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Notizie Varie

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Vaccini, il calo delle forniture annunciato per luglio è solo del 5%

Calo forniture

“Quanto comunicato oggi dalla struttura commissariale del generale Figliuolo, che ringrazio, ci lascia soddisfatti. Per tutti noi è fondamentale poter proseguire a pieno ritmo le somministrazioni di vaccini anti-Covid, attendiamo quindi la formalizzazione delle forniture di luglio per continuare la campagna vaccinale senza che vi siano problemi”. Così l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini, che prosegue: “Ancora poche ore fa si temevano riduzioni di dosi tali da portare a un rallentamento della campagna vaccinale. Ritengo che l’interlocuzione con la struttura commissariale che abbiamo avuto in Commissione Sanità in Conferenza delle Regioni sia stata utile anche su questo. Prosegue infatti il lavoro fatto insieme al Governo e al Generale Figliuolo per centrare un obiettivo comune: vaccinare il maggior numero di persone possibile, per raggiungere al più presto la protezione di comunità. Voglio però ricordare ancora una volta, anche alla luce della circolazione di nuove varianti, che vaccinarsi è una opportunità per la tutela della propria salute e un atto di responsabilità nei confronti degli altri”.

Pubblicato il 26 giugno 2021

Trenta acqueforti di Rembrandt in mostra a Vigoleno

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Trenta acqueforti di Rembrandt saranno in esposizione dal 26 giugno al 30 novembre nel seicentesco Oratorio della Beata Vergine delle Grazie di Vigoleno: tornato al suo splendore, lo storico luogo di culto e di bellezza riapre infatti le proprie porte dopo il lungo e accurato lavoro di restauro compiuto dal Comune di Vernasca.
La conferenza stampa di presentazione - moderata da Carlo Scagnelli, che ha curato la mostra insieme a Susanna Gualazzini - si è tenuta  il 24 giugno nella Sala degli Stemmi del Castello di Vigoleno, messa a disposizione dal proprietario Augusto Zucchinali.

Il sindaco di Vernasca, Giuseppe Sidoli, ha sottolineato il valore dell’evento e l’impegno concreto di quanti l’hanno reso possibile, anticipando alcune delle altre iniziative culturali e turistiche già lanciate o da avviare nel segno della collaborazione con le realtà del territorio. Il primo cittadino ha poi riassunto i dettagli del restauro (con la sistemazione del tetto, dell’intonaco interno e dell’affresco della “Madonna del latte”) dell’Oratorio, spazio che sarà utilizzato per mostre e convegni, e ha inoltre illustrato i lavori al mastio del Castello (con il consolidamento dei suoi più di cento merli) e l’intervento su parte del ciottolato del Borgo di Vigoleno. Il costo complessivo delle opere, 380mila euro, è stato finanziato per il 70% dalla Regione Emilia-Romagna con fondi europei, nell’ambito di un progetto che ha coinvolto tutti i Comuni dell’Alta Valdarda, e per il 30% dal Comune di Vernasca: “Un impegno importante - ha evidenziato il sindaco Sidoli - per un ente locale delle nostre dimensioni”.

Sempre introdotti da Carlo Scagnelli, che ha ricordato l’importanza di riscoprire gli scrigni di cultura e bellezza “a km zero”, hanno preso la parola il presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano, Roberto Reggi, e il presidente di Confindustria Piacenza, Francesco Rolleri, mettendo l’accento sul pregio della mostra incentrata su Rembrandt e sull’importanza delle sinergie per l’attrattività del territorio. Del nuovo sito di informazioni storiche sul Borgo ha invece parlato Manrico Bissi di Archistorica. Susanna Gualazzini ha infine spiegato le scelte fatte per l’allestimento dell’esposizione delle acqueforti di Rembrandt, che riporta al vivace fermento dell’epoca ed è organizzata per temi: dal ritratto alla scena di genere, dall’autoritratto alla tematica religiosa.
Dopo il taglio del nastro, gli invitati all’anteprima hanno espresso unanime apprezzamento per la mostra e il restauro che impreziosiscono ulteriormente il fascino di Vigoleno, il cui Borgo è riprodotto in un curatissimo plastico - realizzato da Lucio Repetti e Maurizia Meli - che accompagna l’esposizione delle trenta acqueforti di Rembrandt.

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Nelle foto: in alto, l'inaugurazione della mostra a Vigoleno con, da sinistra, Giuseppe Sidoli, Roberto Reggi, Francesco Rolleri e Paolo Calestani; sopra, la piazza della Fontana a Vigoleno e la visita alla mostra nell'oratorio della Beata Vergine delle Grazie.

Gli orari di apertura della mostra

Orari di apertura della mostra:
da lunedì a venerdì dalle 15.00 alle 17.30; sabato e domenica dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 18.30. Entrata: 3 euro. (Riduzioni per iscritti FAI, Touring, Passaporto Castelli del Ducato di Parma, Piacenza e Pontremoli, gruppi e studenti universitari, bambini dai 6 agli 11 anni).
Per informazioni: Servizio Visite Vigoleno - Comune di Vernasca - Tel. 3297503774 – Mail: - www.visitvigoleno.it - Facebook: Vigoleno Borgo Medioevale - Instagram: vigolenoborgomedioevale.

Pubblicato il 25 giugno 2021

A Qui-Arte le Dive di Alessandra Colla

alessandra colla mostra "Dive" a Piacenza

Per  Alessandra Colla la donna è sinonimo di fascino e di innata bellezza. Per questo ne sta facendo da alcuni anni il centro focale della sua arte, che intreccia ritratto e interpretazione. Dopo il debutto con “Vi vedo”, nel 2016,  la giovane pittrice è tornata a dialogare con il pubblico attraverso la mostra “Dive. Le muse che mi hanno ispirato”, visitabile fino al 2 luglio nella sede di Qui Arte in Corso Garibaldi 62 a Piacenza (qui la locandina con tutte le informazioni).
Ha scelto di ripartire con la giovane artista - simbolo di determinazione e di gioia di vivere - il collettivo tutto al femminile, oggi guidato dalla presidente Daniela Possenti, che dal 1994 a Piacenza è fulcro di riscoperta e valorizzazione delle arti a tutto campo, dalla pittura alla ceramica, dai tessuti dipinti e lavorati a mano al cuoio. Qui-Arte è anche fucina di talenti e scuola di formazione. Alessandra - 35 anni, diplomata al liceo artistico - vi è entrata come allieva del corso di disegno ed acquarello ed è diventata socia nel 2016. Ha affinato nel tempo una sua tecnica personale, che unisce il carboncino con il gessetto. Le sue tele sono un’esplosione di colori e di passione. Se nella prima personale, “Vi vedo”, l’attenzione era catalizzata sugli occhi, ora in primo piano è la donna che non ha paura di stare sulla scena del mondo, di mostrarsi per quello che è, discreta, enigmatica o piena di grinta poco importa.

Dive perché divine
Tra le dodici opere esposte - solo una piccola parte del lavoro dell’artista - troviamo dunque la rivisitazione di “dive” della pittura classica, come la Monna Lisa di Leonardo, ma pure icone del cinema e della musica come Marilyn Monroe e Lady Gaga, passando per l’immaginario fantastico con la diva a cartoni animati Jessica Rabbit. Non poteva mancare il “Ritratto di Signora” ispirato al celebre dipinto ritrovato di Gustav Klimt, “il mio preferito”, confida Alessandra.
Ma siccome anche lei, da giovane donna, si sente a suo modo “diva”, nsi è cimentata una prova finora inedita: il suo autoritratto. “Lo spunto viene da un selfie che mi sono scattata con il telefono. Non è una copia esatta, ma una rilettura, come sono riletture  le immagini delle donne protagoniste della mostra. Di tutte ho voluto conoscere ed approfondire la storia”.
Tornano gli occhi grandi e le labbra carnose, appena dischiuse in un sorriso. Un mix di eleganza e raffinatezza che è in fondo il filo rosso di tutte le “muse” che hanno ispirato la pittrice. Nella convinzione che ogni donna è “diva”, nell’etimologia del termine: la sua bellezza va oltre quel che vediamo con gli occhi, è scintilla di una grazia divina.

Pubblicato il 25 giugno 2021

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La Dottrina sociale della Chiesa baluardo contro la degenerazione della politica economica

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Importante e prezioso lavoro di ricerca e studio quello compiuto da parte della Confederex nazionale sul tema della crescita e disuguaglianza sostanziale alla luce della Dottrina sociale della Chiesa, che ha visto, inizialmente, una raccolta di dati conoscitivi e di riflessioni da parte dei diversi territori e congregazioni che alla Confederex afferiscono – basata sostanzialmente sulla consapevolezza che una Dottrina sociale della Chiesa è sempre esistita, in quanto il Vangelo stesso è anche sociale, ma che certamente essa si attaglia alle caratteristiche delle diverse epoche -, per culminare poi in un recente convegno on line nel quale sono intervenuti come relatori il prof. Giuseppe Acocella, rettore dell’Università telematica “Giustino Fortunato” e docente alla “Federico II” di Napoli, e il prof. Stefano Zamagni dell’Università “Alma Mater Studiorum di Bologna” (sopra, nella foto, con papa Francesco).
Moderatore dell’incontro Michele Panajotti, uno dei vicepresidenti nazionali di Confederex. Regia generale del convegno di Debora Lattuada, della Confederex Lombardia.
Dopo la recita iniziale di una preghiera composta dal Papa e un pensiero evangelico da parte dell’assistente ecclesiastico padre Giuseppe Turrin a richiamo della parabola evangelica di Lazzaro e del ricco epulone, la presidente nazionale Liliana Beriozza ha avviato i lavori sottolineando il senso dell’iniziativa di ricerca/studio nel contesto della dimensione ecclesiale di Confederex, un lavoro in sé prezioso che costituirà altresì significativo contributo alla prossima Settimana Sociale di Taranto, a cui parteciperanno anche rappresentanti di Confederex.

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L’intervento del prof. Acocella (sopra, nella foto) ha avuto una sostanziale dimensione di collocazione storico-evolutiva della Dottrina sociale della Chiesa nelle sue diverse fasi di attuazione, alla luce dell’asserto di fondo secondo cui la democrazia, di suo, richiede eguaglianza, mentre oggi – con ampia rassegnazione di molti, troppi - così non è, nella misura in cui ci si dimentica di un corretto rapporto biunivoco fra politica ed economia. San Francesco d’Assisi sposa la povertà, in ciò confermandone la naturale veridicità evangelica; San Giovanni Bosco opta per il contrasto e il superamento di essa; Leone XIII esalta la dignità del lavoro, in ciò superando la politica delle elemosine; Pio XII, grande araldo nella battaglia contro il marxismo ateo e fuorviante, appoggia e favorisce il sindacalismo cattolico e il forte impegno del laicato cattolico in economia; nei Papi del Novecento vediamo poi un proliferare di sviluppi interpretativi e magistrali. Il prof. Acocella ha ben ricordato come i diritti naturali siano diritti universali e non soggettivi, fornendo inoltre una chiave di lettura motivata del fatto che, poiché spesso ci si dimentica che il welfare non è un optional ma l’essenza, le diseguaglianze siano in aumento, nonostante siano aumentati gli spazi produttivi, non omettendo di sottolineare come il disordine morale in tale ambito non abbia nulla di casuale, in quanto il male nel mondo c’è e opera. Non è mancato da parte sua nemmeno una sottolineatura di come sia mutato l’ambiente e lo stile dei politici, anche “cattolici”, purtroppo diversi da quelli che basavano la loro immagine sulla sobrietà.

L'intervento del prof. Zamagni

Una lettura di carattere socio-economico quella del prof. Zamagni, basata sulle diverse dimensioni della visione economica della realtà, che dovrebbero osservare un mutuo bilanciamento, mentre spesso ciò non avviene, provocando vieppiù diseguaglianze, soprattutto ove si alteri il rapporto fra la dimensione socio-relazionale e quella spirituale. Anch’egli si chiede allora come mai le diseguaglianze siano aumentate nonostante l’aumento del reddito, un fenomeno che si associa alla constatazione che le diseguaglianze stesse oggi non siano solo subite, bensì prodotte, strutturali, nonostante la sovraproduzione, e generino quel fenomeno del tutto contemporaneo che si chiama populismo. Crescita, dunque, è una cosa; sviluppo un’altra. Egli ha poi offerto le linee di rilettura della storia contemporanea dell’economia da cui è derivata la scelta per la globalizzazione, lasciando una linea di impegno rivolta al superamento degli squilibri, basata in primis sulla giusta informazione, inoltre su un atteggiamento non di disprezzo verso il diverso, sulla regolazione della speculazione finanziaria, sulla volontà di politiche redistributive e anche pre-distributive e sull’impegno di garanzia per la bio-diversità economica e le imprese sociali (in quanto beni comuni non è sinonimo di beni pubblici), per arrivare anche all’invito esplicito a chiudere i “paradisi fiscali”.
Se già Basilio da Cesarea predicava il buon uso della ricchezza, ciò significa che la Dottrina sociale della Chiesa non è utopica e che il cattolico deve, comunque, occuparsi, direttamente o indirettamente, di politica, per contrastare le “strutture di peccato” che si generano nel settore, nei confronti delle quali vi è, purtroppo – anche talvolta in ambiente ecclesiale – atteggiamento di ipocrisia: costituisce infatti un grosso limite della democrazia di filiazione illuministica - come ben ricordato diversi decenni fa dal card. Ratzinger - l’incapacità di accettare l’imperfezione delle cose umane basandosi non sullo sforzo etico bensì soprattutto sulle strutture politico-sociali.
Diversi interventi e scambio di domande e risposte hanno poi arricchito lo svolgimento del webinar di Confederex nazionale, partito da un documento di sintesi a cura del Consiglio direttivo nazionale e dell’apposita commissione (coordinata da Francesco Punzo della Confederex Sicilia), reperibile in
http://www.confederex.org/sites/default/files/allegati/docs/7821623075983.pdf
 Segnaliamo qui anche lo specifico documento di studio della Confederex piacentina, reperibile in http://www.confederex.org/sites/default/files/allegati/docs/7671612955867.pdf

Maurizio Dossena

Pubblicato il 25 giugno 2021

Guardia di finanza, cerimonia per il 247° anniversario di fondazione

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Si è celebrata nella caserma Luigi Galli, sede del Comando Provinciale, la ricorrenza del 247° anniversario dalla fondazione del Corpo della Guardia di Finanza.

La significativa cerimonia, dai toni sobri e composti, svoltasi nel rispetto delle misure per il contenimento dell’emergenza epidemiologica in corso, alla sola presenza del Comandante Provinciale – Colonnello Daniele Sanapo, di una delegazione dell’Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia è stata resa solenne dalla partecipazione di S.E. il Prefetto di Piacenza – Daniela Lupo.
Dopo la lettura del messaggio del Presidente della Repubblica, dell’Ordine del Giorno del Comandante Generale si è proceduto alla rituale deposizione della corona di alloro ai piedi del monumento che rappresenta il grifone, simbolo iconico della Guardia di Finanza a ricordo dei caduti del Corpo.
La celebrazione, poi, ha avuto un momento particolarmente sentito nel successivo svelamento del mosaico di San Matteo – Santo protettore della Guardia di Finanza - posto all’ingresso della caserma - e donato all’Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia di Piacenza dalla giovane e promettente artista Alba Patruno, frequentatrice dell’Accademia delle Belle Arti di Ravenna.
Il mosaico è una copia di un particolare estrapolato dall’interno della cupola del Battistero Neoniano di Ravenna, meglio noto come Battistero degli Ortodossi e il materiale musivo impiegato nella realizzazione dell’apostolo Matteo è prodotto a Venezia, famosa per la tradizionale lavorazione di smalti da mosaico. L’utilizzo di tessere a lamina d’oro conferiscono preziosità al mosaico e donano allo stesso un effetto vibrante e luminoso.

Pubblicato il 24 giugno 2021

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