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Notizie Varie

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Un nuovo piano triennale contro la violenza di genere

Violenze di genere

Interventi rivolti al mondo giovanile per diffondere la cultura del rispetto, con particolare attenzione alla violenza in rete. Progetti che agevolino azioni concrete anche in contesti specifici quali i consultori, gli spazi giovani, ma anche i luoghi di lavoro, per un tempestivo riconoscimento delle molestie sessuali. E ancora: azioni rivolte alle donne che vivono in fragilità, sostenendo la loro autonomia abitativa ed economica, e prevedendo, ad esempio, la sperimentazione del reddito di libertà. Sono solo alcune delle aree di intervento previste dal nuovo Piano triennale contro la violenza di genere, approvato dalla Giunta regionale e che sarà operativo dopo il passaggio in Assemblea legislativa. Un provvedimento con cui la Regione punta a rafforzare il proprio impegno, individuando una serie di obiettivi strategici, azioni e indicatori di monitoraggio e valutazione. Per dare nuovi impulsi e favorire interventi capillari del territorio, sia sul fronte della prevenzione che della protezione, rispetto a un fenomeno in crescita come dimostrano anche i dati relativi ai mesi più difficili della pandemia, con 1.151 telefonate al numero verde antiviolenza 1522 tra marzo-ottobre 2020, quasi il 70% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente in Emilia-Romagna. E una forte crescita anche dei primi contatti: da 289 registrati nel periodo marzo-giugno 2019 a 683 nel medesimo periodo del 2020 (+394 casi). Un andamento confermato anche dai dati Istat a livello nazionale con un raddoppio delle chiamate al 1522: 15.128 nel 2020 rispetto alle 8.427 del 2019. E un aumento delle richieste di aiuto delle giovanissime fino a 24 anni di età (11,8% nel 2020 contro il 9,8% nel 2019) e delle donne con più di 55 anni (23,2% nel 2020; 18,9% nel 2019).

“E’ un momento davvero doloroso: la tragica scomparsa di Chiara Gualzetti e Saman Abbas scuote tutti noi. Da madre, oltre che da amministratrice, sono colpita nel profondo da quanto successo - afferma l’assessora alle Pari opportunità, Barbara Lori -. Fatti che ancor di più ci spronano a individuare strategie condivise per cambiare le cose. Il Piano triennale si pone come obiettivo il rafforzamento della rete dei Centri antiviolenza e delle Case rifugio, a cui si aggiunge quella dei Centri pubblici e privati per gli uomini maltrattanti. Di fornire gli strumenti per supportare un sistema diffuso capace di rendere la donna sempre più protagonista e protetta, incidendo sul cambiamento di mentalità. Tutto per creare una rete sempre più capillare e connessa ai bisogni dei singoli territori. Il piano è frutto di un lungo percorso, iniziato lo scorso ottobre, coordinato dai servizi regionali per le Pari opportunità, che ha coinvolto rappresentanti dei Comuni e delle Unioni, il coordinamento e alcune rappresentanti dei Centri antiviolenza, delle Asl, dei servizi sociali e dei centri per uomini maltrattanti. Tutti soggetti che ringrazio per i preziosi contributi”.

Viene rafforzata anche l’attività dell’Osservatorio regionale che alle attuali funzioni di studio e analisi, affiancherà quelle di monitoraggio dell’attività delle reti territoriali di prevenzione e contrasto del fenomeno. Sul fronte delle risorse, si tratta di 2,6 milioni di euro per quest’anno di risorse nazionali cui si aggiungono 2,1 milioni di euro di finanziamenti regionali per il biennio 2020-2021. Molestie online, cyber stalking, revenge porn, hate speech. Per quanto riguarda la violenza in rete, il Piano prevede azioni rivolte a preadolescenti e adolescenti nelle scuole e nei diversi contesti educativi in collaborazione con servizi sanitari, insegnanti, Forze dell’ordine Centri antiviolenza. Sempre sul fronte della prevenzione tra le novità del Piano spicca il coinvolgimento del mondo delle società sportivo dilettantistiche e di altri ambiti di formazione. A questi si aggiungono gli interventi rivolti alle donne più a rischio perché provenienti da contesti sociali e culturali fragili o in condizioni di mancata autonomia, con una particolare attenzione al tema dei matrimoni forzati o precoci. Il Piano rafforza anche la comunicazione sulle discriminazioni nei luoghi di lavoro e sui percorsi di salute e accesso ai servizi anche in conseguenza della pandemia; la formazione alla parità e al rispetto delle differenze rivolte a chiunque sia impegnato in contesti educativi (insegnanti, formatori, allenatori, referenti di associazioni e comunità migranti) e lo sviluppo di canali e linguaggi di genere capaci di sensibilizzazione sulla violenza digitale, anche rivolta a adulti.

Il tema delle donne che provengono da contesti fragili, considerando anche i collegamenti tra particolari culture e comportamenti violenti quali appunto i matrimoni forzati o precoci, ritorna anche per quanto riguarda l’area di intervento della protezione, con la previsione di specifiche procedure di accoglienza. E azioni rivolte agli uomini maltrattanti: con l’attivazione in ogni provincia di Centri ‘Liberiamoci dalla violenza’ pubblici e l’individuazione e l’avviamento di percorsi e sinergie sempre più omogenei e in sintonia con il mondo dei centri privati. Tra le azioni di protezione legale, quelle che agevolino il percorso risarcitorio della vittima mediante accesso a fondi regionali e nazionali. E poi il sostegno al recupero della autonomia abitativa ed economica, promuovendo insieme alle istituzioni locali alloggi a canone calmierato e prevedendo la sperimentazione del reddito di libertà.

Pubblicato il 4 luglio 2021

Transizione verde e digitale, donne e giovani, periferie: via libera al Documento strategico regionale 2021-2027

transizione verde e digitale

Una visione condivisa per il futuro dell’Emilia-Romagna. Un programma unitario degli obiettivi da raggiungere attraverso l’azione coordinata di investimento delle risorse europee e nazionali stanziate per la ricostruzione post pandemia. Per un rilancio e uno sviluppo sostenibile dell’Emilia-Romagna, tenendo insieme le esigenze di breve periodo con le trasformazioni strutturali di lungo termine, per rafforzare le reti sociali, ricucire le distanze territoriali, rafforzare la competitività del sistema economico-produttivo e l’attrattività della regione. È il Documento Strategico Regionale (DSR) per la programmazione unitaria delle politiche europee di sviluppo 2021-2027 (il nuovo settennato di definizione dei fondi europei, scaduto il precedente), redatto dalla Giunta regionale e approvato oggi dall’Assemblea legislativa. Dopo un ampio confronto nelle Commissioni assembleari e in Aula, e con le parti sociali nel Patto per il Lavoro e per il Clima, Il DSR dà gambe a molte delle scelte contenute nel Patto stesso, delineando la cornice strategica nella quale indirizzare l’insieme dei fondi europei e nazionali 2021-2027 su cui potrà contare l’Emilia-Romagna. Dopo il DSR, per quanto attiene in particolare ricerca e innovazione, l’Assemblea legislativa esamina sempre oggi un secondo importante documento di programmazione definito dalla Giunta: la Strategia regionale di specializzazione intelligente (S3). Anch’esso intreccia le grandi sfide europee e per i prossimi sette anni vede l’Emilia-Romagna investire su Big data, Intelligenza artificiale, trasformazione ecologica, idrogeno verde, space economy, automotive, salute, cultura, agroalimentare, manifattura e filiere innovative, edilizia, turismo nonché la trasformazione digitale della Pubblica amministrazione. “Si tratta di documenti decisivi per il futuro del nostro territorio - ha affermato nel suo intervento in Aula il presidente della Regione, Stefano Bonaccini - sui quali abbiamo voluto un confronto vero e responsabile. Importante è stato il contributo della maggioranza e della minoranza. Ora siamo pronti al confronto con il Governo in merito alle risorse straordinarie del PNNR, forti della condivisione con le parti sociali, il sistema istituzionale e il territorio che abbiamo avuto nell’ambito del Patto per il Lavoro e per il Clima e della discussione in Assemblea legislativa. L’Emilia-Romagna è in cima alla classifica nazionale rispetto al pieno utilizzo dei fondi europei, per stato di avanzamento dei programmi e velocità di spesa. Anche per questo abbiamo l’urgenza di sostenere la ripresa con i nuovi fondi. Lo potremo fare anche grazie ad una dotazione di risorse senza precedenti: l’accordo di riparto tra Regioni vede l’Emilia-Romagna avanzare in modo considerevole. Solo per la parte Fesr e FSE+, come noto, parliamo di programmi da quasi 2 miliardi e 50 milioni di euro, oltre il 60% in più delle risorse del precedente settennato. Anche l’Accordo sul biennio 2021-22 del Piano di sviluppo rurale potrà contare su 408,8 milioni di euro, il 35% in più rispetto alla programmazione precedente”. “Adesso la sfida è tradurre rapidamente in un’opera di rilancio diffuso e per tutti la visione delineata in questi due importanti documenti. Che si tratti di progetti di impresa o di infrastrutture di ricerca, di formazione e politiche per l’impiego per giovani e donne, l’Emilia-Romagna conferma e amplia le potenzialità per competere con le regioni più innovative a livello globale. È un’occasione storica per il nostro Paese, che l’Emilia-Romagna vuole cogliere a pieno, mettendosi in prima linea nella transizione ecologica e nella trasformazione digitale, così come nel contrasto alle diseguaglianze e agli squilibri territoriali. Qualità della vita, eccellenze formative, capacità produttiva, giustizia sociale sono elementi identitari della nostra comunità: vogliamo tenerli insieme nell’era della complessità - ha chiuso Bonaccini - per costruire un presente e un futuro diversi in termini di opportunità, tutele, emancipazione, innovazione”. Entrambi i documenti – la cui redazione ha visto il coordinamento del sottosegretario alla Presidenza della Giunta, Davide Baruffi - tengono conto dell’impatto della pandemia che ha acuito anche in Emilia-Romagna le diseguaglianze sociali, di genere, generazionali, tra settori economici e tra territori e ha generato nuovi bisogni e nuove sfide. Con il Patto per il Lavoro e per il Clima, la Regione ha condiviso con il sistema territoriale il nuovo progetto di rilancio e sviluppo volto a generare lavoro di qualità, accompagnando l’Emilia-Romagna nella transizione ecologica e digitale. Un progetto che assume come riferimento decisivo l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile dell’Onu, fondato sulla sostenibilità, nelle sue tre componenti inscindibili, quella ambientale, sociale ed economica.

Alle risorse 2021-2027 della Politica di coesione (fondi Fesr e Fse+), con una dotazione in crescita rispetto al settennio precedente, pari a 42 miliardi di euro per l’Italia, di cui 9 per le Regioni che più hanno dimostrato capacità di spesa e programmazione, si aggiungono il pacchetto straordinario di risorse di Next Generation Eu, con una dotazione di 235 miliardi per il periodo 2021-26 del Piano nazionale ripresa e resilienza (tra Recovery fund, React-EU e Fondo per gli investimenti complementari) e le risorse della politica agricola comune (Feasr) del biennio 2021-22, pari a oltre 10 miliardi di euro, di cui circa 3 miliardi per lo sviluppo rurale. Inoltre, si può contare sulla programmazione complementare a livello nazionale del Fondo sviluppo e coesione, con una dotazione di 50 miliardi. La nuova programmazione, presentata dall’assessore regionale allo Sviluppo economico e Lavoro, Vincenzo Colla, ha l’obiettivo di realizzare nuovi investimenti in stimati in 5 miliardi di euro, finanziati sia con risorse pubbliche, europee, statali e regionali per circa 2,7 miliardi, che private con un co-finanziamento di 2,3 miliardi. Un percorso che poggia su un ampio e strutturato ecosistema della ricerca e dell’innovazione, che fa perno su soggetti pubblici, a partire dalle università, e privati di ricerca e imprese in grado di cooperare e creare non solo attività di ricerca e innovazione, ma anche nuove infrastrutture, nuove reti e piena partecipazione alle opportunità nazionali ed europee, con una rinnovata capacità di attrazione di iniziative di ricerca e di talenti di livello internazionale.

Pubblicato il 4 luglio 2021

Domande e risposte sui vaccini anti-Covid tradotte in sei lingue

Vaccini in tutte le lingue

Quali sono, come funzionano, per quanto tempo proteggono dal contagio i vaccini anti-Covid finora approvati e utilizzati in Italia. Sono alcuni degli interrogativi più frequenti tra chi si deve sottoporre alla vaccinazione. Se poi le informazioni disponibili sono in una lingua poco conosciuta, le domande e i dubbi possono diventare un ostacolo; può succedere ai cittadini stranieri, soprattutto se da poco in Italia, alle prese con termini scientifici ancora più difficili da comprendere. Un aiuto concreto arriva dalla Regione che ha deciso di tradurre in alcune delle lingue maggiormente diffuse tra gli stranieri presenti in Emilia-Romagna - albanese, arabo, cinese, francese, russo e urdu - le Faq pubblicate dall’Agenzia italiana del farmaco già disponibili in italiano e inglese. “La campagna vaccinale prosegue bene e deve rivolgersi a tutta la popolazione in modo inclusivo, garantendo informazioni trasparenti e chiare anche a cittadine e cittadini stranieri- sottolinea la vicepresidente con delega al Welfare, Elly Schlein-. Per questo abbiamo ritenuto necessario promuovere un'informazione corretta e comprensibile anche e soprattutto per chi ha ancora difficoltà a comprendere la nostra lingua, traducendo le domande e le risposte più frequenti sui vaccini rese disponibili dall’Aifa in italiano e in inglese. Un modo per rafforzare la partecipazione alla campagna vaccinale”. L’iniziativa si colloca nell’ambito del progetto regionale CASP-ER II finanziato dal Fondo Asilo Migrazione e Integrazione (FAMI) del ministero dell'Interno, finalizzato a favorire l’accesso dei cittadini stranieri al sistema integrato dei servizi territoriali e a facilitare la comunicazione istituzionale nei loro confronti. Il sito della Regione dove sono disponibili le traduzioni è https://sociale.regione.emilia-romagna.it/intercultura-magazine/notizie/emilia-romagna-tradotte-in-piu-lingue-le-faq-dellaifa-sui-vaccini-anti-covid/

Pubblicato il 3 luglio 2021

Torna il Festival del Teatro Antico di Veleia

Gatti Pedrazzini Reggi vincini in conferenxza stampa

Torna l’appuntamento estivo con il Teatro Antico nell’incanto dell’area archeologica di Veleia, dove si rinnova la dimensione (mutuata dall’esperienza più profonda del teatro greco) del rito civile di una comunità riunita per rivivere, attraverso la scena, i miti che appartengono a un passato collettivo.
Un cartellone d’eccezione composto da appuntamenti preziosi, creati appositamente e in esclusiva per Veleia (la performance inedita di Massimo Recalcati e Mario Perrotta), che scelgono il festival per il loro debutto in prima nazionale (Paolo Rossi e Laura Morante) o che vi approdano in una versione speciale (il nuovo spettacolo di Sergio Rubini).
Graditissimi ritorni (da Nicola Piovani a Gioele Dix), linguaggi eterogenei che si contaminano per far dialogare, nell’antico foro romano, Teatro, Musica, Mito, Poesia… Un confronto con il genius loci dell’area archeologica che diventa organico in Metamorfosi, la nuova produzione del Teatro del Lemming attraverso la quale cinque spettatori alla volta saranno iniziati a un vero rito teatrale.
Musica, Bellezza, Ironia per un’edizione che segna la riapertura del Festival di Veleia dopo la forzata sospensione nel 2020 e un programma articolato in inediti e immaginifici percorsi intorno a temi universali di luminosa potenza come “Memoria” , “Eredità”, “Autobiografia” che ricorrono creando invisibili tracce e fili conduttori all’interno del variegato programma.


Paola Pedrazzini
Direttrice artistica  Festival di Veleia

Il calendario degli spettacoli

Domenica 18 Luglio – Ore 21.30

SERGIO RUBINI  in RISTRUTTURAZIONE - Da Vitruvio ad odierne disavventure casalinghe

L’apertura del festival è affidata a un’icona del cinema italiano, l’attore, autore e regista Sergio Rubini che presenta a Veleia (in versione speciale) il suo nuovo spettacolo, l’esilarante, tragicomico racconto di una ristrutturazione, in cui il viavai di architetti, operai, ingegneri, allarmisti, idraulici, condòmini (competenti e incapaci, leali e truffaldini, scansafatiche ed operosi) che invadono l’appartamento dello sfortunato padrone di casa, stravolgendogli la vita, rivela una realtà distante dalle teorie dei manuali di architettura, a partire dal più antico, il De Architectura di Vitruvio.
Accompagnato e intervallato dai motivi e dalle atmosfere di una band musicale, Musica da Ripostiglio, il racconto prende il via da molto lontano e attraversa le tragicomiche vicissitudini del protagonista e della sua compagna... 
Scritto da Sergio Rubini e Carla Cavalluzzi
Musiche eseguite dal vivo da Musica da Ripostiglio
L. Pirozzi chitarra e voce, L. Giacomelli chitarra
R. Toninelli contrabbasso, E. Pellegrini batteria
Regia di Sergio Rubini

Martedì 20 Luglio – Ore 21.30

NICOLA PIOVANI  in NOTE A MARGINE - Il Mito della musica
Leçon- concert
Con
M. Cesari sax, M. Loddo contrabbasso, N. Piovani pianoforte
Dopo l’indimenticato Viaggi di Ulisse, il Festival di Veleia accoglie ancora una volta un prezioso appuntamento musicale con il premio Oscar Nicola Piovani. Uno spettacolo inedito, una leçon-concert in cui, sulla scia di memorie personali e artistiche - dal Mito greco a La vita è bella - il Maestro Piovani condivide con gli spettatori riuniti nel foro veleiate le emozioni di una vita consacrata alla Musica, nonché esperienze, aneddoti e incontri artistici (con Fellini, i Taviani, Cerami, Benigni…) tra Letteratura, Musica, Cinema, Teatro, accompagnando il racconto con le note del suo pianoforte, insieme al sassofono di Marina Cesari e al contrabbasso di Marco Loddo.

Mercoledì 21 Luglio – Ore 21.30

MASSIMO RECALCATI e MARIO PERROTTA  in EREDITA’  - Contrappunti sul figlio
Evento speciale per il Festival di Veleia
Un evento speciale, creato in esclusiva per il festival di Veleia, vede insieme in scena Massimo Recalcati, uno dei più noti psicoanalisti d’Italia e il  premio Ubu Mario Perrotta, esponente del miglior teatro contemporaneo.

Massimo Recalcati e Mario Perrotta tornano in scena insieme per proseguire il viaggio attraverso le relazioni familiari dopo “Dalle ceneri dei padri” (2018) e “Madre: indicativo presente” (2019).
La lente di ingrandimento è ora rivolta alla figura del figlio, figura del segreto, del destino, del futuro, figura dell’eredità. A partire da Edipo - figlio ingabbiato nella Legge dettata dal fato che lo pone in un contrasto violento col padre - per approdare ad Amleto - figlio che di quella Legge potrebbe spezzare le catene e che, tuttavia, decide di non agire.

Domenica 25 Luglio – Ore 21.30

  GIOELE DIX  in VORREI ESSERE FIGLIO DI UN UOMO FELICE - L’Odissea del figlio di Ulisse, crescere
con un padre lontano

  di e con Gioele Dix
 Prendendo spunto dalla potente e simbolica vicenda di Telemaco, figlio di Ulisse, Gioele Dix costruisce uno spettacolo di grande spessore teatrale, in bilico      costante fra suggestioni letterarie (Paul Auster, Milan Kundera, Ghiannis Ritsos) e irruzioni nel quotidiano (molti ricordi personali) e disegna con affilata ironia un ritratto commosso, a tratti esilarante, di padri e figli e dei loro complicati rapporti d’affetto.

 

Mercoledì 28 Luglio – Ore 21.30

PAOLO ROSSI  in STAND UP OMERO - Tutta l’Odissea in 60 minuti
Progetto e regia di Sergio Maifredi
! Prima Nazionale!

Lunedì  2 Agosto– Ore 21.30

LAURA MORANTE  in MEMORIE
Drammaturgia di Marco Fabbri liberamente tratta da “A manera de memorias” di N. Gorin


Con M.Fabbri bandoneon M. Repellini violoncello S. Giavazzi pianoforte
Nuovo spettacolo

Giovedì 5 , Venerdì 6 Agosto - Repliche: ore 20.45, 21.30, 22.15

Ingresso riservato a cinque spettatori a replica
TEATRO DEL LEMMING  in METAMORFOSI - Di forme mutate

Con A. Papa, D. Ferrantini, F. Tommasini, K. Raguso, M. Carluccio, M. Munaro
Drammaturgia musica e regia di Massimo Munaro
Nuovo spettacolo

Pubblicato il 3 luglio 2021

Ritorna «Piacenza nel cuore»

marilena massarini

Domenica 4 luglio ritorna “Piacenza nel Cuore”, la Rassegna della Canzone Dialettale denominata “Sant’Antonino con parole e musiche della nostra terra”, giunta alla XXVI.a edizione, che inaugurerà i concerti in Piazza Cavalli dopo la terribile pandemia e vuole rappresentare un segnale di speranza e la fiducia nel futuro, perché cantando in dialetto torneremo a sorridere.

Marilena Massarini, anima della manifestazione, è pronta ad accogliere il pubblico e a guidarlo in uno spettacolo all’insegna della tradizione, che guarda al passato, ma proietta il dialetto nel futuro della nostra città, accogliente, ma dalle radici profonde.
Il Comune di Piacenza fin dal lontano 1996 accordò il patrocinio a Piacenza nel Cuore, che riprendeva un’antica tradizione- ci spiega Marilena - riconoscendone il ruolo culturale e sociale: da allora il sodalizio è vincente e sostenuto dalla Banca di Piacenza e dalla Cantina Valtidone, cui si è aggiunta la Cooperativa San Martino, sempre attente alla valorizzazione delle nostre eccellenze.

Sul palco a partire dalle ore 20,45 si alterneranno alcuni tra i più amati interpreti nostrani che proporranno motivi vecchi e nuovi dedicati sia ai piacentini, sia a chi è “arius” e viene da fuori, ma vuole scoprire l’anima di questa città.
Le canzoni saranno molto varie, si passerà dai motivi dei più amati autori locali, frutto di un’accurata ricerca storica, a canzoni scritte recentemente da autori contemporanei: si inizierà con Marilena che interpreterà “Cantarana Valzerche canta il mondo ormai quasi scomparso delle vecchie osterie, “Lamicisiadi Umberto Lamberti e “Una strè sud mandi Avos. Sarà presente il trio “I rundan ‘d Piaseinsa” composto da Maristella Zarantonello con Elena e Lucia Carmagnola, le quali quest’anno proporranno Scussalein russdi Carella Testori, per poi passare ad una delle più allegre e conosciute canzoni del panorama musicale piacentino: “La Mè Sigulleina” poesia scritta da Egidio Carella e musicata dal maestro Italo Bariola che racconta il cambiamento fisico di una moglie con il passare del tempo, descrivendo la trasformazione da siguleina a bavaron.

Tornerà sul palco di Piazza Cavalli anche Mario Schiavi, poeta già premiato al Concorso di poesia dialettale Valente Faustini: ora ha messo in musica le sue rime ed accompagnandosi magicamente con la chitarra interpreterà “Pär e fiöe Voi andä in sla fera.
Anche Mauro Sbuttoni ha risposto all’invito di Marilena ed il palco si animerà di sonorità blues grazie ai brani da lui composti Din don din done Piace Piace, a dimostrazione della versatilità del nostro vernacolo, col quale si possono comunicare sentimenti difficilmente descrivibili con frasi in lingua.

Sarà poi la volta di Maurizio Pitacco cantante e chitarrista piacentino doc che proporrà San Supulcarbrano inedito, piacevole ed orecchiabile melodia che dipinge il quartiere di San Sepolcro. In pubblico, inoltre, potrà apprezzare Silvano D’Angiò, poliedrico artista di grande successo fin dagli anni sessanta, con alle spalle varie edizioni del Disco per l’Estate e del Cantagiro, ma sempre legato alla sua terra, tanto da scrivere “Ma veda vè”, storia di un emigrato che decide di tornarsene a casa: è un po’ la sua storia di cantante sempre in tournee, ma che non manca mai alla nostra festa di Sant’Antonino per cantare in Piazza Cavalli.

Potremo poi ascoltare a grande richiesta il tenore Gianni Zucca, che con la sua straordinaria voce entusiasmerà i presenti dedicando i suoi acuti a Sant’Antonino esibendosi eccezionalmente in duo con la giovanissima promessa piacentina del bel canto Rebecca Brusamonti, accompagnati al pianoforte dal Maestro Francesco Degli Antoni.

La colonna sonora della serata sarà curata dall’orchestra di Marino Castelli con la cantante piacentina Daniela e il maestro Alberto Kalle professore d’orchestra e fuoriclasse della fisarmonica. Sarà coadiuvato dai maestri Bruno Orlandi e Mauro Migliori con Gigi Migliori alla batteria e Fabio Sangiovanni alla chitarra.

La rassegna dialettale sarà modulata in base alle prescrizioni dettate dalle norme di sicurezza e per rispettare i distanziamenti prescritti sul palco e in piazza: si invitano i cittadini a presentarsi per tempo, in quanto chi prima arriverà potrà accomodarsi sulle sedie della platea predisposta dal Comune di Piacenza. In caso di pioggia la serata si terrà nel salone di Palazzo Gotico.

Pubblicato il 2 luglio 2021

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