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L'incanto dell'Epifania: un ponte tra Selva di Ferriere e l'alta val Ceno

presepeanzola
Un'atmosfera quasi sospesa nel tempo ha avvolto l'alta Val Ceno in occasione dell'Epifania del Signore, celebrata con profonda devozione nell'oratorio di Sant'Antonio Gianelli ad Anzola.
Il cuore pulsante della natività, il piccolo Gesù Bambino, quest'anno ha avuto il volto di Tommaso, proveniente dalla piacentina Selva di Ferriere, luogo d'origine dell'intera "Sacra Famiglia" composta da Paolo Toscani nei panni di Giuseppe e Alessia Viani in quelli di Maria.
La celebrazione, presieduta da don Stefano Segalini, ha preso vita martedì mattina, trasformando l'antico oratorio in una Betlemme appenninica. Ad animare la scena, una coreografia vivente di figuranti e, momento clou, l'arrivo solenne dei Re Magi a cavallo, giunti a rendere omaggio al Bambino, attraversando idealmente valli e confini.

"La magia del presepe vivente è resa possibile grazie alla generosità delle nostre comunità", ha sottolineato don Stefano, esprimendo viva gratitudine al gruppo del “Presepe Vivente di Rivalta” per aver messo a disposizione gli splendidi costumi che hanno vestito i partecipanti.
L'evento ha richiamato una marea di fedeli, uniti da un sentimento di condivisione che ha superato i confini parrocchiali. Dalle valli del Taro, da Santo Stefano d'Aveto, Varese Ligure, e dal piacentino, la gente è accorsa numerosa per partecipare a questa sentita rievocazione.
Un ringraziamento speciale è stato rivolto anche alle associazioni locali, custodi delle tradizioni del territorio: il Gruppo Alpini "Molino dell'Anzola" e l'Associazione del Cantamaggio, che hanno contribuito a tessere la trama di una giornata indimenticabile. I re magi sono giunti a cavallo da Bedonia, Albareto e Compiano, aggiungendo un tocco di autenticità al corteo.
Momento di particolare intensità emotiva è stata la rievocazione del Quarto Magio, Artabano, giunto da Tornolo. La sua è la leggenda del saggio persiano che, pur partendo con gli altri, si attarda lungo il cammino, donando le sue perle, rubini e zaffiri a poveri, malati e oppressi. Il suo arrivo tardivo, in coincidenza con l'omelia, ha suscitato stupore e riflessione tra i presenti, offrendo una potente lezione di carità e dedizione al prossimo.
Al calar del sipario sulla funzione religiosa, la festa è proseguita con gioiosi canti popolari, un'armonia di suoni che ha visto protagonisti la fisarmonica di Franco Guglielmetti, la piva e il piffero di Dario Landi e la chitarra di Nicola Rulli, chiudendo in musica una giornata all'insegna della fede e della tradizione.
Paolo Carini 
Nella foto, l'Epifania ad Anzola di Bedonia.

Pubblicato il 7 gennaio 2026

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