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Notizie Varie

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Il Polo di Mantenimento sostiene «Oltre l’autismo»

Polo di mantenimento per Oltre lautismo

Grande successo per la serata a scopo benefico organizzata dal Polo Mantenimento Pesante Nord di Piacenza, in memoria del primo caporal maggiore Alessia Chiaro. L'evento, svoltosi lo scorso 12 dicembre presso la sede dell’ex Arsenale, a sostegno dell'associazione “Oltre l’autismo”, ha visto una calorosa partecipazione da parte del personale civile e militare del Polo, accompagnato da familiari ed amici, uniti da un forte spirito di solidarietà. L'iniziativa, promossa dal direttore brigadier generale Roberto Cernuzzi si inserisce nel quadro delle attività che le Forze Armate dedicano al supporto del territorio e delle realtà sociali più attive. Il generoso ricavato dell’iniziativa è stato interamente devoluto all'associazione Oltre l'Autismo di Piacenza, che da anni opera con dedizione per sostenere le persone nello spettro autistico e le loro famiglie, promuovendo percorsi di autonomia e inclusione. “Siamo onorati di poter affiancare l’associazione nei loro preziosi progetti”, ha dichiarato il direttore del Polo.

“La nostra missione è servire il Paese, e questo include anche sostenere chi sul territorio si impegna quotidianamente per garantire dignità e opportunità a tutti i cittadini. La partecipazione di stasera dimostra che Piacenza è una comunità generosa e attenta ai bisogni del prossimo”. Maria Grazia Ballerini, presidente dell’associazione, ha ringraziato il Polo Mantenimento Pesante Nord per la sensibilità e l'impegno: “Questo sostegno è fondamentale. Ogni contributo si traduce in un passo avanti concreto verso la realizzazione di un futuro di maggiore autonomia per i nostri ragazzi. Ringraziamo di cuore tutti i presenti per aver scelto di essere «oltre» l'indifferenza e «con le nostre famiglie». L'evento si conclude con un bilancio altamente positivo, sia in termini di fondi raccolti che di consapevolezza sul tema dell'autismo, rafforzando il legame tra l'istituzione militare e la società civile piacentina.

Pubblicato il 21 dicembre 2025

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Contributi per i libri di testo, la Regione aumenta l’investimento di oltre il 60%

Contributi aggiornati per i libri di testo

Anche per l’anno scolastico 2025-2026 tutti gli studenti e le studentesse dell’Emilia-Romagna che ne hanno diritto potranno beneficiare dei contributi per l’acquisto dei libri di testo. Si tratta di 51.150 idonei che frequentano le scuole di primo e secondo grado con un Isee entro i 15.748,78. A disposizione ci sono 7,7 milioni di euro (esattamente 7.734.510), tra risorse regionali e statali, di cui la Giunta regionale ha recentemente approvato il riparto, a chiusura del bando. Aumenta del 64% l’impegno della Regione, che passa da 1,8 milioni dello scorso anno scolastico a quasi 3 milioni (esattamente 2.988.362,74) per il 2025/2026, a fronte del calo di circa il 24% delle risorse statali: da 6,2 a 4,7 milioni. Duplice l’obiettivo del provvedimento: sostenere le famiglie in difficili condizioni economiche nell’assolvimento dell’obbligo di istruzione dei figli e ridurre il rischio di abbandono scolastico.

“Aumentare le risorse per l’acquisto dei libri di testo, così da sostenere le famiglie in condizioni economiche più difficili, non è una semplice voce di bilancio, ma una scelta di civiltà - commenta l’assessore alla Scuola, Isabella Conti -. Investire nell’istruzione significa abbattere barriere economiche e culturali, offrendo a ogni studente e a ogni studentessa le stesse opportunità e gli stessi strumenti per formarsi, crescere, realizzarsi nelle proprie aspirazioni e talenti. Ancora una volta in Emilia-Romagna tutti coloro che possiedono i requisiti avranno i contributi: un impegno concreto della nostra Regione verso la giustizia sociale- chiude Conti- perché il diritto allo studio non deve essere un privilegio, ma un bene comune”. Resta saldo il dato del 100% degli aventi diritto che potrà contare sul contributo, a seconda della fascia Isee di riferimento. Aumentano lievemente gli importi unitari dei contributi: 177 euro (erano 174 nell’anno precedente) per i 30.540 studenti che rientrano nella fascia Isee 1 fino a 10.632,94 euro; 113 euro (contro i 110 euro) per i 20.610 studenti che appartengono alla fascia Isee 2 fino a 15.748,78 euro. Dal mese di gennaio le risorse saranno trasferite ai Comuni/Unioni di Comuni che erogheranno i benefici alle famiglie.

Pubblicato il 21 dicembre 2025

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Nuova ambulanza per la Pubblica Assistenza Valtrebbia di Travo

 Bilancio di fine anno della Pa Valtrebbia

Si è svolta l’assemblea dei soci della Pubblica Assistenza Valtrebbia di Travo, a cui è seguita l’inaugurazione di una nuova ambulanza alla presenza della cittadinanza, del sindaco Roberta Valla, del consigliere regionale Lodovico Albasi, del parroco don Omar Bonini e delle rappresentanze degli alpini di Travo e di Perino. In assemblea il presidente Giancarlo Battini ha tracciato un bilancio del 2025, ricordando i terribili mesi conclusivi del 2024, quando erano mancati l’allora presidente Fiorenzo Bonetti e il consigliere Mino Ponzini. Battini ha sottolineato il grande impegno morale dei volontari nel voler reagire al momento di difficoltà. Durante l’assemblea è stata annunciata la creazione di un borsa di studio alla memoria dello scomparso presidente Fiorenzo Bonetti: a partire dal 2026 verrà assegnata a uno studente delle superiori o dell’Università che presti servizio di volontariato presso la Pubblica Assistenza di Travo. Per questo motivo, in assemblea erano presenti la vedova e il figlio di Bonetti, che hanno motivato questo gesto come una modalità di tener viva la memoria di Fiorenzo, che tanto era legato all’associazione e al territorio di Travo.

Il presidente Battini ha quindi evidenziato gli importanti risultati raggiunti nel 2025: oltre 260.000 chilometri per oltre 3300 servizi totali, tra emergenza 118, servizi inter-ospedalieri, dialisi, accompagnamenti sanitari di persone fragili, grazie agli 8 automezzi. Il 2025 ha portato anche 15 nuovi volontari che proprio la settimana scorsa hanno terminato il percorso di formazione. Proprio l’accresciuta richiesta di servizi da parte del territorio ha reso necessario l’acquisto di una nuova ambulanza. Poi, nel piazzale antistante la Pubblica Assistenza si è tenuta l’inaugurazione della nuova ambulanza. Il sindaco Valla ha ribadito l’importanza della Pubblica Assistenza per la comunità travese, mentre Lodovico Albasi non ha mancato di sottolineare quanto è forte l’impegno della Regione a favore del volontariato. Il presidente Battini ha concluso evidenziando il valore morale che ha per una comunità l’acquisto di una ambulanza che sarà interamente destinata ai servizi alla popolazione fragile del territorio.

Pubblicato il 20 dicembre 2025

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La corsa al riarmo passa anche dal conto corrente

riarmo

In una serata prossima alle festività natalizie, il 19 dicembre, all’Auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano, in via Santa Eufemia, si è aperto uno spazio di riflessione controcorrente. L’iniziativa, dal titolo “Contro il riarmo per una finanza etica – la corsa al riarmo passa anche dal tuo conto corrente”, promossa dalla rete Europe for Peace-Piacenza e dal gruppo territoriale dei soci di Banca Etica, ha messo al centro un tema tanto attuale quanto spesso rimosso: il legame stretto tra aumento delle spese militari e finanza, pubblica e privata.

Miliardi per le spese militari

Secondo i dati Nato, l’Italia chiuderà il 2025 con una spesa militare di 45,3 miliardi di euro, il 38% in più rispetto ai 32,7 miliardi del 2024, pari all’1,5% del PIL. Ma il vero salto sarebbe portare la spesa al 5% del PIL, come richiesto in sede internazionale: un incremento stimato dagli osservatori di Milex tra 75 e 100 miliardi di euro aggiuntivi all’anno, che porterebbe l’impegno complessivo per la difesa oltre i 100 miliardi annui entro il 2035. Numeri che, come sottolineano molti economisti, imporrebbero un drastico ripensamento della finanza pubblica, con inevitabili ricadute su welfare, sanità, istruzione.

In questo scenario si inserisce anche il piano europeo “ReArm Europe”, che prevede 800 miliardi di euro per incentivare gli investimenti nella difesa. Una scelta che, secondo i promotori dell’incontro, ripropone una logica antica e pericolosa: “se vuoi la pace, prepara la guerra”. Una logica che entra in rotta di collisione con l’opinione di una larga maggioranza di cittadini europei, contraria all’aumento delle spese militari e convinta che la sicurezza autentica passi piuttosto dalla tutela dei bisogni umani fondamentali: sicurezza sociale e sanitaria, ambientale e climatica, alimentare ed economica, comunitaria e politica, in Europa e nel mondo.

La pace vista come cattivo affare

Il cuore della serata è stato l’intervento di Simone Siliani, direttore della Fondazione Finanza Etica. La sua è una storia personale intrecciata da sempre con l’impegno pacifista: dagli anni Ottanta dei movimenti per la pace, alla collaborazione con padre Ernesto Balducci, fino all’esperienza nella pubblica amministrazione e nell’organizzazione di Terra Futura, la grande mostra-convegno dedicata alle buone pratiche della sostenibilità.

Siliani ha parlato di una “transizione radicale” dell’Unione Europea verso la militarizzazione, un cambiamento che rischia di snaturare l’idea stessa di Europa, nata come progetto di pace dopo le macerie della Seconda guerra mondiale. Ha messo in discussione la retorica dell’aumento della produzione militare come risposta automatica alle crisi, ricordando come la storia e la statistica mostrino una correlazione inquietante tra grandi processi di riarmo e lo scoppio dei conflitti. Le armi, ha detto, sono merci: per sostenere il ciclo produttivo devono essere “consumate”.

Emblematico il riferimento a Leonardo S.p.A., colosso italiano degli armamenti, definito di fatto un’azienda di Stato: lo Stato è l’azionista di riferimento, il Ministero della Difesa il principale cliente, il governo l’arbitro delle esportazioni. In questo quadro, la pace diventa un cattivo affare. L’instabilità, o la sua percezione, un elemento funzionale al business.

Invito all’azione

Ma il messaggio più incisivo della serata non è stato solo di denuncia. È stato un invito all’azione. Siliani ha ricordato che l’UE, per finanziare il riarmo, è pronta a superare il tabù del deficit al 3%, caricando di nuovo debito le spalle delle future generazioni. E ha citato le parole della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che ha invitato a mobilitare i 10.000 miliardi di euro di risparmi privati “fermi” dei cittadini europei per investirli anche nell’industria bellica.
È qui che entra in gioco la finanza etica. Una finanza che, per statuto, esclude gli investimenti nel settore militare e che restituisce ai cittadini un potere spesso ignorato: quello di risparmiatori consapevoli. I soldi depositati in banca non restano fermi, circolano, finanziano attività. Scegliere dove tenerli significa scegliere che tipo di economia e di mondo sostenere. Accanto al ruolo di elettori e consumatori, quello dei risparmiatori è forse il più sottovalutato, anche a causa di una diffusa mancanza di alfabetizzazione finanziaria.
La serata di Piacenza si è chiusa con una consapevolezza condivisa: la corsa al riarmo non è un destino inevitabile né una decisione lontana, riservata ai palazzi del potere. Passa anche dai gesti quotidiani, dalle scelte “dal basso”, perfino da un conto corrente. E sapere che esistono alternative, concrete e praticabili, è già un primo passo per far sentire la propria voce.

Riccardo Tonna

Nella foto, l'incontro promosso dalla rete Europe for Peace-Piacenza e dal gruppo territoriale dei soci di Banca Etica.

Pubblicato il 21 dicembre 2025

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Gioco d’azzardo, al via la campagna di comunicazione e il nuovo piano regionale

Campagna contro il gioco dazzardo 

Trentamila persone in Emilia-Romagna si sono rivolte nel 2024 ai Servizi per le dipendenze patologiche; di queste, quasi 1.500 (esattamente 1.462), quindi il 4,9%, lo ha fatto per problemi legati al gioco; con un dato significativo: la metà, 718, era costituito da nuovi soggetti. Non solo: la nostra regione si conferma tra quelle con la più alta raccolta da gioco fisico e online: sempre nel 2024, la raccolta pro capite è stata di 1.132 euro per maggiorenne residente. In particolare, qui come a livello nazionale, è in forte crescita il gioco online, con quasi un milione di conti attivi e una perdita media annua di 260 euro per conto. Il fenomeno coinvolge soprattutto uomini e giovani adulti, ma emergono nuove aree di rischio tra adolescenti e giovanissimi. Che non vengono lasciati soli, perché in Emilia-Romagna esiste una rete di servizi e interventi coordinati dalla Regione che possono contare sull’Osservatorio regionale per il monitoraggio e la formulazione di strategie, Gruppi di lavoro multidisciplinari e referenti aziendali in ogni Ausl, strutture residenziali dedicate, Unità di strada per la prevenzione nei luoghi di aggregazione giovanile - con sperimentazioni specifiche sul gioco d’azzardo - un numero verde regionale (800.033.033) e la collaborazione continua con i Comuni, i Distretti e le associazioni di auto-mutuo aiuto. Poi la nuova campagna di comunicazione della Regione, realizzata in collaborazione con l’Azienda Usl di Ferrara, partita oggi con una duplice finalità: aumentare la consapevolezza del rischio di dipendenza dal gioco d’azzardo e far conoscere i percorsi di ascolto e riabilitazione presenti in Emilia-Romagna.

Non è solo un gioco

"Io non azzardo", perché "il gioco non vale la casa, la salute, il lavoro, gli affetti": un concetto che è più di un invito, quasi un allarme sulla posta in gioco quando il gioco, appunto, può far perdere tutto. Per cercare di prevenire e contrastare il gioco d'azzardo patologico, la campagna - che usa toni leggeri e non giudicanti per favorire un approccio stimolante e dialogante - fa leva sui temi della perdita e delle probabilità statistiche, ma anche sulle emozioni. Che si tratti di casinò, slot machine, lotterie istantanee o scommesse online, il "banco" è programmato per vincere: a rimetterci sono sempre i giocatori. E le loro storie di uomini, donne, familiari e giovani sempre più coinvolti nel fenomeno, specialmente online. Non solo, perché è stato definito anche il nuovo Piano regionale sul Gioco d’azzardo patologico (Gap) 2026-2028, che rafforza l’approccio cosiddetto ‘evidence-based’ nella prevenzione e nel trattamento ed è frutto di un percorso condiviso con tutti gli attori istituzionali coinvolti (Ausl, Enti locali, Anci, associazioni di auto mutuo aiuto, comunità terapeutiche), che ha valorizzato la rete territoriale e l’integrazione tra servizi pubblici, privato accreditato e associazionismo. Con l’obiettivo di uniformare le buone pratiche già in uso e garantire elevati standard qualitativi su tutto il territorio regionale.

Il boom dell'on line

Le due principali novità - la campagna di comunicazione e il Piano regionale - sono state illustrate in conferenza stampa dall’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi, e dall’assessora al Commercio, Roberta Frisoni, che hanno lavorato congiuntamente all’assessora al Welfare e Terzo settore, Isabella Conti. “Una nuova campagna di comunicazione e un nuovo Piano regionale per rafforzare l’impegno su prevenzione e contrasto del Gioco d’azzardo patologico- affermano Fabi, Conti e Frisoni-. Se la campagna vuole essere uno strumento diretto di informazione, deterrenza e dissuasione, ma anche di ascolto e aiuto, il Piano rappresenta un modello avanzato di programmazione integrata, che coniuga evidenze scientifiche, governance multilivello, attenzione alle nuove forme di dipendenza e forte investimento nella rete territoriale e nella formazione. L’obiettivo, a cui abbiamo lavorato assieme a tutti i soggetti coinvolti, è ridurre l’impatto del gioco d’azzardo patologico attraverso azioni coordinate di prevenzione, cura, riabilitazione e sensibilizzazione, con particolare attenzione alle fasce vulnerabili e ai contesti di vita reale e digitale. Perché tanto è stato fatto, ma tanto si può ancora fare, ognuno per la propria parte, istituzioni e cittadini insieme, anche i più giovani, per contrastare una dipendenza grave, che può portare a conseguenze drammatiche per le persone e le famiglie”.

“Dopo la pandemia da Covid19- aggiungono i tre assessori- è accaduto qualcosa di inaspettato: dal 2020 in Italia il giocato per il gioco d’azzardo online ha superato quello per il gioco d‘azzardo fisico: 91 miliardi di euro contro 65 miliardi. Ciò impone una revisione delle strategie e degli interventi che le Regioni hanno impostato in questi anni, è di fondamentale importanza quindi ridefinire e aggiornare gli strumenti di prevenzione e intervento”.

La nuova campagna 

Con i suoi manifesti, alcune video-clip e molteplici materiali di comunicazione, la campagna sarà presente negli spazi comunali, al cinema, nelle strutture sanitarie, sulla stampa locale e sui canali social. Molteplici i contenuti, declinati per diversi target e contesti, per intervenire sia sul fronte della prevenzione sia su quello del contrasto: dal conoscere i rischi e le buone regole per proteggersi dal gioco d'azzardo patologico, al riconoscimento dei campanelli d’allarme ovvero dei principali segnali che anticipano la dipendenza, fino all'offerta di tutti i servizi a cui potersi rivolgere per ricevere aiuto e assistenza. Il Piano adotta un approccio ‘evidence-based’, cioè interventi basati sulle migliori evidenze scientifiche, con l’obiettivo di identificare trattamenti efficaci per le diverse tipologie di pazienti; sulla prevenzione mirata, con strategie rivolte a target specifici (giovani, anziani, donne), e attenzione alle nuove forme di gioco online, gaming e azzardizzazione del web; infine, il rafforzamento della rete, tramite il consolidamento della collaborazione tra servizi, Enti locali e Terzo settore, con particolare attenzione alla programmazione locale e alla personalizzazione degli interventi. Quattro le finalità: promuovere la conoscenza del fenomeno tra cittadini ed esercenti, con campagne informative e azioni di sensibilizzazione; interventi nelle scuole per aumentare la consapevolezza tra studenti, docenti e genitori; formazione degli operatori sanitari, sociali, educativi e degli esercenti, per il riconoscimento precoce dei segni di Gap e la promozione della responsabilità sociale; infine, la rete integrata di trattamento sanitario e sociale, con percorsi ambulatoriali e residenziali che coinvolgano servizi pubblici, privato accreditato e associazioni. Le strategie operative includono la prevenzione ambientale (divieto di pubblicità, distanziamento delle sale da gioco, limiti orari), la promozione di stili di vita sani, l’attivazione di sportelli di consulenza e gruppi di supporto per familiari, e l’implementazione di strumenti innovativi come la telemedicina e il supporto online. Previsto anche un sistema strutturato di monitoraggio e valutazione dei risultati, con relazioni triennali alla Commissione assembleare e schede di rendicontazione per Ausl e distretti; centrale anche la formazione continua degli operatori, con l’adozione di standard europei e la promozione di metodologie validate scientificamente.

Pubblicato il 20 dicembre 2025

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