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Notizie Varie

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Fiera di Sant’Antonino, le limitazioni al traffico

antonino

 

Per consentire lo svolgimento in sicurezza della fiera di Sant’Antonino, sarà in vigore già dalle 15 di sabato 3 luglio, sino alle 4 del mattino di lunedì 5, il divieto di sosta con rimozione forzata su entrambi i lati in piazzale Libertà, lungo lo stesso viale Pubblico Passeggio, in via Alberici, piazzale Genova – tra l’intersezione con via XXIV Maggio e quella con il Facsal – nonché in viale Palmerio e nel tratto di corso Vittorio Emanuele tra viale Palmerio e via Venturini. Dalle ore 15 di sabato 3, sino alle 4 del mattino di lunedì 5, sarà vietata la sosta con rimozione forzata nell’area di parcheggio di viale Malta delimitata dall’apposita segnaletica, fatta eccezione per i veicoli degli espositori presenti per la fiera.

Dalle ore 17 di sabato 3 luglio, sino alle 4 del mattino di lunedì 5, divieto di circolazione in via Alberici, viale Pubblico Passeggio, via Giordani (nel tratto tra lo Stradone Farnese e il Pubblico Passeggio) e piazzale Libertà (nel tratto adiacente al Facsal), mentre scatterà alle 20.30 di sabato 3 il divieto di circolazione in viale Palmerio, via Cavaciuti, corso Vittorio Emanuele (tra via Palmerio e via Venturini), nel tratto di viale Beverora tra via Mirra e viale Palmerio, nonché in piazzale Genova tra l’intersezione con via XXIV Maggio e quella con il Pubblico Passeggio.

Dalle ore 20.30 del 3 luglio, sino alle 4 del mattino di lunedì 5, revoca del senso unico di marcia in via Santa Franca (nel tratto tra vicolo Edilizia e lo Stradone Farnese) e in vicolo Edilizia, con la possibilità per i residenti di percorrere la strada con ingresso e uscita da via Santa Franca.

Pubblicato il 2 luglio 2021

Un video e una guida raccontano il Museo diocesano di Bobbio

copertina guida museo diocsano bobbio

Nella stupenda cornice della chiesa cattedrale, giovedì 24 giugno, si è tenuta la presentazione di due “lavori” inerenti il Museo Diocesano realizzati dall’Istituto Tecnico Commerciale San Colombano di Bobbio con il coordinamento dell’insegnante di religione prof. Raffaele Panebianco. Il primo, un cortometraggio che racconta attraverso splendide immagini e la voce dei ragazzi della Scuola Superiore le bellezze del Museo realizzato nelle sale di rappresentanza del Palazzo Vescovile, con sottofondo musicale realizzato dalla prof. Maddalena Scagnelli. Accanto al video anche una bella Guida cartacea in tre lingue (italiano, francese, inglese) per accompagnare i visitatori nelle sale che raccontano attraverso quadri, oggetti liturgici, reliquie, insegne episcopali, paramenti… i mille anni di storia della Diocesi di Bobbio istituita da Papa Benedetto VIII con l'appoggio di Sant’Enrico II Imperatore.
Bobbio deve certamente il suo nome e la sua fama nel mondo alla figura del monaco Colombano che dopo la peregrinazione per l’Europa con la fondazione di diversi monasteri, giunge a Bobbio, dando vita a quel primitivo cenobio che negli anni e secoli successivi è diventato un centro di irradiazione, di spiritualità e di cultura. Nel 1014, tuttavia, l’Abate Pietroaldo diveniva anche vescovo della nuova sede diocesana, fortemente patrocinata da Enrico II che in quell’anno veniva incoronato a Roma. Iniziava un tempo nuovo per la città di Bobbio che, accanto alla celebre Abbazia poteva vantare una sede vescovile con la chiesa Cattedrale e il Palazzo Vescovile che ha ospitato la presenza del vescovo ivi residente fino al 1989.

Un duplice prezioso prodotto
La guida storico-artistica realizzata dal prof. Panebianco con la collaborazione degli insegnati di lingua francese e inglese e degli alunni di 4° e 5° superiore, supportata da meravigliose immagini, narra la storia della chiesa  diocesana bobbiese fino all’ultimo vescovo titolare, mons. Pietro Zuccarino.
La serata, partecipata da un numeroso e attento pubblico, introdotta dal parroco don Roberto Isola e guidata dallo stesso prof. Panebianco è stata scandita dalla presentazione di antichi brani musicali e di canto da parte della Schola Sancti Columbani guidata dalla prof.ssa Maddalena Scagnelli.
Dopo la proiezione del documentario a lungo applaudito dai presenti, alcuni interventi volti ad illuminare il senso del “progetto Educare” e di “alternanza scuola-lavoro” e infine l’intervento di Luca Maffi di Cooltour che ha presentato il messaggio dell’Arch. Manuel Ferrari, direttore dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi.
Il sindaco Roberto Pasquali ha concluso la serata complimentandosi con insegnanti e alunni per il «duplice prezioso prodotto», espressione di una scuola superiore viva cui va il grazie della comunità unito all’incoraggiamento a tener viva la memoria del patrimonio storico-artistico della città, perché continui a fecondare e provocare il nostro presente.
La serata è continuata, per chi lo desiderava, attraverso una visita alle sale del museo del palazzo Vescovile, attiguo alla chiesa Cattedrale, per continuare a contemplare la bellezza delle opere artistiche, riflesso e rimando al Creatore. La bellezza infatti è cifra del mistero e richiamo al trascendente, è invito a gustare la vita e a sognare il futuro. Essa può continuare a suscitare rinnovato stupore e ammirazione e accendere la nostalgia di Colui che è «Bellezza tanto antica e tanto nuova».

Aldo Maggi

Pubblicato il 1° luglio 2021

La Regione: «Per gli studenti vaccinati mai più didattica a distanza»

Vaccini Donini settembre

Preoccupazione per il calo di forniture vaccinali previsto a luglio, ma anche la speranza di poter avere elementi di certezza e rassicurazione già nei prossimi giorni, dal confronto nazionale in corso con il Governo e la gestione commissariale in modo da assicurare tutte le prenotazioni del prossimo mese. Un contesto nel quale la campagna vaccinale prosegue, secondo indicazioni precise: priorità assoluta alle seconde dosi per tutti, con possibilità di anticiparle per gli ultrasessantenni per i quali sia prevista la somministrazione di AstraZeneca; iniziative aggiuntive per sollecitare alla vaccinazione gli over 60 che mancano all’appello, nonostante quasi il 90% di questo target in Emilia-Romagna abbia già ricevuto almeno una dose. E, soprattutto, l’impegno a vaccinare i più giovani, le ragazze e i ragazzi dai 12 ai 19 anni, affinché il ritorno a scuola, in settembre, sia per sempre in presenza e mai più a distanza, sottraendo la popolazione scolastica che si è già vaccinata a qualunque provvedimento di quarantena e di didattica a distanza, indipendentemente da qualsiasi scenario epidemiologico dovesse presentarsi in autunno. A sintetizzare il quadro della situazione in Emilia-Romagna è l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini.
“Come molte altre Regioni - sottolinea Donini, che guida anche la Commissione Sanità della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome-, condividiamo le preoccupazioni per le forniture vaccinali di luglio con le quali, ancora oggi, pur in una situazione da considerarsi dinamica, non pare scongiurato il rischio di rinviare una parte delle prenotazioni. La nostra speranza è quella di vaccinare tutti coloro che si sono prenotati per la prima dose, insieme a coloro che vedranno concludersi il ciclo di immunizzazione con la seconda dose. Attendiamo i prossimi giorni affinché, dal confronto tra Conferenza delle Regioni da un lato e Governo e autorità commissariale dall'altro, possano giungere ulteriori elementi di certezza sulle forniture”.

“Assicureremo le seconde dosi per tutti coloro che dovranno completare il ciclo di immunizzazione, e siamo disponibili anche ad anticipare il richiamo alle persone ultra 60enni per le quali sia prevista la somministrazione con AstraZeneca- aggiunge l’assessore-. Anche se ad oggi abbiamo vaccinato almeno con una dose quasi il 90% della popolazione ultra 60enne, non rinunceremo a sollecitare e a invitare questo target di popolazione a vaccinarsi con iniziative anche itineranti o Open day, oltre che attraverso l'attività dei medici di medicina generale, utilizzando le dosi a disposizione di AstraZeneca e Johnson&Johnson”. “Per ciò che riguarda la popolazione in età scolastica dai 12 ai 19 anni che si è prenotata nei mesi di luglio - afferma Donini - possiamo già affermare che ci sono le condizioni per la loro vaccinazione in modo da consentire il richiamo prima dell'inizio della scuola. Sarebbe infatti un risultato importante, dopo che si è già raggiunto oltre l'81% di immunizzazione del personale scolastico, docente e non docente, vaccinare anche la popolazione in età scolastica. Solo così- chiude l’assessore- la scuola potrà affrontare la ripartenza senza più ricorrere alla didattica a distanza, perché credo sia giusto, per la popolazione vaccinata, che possa sottrarsi a qualunque provvedimento di quarantena e di didattica a distanza, qualsiasi scenario epidemiologico dovessimo avere in autunno”.

Pubblicato il 1°luglio 2021

#EstateFarnese, spettacolo a cura de “I viaggiattori”

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Si intitola “Women”, lo spettacolo che la compagnia teatrale “I viaggiattori” porterà in scena sabato 3 luglio, alle 21.30, nel cortile di Palazzo Farnese, nell’ambito della rassegna culturale #EstateFarnese. Lo show, divertente, agrodolce e anche un po’ “piccante”, racconterà le tante sfaccettature dell’universo femminile, prendendo spunto dai trenta monologhi “per donne” contenuti nel libro “Accessories” dell’autrice americana Gloria Calderòn Kellett, pubblicato nel 2006 dalla casa editrice Casini.
Ad alternarsi sul palco sarà uno stuolo di attrici, che daranno anima e corpo a un’ampia carrellata di esperienze ironiche, graffianti, audaci e irriverenti, vissute dalle donne habitué del bar “Women”, frenetico  luogo d’incontro di una città caotica in un mondo in continuo movimento. Donne che però non si limitano a raccontarsi, ma scavano dentro sé stesse, cercando nel pubblico una spalla e un po’ di complicità.

Il costo del biglietto è di 10 euro e il ricavato sarà devoluto ad Amop (Associazione piacentina malato oncologico). Biglietti disponibili online su www.vivaticket.com, in biglietteria al Teatro Gioco Vita in via San Siro 9 (dalle 10 alle 13, da mercoledì a venerdì) oppure il giorno dello spettacolo presso la biglietteria serale a Palazzo Farnese da tre ore fino a un’ora prima dell’inizio. Per informazioni: Teatro Gioco Vita tel. 0523 315578, .

Pubblicato il 1°luglio 2021

Visita alle sagrestie, successo dell'iniziativa della Banca di Piacenza

 sagrestie, visite guidate banca di piacenza

Le sagrestie non sono semplici luoghi dove vengono riposti paramenti e vestiari utilizzati per le funzioni religiose, ma sono spazi sacri che fanno parte dell’edificio di culto, con una loro ritualità. Non solo, approfondendo le loro origini possiamo scandagliare aspetti particolari della storia di Piacenza.

Questo quanto emerso dalla visita guidata alle sagrestie delle più antiche chiese della città, promossa dalla Banca di Piacenza e condotta dall’arch. Manrico Bissi: visto il nutrito numero di adesioni (i posti disponibili si sono esauriti in poche ore), è stata organizzata una seconda edizione del tour.
Al termine di entrambi i percorsi i partecipanti hanno ricevuto in dono il volume “Le sagrestie piacentine - Racconto per immagini”, edito dalla Banca. Prima tappa della prima visita San Giorgino, dotata - ha spiegato l’arch. Bissi - di una sagrestia monumentale, costruita agli inizi del 1700 e facente parte di una chiesa (di origini medievali, più volte ricostruita fino alla versione attuale risalente al 1645) sede della Confraternita della Beata Vergine del Suffragio. Anticamente reggevano l’edificio di culto i Disciplinati di San Giorgio, di cui facevano parte i rappresentanti delle famiglie che abitavano in via Sopramuro, di origini liguri ed estrazione mercantile. Un retaggio di questo passato lo si trova nei dipinti e nelle statue presenti in sagrestia che raffigurano santi venerati in Liguria, come appunto San Giorgio e Santa Lucia. Il priore della Confraternita della Beata Vergine del Suffragio Carlo Emanuele Manfredi ha spiegato ai visitatori il significato della loro missione - quella di pregare per le anime del Purgatorio per accelerarne il passaggio al Paradiso - e ricordato come quella di San Giorgino sia l’unica chiesa a Piacenza autorizzata a celebrare la messa in latino, secondo l’antico rito.

Nella Basilica di Sant’Antonino, seconda tappa del percorso, i partecipanti - accolti dal parroco don Giuseppe Basini - hanno potuto respirare l’importanza dei diversi locali della sagrestia (di epoca cinquecentesca): un tempo sede del Capitolo di Sant’Antonino, il primo seme della cultura universitaria piacentina (alla fine del 1248 - ha sottolineato l’arch. Bissi - nascerà l’Università a Piacenza con l’Arciginnasio Piacentino, con sede in via Chiapponi); e custode di uno degli archivi più antichi della città, che rappresenta il più ricco corredo di documenti medievali dell’Alta Italia.

Anche la sagrestia di Santa Maria di Gariverto, terza tappa del tour, conserva un archivio storico, con pergamene del XII secolo e bolle papali di Adriano IV. Di dimensioni più modeste, riflette - ha spiegato l’arch. Bissi - il carattere popolare del quartiere, anche se quando nacque la parrocchia - che porta il nome del nobiluomo che la fondò - era “ricca” grazie alla presenza del porto, che garantiva commercio, dazi e posti di lavoro.

Più simile a San Giorgino, come dimensioni e importanza degli arredi, la sagrestia di San Dalmazio (costruita alla fine del 1600 e decorata ai primi del ‘700), tappa conclusiva del percorso. Anche in questo caso sede di una Congregazione (dello Spirito Santo, con i ritratti dei vari priori che si sono succeduti nei secoli appesi alle pareti) che era stata preceduta dai Disciplinati della Santa Croce. Fuori programma, una breve visita alla cripta romana del tempio di via Mandelli, antichissima cella del Monastero della Valtolla.

Oltre che nelle già citate Sant’Antonino e San Dalmazio, la seconda edizione del percorso ha fatto tappa in San Pietro e in San Paolo.
La chiesa di San Pietro - ha sottolineato l’arch. Bissi - costituisce un importante esempio di architettura religiosa piacentina nell’epoca della Controriforma. Venne fondata in epoca alto-medievale per volontà del vescovo Podone, che vi si fece poi seppellire. La chiesa attuale è il frutto di una radicale ricostruzione attuata nel 1586 dai Gesuiti, che cercarono di mantenere i limiti e le fondamenta dell’antica chiesa medievale, ma le sue dimensioni risultarono troppo piccole: fu quindi necessario costruire nuove sottomurazioni per poter costruire anche il Presbiterio, la torre campanaria e la sagrestia, i cui volumi furono aggiunti nel primo ventennio del Seicento.

La chiesa di San Paolo sorse nel secolo IX nel cuore dell’antico Borgo Corneliano. Le strutture attuali della chiesa e dei relativi annessi architettonici risalgono alla ricostruzione compiuta nel 1686, dopo che cinque anni prima l’antico edificio medievale era crollato completamente. Anche in questo caso pregevole testimonianza dell’architettura piacentina della Controriforma, il progetto per la ricostruzione di San Paolo venne affidato a Giacomo degli Agostini.

Pubblicato il 30 giugno

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