valore al progetto che si inserisce appieno nella scelta di Mapei di fare della sostenibilità un pilastro della propria attività”.

Una visione industriale all'avanguardia

“L’accordo stipulato con Mapei - afferma l’Amministratore Delegato di Iren Massimiliano Bianco – interpreta perfettamente il nostro concetto di multicircle economy, la nostra visione industriale a lungo termine focalizzata sull’uso consapevole ed efficiente delle risorse. L’ingresso nel Gruppo Iren di I.Blu, avvenuto nel 2020, ha permesso alla nostra azienda di compiere un ulteriore passo avanti, sia in termini di innovazione industriale che nella valorizzazione economica ed ambientale del ciclo dei rifiuti, permettendoci di diventare leader nazionale nella selezione delle plastiche COREPLA e nel trattamento del plasmix, un processo di recupero delle plastiche di scarto che aumenta considerevolmente la percentuale di rifiuti recuperati come materia. La partnership con Mapei aggiunge ulteriore valore a questo processo, permettendoci di chiudere il cerchio attraverso l’impiego dei polimeri termoplastici nei conglomerati bituminosi”.

Pubblicato il 9 aprile 2021

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