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Notizie Varie

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L’Inps segnala i nuovi tentativi di truffa tramite e-mail

Truffe email

L’Inps avvisa tutti i suoi utenti che è tuttora in corso un tentativo di truffa tramite e-mail di phishing che, sfruttando apparenti comunicazioni da parte dell’Istituto, invitano a scaricare e compilare un modulo allegato per accedere a benefici di salvaguardia per mitigare i disagi economici causati dalla pandemia. Nel caso specifico, viene utilizzato un indirizzo fittizio di posta certificata, simile a quelli Inps, e la mail è firmata con nome e cognome di un funzionario dell’Istituto realmente esistente. Si invitano pertanto tutti gli utenti a diffidare di comunicazioni che propongano di scaricare eventuali allegati, in quanto finalizzate a sottrarre fraudolentemente dati anagrafici oppure relativi a carte di credito e/o conti bancari o postali.
Si ricorda, infatti, che le informazioni sulle prestazioni Inps sono consultabili esclusivamente accedendo direttamente dal portalewww.inps.it e che l’Inps, per motivi di sicurezza, non invia mai, in nessun caso, mail contenenti moduli da scaricare o link cliccabili.

Pubblicato il 17 aprile 2021

Un bando da 100mila euro per sistemare i percorsi delle escursioni

Sentieristica

Sentieri appenninici più sicuri e agevoli da percorrere, anche grazie ad una migliore segnaletica. Oltre 7 mila chilometri a disposizione di chi ama fare trekking o andare in mountain bike. La Regione rafforza il proprio impegno per la rete escursionistica e stanzia ulteriori 100mila euro per contribuire alle spese per i lavori di ordinaria manutenzione compiuti dai Comuni e dalle Unioni di Comuni montani. Risorse che si aggiungono a quelle già messe a disposizione alla fine dello scorso anno, portando lo stanziamento complessivo per il 2021 a 180mila euro: 80mila completano la precedente programmazione triennale e 100mila aprono il un nuovo ciclo.

“Con questi ulteriori 100mila euro, che si aggiungono agli 80mila del precedente bando, destinati alla manutenzione della sentieristica in Appennino, vogliamo ribadire l’importanza della valorizzazione della montagna. Questo anche alla luce del crescente interesse dimostrato anche da chi non abita questi territori ed è interessato a scoprirli – commenta l’assessora alla Montagna, parchi e forestazione, Barbara Lori -. La scorsa estate ha segnato un’impennata del turismo slow e amante dell’ambiente, che già negli ultimi anni si era andato affermando. Per l'Appennino emiliano-romagnolo si tratta di un’opportunità importante che va sostenuta, partendo anche dalla manutenzione di una rete sentieristica particolarmente estesa. Una rete vera e propria che deve potersi integrare con le tante iniziative di valorizzazione, a partire da quelle promosse dai Parchi regionali dell’Appennino e dai GAL. Vogliamo garantire ai tanti amanti dell’escursionismo e della mountain bike percorsi sempre più sicuri e belli. Ci eravamo presi l’impegno di implementare ulteriormente le risorse per garantire questo ulteriore sostegno ai Comuni e l’abbiamo mantenuto. Conferma che la montagna è sempre più al centro di un’azione regionale che promuove lo sviluppo sostenibile e di qualità di questi territori”.

Tra gli interventi che possono essere finanziati quelli per il diradamento della vegetazione, come sfalci, tagli e decespugliamenti. E quelli per rinnovare la segnaletica, anche su strade carrabili. I contributi di cui potranno usufruire i Comuni o le Unioni di Comuni montani possono arrivare fino ad un massimo di 5mila euro per ogni ente. I lavori dovranno essere completati entro la fine del 2021. Nella valutazione delle domande sono previste premialità per i Comuni con minore popolazione e dunque più in difficoltà nel reperire le risorse; per gli interventi in cofinanziamento e per quelli che prevedano forme di collaborazione con associazioni ed enti del territorio, a partire dal Club Alpino Italiano. Con il precedente bando, aperto a tutti i Comuni e Unioni della Regione e che aveva stanziato 80mila euro, sono stati sostenuti 16 programmi di intervento. Cinque in provincia di Modena: Comuni di Fanano, Prignano sulla Secchia, Sestola, Montecreto e Unione Comuni Distretto ceramico; tre in provincia di Forlì-Cesena: Comuni di Sogliano sul Rubicone, Forlì, Bertinoro; tre nel Bolognese: Monterenzio, Monte San Pietro e Camugnano; due in provincia di Piacenza: Bobbio e Gropparello; uno in provincia di Parma: Bore. Ancora un intervento è stato finanziato nel Ferrarese, ad Argenta, e uno nel Ravennate, quello dell’Unione della Romagna faentina.

Pubblicato il 15 aprile 2021

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Servizi educativi e scuole per l’infanzia, monitoraggio sui protocolli di sicurezza

 monitoraggio nidi

Riapertura in sicurezza di nidi e scuole per l’infanzia e necessità di forte raccordo sui centri estivi e le iniziative delle Scuole aperte d’estate, fondamentale il rispetto dei protocolli e dei patti di corresponsabilità con le famiglie, conferma dei contributi regionali per l’abbattimento delle rette dei centri estivi. Prosegue, con il video incontro dei giorni scorsi, il lavoro del tavolo di confronto allargato, istituito dalla Regione e il monitoraggio sulle riaperture in presenza dei servizi educativi per l’infanzia; un gruppo di lavoro composto dai rappresentanti dei Comuni, dei gestori privati, dei coordinamenti pedagogici territoriali, della sanità regionale, delle organizzazioni sindacali, firmatarie del Protocollo nazionale dedicato alla fascia 0-6 anni. Presente anche l’Ufficio scolastico regionale. Gli argomenti affrontati hanno spaziato dagli aspetti di tipo organizzativo messi in campo per la ripresa delle attività educative e scolastiche in presenza, ripartite da alcuni giorni, fino alle riflessioni in merito all’avvio dei “centri estivi” e alle eventuali attività di offerta formativa presso le “scuole aperte” durante il periodo di sospensione estiva delle lezioni. In primo luogo la Regione ha confermato l’erogazione dei contributi ai Comuni per l'abbattimento delle rette dei Centri estivi e l’avvio dell’interlocuzione con il Governo sulle indicazioni organizzative da adottare per la riapertura in sicurezza dei servizi nei prossimi mesi. “Registriamo una positiva riapertura dei servizi educativi e delle scuole dell’infanzia- ha affermato la vicepresidente regionale con delega al Welfare, Elly Schlein, che ha presieduto il Tavolo-. Confermo con piacere che la Regione anche quest’anno non farà mancare il sostegno concreto ai genitori, dopo questi mesi difficili anche dal punto di vista delle ricadute economiche e sociali. Rifinanzieremo, come avvenuto negli anni precedenti, sia la misura rivolta al forte abbattimento delle rette dei centri estivi sia il progetto ‘Al nido con la Regione’, grazie al quale si potranno contenere le rette dei servizi educativi. Questo supporto guarda anzitutto ai bisogni educativi di bambine e bambini, ma vuole anche supportare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro nelle famiglie, sapendo che il peso maggiore derivante dal perdurare dell’emergenza sanitaria sta ricadendo ancora una volta sulle donne”.

Dai rappresentanti dei territori è peraltro emerso il pieno sostegno al ruolo di impulso svolto dalla Regione per chiedere un forte raccordo tra le iniziative estive per le Scuole aperte e i centri estivi, dal livello nazionale al livello territoriale, affinché le diverse iniziative che andranno ad arricchire l’offerta delle attività estive per bambini e ragazzi siano ben distribuite in termini di qualità delle proposte per i diversi segmenti d’età, razionalizzando al meglio l’utilizzo dei diversi spazi, compresi gli edifici scolastici, anche valorizzando il ruolo del terzo settore. In vista, nelle prossime settimane, di ulteriori incontri per valutare aggiornamenti dei protocolli di sicurezza per lo svolgimento delle attività estive in raccordo con il livello nazionale. Nel contempo, si è ribadita l’importanza fondamentale di assicurare il pieno rispetto e l’attuazione dei protocolli nazionali dedicati ai servizi 0-6 e dei patti di corresponsabilità firmati con le famiglie. La Regione, accogliendo una richiesta dei sindacati, per contribuire ad assicurare una ripartenza con maggiore serenità per il personale supporterà comuni e gestori anche con una fornitura diretta di dispositivi di protezione di livello superiore, già in uso in gran parte di questi servizi, attraverso la collaborazione con gli enti locali.

Pubblicato il 14 aprile 2021

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Case di Riposo: si rinnova il «Progetto Piacenza»

progetto piacenza 2021 

È stato firmato nella sede della Fondazione di Piacenza e Vigevano, il nuovo protocollo d’intesa di Progetto Piacenza. Si tratta dell'aggiornamento dell'intervento, avviato nel 2015, che ha come finalità l’individuazione e l’offerta di posti nelle residenze anziani a costi calmierati per le famiglie. Inizialmente promosso da Comune di Piacenza, Fondazione e Consulta Diocesana degli Organismi Socio Assistenziali, Progetto Piacenza è stato in seguito ampliato ai distretti socio sanitari di Levante e Ponente, potendo così rispondere alle esigenze dell'intero territorio provinciale.
Il protocollo d'intesa è stato sottoscritto dai sindaci di Piacenza Patrizia Barbieri, di Castelsangiovanni Lucia Fontana e di Fiorenzuola Romeo Gandolfi, dal direttore della Consulta diocesana Mario Idda e dal presidente della Fondazione Massimo Toscani.

Progetto Piacenza consente di accogliere, in maniera temporanea e con una retta agevolata, anziani non autosufficienti inseriti nelle liste d’attesa dei Servizi Assistenza Anziani distrettuali, in vista dell’ingresso in strutture con posto contrattualizzato. La Fondazione di Piacenza e Vigevano finanzia il progetto con un contributo di 195.000 euro, a copertura dei costi alberghieri. Una ulteriore riduzione sulle rette a carico delle famiglie viene messa a disposizione dalle case di riposo, che applicano un canone calmierato.
Attualmente, i posti a disposizione presso le case protette della Consulta sono 28: di questi, 17 fanno capo al distretto di Piacenza (10 messi a disposizione dalla Fondazione Pia Casa per anziani Maruffi e 7 dalla Fondazione Madonna della Bomba Scalabrini onlus); 8 posti riguardano il distretto di Ponente (4 messi a disposizione dalla C.R.A. Pia Casa Mons. Castagnetti onlus e 4 dalla Casa di riposo Gasparini); altri 3 sono relativi al distretto di Levante (Associazione Casa di Riposo Ceresa).
In base ai posti letto assegnati, ciascun Servizio Assistenza Anziani distrettuale, seguendo l’ordine della lista d’attesa per l’accesso su posto contrattualizzato, e previa segnalazione degli assistenti sociali, informa gli utenti della possibilità di ingresso su posto calmierato. Oltre alla posizione in lista di attesa, vengono valutate particolari situazioni di emergenza sociale o economica, nonché ulteriori elementi, quali la residenza degli anziani e dei loro familiari. In caso di interesse da parte della famiglia, il Servizio segnala alla struttura il nominativo dell’utente, che può rimanervi fino a che non gli viene proposto un posto contrattualizzato, e comunque, per un periodo non superiore a sei mesi.

«Il criterio della rotazione dell'assistenza ci ha consentito in questi anni di poter aiutare centinaia di famiglie», ha sottolineato il presidente della Fondazione Massimo Toscani, evidenziando come il limite temporale dei sei mesi consenta di alleviare le difficoltà di un numero maggiore di nuclei familiari, ciascuno dei quali risparmia mensilmente almeno 600 euro sul costo delle rete "normali". «Con questo aggiornamento del protocollo rispondiamo a tante sollecitazioni che ci sono giunte. Inizialmente Progetto Piacenza era limitato al comune capoluogo: oggi non solo assicuriamo una continuità, ma l'abbiamo esteso a tutta la provincia. Il mio auspicio è che possa allargarsi ulteriormente il numero delle case di riposo che aderiscono».
Dal punto di vista organizzativo, la Consulta Diocesana degli Organismi Socio Assistenziali coordina l’azione delle strutture aderenti, promuovendo l’omogeneità dei servizi resi e degli standard di qualità. «Credo che i risultati di questo progetto siano evidenti a tutti - ha sottolineato il direttore Mario Idda -. Dare un segno di continuità, nel difficile contesto attuale, è particolarmente importante. Ringrazio la Fondazione che ci sostiene ed i Comuni, che sono in prima linea per la riuscita del progetto». Determinante è infatti l'attività dei Servizi Assistenza Anziani distrettuali, che individuano gli utenti idonei.

Il ringraziamento dei sindaci coinvolti


Il sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri ha sottolineato come il progetto assuma oggi un rilievo ancora maggiore: «Occorre rispondere alle esigenze delle famiglie, per molte delle quali è aumentata la situazione di criticità. Le difficoltà in tempi di pandemia si sono purtroppo acuite e la maggiore richiesta lo testimonia. Oggi è ancora più strategico fornire risposte e non posso che sottoscrivere con convinzione questo protocollo».
Il sindaco di Castelsangiovanni Lucia Fontana, in qualità anche di presidente della Conferenza territoriale sociale e sanitaria, ha espresso il suo ringraziamento in rappresentanza di tutti i comuni del territorio, sottolineando l'impatto positivo che il progetto è in grado di determinare: «In questo momento storico, connotato da una tragedia che colpisce soprattutto gli anziani, sappiamo bene le difficoltà e il grande carico, anche emotivo, che grava sulle famiglie e sul tessuto sociale».
«Progetto Piacenza rappresenta un tassello del "sistema Piacenza", significativo in abito welfare» ha sottolineato Romeo Gandolfi, primo cittadino di Fiorenzuola d'Arda. «Ci consente di sostenere le famiglie degli anziani, che hanno cresciuto la nostra società e ci hanno trasmesso i valori».

All'incontro erano presenti l'Assessore al Welfare del Comune di Piacenza Federica Sgorbati, il coordinatore della Commissione Welfare e membro del Cda della Fondazione Franco Egalini e i rappresentanti di alcune delle case protette coinvolte: Andrea Altini (Casa di riposo Gasparini di Piave Dugliara di Rivergaro), Francesco Botteri (Casa Mons. Castagnetti onlus di Pianello) e Paolo Cavallo (Fondazione Madonna della Bomba Scalabrini onlus).

Nella foto di Del Papa, i partecipanti alla firma del protocollo d'intesa  "Progetto Piacenza" per  le Case di Riposo.

Pubblicato il 15 aprile 2021

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Aumenta il Fondo sociale regionale, per Piacenza è di 2,9 milioni

 fondo sociale

Sostenere concretamente le famiglie e le persone in maggiore difficoltà di fronte alla crisi economica e sociale determinata dall’emergenza sanitaria da Covid-19. E’ con questo obiettivo che la Regione Emilia-Romagna, con un atto approvato nei giorni scorsi dalla Giunta, ha stanziato 51,3 milioni di euro, 2 milioni in più rispetto all’avvio dello scorso anno, per finanziare il Fondo sociale regionale 2021. Destinatari delle risorse - circa 23 milioni provenienti dalle casse regionali e la restante parte, 28 milioni, dallo Stato - sono Comuni e Unioni di Comuni, che le utilizzeranno per rafforzare gli interventi e i servizi sociali del territorio, in base alle esigenze e alle priorità definite e programmate tramite i Piani di zona a livello distrettuale. La scadenza per la presentazione dei Piani alla Regione è fissata per il prossimo 31 maggio. Dei 51,3 milioni complessivi, 44,1 saranno impegnati sui servizi, con particolare attenzione ai bisogni di bambini, adolescenti e famiglie, specialmente le più vulnerabili e quelle più colpite dalla crisi economico-sociale causata dalla pandemia. I restanti7,2 milioni serviranno a finanziare i centri per le famiglie e i progetti per la prevenzione dell’allontanamento dei minori, migliorare la qualità della vita dei detenuti negli Istituti penitenziari della regione e a favorirne il reinserimento sociale e lavorativo, con un aumento delle risorse rispetto agli anni precedenti. E ancora, a sostenere il trasporto pubblico locale per le persone in condizione di fragilità sociale, con due novità: le risorse serviranno anche a rendere gratuito il trasporto pubblico locale per le persone senza dimora; e le famiglie numerose con 4 o più figli potranno beneficiare delle tariffe agevolate con dichiarazione Isee innalzata a 28mila euro, rispetto alla soglia dei 18mila fissata negli anni precedenti. Per le persone senza dimora sono previste risorse dedicate anche per sostenere servizi ed accoglienza diurna, percorsi abitativi in autonomia e i servizi di assistenza nelle unità di strada.

“La crisi legata alla pandemia di Covid-19 ha aumentato le diseguaglianze, generando nuove povertà e discriminazioni - sottolinea la vicepresidente con delega al Welfare, Elly Schlein -. Tra i più colpiti ci sono le persone fragili, che già prima dell’emergenza vivevano in situazioni di precarietà, e le donne. Nel 2020 abbiamo iniziato, grazie all’ascolto dei territori e delle parti sociali, ad adattare e innovare i nostri strumenti di supporto per contrastare le diseguaglianze in aumento e rispondere ai nuovi bisogni. I risultati sono stati significativi e quest’anno partiamo aumentando la dotazione del Fondo sociale regionale a 51 milioni per sostenere i servizi del territorio”. “Il nostro compito e la nostra sfida come amministratrici e amministratori- prosegue la Vicepresidente - sarà offrire alle persone che oggi sentono di aver perso tutto, gli strumenti per resistere e ricostruirsi un futuro. Il nostro impegno è quello di continuare a muoverci in questa direzione, con ogni mezzo di cui disponiamo, proseguendo nella sperimentazione di modalità di intervento innovative che hanno funzionato bene già nel 2020. La risposta dei territori ai nuovi e più flessibili strumenti di contrasto alle diseguaglianze che abbiamo messo in campo è stata molto significativa: oltre ai 4 milioni destinati direttamente a questo scopo, si sono mobilitate risorse regionali, statali, comunali e private che ammontano complessivamente a 24 milioni in questa stessa direzione”. Tra gli interventi che i Comuni possono decidere di potenziare rientrano: quelli di sostegno economico alle persone in difficoltà, sostegno socio educativo agli adolescenti in difficoltà e con disabilità, progetti di mediazione familiare ed educazione alla genitorialità; sostegno ai bambini in difficoltà nell’ambito scolastico e nel tempo libero per contrastare la dispersione e l’abbandono scolastico; attività di carattere educativo e sociale di preadolescenti, adolescenti per promuovere la socializzazione e arginare il diffondersi delle diverse forme di disagio e ritiro sociale, che con il perdurare dell’emergenza sanitaria sono in aumento. A livello territoriale, i 44,1 milioni destinati alla gestione dei servizi sociali e sociosanitari saranno così suddivisi tra le province dell’Emilia-Romagna: Bologna 10,1 milioni di euro; Modena 7,1; Reggio Emilia 5,3; Parma 4,5; Forlì-Cesena 3,8; Ravenna 3,9; Ferrara 3,3; Rimini 3,2; Piacenza 2,9.

Pubblicato il 14 aprile 2021

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