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A Piacenza il gotha della cucina italiana

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Piacenza accoglie il gotha della cucina italiana per la presentazione della Guida Michelin

Nella cornice del Teatro Municipale presentata la celebre guida, giunta alla 65esima edizione. Piacenza conferma i suoi due ristoranti stellati: il Nido del Picchio e La Palta

È stata presentata nella cornice piacentina del Teatro Municipale la 65a edizione della Guida Michelin Italia. L’importante evento nazionale è stato ospitato per la prima volta nella nostra città.
La Guida Michelin nacque in Francia nel 1900, voluta dai fratelli Édouard e André Michelin, i fondatori della Michelin, per aiutare le poche migliaia di automobilisti francesi alle prese con un viaggio che, allora, era spesso avventuroso. Conteneva informazioni pratiche (dove fare rifornimento, dove trovare un’officina, dove cambiare i pneumatici) e indicazioni su dove mangiare e dormire. In Italia, la prima Guida Michelin è del 1956. La Guida Michelin nasce quindi come aiuto per chi viaggia, come ogni prodotto (pneumatici, carte e guide) Michelin, e continua ad esserlo. I rigorosi criteri di selezione, applicati in modo omogeneo in 30 Paesi, rendono la Guida Michelin un riferimento nel campo della ristorazione. Gli ispettori Michelin operano in modo anonimo seguendo una consolidata metodologia in tutto il mondo e pagano il conto al ristorante, valutando esclusivamente la qualità della cucina in base a cinque criteri definiti da Michelin: qualità dei prodotti, gusto e abilità nella preparazione dei piatti e nella combinazione dei sapori, cucina rivelatrice della personalità dello chef, rapporto qualità/prezzo e continuità nel tempo e nel menù.

La guida del 2020 è stata svelata e contiene 33 novità, delle quali due nuove 2 stelle e trenta nuove 1 stella, per un totale di 374 ristoranti stellati. Confermate tutte le 3 stelle, che salgono così a 11. Piacenza ha confermato i suoi due ristoranti stellati (ovvero una stella): “La Palta” di Bilegno di Borgonovo (chef Isa Mazzocchi) e il Nido del Picchio di Carpaneto (chef Daniele Repetti). Nella guida Michelin 2020 i ristoranti che propongono una da tre stelle – il massimo, sono quelli che “meritano un viaggio” – sono Piazza Duomo ad Alba (Cuneo), Da Vittorio a Brusaporto (Bergamo), St. Hubertus, a San Cassiano (Bolzano), Le Calandre a Rubano (Padova), Dal Pescatore a Canneto Sull’Oglio (Mantova), Osteria Francescana a Modena, Enoteca Pinchiorri a Firenze, La Pergola a Roma, Reale a Castel di Sangro (L’Aquila), Mauro Uliassi a Senigallia (Ancona) e, infine, è stato riconosciuto proprio in questa edizione Enrico Bartolini al Mudec a Milano.

Sono due le novità tra i 35 ristoranti che “meritano una deviazione”, e quindi le due stelle Michelin.
La Madernassa, a Guarene in provincia di Cuneo e Glam di Enrico Bartolini a Venezia. Come detto, tra i 328 che hanno una stella sono stati confermati i due ristoranti piacentini. Questo settore ha registrato ben 30 novità. La Lombardia è la regione più stellata, con 6 novità tra i 62 ristoranti. Il Piemonte, con 4 novità, è sempre in seconda posizione, con 46 ristoranti, mentre la Campania 6 novità si colloca al terzo posto del podio, con 44 ristoranti. A seguire, la Toscana, con 6 novità, per un totale di 40 ristoranti e, infine, il Veneto, a quota 37, con due novità. “Anno dopo anno – ha commentato Sergio Lovrinovich, direttore Guida Michelin Italia - la Guida rileva che la straordinarietà della nostra cucina sta nell’eccellenza dei prodotti, nelle tradizioni radicate nel territorio e nella capacità di innovare. Forse è «tutto qui», ma essere semplici e allo stesso tempo innovativi è un duro lavoro, che esige costanza, passione e collaborazione. Congratulazioni, quindi, a tutti gli chef e ai loro team che danno risalto alla scena gastronomica italiana, che può andar fiera dei suoi 374 ristoranti stellati”. Nel corso della presentazione piacentina sono stati conferiti anche alcuni premi speciali. La guida 2020 propone inoltre ai suoi lettori oltre 2700 alberghi e ristoranti.

“Michelin è un’occasione fantastica – ha dichiarato il sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri - ed una vetrina per valorizzare tutti i prodotti e le tradizioni di Piacenza. È un onore (su cui il Comune ha investito) ed un orgoglio poter ospitare l'evento, risultato reso possibile grazie anche alla collaborazione con Reggio Emilia e Parma, con le quali si può parlare di una fantastica grande Food Valley». Al termine della presentazione nella splendida cornice del Teatro Municipale, gli ospiti si sono spostati alla Galleria d’arte moderna “Ricci Oddi” per un buffet. In serata, invece, è prevista una cena di gala nell’ex chiesa di Sant’Agostino.

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