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Notizie Varie

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Aumenta il Fondo sociale regionale, per Piacenza è di 2,9 milioni

 fondo sociale

Sostenere concretamente le famiglie e le persone in maggiore difficoltà di fronte alla crisi economica e sociale determinata dall’emergenza sanitaria da Covid-19. E’ con questo obiettivo che la Regione Emilia-Romagna, con un atto approvato nei giorni scorsi dalla Giunta, ha stanziato 51,3 milioni di euro, 2 milioni in più rispetto all’avvio dello scorso anno, per finanziare il Fondo sociale regionale 2021. Destinatari delle risorse - circa 23 milioni provenienti dalle casse regionali e la restante parte, 28 milioni, dallo Stato - sono Comuni e Unioni di Comuni, che le utilizzeranno per rafforzare gli interventi e i servizi sociali del territorio, in base alle esigenze e alle priorità definite e programmate tramite i Piani di zona a livello distrettuale. La scadenza per la presentazione dei Piani alla Regione è fissata per il prossimo 31 maggio. Dei 51,3 milioni complessivi, 44,1 saranno impegnati sui servizi, con particolare attenzione ai bisogni di bambini, adolescenti e famiglie, specialmente le più vulnerabili e quelle più colpite dalla crisi economico-sociale causata dalla pandemia. I restanti7,2 milioni serviranno a finanziare i centri per le famiglie e i progetti per la prevenzione dell’allontanamento dei minori, migliorare la qualità della vita dei detenuti negli Istituti penitenziari della regione e a favorirne il reinserimento sociale e lavorativo, con un aumento delle risorse rispetto agli anni precedenti. E ancora, a sostenere il trasporto pubblico locale per le persone in condizione di fragilità sociale, con due novità: le risorse serviranno anche a rendere gratuito il trasporto pubblico locale per le persone senza dimora; e le famiglie numerose con 4 o più figli potranno beneficiare delle tariffe agevolate con dichiarazione Isee innalzata a 28mila euro, rispetto alla soglia dei 18mila fissata negli anni precedenti. Per le persone senza dimora sono previste risorse dedicate anche per sostenere servizi ed accoglienza diurna, percorsi abitativi in autonomia e i servizi di assistenza nelle unità di strada.

“La crisi legata alla pandemia di Covid-19 ha aumentato le diseguaglianze, generando nuove povertà e discriminazioni - sottolinea la vicepresidente con delega al Welfare, Elly Schlein -. Tra i più colpiti ci sono le persone fragili, che già prima dell’emergenza vivevano in situazioni di precarietà, e le donne. Nel 2020 abbiamo iniziato, grazie all’ascolto dei territori e delle parti sociali, ad adattare e innovare i nostri strumenti di supporto per contrastare le diseguaglianze in aumento e rispondere ai nuovi bisogni. I risultati sono stati significativi e quest’anno partiamo aumentando la dotazione del Fondo sociale regionale a 51 milioni per sostenere i servizi del territorio”. “Il nostro compito e la nostra sfida come amministratrici e amministratori- prosegue la Vicepresidente - sarà offrire alle persone che oggi sentono di aver perso tutto, gli strumenti per resistere e ricostruirsi un futuro. Il nostro impegno è quello di continuare a muoverci in questa direzione, con ogni mezzo di cui disponiamo, proseguendo nella sperimentazione di modalità di intervento innovative che hanno funzionato bene già nel 2020. La risposta dei territori ai nuovi e più flessibili strumenti di contrasto alle diseguaglianze che abbiamo messo in campo è stata molto significativa: oltre ai 4 milioni destinati direttamente a questo scopo, si sono mobilitate risorse regionali, statali, comunali e private che ammontano complessivamente a 24 milioni in questa stessa direzione”. Tra gli interventi che i Comuni possono decidere di potenziare rientrano: quelli di sostegno economico alle persone in difficoltà, sostegno socio educativo agli adolescenti in difficoltà e con disabilità, progetti di mediazione familiare ed educazione alla genitorialità; sostegno ai bambini in difficoltà nell’ambito scolastico e nel tempo libero per contrastare la dispersione e l’abbandono scolastico; attività di carattere educativo e sociale di preadolescenti, adolescenti per promuovere la socializzazione e arginare il diffondersi delle diverse forme di disagio e ritiro sociale, che con il perdurare dell’emergenza sanitaria sono in aumento. A livello territoriale, i 44,1 milioni destinati alla gestione dei servizi sociali e sociosanitari saranno così suddivisi tra le province dell’Emilia-Romagna: Bologna 10,1 milioni di euro; Modena 7,1; Reggio Emilia 5,3; Parma 4,5; Forlì-Cesena 3,8; Ravenna 3,9; Ferrara 3,3; Rimini 3,2; Piacenza 2,9.

Pubblicato il 14 aprile 2021

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Nasce la Fondazione per la formazione universitaria a orientamento professionale

 Atenei formazione università cattolica

Nasce la Fondazione per la Formazione Universitaria a orientamento professionale (FUP): un partenariato pubblico-privato che connette mondo universitario e reti industriali del territorio emiliano-romagnolo per la progettazione, la promozione e la gestione delle nuove lauree ad orientamento professionale. Politecnico di Milano – Polo territoriale di Piacenza e Università Cattolica del Sacro Cuore – Campus di Piacenza, Università di Bologna, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, Università di Parma, sono i soci fondatori universitari, a cui si affiancano Confindustria Emilia Centro, Confindustria Piacenza, Confindustria Romagna, Unione Parmense degli Industriali, Unindustria Reggio Emilia e l’Associazione Scuola Politecnica ITS Emilia-Romagna. Le lauree ad orientamento professionale sono corsi di studio triennali fortemente incentrati sulla formazione tecnica, pensati per formare personale altamente qualificato e specializzato nei diversi settori dell’ecosistema produttivo e garantire così il continuo sviluppo del sistema Paese. Non a caso, la collaborazione tra università ed attori del territorio per lo sviluppo della formazione professionalizzante è uno dei punti del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), attualmente in fase di elaborazione da parte del Governo, che definisce le linee guida per l’utilizzo dei fondi europei Next Generation EU. Aumentare l’offerta di percorsi di laurea professionalizzanti è infatti fondamentale per far crescere il numero di laureati in Italia, in particolare nel comparto tecnico: un dato che oggi vede il nostro paese al 27,6%, molto al di sotto della media europea (41,6%). Con questo obiettivo, è quindi importante fare sistema su base regionale, con un progetto di ampio respiro che permette di raggiungere numeri consistenti. La nascita della Fondazione per la Formazione Universitaria a orientamento professionale permetterà quindi di ampliare l’offerta di questo tipo di corsi di studio, anche in una logica intrateneo, che saranno sviluppati in stretta connessione con il sistema produttivo del territorio. In questo modo gli studenti potranno acquisire una preparazione universitaria di alto livello tecnico e scientifico, anche grazie alla possibilità di realizzare parte delle attività formative direttamente all’interno delle aziende. La Fondazione provvederà infatti alla gestione delle attività formative integrative, dei laboratori e dei tirocini, e sosterrà azioni e servizi per l’orientamento, il diritto allo studio e per l’inserimento degli studenti nel mondo del lavoro. La partecipazione della Scuola Politecnica ITS Emilia-Romagna fungerà inoltre da raccordo e permetterà di favorire azioni condivise di orientamento nell’accesso, con l’obiettivo di incrementare il numero complessivo dei giovani con specializzazione tecnica, scientifica e professionale e di favorire la continuità dei percorsi di ciascuno.

“Quando ci è stato proposto questo progetto abbiamo immediatamente pensato che avrebbe completato un lavoro che stiamo facendo sulla formazione tecnica a diversi livelli e rivolto sia ai ragazzi che alle ragazze: con i poli scolastici del territorio; sul fronte ITS dove stiamo operando per portarne a Piacenza uno ad indirizzo meccanico; con le Università ed i centri di ricerca locali. Chiudere l’offerta formativa con le lauree professionalizzanti è stata quindi una decisione molto opportuna, tanto più ora che la transizione verso Industria 4.0, il crescente processo di digitalizzazione, l’attenzione verso le energie green e la tutela ambientale richiedono competenze specialistiche crescenti. La presenza in questa Fondazione degli atenei piacentini, che abbiamo favorito lavorando in stretta sinergia con le Università della Regione e con le altre associazioni confindustriali, consente a Piacenza di partecipare al progetto in maniera unitaria e con forte radicamento sul territorio”, afferma il presidente di Confindustria Piacenza Francesco Rolleri. “L’Università Cattolica ha manifestato da subito la volontà di partecipare a un’iniziativa che potrei definire ‘storica’ in quanto è la prima del suo genere in Italia - sottolinea Mauro Balordi, Direttore della sede di Piacenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore -. Un’iniziativa che stringe uno stretto rapporto tra Università e imprese, e che andrà a formare personale tecnico altamente specializzato nella direzione richiesta dal mercato del lavoro. E mi fa particolarmente piacere che i due Atenei piacentini e Confindustria Piacenza abbiano saputo fare squadra al servizio dei giovani del territorio. La sede di Piacenza dell’Università Cattolica, con le sue tre Facoltà, potrà dare un significativo contributo formativo”. “Il Politecnico di Milano, Polo di Piacenza aderisce a questa iniziativa per sperimentare un nuovo percorso formativo di tipo professionalizzante d’intesa con altre università della regione Emilia-Romagna e le Associazioni confindustriali del territorio – dichiara il prorettore, prof. Dario Zaninelli -. Questa nuova esperienza formativa è di particolare interesse per una regione ricca di imprese che puntano sulla innovazione tecnologica e che possono trovare con le Università modelli formativi che permettono di incrementare il livello di conoscenza e quindi di impiego dei nostri giovani”.

Pubblicato il 14 aprile 2021

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Aumento servizi socio-sanitari, la Fondazione Pia Pozzoli scrive al sindaco

Fondazione Pia Pozzoli su aumento servizi socio sanitari

"L’applicazione della nuova disciplina prospetta per alcune nostre famiglie un carico economico francamente insostenibile, ponendole nella drammatica alternativa di privare i loro 'ragazzi' di un servizio ad oggi fondamentale ed insostituibile, ovvero di mettere in seria difficoltà gli enti che gestiscono i servizi stessi. In alcuni casi, infatti, la nuova quota di compartecipazione risulta maggiorata di oltre cinque volte quella attuale e, nella maggioranza delle situazioni, l’aggravio risulta comunque significativo". La Fondazione Pia Pozzoli-Dopo di Noi con una lettera sottoscritta da oltre cento familiari di persone con disabilità si rivolge al sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri per chiedere un confronto sull'annunciato nuovo sistema di tariffazione dei servizi sociosanitari del Comune per il triennio 2020-2022. Ad essere contestata non è tanto la novità del principio di compartecipazione progressivo in funzione dell’ISEE - resa necessaria dalla sentenza del Consiglio di Stato del 13 novembre 2018, che afferma l’illegittimità di una tariffazione fissa non legata all’ISEE stesso, così come invece previsto dal Regolamento comunale rimasto finora in vigore - ma la modalità scelta per la sua concreta attuazione, che comporterebbe elementi di iniquità. Il rischio è che le famiglie e le persone con disabilità - già provate dalla situazione di restrizioni legate al Covid - si sentano ancora più sole, se non trascurate.
"Il problema che vogliamo rappresentarle, oggi tocca in modo grave ed urgente alcune delle nostre famiglie, ma, più in generale, coinvolge tutto il settore della disabilità e, crediamo, interpelli fortemente l’intera comunità piacentina", precisa la lettera della Fondazione Pia Pozzoli, presieduta da Vittoria Albonetti, che riassume le principali criticità riscontrate nel provvedimento.

"Innanzitutto va rilevato un problema di metodo: la nuova disciplina è stata 'calata dall’alto', senza l’avvio di un percorso preliminare di discussione e concertazione con i fruitori dei servizi e le loro famiglie e con gli enti gestori dei servizi sul territorio i quali svolgono la funzione di esattori delle somme dovute dagli utenti stessi a titolo di compartecipazione: in altri termini 'ci mettono la faccia'. Ciò in palese contrasto con i principi di concertazione e co-programmazione sanciti dalla Legge Quadro nazionale in materia di servizi socio-sanitari (L.388/2000) e dai successivi provvedimenti attuativi a carattere nazionale e regionale".
"Venendo poi al merito ed ai contenuti del provvedimento - prosegue il testo - appare molto discutibile l’introduzione di un meccanismo di compartecipazione basato sulla percentuale del costo di riferimento dell’utente e non su valori e cifre assolute, in quanto lo stesso genera un legame di proporzionalità diretta tra quota a carico dell’utente e livello di gravità dello stesso; in altri termini a parità di ISEE, l’utente che esprime un maggior bisogno assistenziale, paga di più! Ciò a fronte di un preciso orientamento regionale di segno contrario, laddove nello stesso 'Sistema di remunerazione dei servizi socio-sanitari accreditati', approvato con Giunta Regionale del 29 febbraio 2016, si afferma, testualmente che «..nei servizi per disabili CSDR e CSSR la diversa valutazione dei bisogni assistenziali ed educativi non può essere elemento di differenziazione dei criteri e della quota di compartecipazione della spesa a carico degli utenti che pertanto deve rimanere la medesima per i vari livelli assistenziali»".
Altri elementi di forte iniquità denunciati dalla Fondazione Pia Pozzoli sono racchiusi "nelle fasce ISEE adottate e nella loro combinazione applicativa: si prevede infatti un massimale di importo molto basso (8.000 €); manca un ragionevole tetto massimo di contribuzione, si prevede una compartecipazione dell’utente anche per un valore di ISEE pari a zero; nella mancanza di modularità: non si fa chiara distinzione tra i servizi effettivamente fruiti dall’utente (servizio mensa, trasporto, ecc..); nella generazione di un effetto di disparità territoriale tra utenti di Piacenza ed utenti con medesime disponibilità economiche, frequentanti lo stesso Centro e che fruiscono degli stessi servizi ma che risiedono in Comuni diversi da Piacenza, ai quali si applicano discipline tariffarie di compartecipazione alla spesa significativamente più favorevoli".
Infine, nel mirino c'è la condizione di “retroattività”, ovvero - citiamo ancora la lettera - "la richiesta di corrispondere le quote stabilite con i nuovi criteri a partire dal mese di gennaio del 2020, termine di decorrenza previsto dalla delibera di Giunta. Richiesta quanto mai inopportuna, in generale, se non addirittura viziata da illegittimità, nei casi in cui essa è pervenuta in termini molto differiti. Infatti, è bene sottolineare che la comunicazione della modifica della disciplina delle tariffe – a causa della sospensione e ritardi del servizio di Poste italiane durante l’emergenza Covid del 2020 – non era stata recapitata a tutte le famiglie interessate, le quali hanno ricevuto notizia della predetta solo alla fine dello scorso anno, quasi senza preavviso".
Per la Fondazione Pia Pozzoli l'aumento tariffario va a colpire le famiglie in una congiuntura socio-economica pesantemente segnata dal Covid. "Al di là dell’aspetto economico, certamente importante, vorremmo esternarle anche il nostro forte disagio, a livello psicologico, nel sentirci trascurati se non addirittura penalizzati dalle istituzioni, proprio in un momento in cui avremmo particolare bisogno di protezione e vicinanza - rilanciano i firmatari -. Certamente Le è noto quanto i soggetti più fragili e con essi i loro caregivers abbiano sofferto e continuino a soffrire le privazioni ed i limiti imposti dall’emergenza Covid".
La Fondazione chiede pertanto un incontro con il Sindaco per poterle spiegare le ragione della loro presa di posizione, "nella prospettiva - auspicano - di giungere ad un’ immediata revisione della nuova disciplina, eliminandone gli effetti distorsivi prima menzionati, pur mantenendo il condivisibile principio della progressività".

Pubblicato il 13 aprile 2021

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Santa Maria di Campagna, cinque secoli di storia. Un anno di eventi nel 2022

basilica


Cadono l’anno prossimo i 500 anni dalla posa (il 13 aprile) della prima pietra della Basilica di Santa Maria di Campagna.
Per ricordare l’anniversario nell’anno prossimo e predisporre le opportune celebrazioni, nei giorni scorsi si è riunito un comitato, sotto la presidenza del Padre guardiano della Comunità dei Frati Minori Osservanti Padre Secondo Ballati. Si prevede che il Quirinale conceda, per l’importanza dell’anniversario e delle manifestazioni previste il suo Alto Patrocino, per il quale sono già in corso i contatti del caso.
Il programma predisposto, si legge nel comunicato a cura della Banca di Piacenza,  verrà quanto prima sottoposto al Sindaco, nonché al Vescovo in carica ed al Vescovo emerito. A parte il Comitato d’Onore, sarà in particolare costituito un Comitato organizzatore, alla cui presidenza è stato chiamato il Condirettore della Banca di Piacenza dott. Pietro Coppelli, che sarà assistito dalla dott.ssa Lavinia Curtoni quale responsabile dell’Ufficio Relazioni esterne dell’Istituto di credito, notoriamente legato alla Basilica di Campagna ove ha effettuato numerosi restauri e da ultimo anche la Salita al Pordenone, che nel 2018 richiamò a Piacenza centomila visitatori circa.
La riunione organizzativa dei giorni scorsi ha già messo in programma diversi eventi, a principiare naturalmente da una funzione religiosa che si terrà il 17 aprile del prossimo anno, prima domenica dopo l’anniversario cinquecentenario. E’ pure in previsione l’organizzazione di un Convegno internazionale di studi sulla Basilica, un concerto di musica sacra e un concerto vocale e strumentale dell’Accademia Vivarium Novum, con carmina in latino e greco.
Centro dell’importante anniversario sarà naturalmente la valorizzazione dell’immenso patrimonio documentario (in gran parte, questo, requisito in periodo napoleonico) e strumentale, sia sacro che profano, con riferimento quindi ai corali custoditi nel convento, che ospitò financo la più importante – allora – officina farmaceutica della città, con una pubblicazione che sarà espressamente dedicata alla farmacopea conventuale.
Da ultimo, è allo studio la realizzazione di un reading teatrale di brani tratti dalla pubblicazione (curata lo scorso anno dalla Banca) di Padre Corna sulla Basilica, con particolare riferimento alle famiglie dei Fabbricieri, al Beato Marco da Bologna (venerato nella chiesa), ai frati più significativi come Padre Davide da Bergamo, Padre Magnani, Padre Fontana ed altri.
Non ci si dimenticherà delle sepolture, con la piantina della Basilica e l’indicazione delle persone sepolte in vari punti della chiesa, fra cui fu – come noto – per un certo tempo Pier Luigi Farnese, dopo il tirannicidio e prima del trasferimento della salma all’Isola Bizentina, prima ospitata nella tomba dei frati, in sagrestia. Recentemente, fra l’altro, è venuto alla luce, sotto il pavimento della Basilica (accessibile da una botola), anche un cimitero, che si pensa possa aver ospitato le salme dei frati e dei Fabbricieri a fianco dei martiri delle persecuzioni dioclezianee.
Anche il “Ballo dei bambini” (quasi tutti i piacentini hanno “ballato” in Santa Maria di Campagna, protesi verso la storica Madonna protettrice di Piacenza, sollevati sulle braccia dei frati), non sarà dimenticato.
Naturalmente la Salita al Pordenone, recuperata dalla Banca di Piacenza, sarà parte integrante (e importante) delle celebrazioni, che si concluderanno con una ripresa della Festa di primavera con laboratori di pittura estemporanea che interesseranno anche i bambini della Scuola paritaria Sant’Orsola, vicina – come noto – al popolare Istituto di credito di Via Mazzini.
Sempre l’anno prossimo cadranno i 900 anni dalla costruzione del Duomo di Piacenza (terza grande cattedrale, ricordata – nella fondazione – dalla lastra di marmo bianca incisa e collocata sopra un portale) ed anche questa felice coincidenza viene vista dal Comitato organizzatore dei festeggiamenti dei 500 anni di Santa Maria di Campagna come un’ottima occasione di turismo religioso, con valorizzazione di tutto ciò che lo stesso concerne.

Pubblicato il 13 aprile 2021

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Inaugurato il nuovo ufficio turistico di Grazzano Visconti

Ufficio turistico grazzano visconti

Il rinnovato ufficio informazioni e accoglienza turistica di Grazzano Visconti, per il prestigio del borgo e la sua posizione geografica, costituisce il primo punto di riferimento per i turisti in arrivo. È stato inaugurato nella mattinata del 10 aprile, alla presenza dei sindaci Gianluca Argellati (Vigolzone), Alessandro Piva (Podenzano) e Andrea Arfani (Carpaneto). Presente anche Cristiano Casa, da poco presidente di Destinazione Turistica Emilia, e il conte Luchino Visconti di Modrone, in rappresentanza della proprietà del borgo. Il locale e il giardino che circonda l’ufficio turistico rappresentano il luogo simbolo dell’accoglienza in Valnure. L'ufficio Iat di Grazzano, rinnovato negli arredi e nella gestione, si veste oggi di nuovo per dare il benvenuto ai turisti non appena le condizioni sanitarie lo consentiranno. Rientra e si integra nel sistema di governance del turismo di Regione Emilia-Romagna. Il marchio della Destinazione Turistica “Emilia” suggella poi le peculiarità di questo territorio, garantisce l’interoperabilità del sistema turistico e un’immagine coordinata. Nei locali sarà possibile acquistare gadget, libri, conoscere le peculiarità enogastronomiche del territorio e approfondire le opportunità di vacanza grazie anche alla presenza di personale qualificato della ditta Pianeta Mondo Gook Travel S.r.l. L'ufficio IAT osserva i seguenti orari di apertura: dal martedì a sabato 10-13, domenica e festivi 10-13, 14-17. Contatti: 0523870997 – mail:

L’inaugurazione è stata anche l’occasione per presentare il nuovo calendario di escursioni guidate gratuite che racconta un territorio pieno di fascino e di opportunità. Gli eventi proposti alterneranno carattere escursionistico, esperienziale, laboratoriale a seconda delle aree del territorio in cui verranno realizzate e saranno accompagnati da esperte guide ambientali escursionistiche. Il calendario prevede come timing di realizzazione il periodo compreso da aprile ad ottobre in concomitanza con l’arrivo della migliore stagione e saranno realizzati prevalentemente nei weekend (sabato o domenica) o in giorni festivi. Si parte, condizioni sanitarie permettendo, il 25 aprile con la prima rilassante camminata lungo il Nure.

Il calendario delle escursioni

DOMENICA 25 APRILE

LA PRIMAVERA DEL NURE: da Podenzano per i campi al Nure

Facile e rilassante camminata in pianura adatta a tutti, su strada asfaltata e sterrata che costeggerà il fiume Nure.

DOVE: PODENZANO

PARTENZA: Podenzano ORA: 15.00 DURATA: mezza giornata

SABATO 15 MAGGIO

TRA IL NURE E IL TREBBIA: da Castellaro a Spettine

Bella escursione passando tra Castelli, chiese e calanchi.

DOVE: PONTEDELL'OLIO

PARTENZA: Castellaro ORA:15.00 DURATA: mezza giornata

SABATO 29 MAGGIO

LE TERRE DELLA MAGNIFICA UNIVERSITA': da Groppoducale passando alla valle del rio Restano

Escursione nei territori della Magnifica Università, alla scoperta dei borghi e della natura selvaggia della valle del Rio Restano

DOVE: BETTOLA

PARTENZA: Groppoducale ORA: 9.30 DURATA: giornata intera

SABATO 12 GIUGNO

LE DOLCI COLLINE DI VIGOLZONE: da Vigolzone salendo verso l'Uccellaia

Le luci della sera saranno una cornice ideale per questa bella escursione tra i primi colli della Val Nure.

DOVE: VIGOLZONE

PARTENZA:Vigolzone ORA: 17.00 DURATA: mezzagiornata

SABATO 19 GIUGNO

“LA CURTIS MEDIEVALE”: Tra vigneti e mulini

Facile percorso tra i vigneti, per conoscere il paesaggio della Curtis

DOVE: CARPANETO

PARTENZA: REZZANO (PC) ORA 15.00 DURATA: mezza giornata

SABATO 28AGOSTO

I PASCOLI SELVAGGI DELL'ALTA VAL NURE: da Rompeggio a Prato Grande

Escursione alle pendici del Monte Ragola tra i pascoli selvaggi di Prato Grande

DOVE: FERRIERE

PARTENZA: Rompeggio ORA: 9.30 DURATA: giornata intera

SABATO 18 SETTEMBRE

SULLE ORME DEI PELLEGRINI: Sulla Via degli Abati alla scoperta delle culture d'Appennino

Itinerario storico e naturalistico nella zona di Groppallo, sulle orme dei pellegrini medioevali della Via degli Abati, guidati dalle forme naturali del territorio e dai tratti caratteristici delle culture d'Appennino.

DOVE: FARINI

PARTENZA: Groppallo ORA: 9.30 DURATA: giornata intera

DOMENICA 3 OTTOBRE

ORO BLU E ORO NERO: Quando una volta c'era il petrolio

Tra valli e cascate alla ricerca del passato petrolifero della ValNure

DOVE: GROPPARELLO

PARTENZA: Montechino ORA: 15.00 DURATA: mezza giornata

GUIDE: Rossana Rossi- Annalisa Guaraldo

SABATO 9 OTTOBRE

CACCIA A TESORI DELLA NATURA: Giochiamo insieme

Escursione giocata per famiglie alla ricerca delle meraviglie della natura

DOVE: SAN GIORGIO P.NO

PARTENZA: San Giorgio ORA:15.00 DURATA: mezza giornata

GUIDE: Annalisa Guaraldo – Laura Ferrari

 Ai partecipanti è richiesto di raggiungere autonomamente i luoghi di partenza e arrivo delle escursioni. Le escursioni potrebbero subire delle variazioni di data per motivi di condizioni meteorologiche o di situazione sanitaria. I dettagli delle singole escursioni e le modalità di prenotazione verranno illustrati sul canale facebook di VAL NURE e VAL CHERO @nurechero e attraverso la pagina facebook dei CALCATERRA GUIDE AMBIENTALI ESCURSIONISTICHE @icalcaterragae

CONTATTI UTILI PER LE ESCURSIONI:

UFFICIO ACCOGLIENZA E INFORMAZIONE TURISTICA

VAL NURE E VAL CHERO:

MAIL:

Telefono: +39 0523 870997 www.valnure.info

I CALCATERRA GUIDE AMBIENTALI ESCURSIONISTICHE

MAIL:

Pubblicato il 12 aprile 2021

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